Luoghi macabri quanto affascinati. Secondo alcuni dati Istat, ci sono più di 6mila paesi fantasma in Italia. Se stai pensando a dove passare il tuo Halloween in Italia, ecco alcune tra le ghost town più fantasmagoriche.

Benvenuti nelle Ghost Town d’Italia!

Le ragioni che hanno portato questi paesi ad essere abbandonati sono molteplici: può essere stato per necessità umana oppure per cause naturali. Oggi, i borghi fantasma italiani raccontano storie che pochi sono in grado di ascoltare davvero. Un tempo casa e rifugio di qualcuno, oggi cumolo di pietre dal fascino suggestivo ed eterno.

Quale modo per festeggiare al meglio Halloween, la festa dei morti?! Riscoprire il passato, le leggende e magari vedere anche qualche fantasma.

Una volta questo posto canticchiava/E l’aria era piena di tamburi/Il suono dei piatti che sbattevano/I bicchieri che si spaccano/Le trombe che strillavano/I sassofoni a tutto volume/A nessuno importava se era giorno o notte/ Sono un fantasma che vive in una città fantasma/Non vado da nessuna parte/Sto zitto da solo

Living In A Ghost Town, Rolling Stones

18. Umbriano (Terni, Umbria)

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Umbriano è una fortezza attualmente abbandonata nel comune di Ferentillo (Terni). Essa fu costruita sul versante nord del Monte Sant'Angelo nell’890 dopo le invasioni da parte dei Saraceni in Umbria. La fortezza si trovava in una posizione dominante e difficilmente attaccabile.

Trovandosi in una zona priva di collegamenti stradali con la Valnerina e di attrattive economiche, nel secondo dopoguerra avvenne un progressivo spopolamento e dal 1950 completamente abbandonato.

17. Torre di Sperone (L’Aquila, Abruzzo)

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Sperone è un borgo castellare compreso oggi nel comune di Gioia dei Marsi. Qui, secoli fa, sorgeva un antico presidio romano che vigilava sul Passo Sparnasio, poco distante da qui.

Il borgo prese il nome dai due castelli che lo formavano: Sparnasio ed Asino, da qui Speron d’Asino. Si trovava ad un’altitudine di circa 1250 metri ed affacciava sulla valle, infatti fu proprio questa posizione a renderlo un luogo strategico. Strategia che venne a mancare quando la zona si spopolò e perse il suo ruolo di sentinella, relegandolo semplicemente al ruolo di Balcone sulla Marsica, grazie ai suoi belvedere.

16. Castiglione (Roma, Lazio)

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Castiglione è in provincia di Roma, sui Monti Lucretili. Il nome prende origine dalla sua vecchia fortezza che pare derivare dal precedente insediamento romano, probabilmente abitato da un nobile che aveva deciso di far costruire la sua abitazione su questa altura.

Grazie alla costruzione del castello e il passaggio di proprietà di quest’ultimo, nel tempo Castiglione divenne un vero centro abitato. Purtroppo le notizie su Castiglione si fermano nel XV sec., periodo durante il quale probabilmente venne abbandonato, per ragioni ancora oggi sconosciute.

15. Stazzano Vecchio (Roma, Lazio)

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Stazzano Vecchio è un borgo vicino Roma di cui ancora si sa molto poco e del quale tutti sembra se ne siano dimenticati. Abbandonato e immerso nella Sabina Romana, il borgo fantasma di Stazzano Vecchio è un piccolo gioiello solitario.

Nei secoli scorsi, qui l’uomo ha creato un nucleo abitativo perfettamente integrato con la natura circostante che, negli anni, ha preso il sopravvento. I pochi curiosi che decidono di visitare questo borgo fantasma, trovano un luogo d’altri tempi, immerso in uno scenario suggestivo e seducente, che conserva tutto il fascino di un passato ancora quasi del tutto ignoto.

14. Col di Favilla (Lucca, Toscana)

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Col di Favilla era un piccolissimo paese nato come alpeggio del paese di Levigliani che iniziò ad essere stabilmente abitato attorno al 1880. Gli abitanti si dedicavano alla pastorizia, agricoltura, estrazione del tannino del castagno, all’impagliatura delle sedie e alla lavorazione dei metalli nelle ferriere della zona.

Il paese subì notevoli danni a seguito della II guerra mondiale e fu così abbandonato fino a diventare un borgo fantasma. Nel corso degli anni i discendenti degli antichi abitanti hanno provveduto al restauro della chiesa del paese ed ogni anno, il 26 luglio, in occasione della festa di Sant’Anna, alla quale è dedicata la chiesa, tornano a far rivivere il piccolo borgo.

13. Lo Scoppio (Terni, Umbria)

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Scoppio di Acquasparta è un borgo fantasma attualmente abitato da sole 10 persone. Il nome deriva dal termine latino scopulus che identifica la posizione dominante su cui è stato costruito. Il paese abitato fino al 1750 da sole 25 famiglie, subisce un totale abbandono intorno al 1950 a causa di una serie di terremoti ripetuti.

La piccola frazione, isolata su uno sperone roccioso, è meta di molti escursionisti che percorrono i sentieri dei monti Martani. Tra i monumenti d’interesse da visitare, c’è la chiesa romanica di Sant’Angelo costruita nel XV sec. ed è possibile ancora ammirare alcuni tratti delle mura trecentesche sopravvissuti alle scosse sismiche.

Il borgo di Scoppio ha attualmente subito una riqualificazione che l’ha portato alla ribalta. Fra queste, l’aver fatto da set a parte del film su Papa Francesco diretto da Wim Wenders e per alcuni videoclip degli U2.

12. Borzellino (Palermo, Sicilia)

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Borzellino è un borgo fantasma di Monreale, città metropolitana di Palermo. Fu fondato in epoca fascista, ma a differenza degli altri borghi rurali di questo periodo storico, Borzellino si trova relativamente vicino a un centro abitato, quello di San Cipriello. Qui c’è anche una linea ferroviaria fantasma: la Palermo – Camporeale.

Doveva essere uno di quei borghi facenti parte del progetto di riqualificazione del Meridione italiano attraverso l’agricoltura. Ma purtroppo, non fu mai completato.

I lavori cominciarono negli anni ’40 e si bloccarono a seguito dello sbarco degli alleati. Borgo Borzellino doveva essere uno di quei borghi di classe che avrebbe dovuto avere tutti gli accessori e comodità, essendo il borgo di riferimento della zona.

I lavori terminarono nel 1955, ma ormai la costruzione di tali borghi era poco ottimistica visti i risultati precedenti. Come gli altri, era stato progettato male e aveva imperfezioni che lo rendevano invivibile.

Oggi il borgo è un paradosso vivente. Durante il giorno, grazie alla vicinanza dell’autostrada, sembra quasi un paese vissuto; di notte c’è la tipica atmosfera da ghost town: porte e finestre cigolanti, ganci e portoni che sbattono col vento...è terrificante!

11. Toiano (Pisa, Toscana)

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Toiano è una frazione del comune di Palaia, in provincia di Pisa. Ha origini altomedievali, la cui struttura resta quella di un castello, al quale si accede tramite un ponte, forse in origine un ponte levatoio.

Il paese è tristemente ricordato per un caso di cronaca nera: l’omicidio della ventenne Elvira Orlandini, detta la “bella Elvira”. La ragazza fu trovata sgozzata nei boschi e la sua uccisione rappresentò un caso mediatico nel 1947.

Poco dopo quell’orribile evento il paese è rimasto disabitato e c’è chi racconta che nei boschi continui a vagare il fantasma di Elvira.

10. Roscigno (Salerno, Campania)

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Roscigno Vecchia è borgo che si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, abbandonato a causa delle continue frane e smottamenti. La natura incontaminata comincia a prendere il sopravvento sulle casette, ed ecco che diviene un borgo fantasma.

Il realtà, il paese non è del tutto disabitato, qui continua ad abitarvi un uomo, che non ha alcuna intenzione di rinunciare alle sue abitudini ed è un perfetto cicerone per i turisti che capitano lì. Dal 1997, il paese fantasma ha anche ottenuto, assieme al parco, il riconoscimento UNESCO.

9. Cellano (Viterbo, Lazio)

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Cellano, in provincia di Viterbo, è un borgo arroccato su uno sperone di tufo, del quale oggi restano sole rovine. Negli anni ha dovuto affrontare epidemie e frane, fino ad essere distrutto completamente da un terremoto nel 1931. Oggi è a tutti gli effetti considerato un borgo fantasma.

L’assenza di manutenzione ha risparmiato solo la parte più pregevole architettonicamente dell’abitato, quella introno a Piazza del Comune. Il borgo è stato selezionato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) tra i suoi beni e nelle giornate dedicate alle aperture straordinarie vengono organizzate visite guidate.

Ultimamente Cellano è stato scelto per fare da set cinematografico per la serie TV di Netflix “Luna Nera”, dedicato alla caccia alle streghe del XVII secolo.

8. Osiglia (Savona, Liguria)

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Quello di Osiglia è un borgo molto particolare. Nell’entroterra savonese dell’Alta Val Bormida, oltre ad essere un borgo fantasma è prima di tutto un borgo sommerso. È infatti possibile vederlo per pochi giorni solo ogni 10-15 anni, quando fuoriesce dall’omonimo lago, che viene svuotato per interventi di manutenzione all’invaso e alla diga.

L’antico borgo ha origini medievali e si sviluppa attorno a un castello. Alcune abitazioni furono costruite un po’ più a valle e quelle stesse abitazioni, costituenti una buona parte di esso, furono abbandonate nel 1938 proprio a seguito della costruzione della diga.

7. Bussana Vecchia (Sanremo, Liguria)

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Bussana Vecchia si trova a soli 8 km dalla bella Sanremo ed un vero e proprio museo a cielo aperto. Nel 1887 la città fu gravemente colpita da un forte terremoto durante il quale molti abitanti persero la vita. I superstiti vissero in alloggi di fortuna per i successivi sette anni, fino a poi essere completamente abbandonato.

Dopo decenni di abbandono, verso in finire degli anni ’50, alcuni artisti italiani e stranieri ricominciarono ad abitarlo, perché attratti dalla particolarità del luogo. Dalle rovine sono sorti laboratori ed atelier, mostre e vernissage, dall’abbandono sono arrivati nuovi spunti per rinascere. Ed è per questo che oggi il borgo si è aggiudicato l’appellativo di villaggio d’artisti.

Sempre più persone ne sono affasciante e decidono di visitare o addirittura vivere a Bussana Vecchia!

6. Balestrino (Savona, Liguria)

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Restiamo in Liguria, e stavolta andiamo a parlare della ghost town di Balestrino, su uno sperone roccioso a pochi chilometri dal mare nei pressi di Loano, in provincia di Savona.

Camminando per le sue vie si ha la sensazione di addentrarsi in uno scenario post-apocalittico, dove la vita all’improvviso la vita si è fermata. Questo suo “stop” è segnalato dall’orologio della sua chiesa fermo all’ora del terremoto, avvenuto nel 1950. Dopo varie frane e smottamenti, il paese fu completamente abbandonato nel 1963, per dar vita a un nuovo borghetto a valle.

Come è accaduto per altri paesi abbandonati, anche Balestrino ha fatto da set cinematografico per il film hollywoodiano “Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro”, diretto da Iain Softley e dove Balestrino rappresenta il Capricorn Village.

5. Calcata (Viterbo, Lazio)

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A solo un’ora da Roma, in provincia di Viterbo, sorge il borgo di Calcata. Arroccato su una montagna di tufo, nel 1935 Calcata fu ritenuto non agibile e inabitabile, rimanendo deserto per circa 30 anni.

Il borgo tornò a rivivere infatti a cavallo degli anni 60-70 quando, ritenuto nuovamente sicuro, tornò dall’essere abitata da un gruppo di hippie romani che, stanchi e in fuga dalla frenesia e il capitalismo della capitale, videro nel borgo un posto in cui rifondare la società. A giungere qui anche artisti da tutto il mondo che decisero di aprire qua le loro botteghe. Per questo Calcata è anche noto come il paese degli artisti e degli hippie.

Ma Calcata è anche conosciuto come il paese delle streghe, perché si racconta che quando soffia il vento per le stradine del borgo è possibile sentire il canto delle streghe. Inoltre, per la sua conformazione si è sempre ben prestato all’ambientazione di numerosi racconti onirici e magici.

Oggi nel borgo vivono circa 70 residenti, ma c’è da dire che la maggior parte della popolazione ha 4 zampe: sono i gatti di Calcata, tanti e simpatici amici pelosi super-fotografati!

4. Civita di Bagnoregio (Viterbo, Lazio)

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Restiamo in zona e non lontano da Calcata, troviamo il ben più noto paese di Civita di Bagnoregio, conosciuto come La Città che Muore, appellativo datogli dallo scrittore Bonaventura Tecchi.

Questo piccolo borgo si erge su uno sperone di roccia tufacea. Soggetta a processi di erosione che l’hanno minata nel tempo, appare come una misteriosa rocca da esplorare.

Raggiungibile soltanto a piedi tramite un ponte lungo circa 1 km che lo collega a Bagnoregio. Sul ponte si gode di un paesaggio decisamente suggestivo e da mozzare il fiato.

Una volta nel borgo sembra che il tempo si sia rarefatto. Ad oggi si contano soltanto 8 cittadini. Dato il suo aspetto unico e peculiare, è stata inevitabilmente scelta per numerosi set cinematografici, fra questi il “Pinocchio” di Sironi.

Civita è stata recentemente candidata per diventare sito patrimonio dell’UNESCO.

3. Apice Vecchia (Benevento, Campania)

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A cavallo tra la provincia di Benevento e Avellino, si trova Apice Vecchia, paese che ha “assaggiato” la forza della natura nel modo peggiore. Il 21 agosto del 1972, fu colpita da un terremoto del sesto grado sulla scala Richter durante il quale morirono 17 persone.

A seguito di tale evento, si decise di far sfollare definitivamente il paese lasciandolo deserto per sempre! Difatti, seguì un nuovo terremoto nel 1980 che diede il colpo di grazia definitivo.

Si tratta di uno dei borghi abbandonati più suggestivi. Le sue condizioni perfette lasciano una senso di infinito standby talmente forte da guadagnarle l’appellativo di Pompei del Novecento.

In paese però c’è qualcuno che non l’ha mai abbandonato: è il barbiere Tommaso, che ha sempre continuato a lavorare nel vecchio borgo.

2. Craco (Matera, Basilicata)

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Ecco una delle ghost town più famose d’Italia! In Basilicata, in provincia di Matera, si trova Craco.

Fino agli anni ’60, il piccolo centro era conosciuto come il Paese del Grano. Se ne produceva talmente tanto che i 2mila abitanti non bastavano a coltivare le terre delle famiglie benestanti. Tutto si fermò a partire dal 1963 a causa di smottamenti che fecero crollare molti edifici, fino ad essere completamente inabitata tra il 1975 e il 1980.

Dal 2011 il Comune organizza visite guidate lungo un itinerario messo in sicurezza, che attraggono ogni anno migliaia di turisti. Poi, per la sua importante conformazione architettonica, rimasta pressoché intatta, il borgo è stato scenario di decine di film internazionali, tra questi: La Passione di Cristo di Mel Gibson, Cristo si è fermato ad Eboli di Gian Maria Volontè, Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo, 007 Quantum of Solace di Marc Forster.

1. Pentidattilo (Reggio Calabria, Calabria)

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Pentidattilo, in provincia di Reggio Calabria, prende il nome da cinque costoni rocciosi che spuntano dal Monte Calvario, prolungandosi lungo l’abitato come cinque dita. Incastonato nelle montagne dell’Aspromonte, in una Calabria lontana dal mondo, nell’Ottocento fu teatro di un veloce spopolamento dovuto alla pericolosità dello sgretolamento delle roccia dopo varie alluvioni e terremoti che avevano reso la permanenza nel borgo sempre più rischiosa.

Già a partire dal VII sec. si hanno notizie di una rocca con castello su Pentidattilo. Ma Pentidattilo è anche celebre per un’altra triste vicenda avvenuta nel 1686, la cosiddetta strage degli Alberti: una sanguinosa guerra tra famiglie che ha dato origine a storie di fantasmi tormentati che ancora si aggirano nel borgo in cerca di pace.

Oggi il borgo è tornato in vita grazie all’apertura di botteghe artigiane ed eventi culturali come il Festival Itinerante di Paleariza, il Pentidattilo Film Festival (dedicato alla proiezione di cortometraggi provenienti da tutto il mondo) e l’inaugurazione, nel 2012, del Mutrap, un museo dedicato alle tradizioni contadine del paese.

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