Lorena Calise

Lorena Calise

Serpenti, falò giganteschi, uomini che corrono scalzi: il nostro viaggio in 10 tappe alla scoperta dei riti più antichi e curiosi del Sud Italia.

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Viaggio nei luoghi del Sud Italia in cui il passato non è ancora passato e gesti tramandati per secoli prendono vita davanti agli occhi delle comunità locali, anno dopo anno.

Alcune tradizioni italiane affondano le radici in riti precristiani, altre si sono intrecciate alla devozione religiosa, ma tutte raccontano un’Italia popolare lontana dalle cartoline per turisti.

Dalla Festa della 'Ndenna di Castelsaraceno ai Vattienti, passando per serpenti, falò e Madonne portate in processione, questi riti italiani conservano simboli, credenze e storie che ci hanno sorpreso. Qui abbiamo raccolto 10 antiche tradizioni popolari del Sud Italia  a cui si può assistere ancora oggi. 

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10 riti del Sud Italia che sembrano arrivare da un tempo lontanissimo

Un albero trasportato a spalla, enormi falò, centinaia di serpenti, uomini ricoperti di sangue. Sono alcuni degli elementi che popolano i riti più singolari ancora presenti in Italia.

Nati dall’incontro tra antiche credenze, fede e tradizioni popolari, sono sopravvissuti al passare dei secoli senza perdere il loro ascendente sulle comunità, che continuano a metterli in atto con spirito di devozione e sì, voglia di fare festa.

Alcuni celebrano santi e Madonne, altri evocano un rapporto ancestrale tra natura e territorio. Per scoprirli, siamo entrati in una parte dell’Italia meno nota ai turisti, dove la tradizione, più che essere memoria, è un’esperienza viva e vissuta.

I riti e le tradizioni che abbiamo selezionato per il nostro viaggio:

– Festa della ‘Ndenna – Castelsaraceno, Basilicata

– Le Glorie di San Martino – Scanno, Abruzzo

– Festa dei Serpari – Cocullo, Abruzzo

– Festa della Madonna delle Galline – Pagani, Campania

– I Vattienti – Nocera Terinese, Calabria

– Corsa degli Scalzi – Cabras, Sardegna 

– Festa della Bruna – Matera, Basilicata

– Festa dei Giudei – San Fratello, Sicilia

– Festa di Sant’Antonio Abate – Macerata Campania, Campania

– La ’Ndocciata – Agnone, Molise

Basilicata

10. Festa della ’Ndenna: Midsommar vibes tra gli alberi della Basilicata

Estate, alberi, simboli di fertilità e un’intera comunità riunita intorno a un rito antico, ma Midsommar, per fortuna, resta solo un film horror, perché le atmosfere sono tutt’altro che inquietanti a Castelsaraceno.

Nel grazioso paese della Basilicata, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia e tra le nostre Luminous Destinations 2026, ogni giugno va in scena un rito arboreo che sembra uscito da un’altra epoca (o da un film).

La Festa della ’Ndenna celebra il simbolico matrimonio tra due alberi: la ’Ndenna, un grande faggio scelto nel Bosco Favino, e la Cunocchia, un pino proveniente dal Monte Armizzone.

Il rito si sviluppa nell’arco di tre domeniche, le prime del mese: prima vengono tagliati e trasportati i due alberi, poi, nella giornata conclusiva, vengono uniti e innalzati nel centro del paese. 

Le origini della festa non sono documentate con certezza, ma sappiamo che il rito è connesso al rapporto tra comunità, natura e fertilità, e oggi si lega alla fede per Sant’Antonio da Padova, patrono di Castelsaraceno.

Già che eravamo in zona, abbiamo anche provato un’attrazione vertiginosa: qui il nostro racconto del ponte tibetano più lungo del mondo

Quando: 6, 13 e 20 giugno 2027

Abruzzo

9. Le Glorie di San Martino: i grandi fuochi che illuminano la notte abruzzese

Ogni 10 novembre, alla vigilia di San Martino, un rito spettacolare illumina Scanno, il borgo abruzzese famoso per l’omonimo lago a forma di cuore e per una iconica fotografia esposta al MoMA di New York. 

Ecco cosa succede: tre enormi cataste di legna, le Glorie di San Martino, vengono accese contemporaneamente sulle alture del paese.

Le pire, realizzate dalle contrade di Cardella, La Plaia e San Martino, possono raggiungere anche i 20 metri e sono al centro di una sfida tra gruppi di giovani cittadini, impegnati a costruire il fuoco più alto o quello capace di ardere più a lungo.

È un evento che ha radici nella tradizione agropastorale e richiama antiche pratiche legate alla fine della stagione dei raccolti, poi reinterpretate in chiave cristiana attraverso la figura di San Martino.

Durante la festa, le strade del paese si riempiono e si possono degustare prodotti e piatti tipici della tradizione.

Quando: 10 novembre 2026

Abruzzo

8. La Festa dei Serpari e i serpenti che ricoprono una statua a Cocullo

Chissà cosa farebbe Indiana Jones se si trovasse a passare per Cocullo, in Abruzzo, un qualunque 1° maggio. Ce lo immaginiamo sconsolato: “Serpenti… perché proprio serpenti?”. Andiamo con ordine.

Durante la processione in onore di San Domenico Abate, la statua del santo viene ricoperta dai rettili tanto odiati dal professor Jones, dando vita a una delle più singolari tradizioni popolari italiane.

A portare i serpenti sono i serpari, abitanti del paese che nelle settimane precedenti raccolgono esemplari non velenosi nelle campagne circostanti.

Si tratta dunque di un rito cristiano contaminato però da tradizioni più antiche legate, secondo alcune interpretazioni, al culto della dea italica Angizia. Lo stesso San Domenico è inoltre venerato come protettore contro morsi di serpenti e veleni. 

Con buona pace di Indiana Jones, la festa richiama ogni anno visitatori da tutta Italia

Quando: 1° maggio

Campania

7. Festa della Madonna delle Galline: fede, volatili e musica

@visititalyofficial Step into one of Southern Italy’s most powerful traditions The Madonna delle Galline Festival in Pagani is not just a celebration, it’s pure identity. For four days, the streets come alive with devotion, ancient rituals, and unstoppable energy: from the hypnotic rhythms of tammurriata dances to the iconic “toselli” altars decorating every corner of the city. Rooted in a centuries-old legend where chickens unearthed a sacred icon of the Virgin, this festival blends faith, folklore, music, and authentic local food into one unforgettable experience. This is not a tourist show. This is real Italy. Thanks to @Agro24 Pagani, Campania Save this for your next cultural trip #visititaly #pagani #madonnadellegalline #religious #tradition suono originale - Visit Italy

Una Madonna, migliaia di fedeli e… galline. A Pagani, la Festa della Madonna delle Galline porta tra le strade della cittadina in provincia di Salerno uno dei riti religiosi più curiosi del Sud Italia. 

La tradizione racconta che nel Cinquecento alcune galline avrebbero riportato alla luce un’immagine della Madonna del Carmine, dando così origine al culto.

Ancora oggi, durante i festeggiamenti, le galline vengono portate in dono al santuario e sono presenti pure durante la processione, mentre nei cortili e nelle strade si allestiscono tavolate, si cucina, si suona la tamorra e si danza in allegria.

Al rito e ai momenti di devozione si affiancano così momenti dedicati alla convivialità e alle tradizioni contadine, in un’atmosfera che rende la festa più di una celebrazione solo religiosa.

È una delle manifestazioni più sentite del Salernitano e un esempio sorprendente di come le tradizioni popolari italiane possano trasformare un’antica storia in una festa.

Quando: dal 2 al 5 aprile 2027

Calabria

6. I Vattienti di Nocera Terinese: il rito della Settimana Santa che impressiona

Durante la processione del Venerdì Santo, i vattienti, letteralmente coloro che battono e percuotono, percorrono le strade di Nocera Terinese, Calabria, compiendo un antico rito penitenziale. 

Indossando pantaloncini neri e lasciando scoperte le gambe, si percuotono con il “cardo”, un attrezzo di sughero nel quale sono conficcati tredici piccoli frammenti di vetro, simbolo di Cristo e dei dodici apostoli.

A questo si aggiunge la “rosa”, un secondo strumento di sughero liscio utilizzato per preparare la pelle al sanguinamento.

Le prime testimonianze di questa pratica risalgono al XVII secolo, ma la tradizione è ancora profondamente radicata nella comunità.

Per quanto possa apparire come una delle curiosità più suggestive della Settimana Santa calabrese, è importante ricordare che non si tratta di uno spettacolo, ma di un gesto di fede, vissuto come un momento profondamente personale e religioso. Chi assiste è quindi invitato a farlo nel rispetto delle persone coinvolte.

Quando: la sera del Venerdì e la mattina del Sabato Santo

Sardegna

5. Corsa degli Scalzi: 900 uomini a piedi nudi nella polvere della Sardegna

Novecento uomini vestiti di bianco, a piedi nudi e di corsa, mentre trasportano a mano la statua di San Salvatore per oltre 7 chilometri. Non è una scena da film storico, ma la Corsa degli Scalzi di Cabras, uno dei riti più sentiti della Sardegna.

Ogni anno, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, gli is curridoris partono all’alba dalla chiesa di Santa Maria Assunta e attraversano i sentieri polverosi della penisola del Sinis fino al villaggio di San Salvatore.

Il giorno successivo compiono il percorso inverso, riportando il simulacro a Cabras.

La tradizione è documentata almeno dal XVII secolo e ricorda la fuga dei cabraresi durante un’incursione saracena del 1619, quando il simulacro venne portato in salvo.

Per chi la affronta è soprattutto un atto di fede per onorare un voto o chiedere una grazia.

Quando: primo fine settimana di settembre

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Basilicata

4. Festa della Bruna: a Matera il carro della Madonna viene distrutto dalla folla

Un enorme carro di cartapesta che viene assaltato e distrutto dalla folla. È quello che accade ogni 2 luglio a Matera, durante la Festa della Bruna, la celebrazione dedicata alla patrona della città.

Il carro trionfale, realizzato ogni anno dai maestri cartapestai materani, accompagna la statua della Madonna della Bruna durante la processione.

Ma arrivato alla fine del percorso, la folla lo assalta e ne strappa le parti, fino a distruggerlo. È il momento più spettacolare della festa, noto come “strazzo del carro”, e ciò che resta viene portato a casa come una sorta di reliquia popolare.

Si inizia prima dell'alba con la Processione dei Pastori, seguita dalla tradizionale Cavalcata della Bruna, un corteo in costume con cavalieri e amazzoni che attraversa la città. In serata la statua della Madonna viene collocata sul Carro Trionfale per la grande processione, che culmina con lo strazzo e si conclude con uno spettacolo pirotecnico.

Quando: 2 luglio

Sicilia

3. Festa dei Giudei: il Carnevale della Settimana Santa Siciliana

Se pensate che tutte le processioni della Settimana Santa siano silenziose e solenni, non siete mai stati a San Fratello, nel Messinese.

Tra il Mercoledì e il Venerdì Santo, le strade del paese vengono invase dai Giudei, figure mascherate che indossano una giacca rossa, pantaloni decorati, una maschera dal lungo naso e un copricapo riccamente ornato. 

Al suono di trombe e campanacci, corrono tra la folla, interrompono il silenzio delle processioni e trasformano il borgo in un luogo sospeso tra sacro e folklore.

Il rito è considerato uno dei più antichi e singolari della Sicilia. Per la comunità di San Fratello rappresenta un elemento identitario tramandato di generazione in generazione.

Chi desidera assistervi dovrebbe fermarsi almeno due giorni, per vivere sia le processioni religiose sia le apparizioni dei Giudei, che animano il paese fino al Venerdì Santo.

Quando: dal Mercoledì al Venerdì Santo

Campania

2. Festa di Sant'Antonio Abate: i carri musicali che risuonano per le strade del Casertano

Durante la Festa di Sant'Antonio Abate Macerata Campania, nel Casertano, il vero spettacolo sono le Battuglie di Pastellessa: gruppi di musicisti che sfilano per il paese su carri trainati da trattori, suonando botti, tini, falci e altri antichi attrezzi della tradizione contadina trasformati in strumenti a percussione.

Il ritmo ipnotico accompagna la festa per ore e coinvolge l'intero paese. Le origini della Pastellessa sono legate ai festeggiamenti contadini in onore di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici e del mondo agricolo.

Per vivere appieno la ricorrenza conviene dedicare un'intera giornata: oltre ai carri musicali, il programma comprende celebrazioni religiose, cortei e momenti di festa che coinvolgono tutto il paese.

Quando: intorno al 17 gennaio

Visita la Regga di Caserta
Molise

1. La ’Ndocciata: il fiume di fuoco che illumina il Natale in Molise

Immaginate una processione illuminata non da candele, ma da gigantesche torce di legno alte fino a diversi metri. Succede ad Agnone, in Molise, dove ogni dicembre si svolge la ’Ndocciata, uno dei riti del fuoco più spettacolari d'Italia.

I protagonisti sono i portatori delle ’ndocce, grandi fiaccole realizzate con legni di abete bianco e ginestra che vengono accese e trasportate a spalla lungo le vie del centro storico, creando un suggestivo fiume di fuoco.

La tradizione è oggi legata alle celebrazioni natalizie e richiama migliaia di visitatori, anche se le sue origini sono ancora oggetto di studio e vengono spesso ricondotte alle antiche usanze delle comunità rurali dell'Alto Molise.

Per assistere alla ’Ndocciata è consigliabile arrivare nel pomeriggio: oltre alla processione serale, il centro storico accoglie eventi, musica e stand dedicati ai prodotti tipici del territorio.

Quando: 8 e 24 dicembre

Riti e tradizioni del Sud Italia - FAQ

Quali sono le tradizioni più antiche del Sud Italia?

Non esiste una classifica certa delle tradizioni più antiche”del Sud Italia, perché molte hanno origini difficili da documentare e si sono trasformate nel tempo. Alcuni riti ancora praticati, come la Festa della ’Ndenna di Castelsaraceno o la Festa di San Domenico a Cocullo, conservano elementi pagani che si sono intrecciati con la devozione cristiana, dando vita a celebrazioni e feste ancora profondamente sentite dalle comunità e, in alcuni casi, anche molto suggestivi.

Quali rituali sopravvivono ancora oggi?

Molti rituali popolari vengono ancora celebrati ogni anno. Tra quelli raccontati in questo articolo ci sono la Festa della ’Ndenna a Castelsaraceno, le Glorie di San Martino a Scanno, la Festa dei Serpari a Cocullo, la Festa della Madonna delle Galline a Pagani e il rito dei Vattienti di Nocera Terinese. Pur molto diversi tra loro, continuano a coinvolgere abitanti e visitatori e mantengono un forte legame con i luoghi in cui sono nati.

Perché queste tradizioni sono importanti?

Perché non sono soltanto testimonianze del passato ma riti vissuti dalle comunità locali. Attraverso gesti di devozione di vario tipo, raccontano il rapporto tra persone, territorio, fede e memoria collettiva. La loro importanza sta anche nella capacità di adattarsi al presente senza perdere il significato che hanno acquisito nel tempo. Per questo, quando si assiste a una di queste feste, è importante ricordare che non si sta semplicemente guardando uno spettacolo folkloristico, ma si sta partecipando, da visitatori, a qualcosa che per una comunità ha un grande valore.

L'autore

Scritto il 04/08/2026