Approfondimento sul Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, classificato come Riserva della Biosfera MAB dell’UNESCO dal 1997

La storia del Cilento

Le terre cilentane sono di natura carsica. L'uomo è presente nelle grotte di questi territori sin dal Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.). Le testimonianze del passaggio umano sono tuttora tangibili, dai massicci montuosi di Grotte di Castelcivita alle Grotte dell'Angelo nel Vallo di Diano.

I primi Greci arrivarono sulle coste cilentane intorno al XVII secolo a.C. In quei luoghi, più tardi furono fondate le città coloniali di Pixunte, Molpa e l’antica Poseidonia (la romana Paestum), costituita dagli Achei sibariti.  

Successivamente, Lucani, Romani e Cristiani d’oriente avviarono conflitti, guerre e commerci, favorendo gli scambi e avviando la costruzione di nuove città. 

Storia del Parco

Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è istituito nel 1991, e si estende per 181048 ettari. Il parco è al secondo posto in Italia per dimensioni, infatti si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'Appennino Campano-Lucano ed include numerose cime dei monti Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del Monte Bulgheria e del Monte Stella. Nel 1997 diventa Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO ed è stato incluso nella prestigiosa rete delle Riserve della Biosfera del Programma MAB UNESCO (Man and Biosphere)

Siti Unesco in Cilento

Il Parco Nazionale, una zona montuosa solcata da vallate in cui scorrono fiumi che scendono nel Mar Tirreno, e il Vallo di Diano, un vasto e fertile altopiano, sono un’area Riserva della Biosfera MAB dell’UNESCO dal 1997. La stessa zona è stata iscritta nella rete dei Geoparchi UNESCO nel 2010.

  • Paestum, l’antica città greca di Poiseidonia, fondata alla fine del VII secolo a.C. e dedicata a Poseidone, dio del mare, conserva ancora oggi alcuni eccezionali templi dorici.
  • Velia, in greco Elea, nacque nel 540 a.C., quando una spedizione di coloni focesi (Turchia), giunse sulla costa tirrenica della Lucania e sviluppò una città su un promontorio affacciato sul mare. Nell’area dell’acropoli sono visibili i resti di un Tempio ionico, del teatro risalente al III secolo a.C. e delle Terme Adrianee (II secolo d.C.).
  • La Certosa di San Lorenzo a Padula, nell’altopiano di Vallo di Diano, è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici.

La geomorfologia del parco

Il Cilento ha due volti: troviamo sia paesaggi collinari ricoperti di vegetazione (in special modo ulivi), sia morfologie rocciose e aspre, con boschi di castagni e lecci. Ciò è dovuto alla coesistenza di due tipi di rocce: il "Flysch del Cilento", che ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino idrogeografico del Fiume Alento, e le «rocce calcaree» che costituiscono i complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e meridionali (Monte Bulgheria, Monte Cocuzzo) del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Biodiversità: Fauna e flora

La fauna del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è assai varia, considerando il grande numero di ambienti che è possibile trovare. Di seguito, un piccolo elenco degli animali presenti nel Parco: l’Aquila reale (Aquila chrysaetos), la Coturnice (Alectoris graeca), la Lepre Italica (Lepus corsicanus), il Falco pellegrino (Falco peregrinus), il Lanario (Falco biarmicus), il Corvo imperiale (Corvus corax), il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), l’arvicola del Savi (Microtus savii), la Volpe (Vulpes vulpes), la Martora (Martes martes), il Lupo (Canis lupus), la Lucertola muraiola (Podarcis muralis), la Luscengola (Chalcides chalcides), il Picchio nero (Drycopus martius), il Picchio muratore (Sitta europaea) e il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula), l’Astore (Accipiter gentilis), il Gatto selvatico (Felis silvestris), il coleottero Rosalia alpina, la Salamandra dagli occhiali (Salamandrina terdigitata).

Nel Parco si possono trovare circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee. La più importante fra queste è la Primula di Palinuro (Primula palinuri), simbolo del Parco, specie paleoendemica a diffusione estremamente localizzata. Sulle spiagge si può trovare il Giglio marino (Pancratium maritimum); sulle scogliere c'è la Statice salernitana (Limonium remotispiculum). Altre specie presenti sono il Garofano delle rupi (Dianthus rupicola) la Centaurea (Centaurea cineraria), l’Iberide florida (Iberis semperflorens), la Campanula napoletana. 

Museo del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni

Alla fine del 2020 è stato inaugurato il Museo del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni nella location di Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate. In proposito, il presidente dell'Ente Parco, Tommaso Pellegrino, ha dichiarato: “In un momento in cui si chiudono i Musei in Italia, abbiamo deciso di investire sulla cultura, presentando il nuovo museo ovviamente virtualmente e nell'assoluto rispetto delle norme. (…) Sarà aperto al pubblico non appena usciremo da questo brutto momento.”

Agriturismo La Petrosa

Per una piacevole vacanza nel Parco Nazionale del Cilento, il luogo ideale è l'agriturismo La Petrosa: questo incantevole luogo non è solo un ottimo alloggio.
Infatti la Petrosa è un meraviglioso parco: un romantico castello ottocentesco con vista, vecchio granai, camping o casa vacanza e un ristorante. Ciascuno può trovare nel parco La Petrosa gli ingredienti giusti per un soggiorno rilassante e paicevole.
Il Parco è in un’ottima posizione per visitare tutto il Cilento: dal Parco Nazionale del Cilento a Paestum, dalla Certosa di Padula ad Ascea.

Piaciuto l'articolo? Faccelo sapere

Potrebbe interessarti

Unisciti alla Community più Esclusiva di Amanti dell'Italia nel Mondo