Un gruppo di case, chiese, monasteri ed eremi costruiti nelle grotte naturali della Murgia, un altopiano calcareo caratterizzato da profonde fessure, burroni, rocce e caverne. Sono queste le caratteristiche e sfaccettature che hanno reso i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Il valore UNESCO di Matera

Matera è una città millenaria scavata e costruita nella roccia della Murgia. La sua origine è datata oltre 10.000 anni fa, ed è una tra le più antiche città del mondo.

Matera, la città dei Sassi, prese forma sin dalla preistoria come insediamento rupestre e aprì la via ad una modalità abitativa specifica: il vivere in grotta, che qui venne praticato con continuità per secoli e si caratterizzò per la profonda fusione tra l'intervento umano e contesto naturale. Il nucleo più antico della città è situato nella parte più alta, la Civita, che assieme alle aree del Sasso Barisano e al Sasso Caveoso costituiscono la città storica.

Matera assunse il suo volto a partire dal Medioevo e, a partire da tale epoca, vide il fiorire di chiese in rupe, monasteri e santuari, numerosi e diffusi, con testimonianze d’arte sacra d’influenza bizantina e frutto del monachesimo medioevale. I Sassi di Matera sono stai riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità per il loro valore storico, archeologico, artistico, paesistico, etnografico.


I Sassi di Matera: dalle origini ad oggi

Nelle friabili rocce della Murgia Lucana, l’uomo scelse la vita in grotta per soddisfare il bisogno di rifugio e di casa, per mettersi al riparo dagli elementi, per difendersi da nemici o predoni. Matera costituisce la testimonianza di un perfetto adattamento tra uomo e natura. La presenza dell’uomo si armonizzò perfettamente con lo spazio selvaggio e trasformò in casa le cavità naturali che la natura aveva creato spontaneamente.

Le abitazioni si diffusero in modo irregolare e inizialmente a gruppi sparsi, seguendo l’andamento degli strati di roccia calcarenitica facilmente scavabili. La forma semplice della grotta era costituita da un vano di dimensioni variabili e a pianta tendenzialmente rettangolare con un soffitto a volta.

Via via l’ambiente in grotta, da scelta prestorica, diviene nei secoli forma edilizia peculiare di Matera, resistente e immutabile, di eccezionale valore culturale e antropologico. Le grotte sono una diversa dall’altra, per dimensioni, sviluppo e orientamento, seguono e penetrano le forme dei Sassi e col tempo divengono la base portante delle costruzioni che ad esse si sovrappongono.

A Matera, più che in qualunque altra città italiana, i manufatti si fondono e confondono con il paesaggio. L’integrazione con l’ambiente della Gravina propria delle case materane si compie, oltre che strutturalmente, anche grazie all’omogeneità dei materiali: murature, tetti, lastricati sono realizzati con le stesse rocce di scavo dei vani ipogei, garantendo una uniformità sostanziale e cromatica sui toni del grigio e del bianco.

L’immagine della città di Matera è paragonabile a quella di un labirinto: un contrasto tra caos e armonia. Questo perché, almeno fino all’Età Moderna, lo sviluppo urbanistico di Matera fu privo di un piano razionale: le abitazioni dei Sassi venivano realizzate sulla spinta dei bisogni dei gruppi familiari. Tuttavia, il risultato fu straordinariamente armonico.

I viaggiatori medioevali che la visitavano la paragonavano ad un cielo stellato. Oggi Matera con i suoi Sassi ha saputo conquistare il cuore di tantissimi turisti a registi hollywoodiani. Molti dei Sassi oggi ospitano strutture ricettive, regalando a chiunque vorrà l’esperienza unica di dormirvi dentro.


Le Chiese rupestri di Matera

Con oltre 150 esempi di chiese in rupe, spesso affrescate o a bassorilievo, Matera è depositaria di un eccezionale patrimonio di arte sacra che testimonia le varie stagioni storiche e culturali del territorio. Infatti, le sue caratteristiche grotte, di dimensione ipogea, ben si confacevano anche all’architettura dei luoghi di culto.

 Le prime chiese in rupe sono risalgono alla cultura monastica medievale, a partire dall’VIII sec., quando a Matera si insediarono i monaci benedettini che diffusero l’iconografia latina del cristianesimo monastico. Nei secoli medioevali la città venne investita da ondate religiose di radice bizantina (IX-X sec.): in fuga dalla guerra, giunsero dall’Oriente eremiti che trovarono nell’altopiano materano lo spazio perfetto per la preghiera e la vita di solitudine. I monaci scavarono celle, realizzarono cisterne, fecero nascere nella roccia chiese semplici ma di grande effetto che sulle pareti portavano impressa la cultura religiosa greco-orientale.

Le chiese rupestri si trovano in luoghi della città particolarmente importanti e che molto probabilmente erano già luoghi di culto nelle civiltà rupestri che hanno preceduto quella cristiana. Le più importanti e visitabili sono:

1. Santa Maria de Idris – San Giovanni in Monterrone: situata all’interno dello sperone roccioso del Monterrone che domina il Sasso Caveoso, nelle vicinanze di San Pietro Caveoso e dell’omonima piazza. La posizione è stupenda ed offre un panorama unico, sulla città e sulla Gravina. La chiesa risale al XIV sec. ed è parte di un complesso rupestre che comprende anche la più antica cripta, dedicata a san Giovanni in Monterrone. Le due chiese sono comunicanti e in questa cripta sono conservati affreschi che vanno dal XII al XVII sec.

2. Santa Lucia delle Malve: nelle vicinanze della precedente ed è il primo insediamento monastico femminile dell’ordine benedettino, risalente all’VIII sec., ed il più importante nella storia di Matera. Il fronte esterno dell’ex complesso monastico è costruito lungo la parete rocciosa e ci sono anche altri accessi all'interno della roccia. Gli interni si identificano per la presenza, in alto scolpiti a rilievo, della simbologia del martirio di Santa Lucia: il calice con i due occhi della Santa. All’interno sono presenti alcuni tra i dipinti murali più belli e importanti del territorio materano.

3. San Pietro Barisano: si trova nel Sasso Barisano, in origine col nome di San Pietro de Veteribus, è la chiesa rupestre più grande di Matera. Con le indagini archeologiche è stato individuato il primo impianto rupestre, risalente al XII-XIII sec. , al di sotto del pavimento. Con un primo intervento di ampliamento tra il XV e il XVI sec., si intensificò lo scavo della chiesa e si costruirono le cappelle laterali. Di questi interventi resta solo la parte finale della cappella posta dietro il secondo altare della navata destra con gli affreschi di santa Caterina d’Alessandria, dell’Annunciazione, di san Canio, sant’Agostino, sant’Eustachio e san Vito.

4. Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci: è un complesso rupestre posto ai piedi della Civita lungo la strada che affaccia sulla Gravina di Matera. Qui ci sono la Chiesa di Madonna delle Virtù che si presenta con una pianta a tre navate in stile romanico e soluzioni architettoniche e rilievi di pregevole fattura e poi la Cripta di San Nicola dei Greci dove sono visibili dipinti fra i più importanti fra le chiese rupestri di Matera.

Le chiese si trovano nel Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano o, più semplicemente, Parco della Murgia Materana. Un territorio suggestivo, in apparenza desolato, ma che nasconde ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche di grande valore. A rendere unico questo Parco è proprio il rapporto antico tra natura e uomo: esso tutela contemporaneamente la meravigliosa natura e le opere realizzate dell’uomo nel corso di migliaia di anni con il meticoloso lavoro d’incisione.


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