Alessandro Savino

Alessandro Savino

Sai cos'è la Perdonanza dell'Aquila? Varca la Porta Santa della Basilica di Collemaggio e scopri i segreti del primo Giubileo della storia.

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Ogni anno, a fine agosto, L’Aquila si trasforma in un luogo sospeso tra storia e spiritualità, in cui passato e presente si abbracciano in un’atmosfera unica ed emozionante. 

La Perdonanza, il primo Giubileo della storia, rappresenta un rito di perdono universale che ancora oggi incanta chi cerca un’esperienza autentica e significativa. Passeggiando tra le strade del capoluogo abruzzese, puoi percepire tutta la forza di una tradizione che ha attraversato i secoli. 

Preparati a un vero e proprio viaggio, non solo religioso ma anche culturale, tra i segreti di un evento unico e tutto da vivere: la Perdonanza dell’Aquila ti lascerà un ricordo indelebile nel cuore e nella memoria. 

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L’Aquila e la Perdonanza: un viaggio tra storia, fede e tradizione

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La Perdonanza dell'Aquila: Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Per capire davvero cos’è la Perdonanza dell’Aquila e perché viene definita “il primo Giubileo della storia”, non fermarti al fascino del rito o al momento solenne dell’apertura della Porta Santa. Occorre andare più in profondità e tornare fino all’anno 1294, quando un eremita diventato papa, Celestino V, introdusse un’idea radicale per il suo tempo: il perdono universale, accessibile a tutti! 

Da quel gesto è nata una celebrazione che precede e, in parte, ha ispirato il Giubileo moderno, pur conservando caratteristiche proprie, profondamente legate all’Aquila e alla sua identità. 

Dall’origine storica della Perdonanza al gesto rivoluzionario di Celestino V, preparati a scoprire una tradizione speciale e coinvolgente. Un racconto che attraversa i secoli e ti porta tra le strade della città e le maestose navate della Basilica di Collemaggio, dove la storia diventa un’esperienza viva e indimenticabile.

- L'origine della Perdonanza;

- Il perdono universale;

- Perdonanza vs Giubileo;

- La Perdonanza oggi;

- Un’esperienza da vivere nel cuore dell'Aquila.

Scopri di più sull'Aquila

Il Papa eremita e l’origine della Perdonanza

La Perdonanza dell'Aquila: Porta Santa della Basilica di Collemaggio

Quella della Perdonanza dell’Aquila non è la storia di una qualsiasi festa medievale: è l’alba di un’idea così radicale per l’epoca da sembrare quasi impossibile. Sul finire del XIII secolo, un uomo che aveva vissuto anni da eremita tra le montagne dell’Abruzzo, Pietro Angelerio da Morrone, poi Papa Celestino V, impresse alla città una svolta che nessuno avrebbe più dimenticato.

Celestino V, infatti, scelse come luogo della sua incoronazione la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, che lui stesso aveva voluto erigere, scegliendola non solo per la sua imponenza architettonica, ma anche per il valore simbolico che L’Aquila rivestiva come crocevia di comunità e fede in tutta la regione.

Qui, nel 1294, emanò una bolla pontificia conosciuta come Bolla del Perdono, con la quale concesse un’indulgenza plenaria e universale a chi fosse entrato nella basilica, confessandosi e pentendosi, tra il 28 e il 29 agosto di ogni anno. Nacque così una tradizione destinata a lasciare un segno profondo nella storia della città.

Il perdono universale: la rivoluzione di Celestino V

L’atto della Perdonanza può apparire piuttosto semplice, ma in realtà era tutt’altro che scontato. In un’epoca in cui il perdono era spesso riservato a chi poteva permettersi penitenze costose o legato a precise gerarchie sociali, Celestino V scelse di aprirlo a tutti, senza distinzione di ceto, ricchezza o ruolo nella società.

La bolla che emanò da Collemaggio fu una dichiarazione di grande valore morale e sociale. Un gesto radicale, perché per la prima volta nella storia il perdono divenne qualcosa di davvero inclusivo, un invito alla riconciliazione e alla pace rivolto a tutta l’umanità. 

Questa scelta rivoluzionaria segnò la Perdonanza Celestiniana come un evento unico nella storia della Chiesa, formulato in una pergamena che la città custodisce gelosamente con orgoglio e riverenza ancora oggi, la cui copia viene portata in processione (perché quella originale deve essere tenuta con particolare riguardo) durante i giorni della celebrazione.

Perdonanza Celestiniana e Giubileo moderno: cosa rende unico il rito dell’Aquila?

La Perdonanza dell’Aquila è stato il primo rito a offrire un’indulgenza universale, ben sei anni prima che Bonifacio VIII istituisse il primo Giubileo romano nel 1300. Questo dato cronologico è importante, ma non basta a spiegare la differenza tra i due eventi. 

Il Giubileo romano può essere ordinario o straordinario: quello ordinario segue un calendario stabilito dalla Chiesa, come il Giubileo del 2025, mentre quello straordinario viene proclamato per occasioni particolari, come un momento di misericordia o una celebrazione speciale voluta dal Papa. È un evento di portata universale, che coinvolge l’intera Chiesa cattolica e assume dimensioni internazionali. 

La Perdonanza Celestiniana resta invece profondamente legata alla città e alla comunità dell’Aquila: lo si vede nella partecipazione dei cittadini, delle confraternite e dei musicisti, nella processione che attraversa le strade storiche del centro e nelle celebrazioni nella Basilica di Collemaggio, che creano un legame tra tradizione, fede e identità locale che il Giubileo moderno non può replicare a livello globale.

Perché la Perdonanza è così rilevante ancora oggi?

La Perdonanza non sopravvive come semplice rituale del passato: anzi, ha saputo evolversi mantenendo intatti i suoi significati originali, ma adattandoli alle esigenze e alle situazioni dei giorni nostri. 

Rimane un momento di grande valore dal punto di vista culturale, sociale e simbolico: nel 2019 è stata anche riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, segno che il suo messaggio di pace, solidarietà e riconciliazione ha una risonanza che va oltre i confini locali.

Negli anni, questa celebrazione si è trasformata in un’occasione di riflessione e dialogo sulla convivenza e l’inclusione, capace di unire persone di ogni età e provenienza in un mondo sempre più segnato da divisioni e conflitti.

Inoltre, l’esperienza della Perdonanza rimane profondamente intrecciata con la storia recente della città: anche dopo il terremoto del 2009, la tradizione è stata mantenuta senza interruzioni, diventando simbolo della resilienza della comunità e del desiderio di ritrovare coesione e speranza attraverso la propria storia.

Dentro la Perdonanza: un’esperienza che ti rende protagonista

Partecipare alla Perdonanza dell’Aquila significa vivere un’emozione che ti avvolge in modi inaspettati, e che ti rende protagonista di una celebrazione che si rinnova ogni anno.   

Il centro storico, negli ultimi giorni di agosto, è tutto un vibrare di suoni e colori. Le strade sono animate da figuranti in costume, mentre il ritmo di tamburi e chiarine scandisce il Corteo della Bolla, letta pubblicamente in Piazza del Municipio.

Anche l’attesa dell’apertura della Porta Santa alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio è un momento intenso: gli sguardi si concentrano sull’ingresso della basilica e la dimensione civile e religiosa della festa si uniscono in un solo gesto simbolico.

Negli ultimi anni, l’evento ha assunto anche una dimensione moderna, ampliando l’esperienza con spettacoli che affiancano il rito religioso. Quest’anno in particolare, L'Aquila come Capitale Italiana della Cultura rafforza questa vocazione, perché la partecipazione diventa un’occasione di dialogo tra persone e culture differenti.

In questa cornice la Perdonanza si trasforma in un ponte tra passato e presente. È la possibilità, unica e imperdibile, di cogliere l’identità più vera della città attraverso i suoi gesti, le voci e la capacità di rinnovarsi restando fedele alla propria storia.

L'autore

Scritto il 23/03/2026