A volte l’Italia più antica e preziosa riaffiora in luoghi nascosti, lontani dal turismo di massa: borghi d’altri tempi che offrono scorci autentici e senza filtri.
È il caso dello splendido percorso archeologico nascosto nel cuore delle Marche, nella provincia di Pesaro e Urbino, un territorio ben conservato e sorprendente, dove paesaggio e storia si tengono per mano.
Da questo intreccio così speciale prende forma il nostro itinerario: 7 tappe per un viaggio alla scoperta di città romane e antiche strade che ancora oggi raccontano l’anima più vera di una terra unica.
L'itinerario archeologico in 7 tappe tra i segreti più antichi delle Marche
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Per seguire il filo di questa storia partiamo da Fano, l'antica Fanum Fortunae, una città che più di ogni altra racconta il profondo legame tra questo territorio e la civiltà romana. Qui l’antica Via Flaminia raggiunge per la prima volta il mare Adriatico, aprendo il percorso che ci accompagnerà tra alcune delle testimonianze storiche più significative della provincia di Pesaro e Urbino.
Ogni tappa racconta un capitolo diverso di questo itinerario archeologico nascosto delle Marche: dagli splendidi Bronzi Dorati di Pergola a Fossombrone, Terre Roveresche e Colli al Metauro, territori profondamente legati alla storia della Via Flaminia, prima di raggiungere Cagli e Cantiano, tornando poi verso la costa a San Costanzo, in un paesaggio che mostra le tracce di un passato millenario.
Per vivere davvero questo percorso è consigliabile muoversi in auto, perché le tappe non seguono un tracciato lineare. Ci sposteremo tra vallate e colline attraversando il territorio in modo libero e lontano da itinerari rigidi, (apparentemente) quasi senza una meta precisa.
Il risultato è un viaggio che ci permette di guardare questi luoghi da una prospettiva speciale, seguendo una storia che si ricompone tappa dopo tappa e che continua a lasciare il segno ancora oggi.
Scopri di più sugli itinerari nelle MarcheTappa 1. Fano, la città romana che apre il percorso archeologico delle Marche
La prima tappa del nostro itinerario archeologico ci porta a Fano, una città dove l'eredità romana e una storia di oltre duemila anni continuano a fare parte della vita quotidiana. Anche per questo motivo, è davvero il luogo giusto per iniziare il nostro viaggio.
È impossibile non fermarsi ad ammirare il maestoso Arco di Augusto, costruito nel 9 d.C. come porta monumentale per accedere a Fanum Fortunae. Poi, raggiunto il cuore del centro storico, possiamo entrare nell’incantevole Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano di Fano, per ammirare reperti e opere che spaziano dall’età romana fino ai secoli più recenti.
Poco distante, troviamo una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni: la Basilica di Vitruvio. Identificata durante gli scavi per la riqualificazione di Piazza Andrea Costa, questa struttura corrisponde con grande precisione alla basilica descritta dall’architetto romano Vitruvio nel suo celebre trattato De Architectura, ed è considerato l'unico edificio attribuibile con certezza all’architetto romano.
Gli studi hanno permesso di ricostruire un edificio monumentale con pianta rettangolare e un colonnato perimetrale composto da otto colonne sui lati lunghi e quattro sui lati brevi. Le dimensioni delle colonne e la loro disposizione hanno confermato la corrispondenza con il modello vitruviano, rendendo questa scoperta un riferimento di straordinario valore che scrive un capitolo fondamentale della storia di Fano e dell’architettura antica in generale.
Come arrivare a Fano?
Fano si trova sulla costa adriatica delle Marche. È raggiungibile in auto sia da nord che da sud lungo l’autostrada A14 (uscita Fano). Da Bologna possiamo arrivare in meno di 2 ore (circa 160 km).
Cosa vedere e fare a Fano:
- Arco di Augusto;
- Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano;
- Resti della Basilica di Vitruvio.
Tappa 2. Pergola, il borgo dei Bronzi Dorati
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Lasciata la costa, addentriamoci nell’entroterra della provincia di Pesaro-Urbino fino a raggiungere Pergola, un incantevole borgo che custodisce una delle scoperte archeologiche più straordinarie d'Italia.
Proprio qui, nel 1946, alcuni contadini riportarono casualmente alla luce gli straordinari Bronzi Dorati, l'unico gruppo scultoreo romano in bronzo dorato giunto fino a noi.
Oggi possiamo ammirarli nel Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola, in un percorso espositivo che ci farà scoprire i segreti di questo capolavoro dell’arte romana.
Dal 2019 l’allestimento dei Bronzi Dorati è stato trasformato in una sala immersiva curata dal fisico Paco Lanciano. Lo studioso è noto, fra l’altro, per le sue consulenze alle trasmissioni televisive Quark e Superquark e per gli allestimenti delle Domus Romane di Palazzo Valentini, del Foro di Augusto e del Foro di Cesare a Roma.
Un’esperienza multimediale in cui Lanciano, attraverso filmati e giochi di luce, ha messo i Bronzi Dorati al centro della narrazione in uno splendido racconto che spiega al visitatore la storia delle statue e la loro genesi.
Non limitiamoci comunque alla visita del pur straordinario museo. Esplorando il centro storico di Pergola possiamo scoprire un paese raccolto e autentico, che conserva il fascino delle Marche d’altri tempi, in un perfetto equilibrio tra archeologia, cultura e vita quotidiana.
Come arrivare da Fano a Pergola?
Pergola dista circa 45 km da Fano e possiamo raggiungerla in auto in circa 45-50 minuti, seguendo la strada che dall'Adriatico si addentra nell'entroterra marchigiano, passando per Calcinelli, Pian di Rose e Isola di Fano.
Cosa vedere e fare a Pergola:
- Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola;
- Centro storico del borgo.
Tappa 3. Fossombrone: sulle tracce dell’antica Via Flaminia
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La nostra prossima tappa è Fossombrone, erede dell'antica Forum Sempronii, uno dei più importanti centri romani sorti lungo la Via Flaminia.
Possiamo scoprire i segreti del suo passato passeggiando nel Parco Archeologico, l'unico del suo genere della provincia di Pesaro e Urbino, tra i resti di edifici pubblici e privati e, soprattutto, alcuni tratti originali dell’antica strada romana. Camminare sulle stesse pietre percorse per secoli da mercanti, viaggiatori e funzionari diretti verso Roma è un’esperienze davvero imperdibile e coinvolgente!
L’area archeologica si trova poco fuori dal paese. Terminata la visita, entriamo nello splendido centro storico di Fossombrone, sorto sul colle di Sant'Aldebrando dopo l'abbandono dell'antica Forum Sempronii.
Camminando lungo il caratteristico Corso Garibaldi, con il suo splendido doppio porticato, incontriamo eleganti palazzi rinascimentali e barocchi che raccontano l'evoluzione della città nel corso dei secoli. Vale la pena raggiungere anche i resti della Rocca Malatestiana, da cui possiamo ammirare un magnifico panorama sulla Valle del Metauro.
Infine, lasciamoci il tempo per una visita al Ponte della Concordia, conosciuto anche come "Occhio di Fossombrone", da cui possiamo ammirare uno degli scorci più suggestivi dell'intero centro storico.
Come arrivare da Pergola a Fossombrone?
Fossombrone dista poco più di 20 km da Pergola e possiamo raggiungerla in auto in circa mezz’ora, ritornando sulla strada verso Fano fino al piccolo paese di Ghilardino, e poi voltando a sinistra sulla SS73bis. Dopo poche centinaia di metri giungeremo a destinazione.
Cosa vedere e fare a Fossombrone:
- Area Archeologica di Forum Sempronii;
- Centro storico di Fossombrone;
- Rocca Malatestiana;
- Ponte della Concordia.
Tappa 4. Terre Roveresche: un territorio di borghi che si raccontano tra le colline
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Lasciata Fossombrone, restiamo all’interno della valle del Metauro entrando a Terre Roveresche, un insieme di piccoli borghi storici distribuiti tra le colline, ognuno con una propria identità e tutti legati da una stessa trama di storia e insediamenti costruita nel corso dei secoli.
È un territorio nato nel 2017 dall’unione di quattro centri: iniziamo a esplorare da Barchi, perfetto esempio di pianificazione rinascimentale del territorio, la cosiddetta “città ideale” progettata da Filippo Terzi, in cui l’impianto urbano segue una logica geometrica precisa ed evidente ancora oggi.
A poca distanza si trova Orciano di Pesaro, con il suo antico castello dominato dalla Torre Malatestiana e dalla chiesa di Santa Maria Nuova. A poca distanza da Orciano, non manchiamo di visitare la Rocca Roveresca, una maestosa fortezza rinascimentale perfettamente conservata.
Proseguiamo lungo le colline fino a San Giorgio di Pesaro, un borgo che conserva un centro storico raccolto, affiancato da realtà culturali come l’affascinante Museo Storico Ambientale.
Chiudiamo la tappa a Piagge, dove possiamo ammirare la suggestiva Grotta Ipogea, un ambiente scavato nel sottosuolo del centro storico che racconta l'antico legame tra l’uomo e la collina, e rappresenta una delle testimonianze più particolari del comune di Terre Roveresche.
Come arrivare da Fossombrone a Terre Roveresche?
Questa è una tappa particolare: non ci fermiamo in un unica città, ma ci muoviamo tra le colline, incontrando via via i vari borghi che costituiscono il fulcro delle Terre Roveresche. Il primo centro sulla nostra strada è Barchi, raggiungibile da Fossombrone con un viaggio di circa 20 minuti.
Cosa vedere e fare nelle Terre Roveresche:
- Barchi;
- Orciano di Pesaro;
- San Giorgio di Pesaro;
- Piagge.
Tappa 5. Colli al Metauro: tre borghi attorno al grande fiume
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Dopo Piagge, ultimo borgo delle Terre Roveresche, scendiamo verso il fondovalle del Metauro, il fiume più lungo delle Marche e uno tra i fiumi più belli d'Italia, definito da Torquato Tasso il “figlio glorioso degli Appennini”.
È lungo questo asse naturale che si sviluppa il territorio di Colli al Metauro, dove i tre antichi centri di Saltara, Montemaggiore al Metauro e Serrungarina, oggi uniti in un’unica realtà amministrativa, conservano la propria identità storica.
Montemaggiore al Metauro è il primo borgo che incrociamo nel nostro percorso archeologico. Posto in posizione dominante sulla valle, possiamo raggiungere il centro attraverso una scalinata che porta alla piazza principale, da cui si apre una vista ampia sull’intero corso del fiume e fino alla costa adriatica.
A Saltara, situata poco dopo l’attraversamento del fiume, troviamo un paese compatto che si sviluppa attraverso scalinate e passaggi che conducono alla parte alta, dove si trova la Chiesa del Gonfalone, edificio di origine storica che custodisce importanti testimonianze artistiche legate alla tradizione locale.
Sul versante opposto della valle si trova Serrungarina, un borgo sviluppato in verticale lungo il pendio, caratterizzato da strade strette e scalinate che ci guidano alla piazza centrale, sede della suggestiva Chiesa di Sant’Antonio Abate.
Come arrivare dalle Terre Roveresche ai Colli al Metauro?
Bastano pochi minuti da Piagge per raggiungere Montemaggiore al Metauro. Poi, attraversiamo il fiume e risaliamo fino al borgo di Saltara. Per arrivare a Serrungarina, invece, torniamo sulla strada statale che costeggia il Metauro e poi voltiamo a destra una volta giunti a Tavernelle.
Cosa vedere e fare ai Colli al Metauro:
- Montemaggiore al Metauro;
- Saltara e il centro storico con la Chiesa del Gonfalone;
- Serrungarina.
Tappa 6. Cagli e Cantiano: la Via Flaminia nel cuore dell’Appennino
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Da Colli al Metauro, risaliamo la valle seguendo il corso del fiume per addentrarci nell’Appennino umbro-marchigiano. Superiamo Fossombrone e superiamo le spettacolari Marmitte dei Giganti, vicino alla Riserva Naturale della Gola del Furlo. Questo scenario ci conduce a Cagli, uno dei centri più importanti lungo il tratto appenninico della Via Flaminia, in una posizione strategica che per secoli ha collegato Roma alla costa adriatica.
L’antica Cale romana rappresentava infatti un punto fondamentale della viabilità romana e ancora oggi il territorio conserva numerose testimonianze del suo passato. Possiamo visitare il Museo Archeologico e della Via Flaminia, ospitato all'interno del Palazzo Pubblico, dove sono raccolti reperti che raccontano la storia locale dalla preistoria all'età romana.
Poco fuori dal centro, meritano una visita anche le imponenti strutture della Via Flaminia, tra cui il suggestivo Ponte di Mallio, che ancora oggi evidenzia l’incredibile capacità dei Romani di adattare la strada alle caratteristiche del territorio.
Da Cagli proseguiamo poi verso Cantiano, borgo di confine tra Marche e Umbria ai piedi del Monte Catria. Il suo antico nome romano era Luceoli, e il legame con la Via Flaminia emerge ancora oggi nella posizione strategica del paese.
Possiamo approfondirlo nel Museo Archeologico e della Via Flaminia “G. C. Corsi”, a pochi passi da Piazza Luceoli, dove sono conservati reperti legati alla viabilità antica e al ruolo di Cantiano come punto di transito tra Roma e l’Adriatico.
Un’altra testimonianza affascinante si trova nell’area archeologica di Pontericcioli, pochi chilometri dal paese, dove emergono strutture in pietra legate al sistema viario romano, in un contesto che ha mantenuto una forte integrità ambientale.
Come arrivare da Colli Al Metauro a Cagli e Cantiano?
Cagli dista circa 35 km da Colli al Metauro, e possiamo arrivarci in auto in circa 30 minuti, risalendo la valle del Metauro e proseguendo verso l’entroterra appenninico attraverso la gola del Furlo. Cantiano è situata 10 km più a monte, e occorrono altri 15 minuti di viaggio.
Cosa vedere e fare a Cagli e Cantiano:
- Centro storico di Cagli e Museo Archeologico e della Via Flaminia;
- Ponte di Mallio e testimonianze della Via Flaminia;
- Centro storico di Cantiano e Piazza Luceoli;
- Museo Archeologico e della Via Flaminia “G. C. Corsi”;
- Area archeologica di Pontericcioli.
Tappa 7. San Costanzo: ritorno verso la costa per chiudere il nostro percorso archeologico
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Cantiano è il punto più interno del nostro itinerario archeologico. Per l’ultima tappa, invece, torniamo verso la costa, poco lontano da Fano, precisamente a San Costanzo. Questo suggestivo borgo collinare si trova tra la valle del Metauro e quella del Cesano, in una posizione panoramica che offre viste sia verso il mare che verso l’entroterra.
Le origini di San Costanzo sono molto antiche, risalenti all’Età del Ferro, come testimoniano i reperti della necropoli picena rinvenuti sul territorio. Nel corso dei secoli il borgo si è sviluppato come castello medievale, con vicoli ripidi, archi e tratti di mura che ancora oggi conservano la struttura del sistema difensivo di un tempo.
Nel cuore del centro storico, non perdiamoci lo splendido Palazzo Cassi, storica dimora nobiliare che oggi ospita la Quadreria e la Sala Archeologica, dove è conservata la memoria artistica e storica del borgo.
E se passiamo da San Costanzo durante la prima domenica di Quaresima, possiamo scoprire una delle sue tradizioni più affascinanti, la tipica (e deliziosa!) Sagra Polentara. Anche queste usanze popolari mostrano come questo sia il luogo ideale per concludere il nostro percorso archeologico tra costa, colline e Appennino.
Come arrivare da Cantiano a San Costanzo?
Torniamo verso l’Adriatico seguendo la SS73bis fino quasi a Fano, dove, nella zona dell’uscita autostradale, troviamo le indicazioni per San Costanzo. In totale sono circa 67 km da percorrere in poco meno di un’ora.
Cosa vedere e fare a San Costanzo:
- Centro storico;
- Palazzo Cassi;
- Sagra Polentara (prima domenica di Quaresima).
L'autore
Scritto il 17/07/2026

Alessandro Savino
Parti alla ricerca del percorso archeologico nascosto delle Marche: 7 tappe per svelare i segreti di un’Italia antica, inaspettata e stupefacente.