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Flavia  Cantini

Flavia Cantini

Marina di Venezia reinventa il campeggio tra design, natura e comfort, nel paesaggio unico di Cavallino-Treporti vicino a Venezia.

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🥇 Questo contenuto include una collaborazione commerciale Marina di Venezia Camping Village.

Il campeggio è cambiato. O, forse, siamo noi a dover cambiare l’immagine che ne abbiamo.

Dimenticate per un momento tende da montare, sacchi a pelo e vacanze spartane: negli ultimi anni, l’ospitalità open air ha iniziato a parlare il linguaggio dell’architettura, del design e del benessere e ha trasformato il contatto con la natura in un lusso contemporaneo contraddistinto da spazio, silenzio, libertà, tempo trascorso all’aperto e comfort capaci di seguirvi anche quando decidete di dormire sotto una pineta a pochi passi dal mare.

È sulla sottile penisola di Cavallino-Treporti, sospesa tra l’Adriatico e la Laguna di Venezia, che tale evoluzione assume una delle sue forme più interessanti: le spiagge sembrano dilatarsi verso l’orizzonte, le dune precedono le pinete e basta spostarsi di pochi chilometri per lasciare il mare aperto e ritrovarsi davanti alla quiete della laguna. Il litorale di Cavallino-Treporti si sviluppa per circa 15 chilometri tra spiagge dorate, dune, pinete, orti e paesaggi lagunari, all’interno del territorio riconosciuto dall’UNESCO insieme a Venezia e alla sua Laguna.

Proprio qui si trova Marina di Venezia, un Camping Village a cinque stelle di circa 80 ettari, uno dei più grandi d’Italia, che rappresenta bene quanto possa essere distante il nuovo luxury open air dall’immaginario tradizionale del campeggio, un punto di osservazione privilegiato per capire come stia cambiando il modo di vivere una vacanza nella natura.

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Il campeggio di lusso è una delle tendenze di viaggio in più rapida crescita

Il desiderio alla base del campeggio non è mai scomparso: svegliarsi nel verde, trascorrere gran parte della giornata all’aperto, rallentare e recuperare un rapporto più immediato con il luogo in cui ci si trova. Ciò che è cambiato sono le aspettative.

Oggi sempre più viaggiatori cercano la natura senza voler rinunciare alla qualità dell’alloggio, alla privacy, alla buona cucina o a servizi pensati per rendere semplice la vacanza, soprattutto quando si viaggia con bambini. È in un simile contesto che si inserisce il Luxury Open Air Hospitality, una formula che avvicina due mondi un tempo all’apparenza opposti: la libertà del campeggio e il comfort del resort.

La crescita del glamping e delle strutture open air di fascia alta racconta proprio questa ricerca di equilibrio: a interessare famiglie e viaggiatori internazionali non è più soltanto la possibilità di dormire vicino alla natura, ma di viverla mantenendo standard di comfort elevati, con spazi privati, servizi curati ed esperienze che fanno parte del viaggio tanto quanto la destinazione.

Accanto alla vacanza più tradizionale trovano posto bungalow di design, lodge con giardini privati, vasche idromassaggio, ristoranti ricercati, grandi aree dedicate al gioco e allo sport e architetture progettate per entrare in relazione con il paesaggio. Al Marina di Venezia, per esempio, alle piazzole si affiancano numerose tipologie di alloggi, dalle Garden Villa immerse nella pineta alle Aqua Lodge e Marina Lodge con Jacuzzi privata.

Per le famiglie significa soprattutto poter trascorrere molto più tempo all’aperto senza rinunciare alla praticità di una vacanza organizzata sulla base delle loro esigenze. Il lusso, in questo nuovo modo di viaggiare, coincide con l’avere spazio e natura intorno a sé senza dover scegliere tra libertà e comfort.

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Perché Cavallino-Treporti è molto più di una destinazione balneare

Cavallino-Treporti è una lunga lingua di terra tra due mondi d’acqua: da un lato l’Adriatico, dall’altro la Laguna di Venezia. Mare e laguna rimangono vicinissimi ma danno vita a  paesaggi completamente differenti, e sono proprio queste due anime a conferirgli un carattere inconfondibile.

Sul versante marino si susseguono chilometri di sabbia dorata, con spiagge profonde, dune fossili e pinete: proprio davanti al Marina di Venezia l’arenile raggiunge il punto di maggiore profondità di Cavallino-Treporti, arrivando fino a 255 metri. Alle spalle della spiaggia, la vegetazione costiera e due pinete accessibili al pubblico raccontano invece il volto più naturale di questa parte della costa veneta.

Voltandosi verso la laguna, il paesaggio rallenta: compaiono canali, barene, valli da pesca, piccoli nuclei rurali e orti. Venezia rimane sullo sfondo, abbastanza vicina da poterla raggiungere con facilità, ma abbastanza lontana perché la giornata possa seguire un ritmo differente.

La bicicletta è forse il mezzo migliore per godersi il passaggio: oltre 40 chilometri di piste ciclabili attraversano il territorio e permettono di spostarsi tra mare, laguna e campagna in maniera lenta e piacevole. Uno dei percorsi più spettacolari è la Via del Respiro, la ciclopedonale di Via Pordelio: sette chilometri lungo la Laguna di Venezia, con alcuni tratti sospesi sull’acqua, che collegano Cavallino a Punta Sabbioni.

Il mare è il punto di partenza, ma dietro la linea della costa esiste un territorio che invita a pedalare, fermarsi in un’azienda agricola, osservare gli uccelli in laguna o raggiungere piccoli borghi seguendo strade dove il traffico lascia finalmente spazio al silenzio.

Il resort che sta cambiando il significato di campeggio

Con circa 80 ettari di estensione, Marina di Venezia è uno dei camping village più grandi d’Italia e una parte importante del progetto consiste nel far convivere scala e qualità dell’esperienza, distribuendo alloggi, piazzole e servizi tra grandi spazi verdi e alberature.

Al centro rimane la natura: Marina di Venezia si affaccia sulla spiaggia più profonda del litorale di Cavallino-Treporti e alle sue spalle si estendono pinete e aree verdi che accompagnano la vita quotidiana del resort.

Per le famiglie ciò significa poter costruire giornate molto diverse senza per forza prendere l’auto: si può iniziare con il mare, passare qualche ora all’AquaMarina Park, che comprende dieci piscine tra aree dedicate ai bambini, vasche riscaldate, spazi relax e piscine per il nuoto, e poi tornare verso la propria piazzola o il lodge con una passeggiata nel verde. È uno degli aspetti che rendono Marina di Venezia anche un interessante esempio di resort per famiglie in Italia: la vacanza rimane sempre legata alla vita all’aria aperta, ma intorno vengono costruiti servizi capaci di semplificarla.

Ma non è tutto: tra le iniziative a tutela dell'ambiente spiccano  il recupero di circa 20.000 metri cubi di acqua dell’AquaMarina Park destinati ogni anno a usi non potabili, una rete collegata a 300 WC, raccolta differenziata superiore al 70%, mobilità elettrica interna e interventi per ridurre consumi ed emissioni. Marina di Venezia applica inoltre un sistema integrato legato agli standard ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001.

In più, la collaborazione con l’Università Ca’ Foscari include attività di monitoraggio dell’avifauna e attenzione al Fratino, il piccolo uccello protetto che nidifica sulle spiagge del litorale: la natura non è solo ciò che si vede dalla terrazza, ma un aspetto fondamentale con cui l’ospitalità deve negoziare il proprio spazio.

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Dove architettura, natura e alta cucina si incontrano

Dal 2016 Marina di Venezia collabora con Matteo Thun & Partners in un percorso progettuale che ha interessato gli edifici d’ingresso, gli spazi commerciali, i ristoranti e i bungalow di fascia più alta, fino ai nuovi edifici di servizio. La filosofia progettuale è evidente: gli alberi preesistenti non vengono trattati come un ostacolo attorno al quale costruire, ma diventano parte della geometria degli edifici. Nel progetto dei bungalow, lo stesso studio parla di un’architettura guidata dal Genius Loci, dove sono i pini a definire il layout; negli spazi commerciali, i padiglioni sono organizzati attorno agli alberi e creano corti, piazze e aree verdi.

Lo stesso principio ritorna negli alloggi di fascia più alta: le Garden Villa sono immerse nella pineta e progettate attorno a spazi verdi privati mentre le Aqua Lodge guardano verso grandi giardini e dispongono di una Jacuzzi privata sulla terrazza.

Intorno agli alloggi, il verde diventa parte dell’esperienza grazie a fioriture che mutano durante la stagione, piante aromatiche, ombra e presenza di uccelli. Il giardino cambia nel tempo e rende il soggiorno unico a seconda del momento dell’anno.

Anche la gastronomia segue una simile trasformazione: l’idea del classico “ristorante del campeggio” lascia il posto a locali con identità differenti, nei quali la cucina italiana e i prodotti del territorio vengono interpretati in modi diversi. Marina di Venezia conta cinque ristoranti, oltre a bar e gelaterie, distribuiti tra pineta, piazze interne e spiaggia.

Calici e Mare, sulla sabbia, lavora sulla cucina creativa e sulla stagionalità degli ingredienti del territorio di Cavallino-Treporti, affiancando alla proposta gastronomica una selezione di vini pensata come parte dell’esperienza. Altrove la cena cambia atmosfera con serate jazz, mentre PiacerMio, progettato da Matteo Thun, unisce grandi vetrate, spazi indoor e outdoor, vegetazione aromatica e una cucina che utilizza anche pesce dell’Adriatico e ortaggi locali.

Oltre il resort: ecco il volto autentico di Cavallino-Treporti

Per capire davvero Marina di Venezia, però, a un certo punto occorre uscire dai suoi confini: in bicicletta, dal resort si raggiunge la rete ciclopedonale che attraversa Cavallino-Treporti, segue la laguna e conduce verso campagne, fortificazioni e piccoli nuclei abitati. La Via del Respiro è soltanto uno dei possibili percorsi: altri itinerari percorrono le valli da pesca, gli orti e il paesaggio rurale che caratterizza tuttora questa splendida zona della costa veneta.

Lungo il percorso si possono raggiungere aziende e realtà agrituristiche dove incontrare i prodotti orticoli del territorio, coltivati in una terra che deve al rapporto complesso tra acqua e suolo parte della propria storia.

Una delle mete che meglio ne raccontano il volto nascosto è Lio Piccolo: strade sottili corrono tra canali e barene, gli orti si alternano all’acqua e il campanile del piccolo borgo emerge quasi isolato all’orizzonte.

Il progetto archeologico Vivere d’Acqua, coordinato da Ca’ Foscari insieme ad altri partner scientifici, continua a studiare la Villa Romana del Sale, un sito fondamentale per comprendere la presenza romana nella Laguna Nord e le attività legate allo sfruttamento delle sue risorse. Le ricerche stanno ricostruendo un paesaggio antico in cui abitare, pescare, produrre e vivere sull’acqua erano già in stretta connessione.

È probabilmente questo il volto di Cavallino-Treporti che sorprende di più chi arriva attirato dalla vicinanza con Venezia: una località dove in pochi chilometri si può passare da una lunga spiaggia adriatica a una strada sospesa sulla laguna, da una pineta agli orti, fino a un sito archeologico romano quasi nascosto dall’acqua.

Settembre e ottobre sono il momento ideale per una visita

Se luglio e agosto appartengono alla vita piena della spiaggia, settembre e l’inizio di ottobre raccontano Cavallino-Treporti con una voce inconfondibile.

Le giornate cominciano a perdere l’intensità dell’alta stagione, pedalare lungo la laguna diventa più piacevole e sulla spiaggia si fa largo quella sensazione di spazio che rappresenta uno dei veri privilegi di questo tratto di Adriatico. La luce si abbassa, le ombre si allungano sulle dune e la natura torna al centro della scena.

È anche il periodo adatto per alternare mare e scoperta del territorio: una giornata può iniziare sulla spiaggia e continuare in bicicletta verso Lio Piccolo; un’altra può essere dedicata a Venezia, raggiungibile da Punta Sabbioni, per poi tornare la sera verso il silenzio della pineta.

Se viaggiate in famiglia, le settimane fuori dall’altissima stagione permettono inoltre di ritrovare ritmi più distesi e spazi più tranquilli, trascorrendo comunque gran parte della giornata all’aria aperta.

Nel 2026 Marina di Venezia rimane aperto fino al 12 ottobre, con la possibilità di vivere il resort oltre la tradizionale estate italiana; se state già immaginando il viaggio del 2027 , Cavallino-Treporti offre una prospettiva meno prevedibile sulla costa adriatica: Venezia a portata di vaporetto, ma anche un territorio che merita di essere scelto e vissuto per ciò che è.

L'autore

Scritto il 04/09/2026