Cerchi qualche idea per le vacanze invernali? Ecco alcuni spunti per vivere il Natale in Italia come un local

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Luci d’artista, paesi imbiancati dove persino Sata Clause si sentirebbe come a casa, qualche idea per trascorrere il weekend fuori porta e un piccolo remainder sul menù delle feste per trascorrere il Natale come un local in Italia.

Abbiamo selezionato 7 cose da fare (e alcune attività che puoi prenotare subito) che pensiamo possano interessarti. Dai un’occhiata. 

Cosa fare a Natale come un local in Italia

Cosa fare a Natale come un local in Italia

Babbo Natale non porta solo doni per i bambini buoni, ma anche tempo prezioso per una bella vacanza. Alcuni si concederanno solo un rapido break di un giorno o due, altri avranno più margine per un vero e proprio viaggio nella magica atmosfera che circonda questo speciale momento dell’anno. 

Qualunque sia il tuo caso, lasciati ispirare dalle nostre proposte e prenota subito l’esperienza a te più affine. Abbiamo realizzato un breve elenco ricco di eventi, manifestazioni e suggerimenti da cui prendere spunto per trascorrere le feste nel puro spirito natalizio. 

Ecco i nostri consigli per passare il Natale come un local in Italia

7. Passeggiare sotto le luminarie

Natale come un local in Italia. Passeggiare sotto le luminarie

Strade scintillanti di luci bianche e colorate, abeti addobbati che svettano nelle piazze, gli acuti di Mariah Carey che si impongono tra negozi e locali agghindati a festa. 

È il classico scenario dicembrino proposto in molte parti del mondo. Il Natale italiano non si sottrae al format e, in taluni casi, rilancia con alcune varianti divertenti e informali. 

Ci sono i record di Gubbio, che ogni anno illumina l’albero di Natale più grande al mondo; le favore di luce di Gaeta; le luci d’artista di Salerno e Torino; le installazioni instagrammabili di Locorotondo. Insomma le luminarie in Italia sono una faccenda seria. 

A Roma durante la stagione festiva si può vedere la città in una veste inedita, tra le suggestioni glamour del centro (e qui c’è da menzionare palazzo Fendi in largo Goldoni, che ogni anno stupisce i passanti indaffarati nello shopping pre natalizio con luminarie lussuose e originali), eventi culturali tematici e celebrazioni religiose.

Vuoi scoprire nel dettaglio cosa fare a Natale nella città eterna? Abbiamo un articolo pensato apposta per soddisfare la tua curiosità!

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6. Fare compere nei mercatini

Natale come un local in Italia. Fare compere nei mercatini

Profumi speziati, vapori di cioccolata calda che si disperdono nell’aria, musiche e canti (Mariah, ancora tu?), prodotti artigianali di tutti i i tipi, dalle cianfrusaglie da regalare alla zia insopportabile che vediamo solo una volta l’anno per la cena della Vigilia, alla chicca preziosa nascosta sul banchetto più improbabile. 

A qualunque latitudine, i mercatini di Natale ti aiutano ad entrare nel mood giusto in vista delle feste. E ce ne sono tanti da visitare, dagli iconici stand di Merano, con tanto di immancabile sfondo da perfetta cartolina invernale, a quelli vista mare allestiti in Sicilia.  

Non sai quale visitare? Su Visit Italy ti abbiamo raccontato i più belli e magici da esplorare, regione per regione, in vista del “most wonderful time of the year”. 

5. A caccia di presepi

Natale come un local in Italia. A caccia di presepi

La riproduzione della Natività è un emblema che travalica il simbolismo spirituale e religioso per affermarsi come elemento culturale trasversale. Che non disdegna una inusuale contaminazione tra sacro e profano. 

Passeggia lungo via San Gregorio Armeno, affollata fino all’inverosimile nel periodo natalizio, per verificare di persona: caricature di personaggi famosi e figure bibliche convivono amabilmente tra le vetrine delle botteghe napoletane.

Il presepe è un evergreen del Natale italiano. Il primo fu allestito in un piccolo borgo del Lazio, Greccio, nel XIII secolo. Da allora, è stato un proliferare di messe in scena con figuranti in costume e riproduzioni - talvolta umili, talvolta grandiose - con statue e scenografie annesse. 

Napoli se ne è innamorata e l’ha elevato a vera e propria arte, con l’artigianato presepiale divenuto il fiore all’occhiello del suo centro storico.

Ma sono tanti i paesi, da nord a sud, che a modo loro rendono omaggio a questa particolare forma artistica che fa risplendere l’atmosfera natalizia. L’esempio dei record è Manarola. Con oltre 250 figure luminose disposte sulle pendici della collina delle Tre Croci, il presepe del piccolo borgo ligure è riconosciuto come il più grande al mondo. 

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4. Visitare un borgo storico

Cerchi qualche idea per una perfetta fuga invernale? A San Gimignano trovi ciò che occorre per tuffarti nelle festività con lo spirito giusto.

Tanti eventi gratuiti, musica per le strade, mercatini, esposizioni, degustazioni gastronomiche, tour per la cittadina e proposte di svago per i più piccoli. Il tutto confezionato e servito nel meraviglioso centro storico Patrimonio UNESCO.

Le varie iniziative rientrano nel programma Accade d’Inverno a San Gimignano, manifestazione che propone ogni anno un interessante calendario di appuntamenti fino al mese di febbraio. 

Sotto l’ombra delle torri medievali svettanti tra le colline senesi respirerai il clima avvolgente del periodo. I vicoli lastricati, le piazze adornate con luci scintillanti e i palazzi d’epoca creano un quadro vivente di festa, dove la storia si mescola alla magia del Natale.

L’incontro con la tradizione locale si fa assaporando i piatti tipici al sentore di zafferano Dop mentre sorseggi un calice di Vernaccia, lo storico vino del borgo. 

3. Trascorrere le feste sul lago

Natale come un local in Italia. Trascorrere le feste sul lago

Un winter wonderland versione lacustre, sulle rive del Lago di Garda. Chi ama la montagna sarà felice della vicinanza al Monte Baldo, dove fare trekking, ciaspolate e lunghe passeggiate. 

A Riva del Garda, sponda nord, ogni anno viene allestito il Villaggio del Gusto, l’angolo gastronomico dove provare il meglio della produzione territoriale in fatto di cibo e vini. E per i bambini si aprono le porte della casa di Babbo Natale all’interno del castello affacciato sul lago, la Rocca di Riva.

Tanti i mercatini natalizi, alcuni particolarmente graziosi. Quello di Canale di Tenno si svolge tra gli antichi palazzi del bel borgo medievale. A Rango nel Bleggio le bancarelle sono allestite tra vecchie case contadine, stalle e cantine. 

2. Partecipare alla Festa di San Nicola

Figura religiosa e icona pop: a Bari, san Nicola è un simbolo amatissimo. I baresi lo festeggiano ben due volte l’anno.

In primavera, l’8 maggio, c’è la grande festa patronale, con la città che si riempie di curiosi e fedeli accorsi per assistere ai riti sacri e al corteo storico. L’atmosfera festosa è travolgente: allestimenti luminosi a decorare i vicoli affollati, bancarelle di tutti i tipi, street food e giochi per i bambini. 

Il secondo round delle celebrazioni, il 6 dicembre, dà a tutti gli effetti inizio alla stagione del Natale pugliese. Del resto, è proprio dalle leggende legate a Nicola di Myra che ha preso forma la figura di Babbo Natale. 

La giornata comincia di buon mattino, con la messa dell’alba all’interno della Basilica. Subito dopo la funzione, tutti tra le strade di bari Vecchia a fare colazione con cioccolata calda e frittelle di polenta. Un rito condiviso di comunione e gioia che unisce la comunità in un clima caloroso e accogliente. 

1. A tavola in compagnia

Natale come un local in Italia. A tavola in compagnia

Il pranzo natalizio è spesso l’occasione per intraprendere un viaggio nei sapori attraverso le specialità della gastronomia italiana. Talvolta, la questione può farsi particolarmente articolata, specie quando tra i fornelli c’è un incontro generazionale. E se gli invitati sono tanti, la faccenda si complica ulteriormente.

Ogni famiglia ha i propri riti da ripetere e tradizioni da rispettare più o meno rigorosamente. Attenzione quindi a non deludere le aspettative dei commensali.

Alcune pietanze sembra proprio che non possano mancare: pesce per la vigilia, brodo o sontuose paste al forno il giorno di Natale, lenticchie e cotechino a Capodanno.

E poi, dolci di tutti i tipi. Panettone, pandoro, cantucci e roccocò hanno travalicato da tempo i confini regionali, ma molte altre preparazioni restano assaggi di nicchia.

Secondo l’etichetta ligure, il 24 dicembre va preparato il tipico pandolce, che sarà consumato il giorno successivo. A Bologna è il panone, dessert a base di uvetta, frutta secca e cioccolato, a concludere l’abbondante carrellata di tortellini e bolliti. Maccheroni dolci con cacao e cannella arricchiscono le tavole in Umbria, mentre struffoli e mostaccioli sono immancabili in Campania. Crustoli in Calabria.

Ogni piatto racconta del legame con la storia e la cultura locali.

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