Alessandro Savino

Alessandro Savino

Seguiamo le tracce dell’Aquila più autentica in un viaggio di 3 giorni tra scorci, esperienze e segreti della Capitale italiana della Cultura 2026.

🥇 Questo contenuto include collaborazioni commerciali.

Una città che porta ancora visibili le tracce della sua storia e che allo stesso tempo guarda avanti, con una nuova energia fatta di cultura, creatività e tradizioni vive. Il nostro itinerario di 3 giorni all’Aquila, imperdibile capoluogo dello splendido Abruzzo, ci accompagna tra piazze e monumenti, sapori locali e antichi mestieri, alla scoperta di un territorio ricco di storie da raccontare.

Il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026 offre una grande occasione per conoscere L’Aquila da prospettive diverse. Il nostro percorso attraversa il centro storico, entra nelle botteghe, scopre le ricette della tradizione e raggiunge alcuni dei punti panoramici più suggestivi della città, seguendo il ritmo delle sue strade e delle sue piazze.

Un viaggio davvero speciale, fatto di incontri e scorci inattesi, che ci mostra un’Aquila autentica e vitale, capace di sorprenderci a ogni tappa.

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3 giorni all’Aquila: così abbiamo attraversato la Capitale italiana della Cultura 2026

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Abbiamo scelto di iniziare dall’Aquila quotidiana, quella che si incontra tra una piazza e una bottega, davanti a un piatto della tradizione o durante una passeggiata nel centro storico. 

Da qui abbiamo costruito un percorso che, giorno dopo giorno, ci ha portato a conoscere anche i luoghi attraverso cui la città racconta sia il proprio passato che il presente. Il programma di Capitale italiana della Cultura 2026 offre infatti una prospettiva interessante per osservare come L’Aquila stia valorizzando il suo patrimonio culturale.

Così, siamo passati dai musei alle botteghe artigiane, dai luoghi simbolo agli angoli nascosti e suggestivi del centro storico, alternando momenti dedicati alla storia e all’arte con esperienze più informali. 

Abbiamo assaggiato le ricette della tradizione, incontrato chi porta avanti antichi mestieri e seguito le strade della città fino ai suoi punti panoramici, lasciando che fossero le diverse tappe a mostrarci, una dopo l’altra, le sue molteplici sfumature.

Abbiamo quindi costruito i nostri 3 giorni all’Aquila come un viaggio progressivo, in cui ogni esperienza ci ha portato un po’ più vicino all’anima più autentica del capoluogo abruzzese, lasciandoci lo spazio anche per qualche splendida sorpresa lungo la strada!

Recap dell’itinerario:

- Giorno 1: arriviamo all’Aquila e iniziamo a scoprire le attrazioni del centro storico;

- Giorno 2: esploriamo musei e basiliche, incontriamo gli artigiani e assaggiamo le specialità locali;

- Giorno 3: cerchiamo i panorami più belli e ci concediamo il giusto tempo per un po’ di shopping prima dei saluti finali.

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Giorno 1, mattino - Un Forte, un museo, un Mammut: iniziamo il nostro itinerario di 3 giorni all’Aqu

Dopo il nostro arrivo, decidiamo di sfruttare subito il tempo a disposizione e iniziare la visita dal Forte Spagnolo, una prima tappa ideale per entrare nel vivo della storia dell’Aquila. Costruito a partire dal 1534, il Forte testimonia la presenza spagnola all’Aquila e il ruolo strategico che la città ebbe nel Cinquecento. 

La sua struttura imponente ci racconta la funzione militare per cui fu progettato, ma oggi, tra queste mura troviamo anche il MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo, dove possiamo immergerci in un percorso che va dalla storia più antica del territorio fino all’arte dell’età moderna. 

Uno dei pezzi forti del museo è il grande Mammut, lo scheletro di Mammuthus meridionalis rinvenuto nel 1954. Alto circa 4 metri e lungo 7, ci sorprende per le sue dimensioni e per la sua storia: risale a circa 1,3 milioni di anni fa e conserva ancora una delle due zanne originali, del peso di circa 100 chili.

Proseguiamo poi tra i reperti archeologici provenienti da antiche città come Amiternum, Aveia e Peltuinum, prima di arrivare alle opere del Rinascimento aquilano e dell’età moderna. Nel 2026, la visita al MuNDA acquista un significato ancora più speciale grazie alla Visitazione di Raffaello, tornata all’Aquila dal Museo del Prado per la mostra dedicata proprio a Raffaello e Pontormo. 

Tappe:

- Forte Spagnolo;

- MuNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo.

Giorno 1, pomeriggio e sera – Tra palazzi storici, botteghe e vita nel cuore dell’Aquila

Dopo la visita al Forte Spagnolo e al MuNDA, torniamo nel centro storico e raggiungiamo Palazzo Benedetti, in via Sassa. 

Possiamo visitare Palazzo Benedetti grazie al progetto “Dimore culturali”, inserito nel programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026: un’iniziativa che apre eccezionalmente al pubblico palazzi e dimore storiche normalmente poco accessibili, permettendoci di scoprire anche questo importante pezzo della storia cittadina.

Il palazzo nasce dall’unione e dalla trasformazione delle antiche case medievali della famiglia Gaglioffi, poi rinnovate dalla famiglia Benedetti: ancora oggi gli ambienti conservano questa sovrapposizione di epoche, tra strutture medievali e sale di rappresentanza. 

A colpirci sono soprattutto i magnifici interni, con gli ambienti più ricchi e il grande salone affrescato che raccontano anche il ruolo che il palazzo ebbe nella vita aquilana tra Settecento e Ottocento. 

Lasciato Palazzo Benedetti, continuiamo la nostra passeggiata tra le vie del centro, entrando in una bottega per incontrare un artigiano locale e vedere da vicino un mestiere che continua a far parte della vita della città. È un momento più informale, che ci permette di conoscere L’Aquila anche attraverso le persone che ci lavorano e ne rappresentano l’anima più vera.

Per concludere la prima giornata del nostro itinerario di 3 giorni all’Aquila, fermiamoci in uno dei locali del centro storico per un ultimo drink, concedendoci così qualche momento di relax nel cuore della città, prima di rientrare e prepararci alle tappe del giorno successivo.

Tappe:

- Palazzo Benedetti;

- Incontro con un artigiano locale;

- Passeggiata nel centro storico;

- Drink serale.

Giorno 2, mattina - Fili, affreschi e oro: iniziamo la giornata tra i tesori dell’Aquila

Il secondo giorno iniziamo con qualcosa di molto diverso dalle grandi architetture viste finora: ci avviciniamo al tombolo aquilano, un’antica lavorazione a fuselli che richiede pazienza, precisione e una sorprendente quantità di piccoli movimenti. Appartiene alla tradizione dei merletti a fili continui e viene realizzato con filati molto sottili, in lino o seta.

Ci mettiamo anche alla prova con questa tecnica, osservando come i fili vengano intrecciati e lavorati per creare il caratteristico merletto. È un’esperienza tranquilla, quasi meditativa, che ci fa scoprire un’altra affascinante forma di artigianato legata alla città. 

Dopo questa attività così tipica e particolare, torniamo a scoprire i segreti dell’arte locale entrando nella Chiesa di San Silvestro, dove possiamo osservare i resti del magnifico ciclo di affreschi attribuito al Maestro di Beffi. Anche se oggi ne vediamo solo una parte, i dipinti che ancora decorano le pareti ci permettono di intuire quanto doveva essere spettacolare l’aspetto originario della chiesa.

In tarda mattinata, entriamo nella Basilica di San Bernardino e alziamo lo sguardo per ammirare il soffitto ligneo realizzato da Ferdinando Mosca. Intagliato, dipinto e ricoperto d’oro, ci colpisce per la ricchezza delle decorazioni e per il modo in cui la luce fa risaltare ogni dettaglio.

Tappe:

- Tombolo aquilano;

- Chiesa di San Silvestro;

- Basilica di San Bernardino.

Giorno 2, pomeriggio e sera – Tavola, monumenti e sapori

È il momento giusto per scoprire il delizioso mondo della cucina locale, con un pranzo a base di arrosticini e hamburger preparato con carne di pecora, due prodotti simbolo della cucina abruzzese e di quella aquilana.

Dopo esserci rifocillati, proseguiamo il nostro itinerario visitando la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, riconoscibile per la grande cupola, ricostruita dopo il terremoto del 2009, che ha restituito alla chiesa parte della sua presenza nel cuore del centro storico.

Dalla storia passiamo al gusto: entriamo in un laboratorio per vedere come vengono preparati il torrone aquilano e le ferratelle. Il primo è il morbido torrone al cioccolato nato dalla famiglia Nurzia, attiva all’Aquila dal 1835; le seconde sono sottili cialde cotte con un apposito ferro, più o meno croccanti e decorate con caratteristici motivi geometrici.

Con questi dolci deliziosi ancora in mente, raggiungiamo la Fontana delle 99 Cannelle, nella zona della Rivera. Fermiamoci davanti alla parete in pietra bianca e rosa: mascheroni e cannelle rappresentano i 99 castelli che, secondo la leggenda, contribuirono alla fondazione dell’Aquila.

Poi, raggiungiamo Santa Maria di Collemaggio, splendida basilica legata alla figura di Celestino V, che qui fu incoronato papa nel 1294. È in questo luogo che si apre ogni anno la Porta Santa, dando il via al rito della Perdonanza Celestiniana.

La giornata si chiude con un magnifico spettacolo al Teatro San Filippo, e con una cena a base di tagliatelle allo zafferano e fettuccine al Montepulciano.

Tappe:

- Pranzo con arrosticini e hamburger di pecora;

- Santa Maria del Suffragio;

- Esperienza del torrone e delle ferratelle;

- Fontana delle 99 Cannelle e Santa Maria di Collemaggio;

- Teatro San Filippo e cena.

Giorno 3, mattina – Tra le ferite del terremoto e i nuovi volti dell’Aquila

È l’ultimo dei nostri 3 giorni all’Aquila. Dopo tante visite, esperienze e attività, questa mattina decidiamo di rallentare e di osservare L’Aquila senza inseguire una lunga lista di monumenti. 

Passeggiamo semplicemente nel suggestivo centro storico, prestando attenzione a ciò che raccontano le sue strade. Accanto agli edifici già restaurati, incontriamo ancora i segni lasciati dal terremoto dell’aprile 2009 e i cantieri che, passo dopo passo, stanno riportando alla luce il volto originario dei palazzi. 

È un percorso di ricostruzione in corso ancora oggi, che ci mostra una città capace di guardare avanti senza perdere quel legame così speciale con la propria identità.

Proprio camminando senza una meta precisa, possiamo trovare anche il volto più quotidiano dell’Aquila, quello delle botteghe artigiane. 

Entriamo nei negozi e cerchiamo qualcosa da portarci a casa, lasciandoci conquistare dai prodotti che raccontano il territorio anche attraverso il gusto: dalle specialità a base di tartufo, come miele, oli e altri prodotti aromatizzati, allo zafferano dell’Aquila, legato in particolare alla zona di Navelli e riconosciuto come prodotto DOP.

Tappe:

- Passeggiata nel centro storico;

- Botteghe e shopping.

Giorno 3, pomeriggio e sera – L’ultimo sguardo sull’Aquila

Nel pomeriggio ci spostiamo al Parco del Sole, dove concludiamo il nostro viaggio con una magnifica pausa all’aperto.

Dopo tre giorni trascorsi tra musei, chiese, botteghe, tradizioni e strade del centro, ci prendiamo finalmente un po’ di tempo per osservare L’Aquila da una prospettiva diversa. Dal parco possiamo guardare verso la conca aquilana e le montagne che la circondano, con il Gran Sasso sullo sfondo che domina l’orizzonte. 

È un luogo perfetto per rallentare e ripensare alle tante sfumature incontrate durante il nostro percorso, dalle testimonianze del passato alle attività che oggi mantengono vive le tradizioni locali.

Ci godiamo lentamente il paesaggio e lasciamo che siano proprio questi panorami a segnare la fine dei nostri 3 giorni all’Aquila. Un ultimo momento lontano dal ritmo delle visite, prima di salutare una città che abbiamo scoperto attraverso i suoi luoghi più conosciuti, le sue piccole realtà e le storie che continuano a darle vita.

Tappe:

- Parco del Sole e panorami sul Gran Sasso.

L'autore

Scritto il 03/09/2026