Marika Lagarese

Marika Lagarese

Siete amanti del mistero, di borghi antichi ed escursioni nel verde? Allora non perdetevi i paesi fantasmi più belli d'Italia!

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📆 Ultimo aggiornamento
25/10/2026

Se sei un viaggiatore che predilige percorsi alternativi alle mete turistiche più affollate e da cartolina, l'Italia custodisce un universo segreto tutto da scoprire. Oltre alle celebri città d'arte e alle spiagge baciate dal sole, esiste in Italia una rete di luoghi abbandonati che sembrano rimasti sospesi nel tempo.

Lungi dall'essere semplici siti inquietanti o curiosità stagionali legate ad Halloween, questi borghi abbandonati e città fantasma rappresentano veri e propri libri di storia a cielo aperto. Da nord a sud, ogni muro diroccato, ogni piazza silenziosa e ogni vicolo invaso dalla vegetazione racconta una storia intensa, fatta di resilienza umana, calamità naturali, cambiamenti economici e tragedie improvvise. La natura si è riappropriata di questi spazi, avvolgendoli in scenari fiabeschi e in un'atmosfera incantata e malinconica.

Partiamo insieme per un viaggio attraverso 20 delle più belle città fantasma d'Italia, scoprendo le ragioni del loro abbandono, ciò che ne resta oggi e come sia possibile visitarle in modo responsabile.

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Alla scoperta dei luoghi abbandonati e delle città fantasma più affascinanti d'Italia

Se desiderate allontanarvi dalle mete turistiche più affollate per scoprire un volto nascosto del Paese, un viaggio tra i borghi dimenticati d’Italia regala un’esperienza indimenticabile. Da nord a sud, questi villaggi abbandonati e città fantasma si offrono come libri di storia a cielo aperto, dove la natura ha lentamente ripreso possesso di rovine medievali, vicoli in pietra e piazze silenziose.

Dalla celebre "città che muore" alla "Pompei del Novecento", questo articolo traccia una mappa dei borghi fantasma più belli e affascinanti d’Italia, custodi di storie intense fatte di resilienza, calamità naturali e trasformazioni economiche; un invito a esplorare luoghi insoliti e di grande fascino, lontano dai soliti itinerari. Scopriamoli insieme!

20. Trentino Alto-Agide: Ischiazza

Ischiazza fu devastata e compromessa in modo permanente da una violenta alluvione nel 1966, che rese necessaria la completa evacuazione della comunità.

Ciò che resta oggi: rimangono solo pochi edifici ridotti a scheletri e avvolti da una fitta vegetazione, oltre a una piccola chiesa decorata.

Come visitarla: situata nella spettacolare regione del Trentino-Alto Adige, la località è immersa in un rigoglioso paesaggio boschivo, ricco di corsi d'acqua e sentieri di montagna. È raggiungibile attraverso percorsi escursionistici locali, ideali per chi cerca un'immersione nella natura, lontano dai circuiti più battuti.

19. Friuli Venezia Giulia: Moggessa di qua e là

Decenni di isolamento, la mancanza di infrastrutture moderne e il progressivo spostamento dei residenti verso i centri urbani hanno portato all'abbandono di questi due borghi montani gemelli.

Ciò che resta oggi: case in pietra a più piani, addossate le une alle altre; alcune sono ormai ridotte a ruderi, mentre altre sono state parzialmente recuperate come rustiche case per le vacanze.

Come visitarli: separati da un ruscello, questi due paesi fantasma sono raggiungibili esclusivamente a piedi. L'escursione che parte da Moggio Udinese, attraversando la natura incontaminata della zona, rappresenta una delle esperienze di trekking più appaganti nel nord Italia.

18. Lombardia: Savogno

Savogno fu abbandonata nel 1968, principalmente a causa della sua posizione montana isolata. Consonno, invece – spesso definita la città fantasma più surreale d’Italia, nei pressi del lago di Como – ha avuto un destino ben diverso: negli anni '60 fu deliberatamente demolita da un imprenditore che intendeva trasformarla in una stravagante città dei divertimenti in stile Las Vegas, per poi essere completamente distrutta da una imponente frana nel 1976.

Cosa resta oggi: Savogno conserva un impianto tipicamente medievale, con muri in pietra, case in legno a più piani e una chiesa affrescata. Consonno presenta invece bizzarre strutture in rovina, dallo stile pseudo-orientale o futuristico, ricoperte di graffiti.

Come visitarla: Per raggiungere Savogno è necessario salire circa 3.000 gradini in pietra, incorniciati dalla suggestiva cornice delle cascate dell'Acquafraggia (durante l'estate, il borgo torna parzialmente a popolarsi). Consonno è facilmente raggiungibile in auto o a piedi, sulle colline sopra Olginate, vicino a Lecco.

17. Piemonte: Erbareti

Fondato intorno al 1600 – presumibilmente come rifugio o insediamento legato a gruppi emarginati – la sua posizione montana remota e i rigidi inverni resero col tempo insostenibile una dimora permanente.

Cosa resta oggi: rovine in pietra situate a quasi 1.000 metri di altitudine, ricche di folklore locale.

Come visitarlo: situato in provincia di Vercelli (a circa 2 ore da Torino), Erbareti è strettamente legato alla leggenda del "Sasso del Diavolo", che presenta un'impronta lasciata dal diavolo su una roccia vicino al torrente del borgo, ancora oggi visibile ai visitatori.

16. Liguria: Osiglia Vecchia

Proprio come il Fornet di Valgrisenche, l'antico borgo a valle di Osiglia, nella val Bormida, fu sommerso nel 1937 in seguito alla costruzione di una grande diga sul torrente Osiglietta, destinata a creare un bacino idroelettrico.

Cosa resta oggi: fondamenta in pietra, arcate di ponti e i resti di antiche abitazioni montane, solitamente celati sotto le acque del lago di Osiglia.

Come visitare il sito: situati in provincia di Savona, i ruderi tornano visibili durante i periodi di magra o quando il bacino viene svuotato per lavori di manutenzione (solitamente ogni dieci anni). L'area lacustre circostante è una meta molto frequentata per praticare kayak, escursionismo e per visite turistiche stagionali.

15. Sardegna: Gairo Vecchia

Il destino di Gairo è stato tormentato dall'instabilità geologica. Il suo stesso nome deriva da *ga e roa* ("la terra che scorre"). Incessanti alluvioni, terremoti e catastrofiche colate di fango, susseguitisi nel corso del XIX e dell'inizio del XX secolo, culminarono in una gigantesca frana nel 1951, che rese necessaria l'evacuazione totale dell'abitato.

Ciò che resta oggi: lo scheletro di un vasto villaggio, con edifici sventrati, scale sospese nel vuoto, muri in pietra in rovina e vicoli dall'atmosfera spettrale.

Come visitarlo: situato nell'aspro entroterra di Nuoro, Gairo Vecchia rappresenta un'affascinante meta alternativa per escursionisti e viaggiatori alla scoperta del volto più selvaggio della Sardegna centrale. È liberamente accessibile a piedi.

14. Emilia Romagna: Chiapporato

Originariamente costruito nel XVI secolo da taglialegna e pastori, il borgo si è lentamente svuotato nel corso delle generazioni, fino a quando le ultime due residenti – una madre e una figlia tenaci – lo hanno lasciato nel 2016.

Cosa rimane oggi: Architettura rurale storica, tra cui un antico lavatoio, forni in pietra, blocchi di montaggio e una piccola chiesa restaurata.

Come visitarlo: Immerso nell'Appennino tosco-emiliano, a circa metà strada tra Bologna e Firenze, a oltre 800 metri di altitudine, Chiapporato è un gioiello nascosto raggiungibile attraverso sentieri selvaggi che attraversano fitti boschi di montagna.

13. Toscana: Pratovalle

La Toscana ospita una delle più alte concentrazioni di borghi abbandonati in Italia, vittime dello spopolamento del dopoguerra, della carestia e delle distruzioni belliche. A Pratovalle, le rappresaglie naziste e le devastazioni della Seconda guerra mondiale hanno segnato profondamente la comunità.

Ciò che resta oggi: archi in pietra di epoca medievale, vicoli stretti, case in pietra, antichi mulini e lavatoi. Toiano è celebre per la suggestiva cornice di calanchi, mentre Col di Favilla presenta baite in pietra in stile alpino, adagiate sui pendii delle Alpi Apuane.

Come visitarli: Sono facilmente raggiungibili durante un viaggio in auto o un’escursione giornaliera attraverso le province di Pisa, Lucca e Arezzo. Pratovalle e i ruderi circostanti accolgono gli escursionisti curiosi, desiderosi di scoprire un’autentica testimonianza della storia toscana.

12. Umbria: Castelsantagelo sul Nera

Sebbene di origini preistoriche e caratterizzato da un ricco patrimonio medievale, il nucleo storico è stato gravemente devastato dai catastrofici terremoti che hanno colpito l'Italia centrale nel 2016.

Cosa resta oggi: suggestive strutture architettoniche, quattro chiese storiche e i resti di un antico monastero, che si erge in una posizione spettacolare vicino al fiume Nera.

Come visitarlo: situato nei pressi di Norcia, il luogo è raggiungibile in auto per chi esplora i suggestivi paesaggi dei Monti Sibillini, attualmente in fase di rinascita; si raccomanda tuttavia il rigoroso rispetto delle norme di sicurezza nelle aree soggette a restrizioni.

11. Abruzzo: Gessopalena

Gessopalena è stata segnata da una duplice tragedia: un’estrema vulnerabilità, dovuta al fatto di essere stata letteralmente scavata nelle locali pareti di gesso, e un triste capitolo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le forze di occupazione commisero atrocità contro la popolazione locale. Il borgo fu ufficialmente abbandonato alla fine degli anni '50.

Cosa resta oggi: antiche abitazioni addossate alle pareti di gesso, vie parallele in pietra, monasteri in rovina e una vista panoramica mozzafiato sull'Appennino centrale.

Come visitarla: situato nella Valle dell'Aventino, vicino a Chieti, l'antico nucleo di Gessopalena, arroccato sulla parete rocciosa, è stato in parte messo in sicurezza e trasformato in un parco-memoriale a cielo aperto, accessibile ai visitatori.

10. Lazio: Antuni

Durante la Seconda guerra mondiale, una bomba vagante, sganciata da un aereo da combattimento, distrusse inaspettatamente gran parte del borgo, innescandone un rapido declino e il definitivo abbandono.

Ciò che resta oggi: un suggestivo insieme di strutture medievali arroccate su una stretta penisola che si affaccia sulle acque scintillanti del lago del Turano.

Come visitarlo: situato sulle colline reatine, non lontano da Roma e Rieti, Antuni è stato oggetto di accurati interventi di recupero negli ultimi anni ed è visitabile tramite percorsi guidati che partono dal vicino borgo di Castel di Tora.

9. Lazio: Civita di Bagnoregio

Nota come la città che muore, Civita è stata progressivamente abbandonata nel corso dei secoli a causa della continua erosione del suo altopiano in tufo – una roccia tenera – e dei frequenti smottamenti provocati da terremoti e piogge.

Ciò che resta oggi: un magico borgo arroccato, rimasto intatto nel tempo che conserva tracce delle sue origini etrusche, eleganti palazzi rinascimentali, vicoli acciottolati e offre una vista mozzafiato sulla circostante Valle dei Calanchi.

Come visitarla: Situata in provincia di Viterbo, Civita è raggiungibile esclusivamente a piedi, attraversando un suggestivo ponte pedonale lungo 300 metri che la collega alla vicina Bagnoregio. L'accesso prevede il pagamento di un piccolo biglietto; una volta giunti, i visitatori possono esplorare il centro storico, le botteghe artigiane e le trattorie locali.

8. Lazio: Calcata

Arroccato su uno sperone di tufo friabile di origine vulcanica, il centro storico di Calcata fu dichiarato inagibile negli anni '30 con un decreto governativo, a causa del timore di crolli strutturali; ciò spinse la maggior parte degli abitanti originari a trasferirsi nella vicina Calcata Nuova.

Ciò che resta oggi: un borgo medievale dall'aspetto fiabesco, scampato alla distruzione e rinato negli anni '60, quando artisti bohémien, musicisti e occupanti ne ripopolarono le case in pietra e le grotte.

Come visitarlo: Situato all'interno del Parco Regionale della Valle del Treja (a meno di un'ora da Roma), il borgo di Calcata Vecchia è liberamente accessibile a piedi. Oggi è un vivace centro artistico, ricco di botteghe artigiane, caffè dallo spirito bohémien e suggestivi sentieri per escursioni.

7. Campania: Romagnano al monte

Romagnano al Monte ha affrontato secoli di carestie e terremoti, ma il colpo di grazia è arrivato con il devastante sisma dell'Irpinia del 1980, che ha reso l'antico abitato inagibile. (Analogamente, Roscigno Vecchia, nel Cilento, fu abbandonata a causa di un progressivo cedimento geologico del terreno).

Cosa resta oggi: strade in pietra stranamente intatte, facciate in rovina e case in cui mobili, strutture di letti in ferro e oggetti personali sono rimasti lì, come cristallizzati al 1980.

Come visitarlo: Situato su uno sperone roccioso a oltre 650 metri di altitudine, a picco sul fiume Platano e al confine con la Basilicata, Romagnano al Monte può essere esplorato a piedi, permettendo di percepire le tracce ancora vive del suo passato recente.

6. Campania: Apice Vecchia

Duramente colpito da una serie di terremoti nel 1962 e ulteriormente compromesso dal sisma dell'Irpinia del 1980, il comune dispose l'evacuazione totale del centro storico, trasferendo i residenti ad Apice Nuova.

Ciò che resta oggi: appare come una Pompei del XX secolo, dove insegne di botteghe d'epoca, scorci urbani intatti, taverne abbandonate e oggetti di uso domestico si sono conservati dietro cancelli chiusi e facciate in rovina.

Come visitarla: Situata nei pressi di Benevento, Apice Vecchia è oggetto di interventi di recupero strutturale e rigenerazione urbana. Sebbene alcune parti del borgo siano ammirabili dall'esterno, visite guidate ed eventi culturali consentono l'accesso ad aree specifiche messe in sicurezza e al Castello Normanno restaurato.

5. Basilicata: Campomaggiore Vecchio

Campomaggiore Vecchio fu fondata nel XVIII secolo come una "città dell'utopia" di stampo illuminista, in cui a ogni cittadino venivano assegnati una casa e un appezzamento di terreno. Tuttavia, nel 1885, una frana di proporzioni devastanti distrusse questo insediamento sperimentale. 

Cosa resta oggi: a Campomaggiore, l'imponente impianto urbanistico a scacchiera, ormai riconquistato dalla natur

Come visitare i siti: Campomaggiore Vecchio è liberamente accessibile, offrendo la possibilità di passeggiare in un'atmosfera unica tra le rovine che seguono l'originario schema a griglia.

4. Basilicata: Craco

Una serie di frane devastanti, causate da lavori infrastrutturali e dall'instabilità geologica nel 1963, seguite da una grave alluvione nel 1972 e dal terremoto dell'Irpinia del 1980, hanno reso necessario il totale evacuazione della popolazione verso la valle sottostante.

Ciò che resta oggi: il borgo fantasma più iconico d'Italia: una suggestiva fortezza medievale, case in pietra ormai vuote arroccate su aride colline argillose (i calanchi) e piazze silenziose che hanno fatto da set per importanti film di Hollywood, tra cui "La passione di Cristo" di Mel Gibson.

Come visitarlo: Situato in provincia di Matera, Craco può essere visitato in sicurezza grazie a percorsi guidati a piedi, gestiti dal Comune (Parco Storico Craco Card), che forniscono ai visitatori caschi protettivi per esplorare l'area messa in sicurezza.

3. Puglia: Roca Nuova

In seguito ai continui attacchi da parte di pirati e turchi lungo la costa, nel 1480 gli abitanti di Roca Vecchia si spostarono nell'entroterra per edificare un centro fortificato. Secoli più tardi, il susseguirsi di epidemie — in particolare la malaria — portò all'abbandono definitivo del sito nel 1834.

Cosa resta oggi: Un insediamento medievale ben strutturato, che conserva resti di mura difensive, una chiesa, frammenti di torri e abitazioni in pietra.

Come visitarlo: Situata a soli 30 minuti a sud di Lecce, Roca Nuova è stata oggetto di parziali interventi di pulizia e ospita occasionalmente eventi culturali; rappresenta una tappa storica facilmente raggiungibile per chi esplora l'entroterra del Salento.

2. Calabria: Fantino

Fondato intorno al 1716 da alcuni pastori sul Monte Gimella, Fantino si spopolò gradualmente nel corso del XX secolo a causa della durezza del territorio e dell'isolamento economico. (Una sorte simile toccò a Pentedattelo, abbandonato in seguito ai gravi danni causati da un terremoto e a mutamenti socio-economici).

Cosa resta oggi: Casolari in pietra che risalgono il versante della montagna, immersi nella fitta macchia mediterranea.

Come visitarlo: Situato all'incirca a metà strada tra Crotone e Cosenza, Fantino rimane una meta molto cara agli abitanti dei paesi vicini, che ogni 10 settembre vi si riuniscono per celebrare il santo patrono, San Giovanni Infante.

1. Sicilia: Gioiosa Guardia

Fondato nel XIV secolo da Federico III d'Aragona in una posizione strategica sulla cima del Monte Meliuso, come difesa contro le incursioni dei pirati, il borgo fu colpito da un devastante terremoto nel 1783, seguito l'anno successivo da una grave carestia. Tali eventi costrinsero i sopravvissuti ad abbandonare la vetta e a trasferirsi lungo la costa, dando vita a Gioiosa Marea.

Cosa resta oggi: I ruderi di una torre, le fondamenta di un'antica fortezza e una vista panoramica mozzafiato che spazia lungo la costa tirrenica fino alle Isole Eolie.

Come visitarlo: Situato a 800 metri di altitudine, in provincia di Messina, il sito è raggiungibile percorrendo strade di montagna e sentieri, e regala ai visitatori uno dei punti panoramici più suggestivi della Sicilia.

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