Un borgo dalla storia millenaria e dalla forte identità, questa è Subbiano, la porta del Casentino non lontano da Arezzo. Bagnata dal fiume Arno e circondata da una natura rigogliosa, tra le tante mete iconiche della Toscana questo piccolo centro ai piedi dell’Alpe di Catenaia è un tesoro ancora tutto da scoprire.
Antiche tradizioni, una posizione privilegiata per esplorare un territorio che ha saputo conservare la propria genuinità, e un’ottima cucina locale sono solo alcune delle tante valide ragioni per visitare Subbiano. Partiamo quindi per un viaggio diverso dal solito, alla scoperta di un luogo che non vede l'ora di svelare i propri segreti.
Dove si trova Subbiano
Lasciata alle spalle Arezzo, percorrendo verso nord la strada per il Casentino e l’Alpe di Catenaia, si incontra presto una pianura affacciata sulla riva sinistra del fiume Arno. Qui, proprio ai piedi dei monti, sorge il borgo di Subbiano.
Subbiano, gemma nascosta della Toscana, è immersa in una natura quasi incontaminata. L’abbondanza di acqua mantiene verdi e rigogliose le foreste circostanti di querce, castagni e faggi. Le tracce dei mulini ad acqua ancora visibili nel territorio testimoniano il forte legame tra gli abitanti e il loro fiume.
La campagna circostante è un luogo di silenzio e serenità, dove crescono gli ulivi e i vigneti producono ottimi vini locali.
A dominare il tutto è l’imponente vetta dell’Alpe di Catenaia, che costituisce un confine naturale tra la Valle del Casentino e la Val Tiberina. La montagna, con i suoi panorami sorprendenti, si può esplorare attraverso splendidi sentieri, sia in estate che in inverno.
Subbiano, una lunga storia che il tempo non può cancellare
All’ingresso di Subbiano, in uno spazio verde lungo la strada regionale 71, è collocata una statua dedicata al dio Giano Bifronte, la stessa figura che è presente nello stemma cittadino. Subbiano, come suggerisce una tradizione popolare, fu fondata dai Romani proprio sotto la protezione di quel dio: non sappiamo se sia vero, ma è una versione molto suggestiva.
Si sa tuttavia che l’area era stata abitata già molto prima dei Romani. Agricoltori e pastori vivevano sull’Alpe di Catenaia già nel terzo millennio a.C. In seguito qui si stabilirono gli Etruschi, seguiti dai Romani che lasciarono tracce evidenti nei nomi dei vari paesini arroccati sulla montagna.
Dall’Alto Medioevo, il borgo appartenne prima ai vescovi di Arezzo, poi a diverse famiglie facoltose, fino a passare sotto il controllo di Firenze.
Nel 1343 Subbiano riuscì a sottrarsi a Firenze, che nel frattempo era diventata una repubblica, ma solo per pochi decenni. Nel 1384, con la conquista di Arezzo, Firenze ne riprese il controllo.
Le tracce di questo passato si ritrovano oggi non solo nel territorio, ma anche presso il Centro di Documentazione della Cultura Archeologica di Subbiano. Il centro, temporaneamente chiuso, conserva testimonianze storiche sia dell’epoca più antica che di quella medievale.
Allo stesso modo, la chiesa, il castello e i vari palazzi signorili rappresentano un'affascinante eredità che racconta l'importante ruolo del borgo nel corso del tempo.
A riprova di quanto la storia abbia lasciato le sue tracce a Subbiano, davanti all’attuale sede del Comune, all’ingresso del centro storico, campeggia il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. L'opera in marmo, pietra e bronzo dello scultore toscano Omero Puntelli, eretta nel 1924, fu voluta dalla comunità a ricordo dei propri figli che persero la vita nel primo conflitto mondiale. Di recente è stata restaurata nel centenario della sua realizzazione.
Il borgo e i castelli
Ricco com'è delle tracce del suo passato, Subbiano ha il proprio cuore nel Castello medievale. Costruito su uno sperone roccioso tra il fiume Arno e il torrente Palbena, il castello di Subbiano è documentato fin dall’anno Mille e nel Medioevo controllava il ponte e la via tra Arezzo e il Casentino. Appartenuto ai Canonici del Duomo di Arezzo, fu poi dominio degli Ubertini e dei Tarlati da Pietramala; nel 1384 passò sotto il controllo fiorentino, perdendo gran parte della sua funzione difensiva.
Della struttura originaria restano una torre merlata di 19 metri su tre livelli, un arco a sesto acuto della porta principale, tratti di mura con edifici addossati, un cortile interno, la porta della seconda cinta muraria e vari elementi difensivi (feritoie, sedi delle catene del ponte levatoio e botola d’accesso).
A pochi chilometri dal centro possiamo trovare altri due splendidi castelli: nella frazione di Castelnuovo è situato il bellissimo Castello della Fioraia, la cui imponente torre merlata domina il borgo sottostante.
A soli sette chilometri da Subbiano è invece situato un altro magnifico maniero immerso nel verde, il grande Castello di Valenzano, ricostruito in stile neogotico nel XIX secolo. All’interno sono ancora presenti alcuni ambienti originali, tra cui la sala delle feste con un bellissimo soffitto a cassettoni, un meraviglioso camino e finestre ad arco da cui si gode di un bellissimo panorama sul Casentino.
Volendosi allontanare un po’ di più, a circa quindici chilometri da Subbiano, sorge il Castello dei Conti Guidi. Situato a Poppi, è uno dei più importanti del Casentino e tra i meglio conservati.
I luoghi della devozione: le chiese di Subbiano
Il Casentino è una terra ricca di luoghi che testimoniano la devozione più autentica dei suoi abitanti e dei pellegrini nel corso della storia.
Visitando Subbiano ti imbatterai sicuramente nelle due chiese del borgo. La moderna Chiesa di San Giovanni Battista, ispirata al modello delle pievi casentinesi, si trova nella nuova zona residenziale.
Il cuore della spiritualità di Subbiano, tuttavia, è la Pieve di Santa Maria della Visitazione, situata proprio di fronte al castello medievale.
Essa fu costruita nei primi anni del Duecento come estensione dell’antica chiesa del castello, fu poi ampliata tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento; la torre campanaria sul fianco destro è del 1875, il portico anteriore fu aggiunto all’inizio del Novecento e nel 1947 la chiesa assunse l’aspetto attuale. Nella cappella più antica (oggi Cappella della Madonna di Lourdes) ci sono due affreschi tardogotici (San Rocco e San Sebastiano) attribuiti a maestranze aretine influenzate da Piero della Francesca. L’"Incoronazione di Maria" sull’abside e la "Deposizione" sopra l’ingresso sono di Giovanni Bassan (anni ’30-’40 del XX secolo). È esposto un Crocifisso ligneo seicentesco ritenuto miracoloso, e sotto il portico si trova un monumento marmoreo di Arnaldo Zocchi dedicato a Don Lorenzo Boschi.
A pochi chilometri da Subbiano, salendo verso il Casentino alto, si trovano inoltre pievi, eremi e santuari che raccontano un territorio in cui il sentimento religioso è una parte importante della cultura locale. Come non citare, ad esempio, la Pieve di Romena, quella di Pieve di Sant’Antonio a Socana, costruita su un sito etrusco, oppure l’Eremo di Camaldoli o il Santuario della Verna, che è comunque il sito più noto, strettamente legato alla storia di San Francesco.
Una passeggiata nel centro storico di Subbiano: cosa vedere
La chiesa e il castello sono i monumenti più importanti da visitare a Subbiano, ma il centro storico offre anche altro.
Oltre al già citato museo archeologico, un altro importante sito culturale è il Museo della Seconda Guerra Mondiale “Quelli della Karin”. Si trova in Via Roma, la strada principale del centro, ed è una tappa imperdibile perché conserva memorie e documenti legati alla Seconda Guerra Mondiale, un terribile evento che ha profondamente segnato il territorio. Le esposizioni includono un’ampia gamma di reperti bellici e persino la ricostruzione di un vero rifugio antiaereo.
Passeggiando tra le vie del centro, è facile imbattersi negli antichi palazzi un tempo centri di potere, tutti dotati di una targa bilingue (italiano-inglese) sulla facciata con la storia di chi li ha abitati. Lungo via Roma si trova ad esempio il cinquecentesco Palazzo Subiani-Ducci. Il palazzo, ora dei Ducci, conserva lo stemma dei precedenti proprietari, i Subiani. Originari di Pigli e insediatisi a Subbiano e poi ad Arezzo dal XV secolo, i Subiani salirono socialmente grazie a figure come Antonio, giureconsulto al servizio di Cosimo I, ottenendo cittadinanza aretina e fiorentina nel XVI secolo. Nel tempo ricoprirono ruoli civili, militari e religiosi; un ramo si estinse nel 1928 con Rodolfo Subiani, che lasciò importanti lasciti a istituzioni locali.
Visita Subbiano e le meraviglie naturali che la circondano
Gli amanti della natura ameranno ancora di più Subbiano perché si trova in una posizione ideale per esplorare una natura favolosa. L’Alpe di Catenaia, con i suoi sentieri ancora poco battuti offre la possibilità per passeggiate di diverso livello di difficoltà, in ogni caso da non perdere.
Il Cammino storico di San Francesco è un autentico viaggio tra storia, natura e religione. Da non confondere con il più turistico Cammino di San Francesco, questo percorso è stato riscoperto di recente e collega uno dei principali luoghi di pellegrinaggio della zona, il Santuario della Verna, con il Castello di Montauto.
Oltre ad attraversare un’area di straordinaria bellezza, alle pendici sud dell'Alpe di Catenaia, questo sentiero ha un enorme valore storico e spirituale, poiché è lo stesso percorso che San Francesco compì nel suo ultimo viaggio verso Assisi.
A un’altitudine leggermente inferiore si trova un altro itinerario di pellegrinaggio dalla lunga storia e di grande importanza, la Via Romea Germanica. Nel Medioevo, questa strada collegava la Scandinavia a Roma attraversando l’Europa centrale. Il tratto che passa per il Casentino e Subbiano è ancora lo stesso percorso che l’abate Alberto di Stade percorse nel 1236, descrivendolo in una guida scritta come un curioso dialogo tra pellegrini.
A meno di venti chilometri da Subbiano si trova inoltre la Riserva Naturale dei Monti Rognosi, il cui nome si riferisce alle cime aspre che ospitano numerose specie rare di uccelli e rappresentano un vero paradiso per il birdwatching. Anche quest’area è caratterizzata da una ricca rete sentieristica.
Cosa mangiare a Subbiano
Come tutti i borghi toscani, Subbiano vanta tradizioni enogastronomiche radicate in ricette antiche e basate sull'utilizzo degli ottimi prodotti locali.
Tutti i sapori rispecchiano la straordinaria cucina regionale, pietra miliare della cucina italiana. Nelle botteghe e nei ristoranti del borgo si trovano salumi tradizionali come prosciutto stagionato, salame, soppressata e finocchiona, formaggi pecorini e vaccini, oltre naturalmente alla rinomata bistecca di Chianina.
La panzanella, la tipica insalata estiva di pane e gli gnocchi di patate chiamati topini, la pasta tirata a mano con sughi di carne o funghi, sono da queste parti tra le ricette più apprezzate e gustose che dovresti assaggiare almeno una volta. Per quanto riguarda i dolci tipici, sono da assaggiare il gattò aretino, la zuppa inglese o la panina, un pane dolce speziato con uvetta e zafferano, tipico del periodo pasquale.
Dai rigogliosi boschi del Casentino arrivano poi le deliziose castagne, mentre per i più golosi il miele è il must assoluto.
Per quanto riguarda il vino, qui è zona di Sangiovese; c’è poi il Vin Santo, una delle specialità toscane. Va infine segnalato un vino dolce locale che ha anche un profondo valore culturale. È il Moscatello di Subbiano, prodotto da un vitigno quasi scomparso. Recentemente recuperato, questo vitigno particolare è oggi nuovamente coltivato e persino tutelato.
Come arrivare a Subbiano
Data la sua vicinanza ad Arezzo, raggiungere Subbiano è piuttosto semplice.
Il primo passo è arrivare ad Arezzo, ben collegata con il resto d’Italia.
In auto, la città toscana è raggiungibile tramite l’autostrada A1.
In treno, ci sono collegamenti diretti per Arezzo da Roma e Milano con treni intercity o ad alta velocità. In alternativa, è possibile cambiare a Firenze se si arriva dal nord, oppure a Roma se si arriva dal sud. Dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella partono treni frequenti per Arezzo, con un tempo di percorrenza di circa trenta minuti.
In aereo, l’opzione più pratica è arrivare a Firenze. L’Aeroporto di Firenze Peretola dista solo 60 Km da Arezzo.
Una volta arrivati ad Arezzo, basta prendere un treno regionale per Pratovecchio Stia; in alternativa sono disponibili anche degli autobus. Se preferisci il taxi, il tragitto dura circa quindici minuti.
Gli eventi da non perdere a Subbiano
Due degli eventi più partecipati di Subbiano sono strettamente legati alla sua tradizione rurale e vinicola: la Festa di Fine Estate e la Festa dell’Uva. Giunte nel 2026, rispettivamente, alla cinquantunesima e alla quarantaduesima edizione, sono organizzate dalla Pro Loco di Subbiano in collaborazione con l’Amministrazione Comunale.
La Festa di Fine Estate si svolge l’ultimo fine settimana di agosto ed i primi due fine settimana di settembre.
Nel periodo di svolgimento della Festa di Fine Estate si svolgono due consueti appuntamenti: il primo è la Mostra Campionaria Zootecnica, in programma la prima domenica di settembre, organizzata dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Associazione allevatori, nell’ambito della quale avviene un’esposizione di bovini, ovini, caprini ed altri animali da cortile, accompagnata da convegni a tema e spettacoli di vario genere.
Il secondo è la Manifestazione Vivere lo Sport; si svolge il secondo sabato di settembre. Si tratta di un evento annuale organizzato dal Comune in collaborazione con il Coni, le associazioni sportive e la Pro Loco, pensato in particolar modo per permettere ai bambini e ai ragazzi di scoprire e provare liberamente diverse discipline sportive nel corso della stessa giornata.
La seconda domenica di settembre ha luogo la rievocazione storica della Festa dell’Uva che inizia al mattino con il Mercatino Del Tempo Che Fu. Nel corso dell'evento le piazze e le strade del paese si riempiono di colori, costumi, piatti tipici e sapori che rimandano all’epoca in cui l’agricoltura rappresentava l’attività prevalente della comunità. La festa prosegue poi nel pomeriggio con la sfilata dei carri allegorici, ispirata anch’essa alla vita contadina e che rappresenta uno dei momenti più belli e significativi, con una grande partecipazione anche delle frazioni circostanti.
Questa festa rievoca, infatti, quella che un tempo era una delle ricorrenze più importanti del calendario contadino, e oggi costituisce un importante momento di condivisione, profondamente legato alla tradizione locale. Ai due momenti della giornata partecipano molte delle realtà associative del capoluogo e delle frazioni, nonché gruppi provenienti da varie parti d’Italia.
Da segnalare la presenza dell’Arss - Associazione Rievocazioni Storiche Subbianesi e il pregevole spettacolo coreografico a fine sfilata tenuto dal Gruppo Sbandieratori di Subbiano, una realtà del territorio nota anche a livello internazionale.
Per quanto riguarda l’aspetto culturale, la manifestazione più importante è il festival musicale Valenzano Simphony, rassegna estiva organizzata dal Comune, che contempla concerti di musica classica, sinfonica, jazz, spettacoli teatrali e musicali, ospitati nella suggestiva cornice del Castello di Valenzano.
La manifestazione festeggia nel 2026 il suo trentesimo anniversario e si svolge ordinariamente i mercoledì di luglio e a volte anche il primo mercoledì di agosto. Il Festival ha una sua consolidata direzione artistica e vi prendono parte musicisti di fama anche internazionale.
Durante tutto il periodo estivo si dipana il programma dell’Estate in Famiglia, un contenitore di eventi pensato per offrire occasioni di aggregazione per tutte le età e per vivere appieno il territorio. Viene organizzata dal Comune di Subbiano in collaborazione con le associazioni locali, le Pro Loco e i Circoli delle frazioni.
Coinvolgendo attivamente la comunità, il programma anima la bella stagione con iniziative diffuse dal centro del paese fino ai borghi circostanti. Si compone di attività musicali e culturali come concerti, spettacoli teatrali per tutte le età, serate di cinema all’aperto, rassegne letterarie, mostre d’arte, incontri e conferenze sul patrimonio storico e artistico del territorio.
Non mancano infine serate dedicate ai prodotti tipici del territorio, oltre alle varie feste patronali e sagre che si svolgono nelle frazioni.
