Palmanova, situata nella parte sud-orientale del Friuli-Venezia Giulia, è una città fortezza conosciuta come la città stellata per la sua caratteristica forma di stella a nove punte.

Palmanova: monumento nazionale e Patrimonio Unesco

Palmanova è un comune di circa 5.000 abitanti in provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, tra Venezia e Trieste. La sua fondazione ebbe luogo nel 1593 per opera dei Veneziani che costruirono questa città- fortezza con la caratteristica geometria poligonale costituita da una stella a nove punte. Denominata, per questo la "città stellata", dal 1960 è monumento nazionale per il suo notevole valore dal punto di vista storico, politico e culturale. Inoltre, dal 2017 è Patrimonio Unesco essendo iscritta nel Sito Seriale Transnazionale "Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale". Suddetto sito, che si estende per oltre 1000 km, è costituito da 6 strutture dislocate tra Italia (Palmanova, Peschiera del Garda e Bergamo), Croazia (Zara e Sebenico) e Montenegro (Cattaro). Le fortificazioni vennero realizzate allo scopo di difendere la Serenissima e più specificamente lo Stato da Tera, i domini di terraferma della Repubblica Veneziana (entroterra padano-veneto, il Dogado, o ducato, che corrisponde al territorio metropolitano di Venezia) dagli attacchi delle potenze provenienti da nord-ovest e lo Stato da Mar (i domini marittimi) da est. Dunque, si tratta di un sistema fortificato di respiro europeo di importante valore simbolico e storico, oltre che architettonico.

Palmanova, progettata per ospitare 20 mila persone, si configurava come postazione strategica a difesa di possibili offensive da parte degli Ottomani da est e dell'Austria.

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Cenni storici

La prima pietra della città-fortezza di Palmanova fu posta nell'anno 1593 ma, in realtà, sembrerebbe esservi una data molto più precisa che coincide con il 7 ottobre 1953. Tale giorno venne scelto per due ricorrenze molto importanti per la storia della Serenissima quasi a suggellare il ruolo della città nel contenimento dell'avanzata ottomana.

Una è la commemorazione di Santa Giustina, divenuta patrona della nuova città di Palmanova e, l'altra, è l'anniversario della vittoria sui Turchi durante la battaglia di Lepanto avvenuta il 7 ottobre 1571.

Per due secoli nell'orbita della Repubblica di Venezia, precisamente fino al 1797, venne conquistata da Napoleone Bonaparte che aveva messo mano all'organizzazione politica dell'Italia settentrionale. Nel giugno 1797 venne formata la Repubblica cisalpina (estesa a Lombardia, Emilia-Romagna e parte di Veneto e Toscana), sotto il controllo giacobino, a seguito degli eventi susseguitisi in Italia a seguito della Rivoluzione Francese che culminarono con la campagna d'Italia (1796-1797). Con la stipula del trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), l'Impero austriaco riconobbe formalmente la Repubblica cisalpina, ma Napoleone dovette cedere la Repubblica di Venezia all'Austria. Dunque Palmanova, passò sotto la sfera d'influenza austriaca dal 1798 al 1805. In seguito, la Repubblica cisalpina prese il nome di Repubblica italiana (1802-1805), trasformandosi poi nel Regno d'Italia (1805-1814). Il Regno, con capitale Milano, comprendeva l'Italia centro orientale e gran parte del settentrione, si disciolse nel 1814 con la caduta di Napoleone. A seguito di ciò, Palmanova venne nuovamente inglobata nell'impero asburgico fino al 1866, con la sua definitiva annessione al Regno d'Italia mediante plebiscito.

Nel 1893, tramite un decreto, la città perse l'appellativo di "piazzaforte", passando direttamente sotto l'amministrazione civica. Durante la Prima Guerra Mondiale, divenne il principale centro di smistamento della III Armata (destinata nelle zone di operazioni del Carso e di Trieste) e subì numerosi bombardamenti aerei e venne parzialmente distrutta dalle truppe italiane ritiratesi da Caporetto. Grazie all'iniziativa e all'enorme coraggio dell'arciprete Giuseppe Merlino, si evitò che i tedeschi radessero al suolo la città durante la Seconda Guerra Mondiale: egli riuscì a convincerli ad abbandonare Palmanova senza distruggerla.

Successivamente, nel 1960, l'allora Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, con decreto presidenziale proclamò Palmanova monumento nazionale

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Palmanova, un'autentica macchina da guerra

Come già anticipato, la sua struttura rigorosamente geometrica e la sua forma a stella, la rendono un significativo esempio di architettura militare molto ben conservato e città ideale del Rinascimento. Per le sue possenti caratteristiche strutturali e per il ruolo di protezione in un complesso difensivo ben articolato, viene considerata una vera e propria "macchina da guerra".                 

 Altra peculiarità di Palmanova, era la sua caratteristica invisibilità. Infatti, essa era stata edificata più in basso rispetto alla linea dell'orizzonte, nascondendosi agli occhi nemici incapaci di distinguerla perfettamente. Inoltre, con colline e monti distanti, con le mura esterne ricoperte da terra e vegetazione, la città risultava totalmente mimetizzata. Per tali ragioni, venne considerata sin dal principio la fortezza più inespugnabile d'Europa, ispirando numerose altre fortezza europee tra cui quella di Pamplona in Spagna.                                                

Il nucleo urbano si estende per circa 70 ettari ed è racchiuso all'interno di ben tre cerchia murare concentriche di cui le due più interne opera dei veneziani, mentre la più esterna costruite per volere di Napoleone Bonaparte. La prima cerchia risale al periodo di fondazione, 1593-1620, e venne realizzata da esperti architetti veneziani. La seconda, costruita tra il 1665 e il 1683 sempre per opera della Repubblica di Venezia, andava a potenziare la struttura difensiva.                                                                  La terza, ed ultima, venne edificata per volere di Napoleone tra il 1806-1809 che decise di rendere più moderne e più efficaci le cinta murarie.

Numerosi gli elementi fortificati e i terrapieni riconoscibili nel Parco storico: baluardi, cortine, rivellini, falsebraghe, lunette, spianate, controporte che testimoniano l’evoluzione dell’architettura militare.

Le gallerie sotterranee, risalenti al XVII secolo, servivano per raggiungere le posizioni nemiche, al di sotto delle quali veniva ricavata una camera da riempire con polvere da sparo e fatta saltare in aria. Alcune delle gallerie, opportunamente attrezzate, sono aperte al pubblico e e visitabili con l’ausilio di un’audioguida. Il Parco storico dei bastioni e le gallerie rappresentano la parte più significativa e interessante dal punto di vista turistico.


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Piazza Grande e il Duomo Dogale

Se la guardiamo dall’alto, la città-fortezza è realmente una stella perfetta, con le sue nove punte orientate verso la verde pianura friulana. Il visitatore può accedere alla città mediante una delle tre porte ancora perfettamente conservate- Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia, percorrendo le simmetrie delle strade attraverso le contrade che conducono alla piazza principale, Piazza Grande.

La piazza ha una struttura esagonale e rappresenta il cuore del centro storico e della fortezza, nonché il fulcro della vita cittadina. Realizzata dai Veneziani nel Seicento, era conosciuta che con il nome di Piazza d'Armi poiché il Provveditore della Serenissima era solito radunarvi le truppe per le esercitazioni militari. Al centro della piazza, è collocato un basamento a sei lati in pietra d'Istria, testimone degli accadimenti storici e simbolo della fortezza . Tutt'intorno, vi sono le 11 statue che rappresentano i Provveditori Generali della Serenissima.

Su di essa si affaccia, tra gli edifici più prestigiosi, il Duomo Dogale dedicato al Santissimo Redentore. Venne costruito tra il 1615 e il 1636 dall’Ufficio Fortificazioni di Venezia anche se secondo alcune fonti sembra che fu progettato dall'architetto rinascimentale Vincenzo Scamozzi. La sua facciata, di un bianco candido, è realizzata in pietra bianca d'Orsera (pietra particolare proveniente dalla Croazia) e pietra grigia di Aurisina (proveniente dal comune di Duino-Aurisina in provincia di Trieste). Strutturato su due ordini da quattro semicolonne su ogni livello, è sormontato da un elegante frontone con il simbolo della Serenissima, il leone di San Marco. Quello attuale, tuttavia, venne ricostruito in bronzo nel 1894 dallo scultore palmarino Busetti per rimpiazzare quello originario rimosso dai francesi nel  1797. Nelle tre nicchie della facciata, campeggiano le statue del Santissimo Redentore al centro e dei Santi Marco e Giustina ai lati. L'altezza del campanile risulta ridotta in quanto, trattandosi di una fortezza, gli edifici non dovevano essere esposte alle gittate nemiche. Internamente il duomo è strutturato su unica navata di grandi dimensioni, sormontata da capriate in legno di pregiatissimo rovere. Vi sono custodite diverse opere di valore tra cui citiamo: la Pala delle Milizie del pittore padovano Alessandro Varotari detto il Padovanino, l'opera lignea conosciuta come Vergine con bambin Gesù attribuita all'udinese Domenico da Tolmezzo, tra le principali. Passeggiando nella piazza, possiamo ammirare i numerosi edifici che su essa di affacciano: il Palazzo del Provveditore Generale, la Loggia della Gran Guardia, il Palazzo del Monte di Pietà e il Palazzo del Governatore delle Armi che rappresentano un significativo complesso di architettura militare.

È opportuno porre attenzione al modo in cui tutte le vie radiali si dipanano e confluiscono dal nucleo centrale della fortezza, evidenziando il profondo vincolo tra l' impianto urbanistico interno e quello esterno. 

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Un legame indissolubile ed inesauribile con la Storia

Il borgo di Palmanova, per sua stessa collocazione geografica, sorge in un territorio pregno di storia, profondamente segnato da guerre e tragici eventi. Ed è per questo che i palmarini mostrano un fiero attaccamento al proprio passato e alle loro origini. Ne sono un esempio le rievocazioni storico-religiose che vi si celebrano.

Una delle più importanti è la rievocazione storica A.D. 1615 Palma alle armi, durante la quale 1000 figuranti in costume seicentesco ripercorrono l'inizio degli Uscocchi tra l'Austria e la Repubblica di Venezia. Viene celebrata ogni anno, il primo weekend di settembre.

La Festa del Santissimo Redentore, Patrono di Palmanova, si svolge la seconda domenica di luglio ma coincide anche con il giorno in cui il Provveditore Generale Gerolamo Cappello nel 1602 ordinò di innalzare per la prima volta il vessillo della Serenissima al centro della piazza. Centinaia di persone con indosso costumi, armature ed armi dell'epoca ci riportano indietro di oltre quattro secoli in un'atmosfera particolarmente suggestiva.

Infine, il 7 ottobre si celebra la Fiera di Santa Giustina - Regioni di gusto. Santa Giustina, patrona di Palmanova, era una giovane martire romana uccisa per volere del prefetto Massimo in quanto colpevole di essere cristiana e di aver aiutato i suoi fratelli di fede. A seguito della vittoria della battaglia di Lepanto (1571), avvenuta proprio il 7 ottobre, il culto di Santa Giustina si diffuse all'intero territorio della Serenissima. L'aspetto sacro è accompagnato da quello profano con la fiera dei prodotti locali e delle regioni italiane.

Un ulteriore legame con la storia è testimoniato, inoltre, dal Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova che ci consente di approfondire e conoscere da vicino la stoia militare della città dalle sue origini fino ai giorni nostri.

Palmanova, incorniciata in una natura rigogliosa, è una città dal passato bellicoso con una forte vocazione storico-militare: un tesoro inestimabile da celebrare, da tutelare e da scoprire!


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