Chi ha detto che per trovare un lago alpino spettacolare dobbiamo per forza dirigerci in Svizzera?
Anche in Italia ci sono laghi alpini nascosti con acque trasparenti, montagne imponenti, borghi incantati e sentieri che regalano panorami mozzafiato. Alcuni luoghi sono ancora poco conosciuti, e trovarsi in uno scenario del genere senza essere in mezzo a una folla di persone con il telefono già in mano è un lusso che vale la pena concedersi.
Il nostro itinerario dura 7 giorni, parte da Livigno e si sviluppa tra Lombardia, Trentino e Alto Adige, alla ricerca di laghi che hanno poco da invidiare ai più famosi oltre confine.
Alcuni sono facili da raggiungere, altri richiedono un po’ di fatica. Ma è proprio questo il bello: lasciarsi alle spalle le strade più battute e scoprire che in Italia ci sono ancora posti capaci di sorprendere.
L'itinerario di 7 giorni tra i laghi alpini nascosti in Italia
Da Livigno ad Anterselva: sette giorni, sette laghi e soprattutto nessuna fretta, perché il nostro viaggio tra i laghi alpini nascosti più suggestivi d’Italia ci porterà a scoprire luoghi magici e paesaggi spettacolari.
Il modo migliore per seguire questo itinerario è viaggiare in auto. Non certo per arrivare prima, ma per avere la libertà di fermarci a nostro piacimento, cambiare programma se un paese ci conquista più del previsto, o concederci una pausa davanti a un panorama particolarmente bello.
La nostra partenza è fissata a Livigno, un paese che rappresenta una Destinazione Luminosa in grado di valorizzare il territorio e promuovere un modo più sostenibile di vivere la montagna.
Da qui andremo verso i Laghi di Cancano, lasciandoci alle spalle la Valtellina per raggiungere il Lago d’Avio. Poi arriveremo al Lago di Tovel, in Trentino, prima di spingerci nel cuore delle Dolomiti, con il Lago di Federa e il Lago di Landro. L’ultima tappa ci porterà al Lago di Anterselva, in Alto Adige.
Sono sette laghi molto diversi tra loro: alcuni si raggiungono comodamente in auto, altri chiedono una passeggiata o un vero e proprio trekking. Proprio per questo, non dobbiamo considerarla una tabella di marcia rigida. Possiamo scegliere dove fermarci e quanto camminare, perché la strada è parte stessa dell’esperienza. E non c’è nessun motivo per attraversarla di corsa.
Giorno 1: Livigno, il primo incontro con i laghi alpini d’Italia
Il nostro viaggio comincia a Livigno, in provincia di Sondrio, nel cuore dell’Alta Valtellina. Il Lago omonimo è situato a pochi minuti dal paese, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, proprio sul confine con la Svizzera.
È un lago artificiale e il suo elemento più caratteristico è la grande diga ad arco del Punt dal Gall, che chiude la valle verso nord. Esploriamolo con calma, seguendo la strada che costeggia le rive e fermandoci nei punti in cui sulle montagne si apre un fantastico panorama.
In estate, se vogliamo immergerci totalmente in questo splendido scenario, possiamo salire a bordo di un kayak, un pedalò o una barca a remi e navigare sulle acque del lago fino a raggiungere la Floating Island, una piccola piattaforma galleggiante in legno dove fermarci per una rigenerante pausa sull’acqua.
Oltre che la nostra base di partenza, Livigno è anche una delle Luminous Destinations 2026, un riconoscimento che premia il suo impegno nel rendere il turismo più sostenibile e nel valorizzare la località durante tutto l’anno. Un approccio che ritroviamo ad esempio nella mobilità, con un servizio di autobus gratuito molto comodo per muoversi tra le varie zone del paese e della valle.
Cosa vedere e fare al Lago di Livigno:
- Passeggiare in riva al lago, fermandosi nei punti panoramici;
- Provare gli sport sull’acqua in estate;
- Raggiungere il Punt dal Gall, la diga che delimita il lago.
Giorno 2: sulla strada dei Laghi di Cancano
Da Livigno partiamo in direzione del Passo d’Eira e attraversiamo Trepalle per arrivare al Passo Foscagno. Poi scendiamo verso Valdidentro e raggiungiamo Isolaccia, dove troviamo la strada per le Torri di Fraele e i Laghi di Cancano.
È un percorso che regala già durante il tragitto diversi scorci sulle montagne della Valtellina, quindi godiamoci il viaggio senza fretta di arrivare a destinazione.
I Laghi di Cancano sono due grandi bacini artificiali situati a circa 1.900 metri di quota, nel territorio di Valdidentro.
Il primo che incontriamo è il Lago di Cancano vero e proprio, seguito dal Lago di San Giacomo: insieme formano uno degli angoli più nascosti e suggestivi dell’Alta Valtellina. A rendere ancora più particolare il paesaggio sono le montagne circostanti e le Torri di Fraele, le antiche fortificazioni medievali che spuntano sopra la valle.
Una volta arrivati, possiamo seguire la strada che passa accanto alle rive, fermarci ogni volta che il panorama ci invita a farlo e scegliere con calma dove scendere dall’auto. L’acqua color smeraldo e le montagne tutt’intorno fanno il resto. E, dopo il viaggio da Livigno, una passeggiata lungo il lago è proprio quello che ci vuole per goderci questo scenario meraviglioso.
Cosa vedere e fare ai Laghi di Cancano:
- Percorrere la strada panoramica che costeggia i laghi;
- Fermarsi alle Torri di Fraele per ammirare il panorama.
Giorno 3: Lago d'Avio, nel cuore più selvaggio dell’Adamello
Dopo le acque smeraldo di Cancano, lasciamo le strade panoramiche dell'Alta Valtellina e, pur rimanendo in Lombardia, spostiamoci verso la Val Camonica, fino al piccolo borgo di Temù, ai piedi del massiccio dell’Adamello.
Qui comincia la parte più avventurosa della nostra terza giornata: lasciamo l'auto a Malga Caldea, infiliamo gli scarponi e imbocchiamo il sentiero CAI 1 per arrivare in circa un'ora di cammino al Lago d’Avio.
A quasi 1.900 metri di quota, è un lago alpino di origine naturale poi ampliato con una diga. Il vero spettacolo è tutto intorno: cascate, torrenti, pareti di granito e una valle modellata dai ghiacciai lo rendono un angolo selvaggio e spettacolare.
Una volta arrivati possiamo prenderci una pausa sulle rive del lago oppure continuare a camminare verso il Rifugio Garibaldi, uno dei rifugi storici dell'Adamello, da cui la vista si apre ancora di più sulla valle. Se abbiamo ancora energie, il sentiero prosegue anche verso il Lago Benedetto, aggiungendo un altro tratto di montagna autentica al nostro itinerario.
Cosa vedere e fare al Lago d’Avio:
- Percorrere il sentiero CAI 1 da Malga Caldea fino al lago;
- Fermarsi al Rifugio Garibaldi per ammirare il panorama sulla valle;
- Escursione al Lago Benedetto.
Giorno 4: Lago di Tovel, sulle rive del lago rosso
È il momento di lasciarci alle spalle la Lombardia e raggiungere la Val di Non in Trentino. Da Temù attraversiamo le montagne fino a Tuenno, dove una strada panoramica si inoltra per circa 11 chilometri nella Val di Tovel fino alle rive del lago.
Il Lago di Tovel si trova a quasi 1.200 metri di quota, circondato dai boschi e dalle pareti delle Dolomiti di Brenta. È famoso soprattutto per il fenomeno che in passato tingeva le sue acque di rosso: fino agli anni Sessanta, un’alga chiamata Tovellia sanguinea era responsabile di quella particolare colorazione, che oggi non si verifica più.
Oggi il modo migliore per scoprirlo è seguire il sentiero che gira intorno al lago, facile e quasi tutto pianeggiante. Possiamo ammirare prima le spiagge bianche, poi il bosco, poi di nuovo l’acqua con le montagne sullo sfondo.
Il giro completo richiede circa un’ora e mezza, ma possiamo tranquillamente allungare la passeggiata con un picnic o una visita alla Casa del Parco Lago Rosso, dedicata alla storia del lago.
Cosa vedere e fare al Lago di Tovel:
- Giro ad anello del lago;
- Visitare la Casa del Parco Lago Rosso.
Giorno 5: Lago di Federa, meraviglia nascosta a due passi da Cortina
La prossima tappa ci porta nel cuore delle Dolomiti, fino quasi a Cortina d’Ampezzo, in una delle tratte più lunghe del nostro itinerario tra i laghi alpini nascosti d’Italia.
Per raggiungere il Lago di Federa dobbiamo però lasciare la strada e proseguire a piedi. Il sentiero che parte nei pressi del Lago Pianozes attraversa la Foresta di Federa seguendo il sentiero del Gores de Federa, tra gole scavate dall’acqua, cascate, ruscelli e ponti sospesi sul torrente Ru Federa.
Dopo circa un’ora e mezza in questo scenario così magico e selvaggio, il bosco comincia ad aprirsi e arriviamo a Malga Federa, dove i larici lasciano spazio ai pascoli e alle montagne della conca ampezzana. Ancora un po’ di cammino e compare il Lago, accanto al Rifugio Croda da Lago, con il Becco di Mezzodì che si riflette nelle sue acque.
A questo punto, è d’obbligo una pausa al rifugio. Il Lago di Federa è il posto giusto per sedersi e rallentare, ammirando finalmente uno dei paesaggi più belli e nascosti delle Dolomiti.
Cosa vedere e fare al Lago di Federa:
- Percorrere il sentiero del Gores de Federa tra gole, cascate e ponti sospesi;
- Raggiungere il lago e il Rifugio Croda da Lago.
Giorno 6: Lago di Landro, il lato più tranquillo delle Dolomiti
Da Cortina d’Ampezzo seguiamo la strada che attraversa il Passo Cimabanche e la Valle di Landro fino a Dobbiaco. È un altro tratto molto suggestivo del nostro viaggio, con i panorami tra le montagne che ci accompagnano lungo tutto il percorso e le Tre Cime di Lavaredo che fanno da sfondo in diversi punti.
Proprio lungo questa strada incontriamo il Lago di Landro, a oltre 1.400 metri di quota e all’interno del Parco Naturale Tre Cime. È uno di quei laghi che si prestano perfettamente a una sosta improvvisata. Parcheggiamo, ci avviciniamo alla riva e ci troviamo davanti a uno specchio d’acqua poco profondo e sorprendentemente trasparente, con sfumature che vanno dal verde al turchese.
Le sue acque cambiano aspetto con la luce, mentre sullo sfondo si riconoscono il Gruppo del Cristallo e le maestose montagne della zona. Dal lago parte anche il sentiero verso Monte Piano, dove si trovano trincee, gallerie e postazioni militari risalenti ai combattimenti della Prima guerra mondiale.
È una tappa diversa dalle precedenti, più semplice e rilassata, perfetta per concederci una pausa prima dell’ultima tappa del nostro viaggio.
Cosa vedere e fare al Lago di Landro:
- Ammirare le acque trasparenti del lago e i panorami;
- Percorrere il sentiero verso Monte Piana per scoprire le testimonianze della Prima guerra mondiale.
Giorno 7 — Lago di Anterselva, l’ultima sorpresa del nostro viaggio
Per sei giorni abbiamo inseguito laghi alpini nascosti, cambiato valle, percorso strade di montagna e infilato gli scarponi per raggiungere luoghi sempre diversi. Per l’ultima tappa arriviamo in fondo alla Valle di Anterselva, oltre il paese di Anterselva di Sopra.
Il Lago di Anterselva si trova in un territorio che conserva ancora una forte impronta rurale, con masi, prati e antichi mulini. Ad Anterselva di Sopra possiamo seguire proprio il Sentiero dei Mulini lungo il torrente Tränkabachl, passando accanto alle testimonianze del lavoro contadino che per generazioni ha segnato la vita quotidiana.
Poi, una volta raggiunto il lago, seguiamo il facile percorso che ne circonda le rive. Non è soltanto una passeggiata panoramica come tante altre incontrate durante il viaggio. Lungo il percorso di 3,4 km troviamo numerose stazioni informative che raccontano la flora, la fauna e le caratteristiche geologiche della zona, con alcune curiosità davvero particolari, dalle piante carnivore alla tonalite delle Vedrette di Ries.
E forse è proprio questo il motivo per cui Anterselva funziona così bene come ultima tappa. Dopo tanti giorni dedicati soprattutto alla ricerca del panorama perfetto, Anterselva ci mostra qualcosa di più autentico, una terra in cui il fascino della natura convive con tradizioni e cultura locale.
Cosa vedere e fare al Lago di Anterselva:
- Percorrere il sentiero naturalistico del lago;
- Raggiungere Anterselva di Sopra e seguire il Sentiero dei Mulini.
L'autore
Scritto il 12/09/2026

Alessandro Savino
Natura incontaminata, acque color smeraldo, sentieri silenziosi: da Livigno ad Anterselva, vivi un viaggio unico tra i laghi alpini nascosti d’Italia.