Le più importanti tradizioni sarde raccontate attraverso le principali festività, tra musica, danze e gastronomia.

“La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.”

Fabrizio De Andrè

il fascino intramontabile delle tradizioni sarde

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La Sardegna è una terra antica le cui origini risalgono a molto tempo fa. Le lunghe e varie dominazioni che si sono succedute nell'isola, insieme alla sua posizione geografica, hanno contribuito allo sviluppo di una cultura complessa con tratti originali e, allo stesso tempo, conservatori nella popolazione sarda. 

Oltre alle sue numerose e bellissime spiagge, ognuna diversa dall'altra, dove sabbia bianca e ciottoli si alternano a rocce dalle forme più fantasiose. Oltre alle sue albe e ai suoi tramonti emozionanti, ai suoi paesaggi ondulati e ai villaggi ricchi d'arte, la Sardegna è tradizione all'ennesima potenza.

È un mix irresistibile di arte, storia, musica, artigianato ed enogastronomia che ha qualcosa di unico che resiste nei secoli. Anche il dialetto di questa terra è così caratteristico, da essere considerato una lingua distinta dall'italiano.

Al centro della cultura sarda c'è un forte senso di identità e di orgoglio per le proprie radici, che hanno reso la Sardegna famosa in tutto il mondo. Basta partecipare a una festa popolare in un qualsiasi paese sardo per rendersi conto di quanto le tradizioni siano profondamente radicate nella società di questa bellissima isola.

Un fascino intramontabile caratterizza la maggior parte delle antiche tradizioni sarde. Il fascino di un'isola che, oltre alle coste dal mare turchese, ha molto da raccontare.

Cantu a Tenore: Musica e Danze

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La musica tradizionale sarda, sia cantata che strumentale è molto antica. I tipici gruppi folcloristici dei “Cantadoris” con i loro vestiti e costumi d’epoca, ravvivano periodicamente le viuzze dei centri storici.

I coros, si dedicano al canto liturgico e sono di numero variabile, mentre i tenores sono composti da quattro voci maschili e hanno un repertorio di canti secolari. Il "Canto a Tenore", ovvero “cantu a tenore”, è uno stile di canto corale sardo di grande importanza nella tradizione locale, sia perché espressione artistica di matrice originale e autoctona, sia perché si è sviluppato nell’ambito della cultura pastorale della Sardegna. È una forma di canto polifonico eseguito da un gruppo di quattro uomini usando quattro diverse voci chiamate “Bassu”, “Contra”, “Boche” e “Mesu Boche”, riprendendo i versi degli animali quali il vitello, la pecora e l’agnello.

In piedi, in circolo, i solisti cantano un pezzo di prosa o poesia, che può anche appartenere a forme di espressioni culturali contemporanee, mentre le altre voci fanno un coro di accompagnamento. La maggior parte dei praticanti di questo canto vivono nella Barbagia e nella Sardegna centrale e si esibiscono spontaneamente nei bar chiamati “su zilleri” ma anche in occasioni formali e cerimonie e durante il carnevale barbaricino.

È ritenuto un'espressione artistica peculiare unica al mondo, infatti nel 2005 è stato inserito dall'UNESCO tra i “Patrimoni orali e immateriali dell'umanità” ed è perciò considerato, per la sua unicità, patrimonio intangibile dell'Umanità.

Il canto nella forma attuale è il risultato dell'incontro con le tradizionali melodie locali e la chitarra, portata in Sardegna dagli spagnoli. Questo canto ha avuto una gran diffusione a partire dal XX secolo grazie alle numerose feste paesane durante le quali si svolgono delle vere e proprie competizioni tra "cantadores", in genere maschi, accompagnati da un chitarrista e spesso anche da un fisarmonicista. Tanti sono gli strumenti tradizionali che accompagnano questi canti, come tamburi, tamburelli, fisarmoniche, chitarre e le “Launeddas”.

Anche le danze sarde sono davvero particolari, i danzatori muovono freneticamente i piedi ma mantengono il resto del corpo fermo, uomini e donne, in gruppi, ballano insieme seguendo passi complessi e sincronizzati. La caratteristica danza sarda chiamata “su ballu tundu” viene accompagnata proprio dal suono delle Launeddas, che è un antico strumento formato essenzialmente da tre canne palustri e suonato con la tecnica del fiato continuo.

Musica: la tradizione incontra l'innovazione

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Sono tante le occasioni in cui poter ascoltare la caratteristica musica sarda ed assistere a rappresentazioni di danze tradizionali sarde come l’evento, giunto alla terza edizione, Cavart- Estrazioni Culturali- Musiche dall’Isola, organizzato dall’ Associazione Girovagando, “Theatre en vol”, officine culturali, in collaborazione con il Comune di Sennori. Questo si svolge nell’ex Cava di Tufo di Sennori che si trasforma in un luogo inedito per la cultura e la sperimentazione con protagonisti alcuni tra i più importanti esponenti della scena musicale isolana.

Quattro giornate dedicate alla musica tradizionale sarda, al blues, passando per la musica classica fino alle recenti sperimentazioni e contaminazioni. A partire dal 6 giugno 2021 si è tenuto il primo incontro con Sonos i Logus, in collaborazione con il Coro a Tenore di Orgosolo, il Coro a Tenore di Neoneli e l’Associazione culturale Ballu Tundu di Maracalagonis (Orchestra Popolare Sarda diretta dal Maestro Orlando Mascia).

Dalla musica corale al mondo del blues il 16 luglio 2021 è stata presentata "Habitat in Blues", un’anteprima del Narcao Blues Festival 2021 e inserita all’interno di “Aspettando Calici di Stelle”. L’evento site-specific, realizzato in collaborazione con l’Associazione Progetto Evoluzione di Narcao, ha visto protagonisti il "Trio Bulla di Sassari" e il "Duo Don Leone di Carbonia" che hanno trascinato il pubblico nel travolgente ritmo della musica blues.

Il 6 agosto 2021 è stata la volta di Contaminazioni con protagoniste le sonorità indie di Lacana e i Between Moons, progetto sonoro di Daniela Pes e Mario Ganau, è un progetto originale che nasce dalla contaminazione degli universi musicali dei due artisti e dei mondi sonori da cui loro stessi traggono ispirazione.

Domenica 22 agosto 2021 si giungerà a conclusione con Operazioni Concertistiche: l’Orchestra Sinfonica Cadossene, diretta da Giacomo Medas, che eseguirà dei brani di musica classica, spaziando dall’opera comica di Cimarosa al concerto per clarinetto e orchestra di Mozart.

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Nella città più bella della Sardegna, Alghero, che offre non solo spiagge incontaminate e natura selvaggia ma anche un centro storico vivo e una lingua arcaica si svolgono 13 serate di musica con proposte diverse: dal primo luglio al 28 agosto ritorna JazzAlguer, la rassegna organizzata dall’Associazione culturale Bayou Club-Events, che si presenta alla sua quarta edizione con un passaggio di testimone alla direzione artistica: da Paolo Fresu a Massimo Russino, batterista di primo piano sulla scena jazzistica isolana e di vasta esperienza internazionale.

Cornice per tutte le serate l’accogliente spazio di Lo Quarter, nel cuore storico della cittadina di origine catalana del nord Sardegna, a parte un’unica serata al Campo da rugby “Maria Pia” e una sortita “extra moenia” al Nuraghe Palmavera, all’interno del parco di Porto Conte, a 12 chilometri da Alghero.

Dal 1 luglio al 28 agosto sulla scena ci saranno pianisti come Andrea Pozza, Sade Mangiaracina e Dino Rubino con i rispettivi trii, le voci di Greta Panettieri, di Nick The Nightfly e di Mario Biondi come special guest del quartetto di Paolo Di Sabatino e, ancora, lo stesso Paolo Fresu in trio e, tra gli altri sardi, l’arpista Marcella Carboni, due terzi dell’ensemble Melodrum, l’Happy Feet Jazz Band con i ballerini del Cagliari Lindy Circus, e il progetto New York State of Mind di Massimo Russino con il cantante siciliano Gaetano Riccobono.

Non mancheranno le presenze internazionali con il trio della cantante e pianista californiana Rose Ann Dimalanta e con quello del contrabbassista maiorchino Pere Bujosa, che insieme al fiorentino Quiet Quartet e al gruppo bolognese Nu Breeze si contenderà il primo posto sul podio del “JazzAlguer Mediterrani”, il concorso internazionale per giovani band.

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Ventisette concerti in scenari da sogno, dal 1 al 29 agosto il nord Sardegna ospita la 21° edizione del festival “Musica sulle Bocche”, che da sempre ha l’obiettivo di unire “Jazz & Green”, ovvero, “Musica & Paesaggio”.

Ideato, prodotto e organizzato dall’Associazione concertistica Jana Project, con la direzione artistica di Enzo Favata, da anni si rapporta con il vasto Territorio del Nord Sardegna, attraverso la formula innovativa della “Carovana” che attraversa 19 località del Nord Sardegna, con una base a Castelsardo dove viene allestita l’Arena di Musica sulle Bocche.

È un progetto che permette l’incontro tra località a rischio di spopolamento e i flussi turistici, ricoprendo il ruolo di “Istituzione Culturale Strategica”, in quanto è precursore del nuovo modello turistico che si è affermato negli ultimi anni definito come Turismo Esperenziale.

Il Programma del Festival integra musica di qualità, innovazione nelle proposte, sostenibilità ambientale e bellezze naturali generando il cosiddetto “Happening”, modello di convivenza degli anni ‘80 , riscoperto e potenziato con la valorizzazione del territorio, generando un’esperienza unica.

Il Festival inizierà con “i cori a cuncordu” di Bulzi e Castelsardo e il progetto originale “Mystic Geography“.

Dalle spiagge di Vignola alla Basilica di Saccargia, dalla rocca di Castelsardo al castello di Chiaramonti, passando per il centro storico di Alghero, la foce del Coghinas a Valledoria, il pozzo sacro nuragico di Nulvi e le campagne della Gallura.

In calendario ci sono grandi nomi della scena jazz internazionale come Mino Cinélu e Nils Petter Molvaer, il sassofonista statunitense Seamus Blake, il percussionista Trilok Gurtu, insieme ad artisti del calibro di Roberto Gatto, Ada Montellanico e Mogol.

Musica sulle Bocche porterà inoltre il suo pubblico a bordo del “Green Train”, confermando la sua vocazione all’ecostenibilità. Il 25 agosto, con la musica di Enrico Zanisi, Marcello Peghin, Marco Pacassoni ed Enzo Favata, collegherà Arzachena a Tempio, alla scoperta di paesaggi unici.

Proprio per la sua attenzione al territorio il festival è sostenuto dalla Camera di Commercio di Sassari grazie al progetto “Salute & Trigu”, insieme all’assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Autonoma della Sardegna, al Ministero ai Beni Culturali, alla Fondazione di Sardegna, ai sedici comuni che ospiteranno i concerti, e in collaborazione con Arst.

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Dal 5 al 12 settembre prosegue la ricerca di innovazione, legata alla fruizione dell’arte in relazione al meraviglioso territorio di Palau che ospita il Festival Internazionale “Isole che Parlano”, giunto alla sua XXV edizione, diretto da Paolo e Nanni Angeli.

Fin dalla prima edizione il sistema-festival coniuga con successo e in modo originale il turismo, lo spettacolo, la cultura, l’archeologia, le produzioni del territorio e l’ambiente.

La Sardegna, con le sue radici più profonde, si confronta con la società contemporanea tracciando un ponte ideale con il mondo.

Anche quest’anno il programma verrà caratterizzato dall’affascinante connubio tra valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico e contenuti culturali, che, in un costante dialogo tra tradizione e contemporaneo, darà vita a un itinerario che accompagnerà il pubblico alla scoperta di antiche chiese campestri, fari, siti archeologici e borghi, scogliere caratterizzate dall’unicità del granito gallurese, calette e spiagge, forti sardo-piemontesi.

Una settimana di musica, fotografia e laboratori per bambini che si aprirà domenica 5 con l’anteprima “Aspettando isole che Parlano”, ad Arzachena alla Tomba dei Giganti Coddu Vecchju, uno dei monumenti più caratteristici della Sardegna nuragica, per poi proseguire fino a domenica 12 tra Palau, La Maddalena e Luogosanto.

Infine, dal 20 settembre al 2 ottobre si celebra il Festival di Sant Miquel ad Alghero con una festa di 12 giorni in onore di San Michele, patrono della città. Questa celebrazione segna il culmine della stagione estiva ad Alghero, oggi è diventata più un must per i visitatori con i suoi giochi, la musica e molti eventi. 

Feste popolari sull'Isola

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Le feste scandiscono da sempre la vita delle comunità isolane e sono legate al desiderio di riaffermare la propria unica identità culturale. In Sardegna, andare per feste significa immergersi in una cultura antica alla scoperta di suoni e di armonie sconosciute, di balli ritmici con ricchi costumi tradizionali, di gare poetiche fuori dal tempo, di sfrenate corse di cavalli, di sfilate folcloristiche con preziosi e coloratissimi abiti d'altri tempi.

Spesso le feste durano diversi giorni e coinvolgono tutta la comunità e per l'occasione, vengono preparati dolci speciali e organizzati banchetti con piatti tradizionali a cui tutti possono partecipare.

Un esempio di festa celebrativa del folklore sardo è “Primavera in Gallura”, organizzata dall’Associazione Stazzi e Cussogghi, a partire dal 13 giugno 2021.

La Gallura, i cui centri sono Olbia e Tempio, è il territorio Nord-Est della Sardegna. La manifestazione intende rafforzare la vocazione turistica del territorio gallurese, riconosciuto come meta di forte richiamo al turismo sostenibile ed all’amministrazione delle eccellenze gastronomiche locali.

Gli abitanti hanno una lingua propria, “il gallurese”, i propri costumi, tradizioni e un carattere abbastanza indipendente. Le usanze e le tradizioni dei galluresi sono diverse da quelle del resto della Sardegna, perché diversa è la loro storia, la loro cultura, il loro rapporto con il paesaggio e la natura.

Il progetto “Primavera in Gallura” nasce con l’intento di riappropriarsi delle proprie tradizioni civili, culturali e musicali per rafforzare il senso di appartenenza alla propria comunità. Vuole riscoprire tracce, segni e testimonianze del passato e stimolare nelle giovani generazioni la conoscenza della propria storia.

Questo evento contribuisce, inoltre, a rafforzare la percezione collettiva della cultura come valore primario e a rendere consapevoli le popolazioni locali e i partecipanti delle valenze scientifiche, civili, culturali e turistiche del patrimonio storico e culturale del proprio territorio.

L’evento più religioso e più atteso dagli abitanti della città di Sassari è la “Faradda di li Candareri”, un evento che si svolgerà, come sempre, il 14 agosto 2021. Le sue origini risalgono ad un voto che gli abitanti di Sassari fecero alla Madonna Assunta, chiedendole di liberarli dal flagello della peste del 1652.

La Faradda, o discesa, è una processione danzante in cui vengono trasportati a spalla, dai rappresentanti dei vari ceti di mestiere della città, i “gremi” di Sassari, dei pesanti ceri votivi in giro per la città, percorrendo corso Vittorio Emanuele fino ad arrivare alla chiesa di Santa Maria di Betlem.

A seguire ci sono diversi eventi “minori” come la discesa dei piccoli Candelieri, la Discesa dei medi, l’arrostita dei Candelieri (evento tipicamente gastronomico) ed il concerto per i Candelieri.

È uno degli eventi più prestigiosi in Sardegna e Rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane e dal 2013 inserito nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco.

La celebrazione è seguita ogni anno da circa 120.000 persone, con visitatori che giungono a Sassari da ogni parte del mondo.

Si terrà il 5 settembre 2021, a Siligo, nel nord della Sardegna, il “Premio Maria Carta”, dal nome della cantautrice di musica popolare sarda, che è riuscita a portare la musica popolare sarda in una più ampia consapevolezza popolare in manifestazioni a livello nazionale e internazionale.

Nato con l’obiettivo di promuovere e ricordare l’artista scomparsa nel 1994, con il tempo, il “Premio Maria Carta” ha ampliato il suo raggio d’azione per rivestire un ruolo di riferimento per la salvaguardia e promozione della cultura musicale sarda, nelle sue varie espressioni al di là della tradizione, e per dare visibilità alle eccellenze dell’isola in ambito economico e al contributo delle comunità dei nostri emigrati nel mondo. Tra coloro che negli anni hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento ci sono inoltre Carla Fracci, Ennio Morricone, Alda Merini e Andrea Parodi, indimenticabili protagonisti della cultura degli ultimi decenni.

Tra le principali feste merita di essere ricordata la Festa della Patrona Beata Vergine della Difesa, il tradizionale appuntamento religioso e culturale che si celebra a Stintino nella data della nascita di Maria, con la caratteristica processione in mare, in ricordo della traversata che 45 famiglie fecero nel 1885 dall’Asinara a Stintino con il simulacro della Vergine, per la fondazione di Stintino.

L’8 settembre la statua della Madonna della Difesa, protettrice del paese, viene portata in processione su una barca. Ogni anno un comitato ristretto elegge “l’obriere”, cioè priore, che diventa il grande maestro della cerimonia con il compito di organizzare la festa della Santa patrona e di presenziare con un numero minimo di confratelli alle principali manifestazioni religiose. In queste occasioni vestono l'abito tipico composto da gonna lunga e camicia bianca, con una mantellina blu ed un cordone dello stesso colore.

La Confraternita Madonna della Difesa è un sodalizio di volontariato con scopi religiosi e socio- culturali, che, oltre alle attività per l’Associazione Ecclesiastica, cura e porta avanti le attività di preservazione delle tradizioni di Stintino, che è un antico borgo di pescatori situato sull’estrema punta Nord- occidentale della Sardegna.

La festa si svolge nell'arco di una settimana e si articola in diverse manifestazioni ed attività, vengono organizzate inoltre manifestazioni sportive, soprattutto per i più piccoli, spettacoli musicali e teatrali e vari intrattenimenti che richiamano migliaia di visitatori.

A Ittiri, grande centro nel sassarese, ormai da oltre trenta anni, si è compreso che per vivere il presente è necessario mantenere vive le tradizioni di un tempo ed è per questo motivo che si tiene ogni anno una manifestazione tra le più celebri di tutta la Sardegna, l'Ittiri Folk Festa.

È il Festival Internazionale delle danze provenienti da tutto il mondo. Organizzato dal gruppo Ittiri Cannedu, ospita ogni anno gruppi folkloristici provenienti da ogni parte che attraverso danze, musiche, costumi e colori fanno emozionare tutti gli spettatori.

La manifestazione, la cui durata è di circa una settimana, è dedicata alle musiche e ai balli della tradizione e vede la partecipazione del gruppo folk di Ittiri a cui si uniscono diverse associazioni folkloristiche sarde, ma anche di molte altre parti del mondo. Ogni anno giungono nella cittadina del sassarese balletti e orchestrine che arrivano da ogni continente e, con le loro esibizioni, vogliono mantenere vivi costumi, musiche, movenze che appartengono alle loro radici.

Durante i giorni dell'Ittiri Folk Festa, si può assistere a concerti folk tra le vie e le piazze cittadine, a danze tradizionali e a caratteristiche sfilate a cui partecipano le decine di gruppi intervenuti portando allegria con le loro musiche e i loro coloratissimi costumi.

Una manifestazione vivace capace di attirare per le strade di Ittiri moltissime persone tra le quali diversi giovani che partecipano attivamente, attratti dalle novità culturali portate dai diversi gruppi.

Natale in Sardegna

Caratteristiche ed originali sono le festività natalizie sarde che trovano massima espressione nell’evento “Illumina il Natale, Presepe in Carrela” promosso dalla Pro Loco di Bono, piccolo centro ai piedi del Monte Rasu, caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, che si compone di 8 rioni storici

La Pro Loco organizzerà il Concorso Presepe in Carrela attraverso il quale ogni rione avrà l’obiettivo di abbellire ogni angolo del paese con presepi allestiti all’esterno.

Successivamente i presepi saranno giudicati da una commissione secondo dei criteri ben precisi: realizzazione complessiva, accuratezza e cura formale, aspetto artistico e devozionale, riciclo dei materiali, lavorazione artigianale, effetto cromatico, scenografia ed effetti speciali, messaggio e valori proposti.

L’8 Dicembre prenderà il via l’evento dopo la messa solenne dell’Immacolata, saranno inaugurati e benedetti i presepi rionali. Durante la manifestazione i visitatori potranno ammirare i presepi a bordo di un trenino che li accompagnerà in un tour guidato nel paese.

I "Tenores e Cori" si esibiranno in canti natalizi tradizionali, a seguire, il 12 dicembre, saranno organizzate manifestazioni per promuovere l’enogastronomia locale e la realizzazione di alcuni eventi culturali.

Il 19 Dicembre nella cornice dei mercatini di Natale si procederà alla premiazione del concorso Presepe in Carrela con una giuria composta da giudici esperti, e la premiazione del Concorso Social Facebook che vedrà vincitore il presepe che avrà ricevuto più likes sulla pagina della Pro Loco.

Ad accompagnare l’evento il Coro Santu Matteu, il Coro San Francesco e il Coro San Michele ed il chitarrista Giuliano Mocci.

In un certo periodo dell’anno, quando ormai l’aria fredda dell’inverno è arrivata e nell’aria puoi sentire l’atmosfera natalizia, un piccolo borgo della Gallura si prepara al meglio per ospitare uno degli eventi più suggestivi e magici dell’intera Sardegna.

Si tratta di Berchidda e della sua famosa Notte de Chelu, una manifestazione dal sapore tradizionale, storico e anche religioso aperta a tutti i curiosi e gli affezionati che vogliano venire a vedere in prima persona.

A Dicembre Berchidda si veste a festa diventando un vero e proprio museo all’aperto, con i suoi presepi a grandezza naturale, con le canzoni natalizie di Pietro Casu, con le proposte enogastronomiche e culturali, offre uno spettacolo senza eguali.

Durante la Notte de Chelu gli otto rioni del paese di Berchidda mettono in mostra lungo la strada otto presepi di ogni stile e fattezza, realizzati a mano dagli abitanti del paese. I presepi vengono poi sistemati in mostra lungo le strade che da Piazza del Popolo si diramano per tutto il centro storico e intorno ad essi viene realizzato un percorso fatto di musica, bancarelle e di Punti Ristoro con degustazioni enogastronomiche di prodotti tipici del territorio.

L’evento, che prende il nome dalla famosissima pastorale di Pietro Casu, parroco di Berchidda, nonché scrittore, poeta, filologo che scrisse le celebri Cantones de Nadale (Canzoni di Natale) nel 1927 e tuttora vengono cantate in tutta la Sardegna, unisce magia, gusto, calore, ospitalità, profumi e atmosfera natalizia.

Cibi sardi: profumi e sapori

Parlare della cultura sarda significa, inoltre, parlare della sua enogastronomia e della sua cucina tipica.

La cucina sarda è molto varia ed è basata su ingredienti semplici e originali, derivati dalla tradizione pastorale e contadina e marinara. Varia da zona a zona non solo nel nome delle pietanze ma anche nei componenti utilizzati.

Sono diffusi i prosciutti di cinghiale e di maiale, le salsicce, accompagnati da olive e funghi. Alcuni primi piatti tipici sono i “malloreddus” che sono una sorta di gnocchetti aromatizzati al pomodoro, agli spinaci e allo zafferano; vengono conditi con un sugo corposo di salsiccia, cosiddetti “alla campidanese”, oppure col formaggio, chiamati con “casu furriau”.

Tipici sono anche i “culurgiones ogliastrini”, il “pane frattau”, la “fregula”, la “zuppa gallurese” e le “lorighittas”.

Gli arrosti costituiscono una peculiare caratteristica e quello del maialetto è considerato l'emblema della cucina sarda.

Ovunque è famoso il pane sardo, detto anche “Pane Carasau”, squisiti sono poi i liquori a base di mirto e l’acquavite locale, chiamata in dialetto “Filu ferru”, e il celebre vino rosso “Cannonau”, ottimo con le carni saporite.

Altri prodotti tipici sono i formaggi e il pecorino sardo, apprezzato per la sua stagionatura, nonché dolci dal sapore particolare come le “seadas” o i “gueffus”.

Custodi delle tradizioni sarde sono le sagre e le numerose feste popolari, che rappresentano occasioni ideali per degustare le pietanze tipiche dell’isola.

Un esempio è la tradizionale "Sagra della Cipolla Dorata" di Banari, pese del Meilogu, non distante da Sassari.

La nuova edizione della sagra si è tenuta il 24 e 25 luglio 2021, ed è stata occasione per gustare piatti tipici a base della prelibata cipolla locale, bere un buon bicchiere di vino e visitare il borgo antico.

L’evento si è svolto nella centrale piazza Umberto I, concepito ed organizzato in modo da rispettare i principi di eco- sostenibilità con un programma denso di folklore, prodotti tipici, arte, tradizioni, letteratura, trekking e mountain bike.

Nello specifico la giornata del 24 luglio è stata dedicata alla degustazione dei prodotti tipici a base di cipolla, preparati e serviti dalla Pro Loco di Banari, Bessude, Thiesi, Uri, Villanova Monteleone e Sestu.

Inoltre durante la giornata è stata organizzata un’escursione guidata alla riscoperta del territorio di Banari.

La seconda giornata, il 25 luglio 2021, è stata completamente dedicata ad un convegno ed alla gara culinaria, concorso a premi in cui i partecipanti hanno esibito i loro piatti a base di cipolla, giudicati da una giuria di chef.

Evento caratteristico della zona di Uri è la "Sagra del Carciofo".

Si tratta di una manifestazione identitaria che ricorda la storia del paese, cresciuto con la vocazione carciofaia sin dalla metà del settecento e che negli anni ha aumentato in maniera esponenziale il numero di visitatori.

La qualità dell'evento e la giusta commistione tra l'aspetto enogastronomico, il folklore e la tradizione hanno creato una manifestazione attesa non solo dalla comunità urese ma soprattutto dai turisti.

Infatti consente di visitare i luoghi più rappresentativi del paese, quali chiese, antiche abitazione, mostre e laboratori artigianali che ricordando gli antichi mestieri.

Da l’opportunità di scoprire all’interno del paese il villaggio Nurargico di “Santa Cadrina” e l’antico lavatoio, permette di vivere i tratti caratteristici del folklore, ammirando i costumi tipici e assistendo ai balli e canti tradizionali, Consente, infine, di degustare, grazie al coinvolgimento di varie imprese, i prodotti tipici del territorio, quali olio, vino, dolci, pane e bitta.

In questi anni la Sagra è cresciuta con l'intento di portare avanti un reale sviluppo del territorio e creare un senso di appartenenza sempre più forte della comunità urese con il proprio territorio al fine di incentivare le condizioni di sviluppo di questa tradizione agricola. L'evento ha avuto luogo il 06 agosto presso la biblioteca comunale.

In questa giornata si terrà un convegno tecnico-scientifico, che negli anni ha creato le condizioni per una continua innovazione del comparto grazie alle collaborazioni con Laore, Agris e la facoltà di Agraria dell'Università di Sassari.

Sono intervenuti al convegno esperti del settore, studiosi e lavoratori del comparto agricolo che vivono ogni giorno le problematiche e i benefici della coltivazione e la necessità di continuare ad investire in una coltivazione sempre più moderna e di precisione.

Contemporaneamente sono state aperte mostre, musei ed effettuati percorsi guidati, per la diffusione della cultura storico-folkloristica del paese.

Un itinerario che ha condotto i visitatori a scoprire le antiche abitazioni, il ciclo della vita strettamente legato all'alternarsi delle stagioni e al calendario agricolo-pastorale, i siti archeologici uresi.

La giornata si è conclusa con una serata musicale e, in contemporanea, la degustazione dei piatti a base di carciofo preparati sul posto.

Sabato 07 agosto, sin dal primo pomeriggio con l’apertura delle mostre e le visite guidate, il numeroso pubblico presente, ha avuto la possibilità conoscere la bellezza delle arti nel tessere e dell'artigianato, dei siti archeologici e delle antiche dimore.

Con partenza da Piazza Alisa ha preso il via l’evento nell’evento: la “Corri Uri” duarante la quale gli atleti hanno gareggiato nelle vie del centro storico.

Momento clou della manifestazione è stata la cena, quest'anno il carciofo è stato proposto, insieme alla Pro Loco di Banari, Usini e Sestu, un menù che ha raccontato l'Isola unito al vino locale e ai dolci tipici. Il tutto all'insegna di una manifestazione eco sostenibile.

La cena è stata all’insegna dei colori dell’abito tradizionale urese che, accompagnato dalla caratteristica musica dell’organetto, ha impegnato i gruppi folk di Uri nei balli e canti della tradizione sarda.

Sapori d'Autunno

A Sassari dal 16 al 18 settembre tornerà la manifestazione “Weekend dei Gusti”.

Questa nasce nel 2006 con l’obiettivo di promuovere la cultura del gusto, mostrare le esperienze del cibo di strada tipiche della città di Sassari e valorizzare l'offerta degli esercizi commerciali, contribuendo a promuovere dal punto di vista turistico la città, la sua tradizione enogastronomica e i suoi angoli più suggestivi.

È tra gli eventi più importanti dell'isola dedicati alla valorizzazione della produzione agro-alimentare e della tradizione enogastronomica, in particolare della città di Sassari e del suo territorio.

Il Weekend dei Gusti si svolge da sempre nel cuore della città, fra i vicoli, le botteghe, i ristoranti, i circoli, le trattorie del centro storico cittadino. Una scelta nata dalla volontà di concorrere alla sua riqualificazione, dal desiderio di sostenere le attività che hanno scelto di operare ed investire nel centro storico favorendone la crescita e la rinascita e dalla volontà di promuovere dal punto di vista turistico il cuore pulsante della città.

Caratterizzante è, infatti, la sua natura itinerante: diversi percorsi del gusto che si snodano fra i vicoli, le strade, le piccole e le grandi piazze del centro e mettono in rete bar, ristoranti, trattorie, locande, circoli storici, paninoteche, pizzerie e forni.

Il Weekend dei gusti è un evento dal forte appeal grazie alla sua capacità di coniugare la promozione della cultura gastronomica cittadina e la valorizzazione del centro storico di Sassari.

Negli anni si è strutturato per essere un evento turistico nel suo complesso, offrendo, oltre agli itinerari, una serie di attività, laboratori ed eventi che contribuiscono a coinvolgere il visitatore e a rendere la sua esperienza completa ed appagante ed anche quest'anno, confermerà il suo impegno sul fronte della ecosostenibilità.

L’articolarsi della manifestazione in tre giornate ricche di appuntamenti ed eventi collaterali favorisce rappresenta, quindi, un’occasione non solo per chi è direttamente coinvolto nell’evento ma in generale per chi opera da punto di vista culturale ed economico in città.

Il Tour autunnale di eventi durante i quali assaporare le tipicità sarde continua con la manifestazione "Autunno in Anglona- Romangia".

È un evento che si pone di valorizzare i territori dell’Anglona e della Romangia, con feste locali, giochi, incontri, confronti, cultura e musica, circondati dallo Street Food locale.

Nell'entroterra pianeggiante della Sardegna Nord-Ovest, nella regione storica del Logudoro e a circa 10 Km da Sassari, si trova Usini.

Il borgo è meta ideale per chi cerca una vacanza alla ricerca della tranquillità, del relax e della natura, senza dimenticare le meravigliose spiagge della Costa Nord sarda.

il centro presenta innumerevoli tesori d'arte e d'architettura, dalla chiesa della Natività di Maria Vergine a Piazza Castello fino al palazzo “Casa Derosas”, oggi sede del Centro di Documentazione omonimo.

Nelle immediate vicinanze, si trova la chiesa campestre di San Giorgio di Oleastreto e le testimonianze nuragiche con la necropoli di Sant’Elighe Entosu e la Domus de Janas de Chercos.

Il suo territorio è ricco di acqua sorgiva e di grotte naturali, la più celebre è senza dubbio quella di Santa Caterina.

Usini affonda le sue radici e tradizioni nella cultura contadina e agro-pastorale. La cittadina è rinomata per la produzione di carciofi come lo Spinoso di Sardegna DOP, di olio extra-vergine d'oliva, per il quale è membro dell'Associazione Nazionale "Città dell'Olio" e il vino, tanto da far parte delle "Città del Vino".

Dedicato proprio al “nettare degli Dei”, tra gli eventi spicca, “Ajò a Ippuntare”, rassegna dedicata al vino nuovo, ovvero la tradizione di "s'Ispuntu", l'assaggio del vino novello che si svolge, usualmente, durante il terzo sabato di dicembre.

Ajo' a ippuntare nasce agli inizi del 2000 con l'intento di valorizzare il comparto vitivinicolo del territorio usinese, alla riscoperta delle antiche tradizioni enogastronomiche, culturali, folkloristiche e storiche.

Il periodo prescelto è il secondo sabato di dicembre, data che coincide molto spesso con la quasi maturazione del vino.

La manifestazione del 2021 sarà una edizione diversa. Se non fossero possibili le degustazioni itineranti presso le cantine, verrà allestita la piazza Europa, che può offrire l'opportunità di raccogliere tante persone in condizioni di massima sicurezza.

Saranno allestite delle postazioni per la degustazione di prodotti tipici locali, verranno assicurati i laboratori didattici presso le scuole con la tematica relativa alla ricostruzione dell'abito tradizionale e il laboratorio informatico relativo alla rilevazione dei siti archeologici .

Saranno presenti ulteriori laboratori del comparto enogastronomico quali le paste tradizionali sarde, i dolci tipici , il pane delle feste e la pasta tradizionale sarda. Sarà anche l'occasione della presentazione di libri riguardanti la quotidianità della vita contadina paesana e il censimento degli ipogei preistorici. Sarà tutto svolto garantendo il principio della eco-sostenibilità.

I gruppi folkloristici, insieme alle varie realtà musicali allieteranno le degustazione e saranno effettuate visite guidate ai palazzi storici, chiese e monumenti, ma anche mostre di pittura, fotografiche e artigianali. In occasione della manifestazione sarà possibile assistere anche alla maratonina “Ajo' a correre”, che vanta la presenza di numerosi atleti regionali.

"Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo".

David Herbert Lawrence

Salude & Trigu

Per promuovere e sostenere le tradizioni locali, l’artigianato, l’agroalimentare, il commercio e i servizi, la Camera di Comercio di Sassari ha rilanciato anche per il 2021, il programma “Salude & Trigu”.

Un brand per promuovere a livello internazionale il territorio sardo attraverso i suoi migliori eventi.

“Salude & Trigu mette a sistema e valorizza le diverse manifestazioni ed eventi locali, attraverso il coinvolgimento attivo degli stakeholder pubblici e privati del territorio, accompagnando il miglioramento qualitativo degli eventi, promuove e organizza prodotti turistici locali e territoriali con la creazione di una rete di eventi rappresentati da un unico marchio identificativo. Spiega il Presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti. Per aumentare la visibilità della destinazione Nord Sardegna e favorisce lo sviluppo e il potenziamento delle capacità di collaborazione dell’ecosistema imprenditoriale del Nord Sardegna”.

È grazie a questa intuizione vincente della Camera di Commercio di Sassari che tradizione ed innovazione del Nord Sardegna si uniscono per un obiettivo comune: valorizzare il territorio e promuovere la vera ospitalità sarda.

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