E se fosse possibile entrare in un quadro? È quello che abbiamo provato a fare (e sì, in qualche modo ci siamo riusciti). Perché dietro a opere famosissime esistono paesaggi italiani reali, luoghi che artisti leggendari hanno osservato, reinterpretato e trasformato in immagini immortali.
Grazie al lavoro di storici dell’arte e studiosi, molti di questi scorci sono stati riconosciuti e localizzati. In questo viaggio tra arte e bellezza ne abbiamo raggiunti sette. Ecco quali.
7 paesaggi italiani che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte
Alcuni sono appesi alle pareti del Louvre, altri si trovano al MoMA di New York, alla National Gallery di Londra o agli Uffizi. Eppure, prima di diventare capolavori, erano semplicemente dei luoghi reali.
Leonardo da Vinci li studiava con lo sguardo di uno scienziato, Escher li trasformava in geometrie impossibili, Warhol li rendeva icone pop.
Google Maps alla mano, abbiamo cercato i paesaggi che hanno ispirato sette opere che hanno lasciato un segno nella storia dell'arte. Non sempre si tratta di mete che ce la fanno a finire sulle guide turistiche, ma in compenso sono riuscite a entrare nei più ambiti musei del mondo.
Questo itinerario artistico ci ha condotto alla scoperta dei posti nascosti dietro alcune delle tele che hanno raccontato l’Italia. Ecco quali sono:
– San Vigilio e il Lago di Garda secondo John Singer Sargent
– Atrani, il borgo della Costiera Amalfitana che affascinò M.C. Escher
– Lecco, sulle tracce dei paesaggi di Leonardo da Vinci
– Il Vesuvio di Andy Warhol: il vulcano di Napoli trasformato in icona pop
– Gaeta e il Mediterraneo di Cy Twombly
– Tresigallo, la città che sembra un quadro di De Chirico
– Il Montefeltro tra i ritratti di Piero della Francesca
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7. Punta San Vigilio – “San Viglilio, Lago di Garda”, John Singer Sargent
Nell'estate del 1913 John Singer Sargent trascorre alcune settimane sul Lago di Garda, dedicandosi soprattutto alla pittura en plein air. Tra i luoghi che lo colpiscono c'è Punta San Vigilio, una piccola penisola popolata da cipressi, ulivi e romantici affacci sull’acqua.
Qui realizza diversi dipinti e studi decisamente diversi rispetto ai ritratti glamour dell'alta società europea e americana (opere come Madame X o Lady Agnew of Lochnaw) a cui deve la fama e che sono considerati ad oggi quasi dei precursori della moderna fotografia di moda.
Punta San Vigilio si raggiunge facilmente da Garda (anche a piedi) e conserva ancora gran parte dell'atmosfera che Sargent trovò più di un secolo fa.
Vale la pena percorrere il breve viale alberato fino al porticciolo e alla baia, dove si aprono gli stessi scorci che compaiono nei suoi lavori.
Tra i dipinti dedicati al Lago di Garda, l'acquerello San Vigilio, Lake Garda è conservato alla Tate Britain di Londra, mentre Three Boats in Harbor, San Vigilio si trova presso l'Art Institute of Chicago.
6. Atrani – “Atrani, Costa d'Amalfi”, M.C. Escher
Famoso per le illusioni prospettiche e i mondi impossibili, M.C. Escher ha incluso nel suo repertorio anche alcuni paesaggi italiani. Durante i suoi viaggi rimase colpito in particolare dalla Costiera Amalfitana, dove negli anni Trenta realizzò alcune opere dedicate ad Atrani, il pittoresco borgo della provincia di Salerno affacciato sul mare.
Escher tornò più volte su questo soggetto: gli scorci di Atrani ricompaiono in molteplici lavori, comprese le Metamorphosis, dove il campanile del borgo diventa un elemento visivo ricorrente.
Per vedere uno dei panorami italiani più riconoscibili nella produzione dell’eclettico artista olandese bisogna andare alla National Gallery of Art di Washington, che conserva Atrani, Coast of Amalfi e Covered Alley in Atrani, realizzati entrambi nel 1931.
Chi invece vuole il paesaggio reale, da Amalfi bastano i proverbiali due passi (una passeggiata di nemmeno 15 minuti) o due minuti di autobus per trovarsi dinanzi la Collegiata di Santa Maria Maddalena, le scale tortuose e gli stretti vicoli che sono tra gli elementi che più hanno ispirato le geometrie labirintiche di Escher.
5. Laorca (Lecco) – “La Vergine delle Rocce”, Leonardo Da Vinci
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Quando Leonardo da Vinci giunse a Milano nel 1482, iniziò a osservare il paesaggio lombardo con lo sguardo di uno studioso della natura. Montagne, corsi d’acqua e formazioni geologiche entrarono nei suoi disegni e nei suoi appunti, alimentando quell’attenzione per il mondo naturale che si ritrova anche nella Vergine delle Rocce.
Le due versioni del dipinto (una conservata al Louvre di Parigi e l’altra alla National Gallery di Londra), realizzate tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, mostrano un paesaggio lontano dai tradizionali sfondi che caratterizzavano la pittura sacra dell’epoca.
Una suggestiva ipotesi ha riconosciuto nella Grotta di San Giovanni a Laorca, frazione di Lecco, un possibile riferimento per questo scenario: gli anfratti calcarei e le pareti rocciose dell’area richiamano infatti l’ambiente immaginato da Leonardo.
La grotta di Laorca si raggiunge in pochi minuti d’auto da Lecco seguendo la strada verso Laorca e la Valsassina. Dal borgo, poi, un breve percorso conduce al complesso del cimitero storico e alle grotte della zona, inserite nel paesaggio roccioso ai piedi della Grigna.
4. Napoli – “Vesuvius”, Andy Warhol
Andy Warhol aveva già trasformato oggetti quotidiani, marchi e volti noti in icone pop quando nel 1985 scelse un soggetto molto più "esplosivo": un vulcano attivo.
Invitato a Napoli dal gallerista Lucio Amelio, dedicò al vulcano una serie di 18 tele per la mostra Vesuvius by Andy Warhol al Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il simbolo per eccellenza della città diventò per Warhol un’immagine da reinterpretare attraverso colori accesi, mantenendone però il carattere più inquietante, ovvero una potenza attiva e imprevedibile.
La tela Vesuvius del 1985 è attualmente esposta proprio al Museo di Capodimonte a testimonianza del rapporto artistico che ha unito Warhol e Napoli.
Per osservare il paesaggio che ispirò una delle figure più influenti dell’arte americana del secolo scorso, invece, si può raggiungere il Vesuvio partendo da Napoli: in auto o via bus si arriva fino all’area del Parco Nazionale del Vesuvio, da cui parte il percorso a piedi verso il cratere.
Per vedere il Vesuvio da Napoli, alcuni dei punti migliori sono il Belvedere di Sant’Antonio a Posillipo, raggiungibile dalla zona di via Minucio Felice, il tratto del Lungomare tra via Partenope e via Caracciolo, oppure il Belvedere di San Martino e Castel Sant’Elmo al Vomero.
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Più info sul Vesuvio3. Gaeta –
Cy Twombly fece di Gaeta uno dei suoi luoghi di lavoro principali.
Nel bel borgo affacciato sul Tirreno, tra mare, luce mediterranea e memoria del mondo classico, realizzò anche la serie monumentale delle Quattro Stagioni (A Painting in Four Parts), completata tra il 1993 e il 1994. Non un paesaggio riconoscibile, perché primavera, estate, autunno e inverno prendono forma attraverso pennellate, colori, segni e frammenti di testo che evocano il passaggio del tempo e i cicli della natura.
La luce e l’atmosfera di Gaeta influenzano però intensamente il lavoro di Twombly, che alternava la vita nella cittadina laziale ai soggiorni negli Stati Uniti.
Le quattro tele della serie fanno parte della collezione permanente del MoMA - Museum of Modern Art di New York.
Per seguire le tracce di Twombly a Gaeta si può partire dal centro storico e raggiungere il quartiere medievale, proseguire per il lungomare Caboto e inoltrarsi verso la zona del Monte Orlando, dove il paesaggio tra mare, scogliere e vegetazione aiuta a comprendere l’ambiente mediterraneo che accompagnò la sua ricerca artistica.
2. Tresigallo – “Piazza d’Italia”, Giorgio de Chirico
C’è una cittadina in Italia che sembra uscita direttamente dall’immaginazione di Giorgio de Chirico. Si chiama Tresigallo, si trova in provincia di Ferrara ed è considerata la capitale dell’architettura razionalista italiana.
Costruita a tavolino negli anni Trenta e progettata seguendo geometrie perfette e prospettive monumentali, sembra richiamare le stesse atmosfere care al fondatore della pittura metafisica, il quale forse nemmeno la visitò mai.
Il legame tra Tresigallo e l’artista nasce quindi da una sorprendente somiglianza visiva: vi è lo stesso senso di mistero, immobilità e sospensione che caratterizza le sue opere.
Per seguire le vere tracce di De Chirico bisogna invece arrivare a Torino, città visitata nel 1911 e destinata a lasciare un segno profondo nella sua pittura. I lunghi portici, le piazze monumentali, le statue solenni e i contrasti tra luce e ombra ispirarono la celebre serie delle Piazze d’Italia, dove luoghi reali diventano scenari enigmatici e fuori dal tempo.
Le opere delle Piazze d’Italia sono conservate in musei e collezioni internazionali, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, lo Städtische Kunsthalle di Mannheim e la Peggy Guggenheim Collection di Venezia.
1. Montefeltro – “Dittico dei Duchi di Urbino”, Piero della Francesca
Nel Dittico dei Duchi di Urbino, realizzato intorno al 1472, Piero della Francesca non si limita a ritrarre Federico da Montefeltro e la moglie Battista Sforza, perché alle loro spalle apre anche paesaggi luminosi di colline e corsi d’acqua.
Per secoli quegli sfondi sono sembrati un'invenzione pittorica, ma negli ultimi anni il progetto Montefeltro Vedute Rinascimentali ha cercato di ricostruire il rapporto tra i panorami dipinti e il territorio reale tra Marche, Emilia-Romagna e Toscana.
È così che sono state individuate possibili corrispondenze tra le vedute pittoriche e alcuni scorci della Valmarecchia e della valle del Metauro.
Per vedere questi posti oggi si può seguire l’itinerario dei Balconi di Piero, punti panoramici dove osservare il territorio dalla stessa prospettiva scelta dall’artista secoli fa.
Tra i luoghi da raggiungere ci sono le colline intorno a Urbino, Pennabilli e la Valmarecchia, dove il paesaggio rinascimentale è ancora leggibile tra rocche, borghi e rilievi dell’Appennino.
Per ammirare il Dittico dei Duchi di Urbino, invece, bisogna visitare la Galleria degli Uffizi di Firenze, dove sono conservate entrambe le tavole originali.
Visita gli UffiziQuali paesaggi italiani hanno ispirato le opere d’arte più famose?
Tra i paesaggi italiani che hanno ispirato grandi artisti ci sono il Lago di Garda dipinto da John Singer Sargent, Atrani visto da M.C. Escher, il Vesuvio reinterpretato da Andy Warhol, Gaeta legata a Cy Twombly, Torino nell’immaginario di Giorgio de Chirico e il paesaggio del Montefeltro nelle opere di Piero della Francesca e Leonardo da Vinci.
Dove si trovano e come si possono visitare questi luoghi?
Molte regioni italiane custodiscono paesaggi che hanno ispirato opere d'arte famose in tutto il mondo. È possibile seguire itinerari di viaggio legati all’arte per visitarli: in alcuni casi esistono percorsi dedicati, come i Balconi di Piero nel Montefeltro, che permettono di osservare le stesse vedute rinascimentali che ispirano Piero della Francesca e Leonardo da Vinci. Le opere che evocano questi luoghi, però, non sempre si trovano nelle città di origine: molti dipinti sono oggi conservati nei più importanti musei internazionali, come il Louvre, la National Gallery di Londra, gli Uffizi o il MoMA di New York.
L'autore
Scritto il 24/07/2026

Lorena Calise
Hai già visto questi paesaggi italiani nei musei più importanti del mondo. Ora è il momento di scoprire dove si trovano davvero.