Alessandro Savino

Alessandro Savino

Lasciati sorprendere da Borutta, il borgo segreto della Sardegna dove il Medioevo rivive tra le antiche abbazie e i paesaggi autentici del Meilogu.

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A volte in Sardegna basta allontanarsi dalle rotte più conosciute per scoprire dei tesori completamente nuovi, diversi e sorprendenti.

Nel cuore del Meilogu, nel nord-ovest dell’isola, Borutta custodisce uno dei simboli più straordinari del Medioevo sardo: la Basilica di San Pietro di Sorres, un capolavoro romanico che da quasi nove secoli domina il paesaggio e che ancora oggi conserva la sua funzione spirituale grazie alla presenza dei monaci benedettini.

Attorno al borgo, un territorio ricco di testimonianze antiche ti racconta una Sardegna profonda e autentica, dove archeologia, natura e spiritualità si alternano in un equilibrio raro, mentre il fascino medievale vive ancora oggi nell’atmosfera suggestiva e nel legame profondo della comunità con il proprio patrimonio culturale.

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Borutta, la Destinazione Luminosa che custodisce una Sardegna medievale e autentica

Borutta, paesaggio

Panorama di Borutta. Foto: Sailko – Wikimedia Commons – CC BY 3.0.

Borutta è un borgo speciale perché riesce a raccontare una Sardegna lontana dagli itinerari più conosciuti, dove il tempo sembra scorrere ancora secondo i ritmi di una volta e il legame con il passato è parte della vita quotidiana.

Il fascino di questo paese in provincia di Sassari nasce proprio dalla capacità di custodire tante anime diverse: quella spirituale della Basilica di San Pietro di Sorres, quella storica delle antiche testimonianze di secoli e secoli di civiltà, e quella più quotidiana di una comunità che continua a vivere con un forte senso di appartenenza.

A Borutta, il Medioevo continua a essere un’eredità viva, percepibile nell’atmosfera stessa del borgo e nel rapporto profondo con il territorio. È una dimensione che emerge lentamente, e che ti fa incontrare una Sardegna più profonda rispetto alle mete turistiche e conosciute.

Questa continuità tra storia e presente è valsa a Borutta l’inserimento tra le Luminous Destinations 2026, un riconoscimento dedicato ai borghi italiani che sanno custodire il proprio carattere più autentico e trasformare la tutela del patrimonio in un’esperienza di scoperta rispettosa e consapevole.

Il giusto premio per un paese che protegge la propria identità e invita a scoprire una Sardegna fatta di memoria, paesaggi genuini e storie che continuano a essere tramandate.

Per conoscere davvero l’anima medievale di Borutta, ecco i luoghi e le esperienze da non perdere:

- Il simbolo del Medioevo sardo;

- Dove la storia continua a vivere;

- I paesaggi di Sorres; 

- La vita e i sapori del borgo;

- Come raggiungere Borutta.

La Basilica di San Pietro di Sorres: il cuore medievale di Borutta

La Basilica di San Pietro di Sorres sorge poco fuori dal centro storico di Borutta, su una collina che domina il paesaggio. La posizione appartata, immersa nel silenzio della campagna, rende ancora più suggestiva l’atmosfera di questo antico complesso, che trasmette ancora oggi il legame profondo tra il territorio e la sua storia.

Costruita tra il XII e il XIII secolo, la basilica fu la cattedrale dell’antica diocesi di Sorres e rappresenta oggi uno dei più straordinari esempi di architettura romanica della Sardegna, un luogo in cui puoi percepire tutta la magia del Medioevo. 

Le forme eleganti, la pietra lavorata con grande armonia e il contrasto cromatico delle murature raccontano una stagione fondamentale della storia dell’isola, quando la Sardegna era attraversata da importanti correnti artistiche e culturali provenienti dal Mediterraneo.

Accanto alla chiesa si trova il monastero che dal Novecento ospita una comunità di monaci benedettini, custodi di una tradizione spirituale molto radicata. La presenza dei monaci, la possibilità di soggiornare nel monastero e le attività quotidiane dell’abbazia rendono questo luogo una tappa particolare per chi cerca una Sardegna più intima, dove il patrimonio medievale continua a essere una parte importante della quotidinatità del territorio.

Le tradizioni di Borutta: dove il Medioevo continua a vivere

L’antica Sorres fu un centro di grande importanza nel Nord Sardegna, sede di diocesi e parte del Giudicato di Torres, e questa eredità è ancora riconoscibile nelle tradizioni della comunità.

Passeggiando tra i vicoli del centro storico puoi cogliere un’atmosfera raccolta, fatta di scorci autentici e testimonianze uniche, come l’oratorio di Santa Croce, un edificio religioso risalente al XII secolo, nato come rettoria del paese e sede saltuaria degli ultimi vescovi della diocesi di Sorres.

Ma è soprattutto attraverso le celebrazioni e gli eventi che il Medioevo torna a essere parte della vita del borgo. 

La festa di San Pietro, celebrata il 29 giugno, è uno dei momenti più sentiti dalla comunità. La processione che accompagna i fedeli dalla chiesa parrocchiale fino alla basilica di San Pietro di Sorres rinnova ogni anno il legame tra Borutta e il suo luogo più simbolico e rappresentativo.

La Bastida di Sorres è una rievocazione storica che riporta il paese al XIV secolo, ricordando la battaglia del 1334 tra i Doria e gli Aragonesi. Durante l’evento, che si svolge nell’arco di tre giorni, il colle si trasforma in un villaggio medievale con accampamenti, botteghe artigiane, dimostrazioni di antichi mestieri, combattimenti, spettacoli e ricostruzioni della vita quotidiana dell’epoca.

Camminare tra i paesaggi che custodiscono la storia di Sorres

Il fascino medievale di Borutta va oltre la Basilica di San Pietro di Sorres e continua nel territorio che la circonda, un paesaggio fatto di colline, campagne e antichi percorsi dove storia e natura convivono da secoli. 

Tra la valle del Rio Frida e la piana di Sorres, puoi attraversare gli stessi scenari che hanno accompagnato la storia dell’antica diocesi, quando questo territorio rappresentava uno dei centri religiosi più importanti del Nord Sardegna. 

I sentieri rurali e i panorami aperti raccontano una regione lenta e autentica, che conserva ancora il legame tra il borgo, la basilica e la comunità che nei secoli ha vissuto questi luoghi.

Prima ancora dell’epoca medievale, inoltre, queste colline erano già attraversate e vissute da antiche comunità, come raccontano testimonianze archeologiche tra cui la Grotta di Ulàri e i nuraghi che punteggiano il paesaggio del Meilogu. 

È proprio questa sovrapposizione di epoche a rendere Borutta così speciale: ogni periodo ha lasciato il proprio segno, creando un luogo dove il Medioevo continua a emergere come parte di una storia millenaria.

La vita quotidiana di Borutta: identità e sapori del Meilogu

A Borutta puoi scoprire anche il volto più vero e quotidiano del Meilogu, fatto di incontri, ritmi tranquilli e un forte legame con le tradizioni locali. 

La vita del borgo continua a ruotare attorno ai momenti di incontro, alle celebrazioni e alle iniziative che riuniscono gli abitanti durante l’anno, mantenendo vivo quel senso di appartenenza che caratterizza i piccoli paesi della Sardegna interna

Puoi apprezzare questa identità unica anche attraverso la cucina, assaporando prodotti tipici come i formaggi ovini (il saporito pecorino sardo), il pane tradizionale (il pane zichi di Bonorva, paese a pochi km da Borutta), i salumi e le preparazioni legate alla cultura contadina, espressione di una gastronomia semplice e profondamente legata ai ritmi della terra.

Come arrivare a Borutta

Da Sassari puoi raggiungere il borgo in circa 30 minuti d’auto percorrendo la SS131 in direzione sud, verso Oristano-Cagliari. 

Da Alghero il tragitto richiede quasi un’ora, passando sempre da Sassari, mentre da Olbia occorre poco più di un’ora, percorrendo la SS729 Sassari-Olbia fino alla zona di Chilivani, per poi proseguire verso il Meilogu seguendo le indicazioni per Borutta e San Pietro di Sorres.

L’auto è il mezzo più comodo per raggiungere Borutta, anche perché ti permette di esplorare in autonomia il territorio, muovendoti facilmente tra il borgo, la Basilica di San Pietro di Sorres e gli altri luoghi della zona.

L'autore

Scritto il 20/07/2026