Elisa Verrazzo

Elisa Verrazzo

Scoprite con noi le location italiane de Il diavolo veste Prada 2, il sequel dell'iconico film che celebra l'amore per la moda italiana.

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Il ticchettio di uno stiletto sul marmo è un suono che supera il cinema: è il battito del cuore dell'industria della moda. A vent'anni da quando Miranda Priestly ha ridefinito per la prima volta il panorama "ceruleo" dei nostri guardaroba e ha affermato che "tutti vogliono essere come noi", è arrivato il sequel più atteso nella storia della moda.

Se il film originale era una satira pungente del mondo editoriale newyorkese, Il diavolo veste Prada 2 è qualcosa di molto più romantico: una sontuosa lettera d'amore cinematografica alla patria della moda e dell'artigianato.

L'Italia non è solo uno sfondo in questo nuovo capitolo: è una protagonista. Dagli storici atelier milanesi alle acque assolate del Lago di Como, il film scambia la frenetica Manhattan con l'eleganza della dolce vita del Mediterraneo. È una festa per gli occhi che dimostra, una volta per tutte, che se la moda nasce dagli schizzi degli stilisti, vive nell'anima dei luoghi simbolo della moda italiana.

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Il nuovo capitolo de Il Diavolo veste Prada: una dichiarazione d'amore per la moda italiana

In questo attesissimo sequel, la narrazione si sposta dalla sopravvivenza di un'assistente alla sopravvivenza di un impero. Miranda Priestly vede il suo regno a Runway minacciato da un panorama digitale e dall'aggressiva ascesa dei fondi di investimento del lusso.

Il film è anche, e soprattutto, un omaggio al Made in Italy. Mentre il primo film era ambientato anche a Parigi, nel sequel il team di Runway si unisce alla Settimana della Moda di Milano, partecipando anche a un'iconica sfilata di Dolce & Gabbana. Dal Quadrilatero della moda alla Galleria Vittorio Emanuele II, Il diavolo veste Prada 2 diventa una vera e propria dichiarazione d'amore all'arte e alla storia della moda italiana, un'esperienza che solo l'Italia può offrire.

Galleria Vittorio Emanuele II: la maestosità silenziosa

Uno dei momenti più toccanti del film si svolge nella Galleria Vittorio Emanuele II. In un raro momento di vulnerabilità, Miranda Priestly appare sola al centro della galleria, di notte, incorniciata dalle imponenti volte in vetro e dagli intricati mosaici.

Essendo la galleria commerciale più antica d'Italia (completata nel 1877), la Galleria Vittorio Emanuele II trasmette un senso di storia che oscura le tendenze stagionali che Miranda solitamente detta legge. Il silenzio della galleria, con tutti i negozi di moda chiusi (compresa la boutique Prada), sottolinea l'isolamento del potere, sullo sfondo di una perfezione architettonica.

Il Quadrilatero della moda: il quadrante d'oro

La troupe ha trascorso settimane a girare nel Quadrilatero della moda, il leggendario Quadrante d'oro, epicentro del lusso mondiale. Questo quartiere dell’alta moda, delimitato da Via Montenapoleone e Via della Spiga, è il luogo in cui il film spicca il volo.

Le telecamere indugiano sulle vetrine dei negozi di Prada, Versace e Gucci, trattandole come gallerie d'arte d'élite. L'energia che si respira qui è pura e travolgente stimolazione sensoriale: il suono dei tacchi a spillo sul granito, l'elettrizzante fermento della Settimana della moda e apparizioni iconiche come quella di Donatella Versace in uno dei ristoranti più famosi di Milano.

La Pinacoteca di Brera: quando l'arte incontra la moda

Per una scena cruciale, ambientata durante un gala per il rebranding della rivista, il film si sposta alla Pinacoteca di Brera. Il cortile, con la sua statua in bronzo di Napoleone, si trasforma in una passerella di grande effetto.

Il film traccia un parallelo diretto tra i dipinti dei grandi maestri appesi alle pareti – Raffaello, Bellini e Caravaggio – e gli abiti d'alta moda indossati dagli ospiti. L'idea è che la moda, al suo massimo livello, sia un'estensione delle belle arti.

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L'Ultima Cena di Leonardo: la cena di eleganza per eccellenza

In quella che è forse la sequenza più esclusiva mai realizzata per il cinema, la produzione si sposta nel refettorio di Santa Maria delle Grazie per un'elegante cena di fronte l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

In questo spazio silenzioso e sacro, l'élite mondiale della moda si riunisce attorno a un lungo tavolo minimalista che rispecchia la composizione del capolavoro stesso. Sebbene il capolavoro di Leonardo sia stato ricreato e la scena sia stata girata negli Stati Uniti in un set teatrale costruito appositamente, questa parte del film è una lezione magistrale di tensione e lusso.

Il peso della storia e il futuro di un'industria multimiliardaria si scontrano tra cristalli e candele. È una dichiarazione audace: la moda è la religione moderna e Miranda ne è la gran sacerdotessa.

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Villa Arconati: la piccola Versailles

Conosciuta come la piccola Versailles di Milano, Villa Arconti del XVII secolo fa da cornice a un esclusivo e prestigioso ritiro di moda. La telecamera si aggira per la corte nobile e la scala d'onore, ma il vero pezzo forte è la sala di Fetonte.

Sotto gli illusionistici affreschi di Villa Arconati, Miranda prende una decisione che cambia il corso del film, usando la magnificenza della villa per mascherare una spietata manovra aziendale.

Lago di Como: eleganza fuori servizio e Villa Balbiano

In una scena diventata subito virale, Andy ed Emily sfrecciano sul lago di Como a bordo di un motoscafo Riva d'epoca, passando davanti a Villa Oleandra (l'iconica tenuta di George Clooney).

Tuttavia, il cuore della sequenza sul Lago di Como è Villa Balbiano. Questo palazzo cinquecentesco rappresenta il glamour del vecchio mondo al suo apice, offrendo un contrasto lussureggiante e tranquillo con il caos moderno dell'industria della moda.

È qui che si conclude la lettera d'amore del film, ricordando al pubblico che lo stile non riguarda solo ciò che si indossa, ma anche come e dove si vive.

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Viaggiando per strade italiane di Runway

Per il viaggiatore sofisticato, le location italiane de Il Diavolo veste Prada 2 offrono un itinerario perfetto per una vacanza in Italia. Che si tratti di sorseggiare un espresso nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano o di fare un giro in barca privata sul Lago di Como, questi luoghi permettono ai fan di immergersi nel mondo de Il Diavolo veste Prada 2.

Man mano che il film scorre fino alla fine, il messaggio è chiaro. Le tendenze vanno e vengono, le riviste cambiano formato, ma il fascino dell'Italia è l'unica cosa che non passerà mai di moda. Questo sequel non è solo il seguito di un film cult: è un invito a innamorarsi di nuovo del mondo della moda attraverso la lente dell'Italia, il paese più bello del mondo.

L'autore

Scritto il 08/05/2026