Alessandro Savino

Alessandro Savino

Esplora rocche e dei castelli del territorio di Pesaro e Urbino, in un itinerario attraverso secoli di storia che hanno plasmato l’anima delle Marche.

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Tra le colline della provincia di Pesaro e Urbino, le rocche e i castelli raccontano un territorio che porta ancora i segni delle grandi vicende che lo hanno attraversato. 

Fortezze nate per difendere confini, controllare vie di passaggio e affermare il potere delle dinastie che si sono succedute nel tempo, oggi diventano tappe di un viaggio speciale tra architettura, memoria e bellezza.

Il nostro itinerario invita a guardare queste costruzioni non solo come antiche e straordinarie testimonianze, ma come luoghi capaci di svelare il carattere autentico di una terra plasmata da incontri, conquiste e trasformazioni. Un percorso tra mura, borghi e paesaggi che conservano l’eredità unica del passato ancora profondamente attuale delle Marche.

Da Gradara a Urbino, l’itinerario in 7 tappe tra rocche e castelli delle Marche

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Rocche e castelli delle Marche, da Gradara a Urbino, immagine da itinerariodellabellezza.it

Immagine tratta da itinerariodellabellezza.it

Le Marche custodiscono alcune delle fortezze più spettacolari d'Italia. Questo itinerario ne collega sette, seguendo un percorso tra le rocche e i castelli della provincia di Pesaro e Urbino.

L'inizio non può che essere Gradara, straordinario borgo fortificato e inserito tra i Borghi più belli d'Italia. La sua imponente cinta muraria, la Rocca che domina il colle e la celebre storia di Paolo e Francesca lo rendono il punto di partenza ideale per entrare nell'affascinante universo delle fortificazioni marchigiane. 

Monte Cerignone, Sassocorvaro Auditore, Piobbico, Cagli e Mondavio aggiungono tasselli diversi al mosaico, accompagnandoci attraverso borghi arroccati, mura imponenti e panorami spettacolari che si aprono sulle colline

Il nostro percorso si conclude a Urbino, dove il profilo delle fortificazioni lascia spazio all'eleganza del Rinascimento. Il Palazzo Ducale, le vie del centro storico e l'eredità di Federico da Montefeltro rappresentano il coronamento naturale del viaggio.

Per viverlo pienamente, l'auto diventa una compagna preziosa: ci permette di seguire le strade panoramiche che collegano i borghi, raggiungendo anche i luoghi più raccolti e concedendoci il tempo di ammirare gli scorci e i piccoli tesori che emergono lungo la strada. 

E nel nostro itinerario tra rocche e castelli, anche il tragitto tra una tappa e l'altra diventa una parte speciale della scoperta.

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Tappa 1. Gradara, porta d’ingresso all’itinerario tra castelli e fortezze delle Marche

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Il nostro itinerario tra le rocche e i castelli delle Marche prende il via da Gradara. A pochi chilometri dall'Adriatico e al confine con la Romagna, questo straordinario borgo fortificato, tra i più belli e suggestivi d'Italia, sembra custodire un'altra epoca. Basta attraversare l'antica Porta dell'Orologio e salire verso la Rocca per ritrovarsi immersi in un’autentica atmosfera medievale.

La Rocca domina il borgo con la sua imponente torre. Nata come struttura difensiva, nel corso del tempo è diventata una raffinata residenza signorile: oltre le mura si aprono ambienti eleganti, impreziositi da affreschi, arredi storici e opere d'arte che raccontano la vita di corte.

Secondo la tradizione, proprio tra le sale della Rocca si consumò la tragica vicenda di Paolo e Francesca, resa immortale da Dante nel V canto dell'Inferno. Ancora oggi, la visita ci porta anche a scoprire la Camera di Francesca, dove storia e leggenda continuano a sovrapporsi.

Oltre al castello, vale la pena concedersi del tempo anche tra le vie di Gradara, dove botteghe di ceramica, piccole osterie e scorci racchiusi dalla cinta muraria restituiscono l'atmosfera di un borgo d’altri tempi. E per chi desidera una passeggiata nella natura, il Sentiero degli Innamorati completa il quadro mostrandoci i panorami sulle colline e verso il mare Adriatico.

Come arrivare a Gradara?

Gradara si trova nella parte settentrionale delle Marche, a pochi chilometri da Cattolica e dal mare Adriatico. 

In auto è facilmente raggiungibile dall'autostrada A14, uscita Cattolica–San Giovanni–Gabicce Mare (30 minuti da Rimini e circa 1h e 40 minuti da Bologna). 

In treno, la stazione di riferimento è Cattolica–Gabicce, collegata con le principali città della costa adriatica.

Cosa vedere e fare a Gradara:

- Rocca di Gradara;

- Centro storico medievale;

- Passeggiata degli Innamorati.

Tappa 2. Monte Cerignone: la Rocca rinascimentale tra le colline del Montefeltro

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Rocche e castelli delle Marche, Monte Cerignone, immagine da itinerariodellabellezza.it

Immagine tratta da itinerariodellabellezza.it

Lasciata Gradara, dirigiamoci verso l’entroterra ed entriamo nel cuore del Montefeltro raggiungendo Monte Cerignone, un piccolo borgo raccolto nell’Alta Val Conca.

La Rocca di Monte Cerignone conserva il segno di diverse epoche. Le sue origini risalgono al periodo medievale, quando aveva il compito di controllare una posizione strategica nella valle, mentre nel Quattrocento, durante il dominio dei Montefeltro, venne ampliata e trasformata secondo i nuovi principi dell’architettura rinascimentale, con interventi attribuiti a Francesco di Giorgio Martini.

La particolarità della Rocca sta proprio in questo duplice carattere: una struttura pensata per la difesa, ma al tempo stesso un luogo destinato alla vita dei signori che la abitavano. Ecco perché, visitandola oggi, possiamo ammirare le tracce di passaggio da presidio militare a residenza, seguendo le trasformazioni di un borgo incantevole, cresciuto attorno alla sua fortificazione.

A completare la scoperta di Monte Cerignone, ecco le vie e le piccole piazze del centro storico, con le suggestive architetture in pietra e le chiese come Santa Caterina e Santa Maria del Soccorso, custodi di importanti testimonianze artistiche. 

Prima di lasciare il paese, raggiungiamo la parte alta dell’abitato per ammirare il paesaggio dell’Alta Val Conca, tra colline verdi, profili montuosi e scorci che raccontano tutta la quiete dell’entroterra marchigiano.

Come arrivare da Gradara a Monte Cerignone?

Da Gradara, in auto, il percorso è di quasi 40 km, e dura circa 45 minuti. Si risale la valle del Conca seguendo la SP17, la SP 18 e poi, dopo il paese di Mercatino Conca, la SP2 fino a destinazione.

Cosa vedere e fare a Monte Cerignone:

- Rocca di Monte Cerignone;

- Centro storico.

Tappa 3. Sassocorvaro Auditore e la misteriosa Rocca Ubaldinesca

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Rocche e castelli delle Marche: Sassocorvaro Auditore

Rocche e castelli delle Marche: Sassocorvaro Auditore, foto da itinerariodellabellezza.it

Ci sono fortezze che colpiscono per la loro imponenza. La Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro sorprende invece per ciò che nasconde. Basta osservarla dall'alto per accorgersi che la sua pianta ricorda il profilo di una tartaruga, una forma che racchiude significati simbolici e una delle pagine più affascinanti dell'architettura rinascimentale. 

Siamo a Sassocorvaro Auditore, un borgo del Montefeltro affacciato sul Lago di Mercatale che trova proprio nella Rocca il suo simbolo più riconoscibile. 

Realizzata nella seconda metà del Quattrocento su progetto di Francesco di Giorgio Martini per Ottaviano degli Ubaldini, era una fortificazione davvero innovativa per il suo tempo. Le forme arrotondate, studiate per resistere ai colpi delle prime artiglierie, rivoluzionarono i concetti di architettura militare. 

Allo stesso tempo, l'edificio riflette la personalità del suo committente, appassionato di astrologia, alchimia ed esoterismo. Per lui la Rocca era più di una fortezza: era un vero e proprio libro di pietra, nel quale architettura, decorazioni e simboli raccontavano la sua visione del mondo attraverso un linguaggio ricco di significati e messaggi misteriosi.

Prima di ripartire, concediamoci una passeggiata a Sassocorvaro Auditore fino alle rive del Lago di Mercatale. Il contrasto tra il profilo della Rocca, l'acqua del lago e le colline circostanti regala uno dei paesaggi più suggestivi del nostro itinerario.

Come arrivare da Monte Cerignone a Sassocorvaro Auditore?

Da Monte Cerignone il tragitto in auto è di circa 15 km e richiede una ventina di minuti. La strada attraversa il paesaggio del Montefeltro fino a Mercatale, e costeggia l'omonimo lago e la sua diga prima di raggiungere Sassocorvaro Auditore.

Cosa vedere e fare a Sassocorvaro Auditore:

- Rocca Ubaldinesca;

- Centro storico;

- Lago di Mercatale.

Tappa 4. Piobbico: il Castello dei Brancaleoni e la natura selvaggia dell’Appennino

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Tra il Monte Nerone e il Monte di Montiego, Piobbico appare quasi nascosto tra i rilievi dell'Appennino marchigiano. Il paesaggio è il primo elemento a colpirci: boschi, montagne e vallate incorniciano un borgo raccolto, con il Castello dei Brancaleoni che spicca a pochi passi dal cuore del paese. 

Più che una semplice fortificazione, il castello mostra l'evoluzione di una dimora le cui sale e cortili raccontano il prestigio della famiglia Brancaleoni, che governò Piobbico a lungo trasformandolo in un luogo di potere, cultura e vita di corte.

Dietro le mura si susseguono sale di rappresentanza, appartamenti nobiliari e stanze riccamente decorate, come la splendida Sala del Leon d'Oro o la Camera Romana. Passeggiando tra questi spazi possiamo ripercorrere la storia dei Brancaleoni attraverso le iscrizioni in greco, latino e volgare sopra portali e finestre.

Tra i dettagli più curiosi c'è l'antico orologio della torre: verso il borgo mostra un quadrante tradizionale, mentre sul lato interno i numeri sono speculari e le lancette scorrono in senso antiorario.

Terminata la visita, prima di lasciare Piobbico, concediamoci una camminata tra le case in pietra, i piccoli scorci del centro e il profilo del Monte Nerone che si staglia all'orizzonte accompagnano i nostri passi nel borgo, lasciandoci negli occhi uno dei paesaggi più suggestivi dell’Appennino centrale.

Come arrivare da Sassocorvaro Auditore a Piobbico?

Da Sassocorvaro Auditore il tragitto in auto è di circa 40 km e richiede poco più di 40 minuti. La strada attraversa l’entroterra marchigiano in direzione di Urbania, per poi seguire la valle del Candigliano fino a raggiungere Piobbico, ai piedi del Monte Nerone.

Cosa vedere e fare a Piobbico:

- Castello Brancaleoni;

- Centro storico.

Tappa 5. Cagli: il Torrione Martiniano e i segreti della città fortezza

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Rocche e castelli delle Marche, Cagli, immagine da itinerariodellabellezza.it

Immagine tratta da itinerariodellabellezza.it

Cagli racconta una storia diversa rispetto alle altre tappe del nostro itinerario tra rocche e castelli delle Marche. In questo caso, infatti, la fortezza non è arrivata intatta fino a noi, ma sopravvive nel Torrione Martiniano, costruito nel Quattrocento su progetto di Francesco di Giorgio Martini. 

Simbolo delle antiche difese cittadine, il Torrione conserva il legame con l’antica rocca, oggi scomparsa e sostituita dal Convento dei Cappuccini, attraverso il Soccorso coverto, una vera e propria sorpresa nascosta sotto la pietra. Si tratta di un antico e suggestivo passaggio sotterraneo di 367 gradini che permetteva ai difensori di raggiungere la fortezza in caso di necessità.

Il Torrione lega il passato al presente, dato che ospita anche il Centro di Scultura Contemporanea, nato negli anni Novanta per trasformare gli spazi della fortificazione in una sede dedicata all’arte.

Dall’alto della torre possiamo infine ammirare il borgo sotto di noi, il suo impianto urbano ordinato di origine romana, le piazze, i palazzi storici e le numerose chiese che custodiscono importanti opere d’arte, come la Cappella Tiranni nella Chiesa di San Domenico, capolavoro di Giovanni Santi, padre di Raffaello.

Come arrivare da Piobbico a Cagli?

Da Piobbico, il percorso in auto è di circa 25 km e richiede poco meno di mezz’ora. Seguiamo la valle del Candigliano verso Acqualagna, per poi voltare a destra sulla SS3 e raggiungere Cagli dopo pochi chilometri.

Cosa vedere e fare a Cagli:

- Torrione Martiniano;

- Soccorso coverto;

- Centro di Scultura Contemporanea;

- Panorami sul borgo.

Tappa 6. Mondavio: il Rinascimento da vivere nella Rocca Roveresca

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Penultima tappa del nostro viaggio tra i borghi fortificati delle Marche: eccoci a Mondavio, inserito tra i Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, tra le colline dell’entroterra pesarese. Qui il tempo sembra essersi fermato: la cinta muraria, le vie del centro e la Rocca Roveresca evidenziano l’identità rinascimentale del borgo.

Voluta da Giovanni della Rovere, esponente di una delle famiglie più potenti del Rinascimento italiano e signore di Mondavio dal 1474, questa fortificazione fu costruita tra il 1482 e il 1492 con un possente mastio poligonale, torri angolari e spazi organizzati attorno al cortile interno.

A rendere speciale la visita è il modo in cui la Rocca ci immerge nella vita militare del passato. Al suo interno troviamo infatti il Museo di Rievocazione Storica, che ricostruisce ambienti e scene di vita in una fortezza rinascimentale, e l’Armeria, con la sua affascinante collezione di armi, armature e macchine da guerra come catapulte e torri mobili.

La presenza dell’antica fortezza si riflette anche nelle vie di Mondavio, dove la storia rinascimentale ha lasciato la propria impronta nei palazzi che circondano le piazze del paese. Qui incontriamo un altro volto del borgo, più tranquillo ma altrettanto interessante, con il Teatro Apollo, gioiello settecentesco ricavato nell’antica chiesa di San Filippo Neri e dotato di una platea mobile ancora funzionante.

Come arrivare da Cagli a Mondavio?

Abbiamo due opzioni per raggiungere Mondavio da Cagli: possiamo passare da Fossombrone e immetterci sulla SP49 all’uscita di Serrungarina. Mondavio si trova appena dopo il borgo di Orciano di Pesaro. Oppure possiamo seguire la SP424 da Cagli, attraversando i paesi di Pergola e San Lorenzo in Campo, arrivando a destinazione dopo circa 45 minuti (40 km).

Cosa vedere e fare a Mondavio:

- Rocca Roveresca;

- Museo di Rievocazione Storica e Armeria;

- Teatro Apollo.

Tappa 7. Urbino: gran finale nella città dei Montefeltro

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A Urbino la storia delle rocche e dei castelli delle Marche incontra il massimo splendore del Rinascimento. Anche per questo, rappresenta l’ideale conclusione di questo nostro splendido itinerario.

Adagiata tra verdi colline, Urbino conserva l’impronta dei Montefeltro, che nel Quattrocento trasformò l’antico centro fortificato in una delle capitali culturali d’Europa. Il cuore di questa trasformazione è il Palazzo Ducale, voluto da Federico da Montefeltro come simbolo del suo potere e della sua visione umanistica. 

Il palazzo divenne una delle corti più raffinate del tempo, un luogo di incontro tra architettura, arte e sapere. Oggi custodisce la Galleria Nazionale delle Marche, con capolavori di artisti come Piero della Francesca e Raffaello, nato proprio a Urbino. Poco distante possiamo visitare la Casa Natale di Raffaello, trasformata in museo e dedicata alla memoria del grande pittore.

Anche le antiche difese della città fanno parte di questo racconto. Salendo alla Fortezza Albornoz raggiungiamo uno dei punti più suggestivi di Urbino: costruita nel XIV secolo sul Monte di San Sergio e oggi circondata dal Parco della Resistenza, offre una vista privilegiata sulla città e sulle colline del Montefeltro.

È il luogo perfetto per fermarsi un momento e salutare questo territorio così speciale, che ci ha accompagnato in un itinerario della bellezza tra le rocche e i castelli della provincia di Pesaro e Urbino.

Come arrivare da Mondavio a Urbino?

Da Mondavio a Urbino il percorso in auto è di circa 40 km e richiede circa 45 minuti. Attraversiamo le colline dell’entroterra pesarese passando per Fossombrone, Canavaccio e Calpino.

Cosa vedere e fare a Urbino:

- Palazzo Ducale e Galleria Nazionale delle Marche;

- Casa Natale di Raffaello;

- Fortezza Albornoz.

L'autore

Scritto il 07/09/2026