Il modo migliore di visitare Napoli? Vivere la città come fanno i napoletani. Mescolatevi ai local e lasciatevi ispirare dai nostri suggerimenti. 

Cosa fare e cosa vedere a Napoli? Una città così viva e vivace, vulcanica e geniale, non va semplicemente visitata: dovete viverla. 

E allora, quale modo migliore di vivere Napoli se non prendendo spunto dalle abitudini dei napoletani. 

Mettete da parte stereotipi e pregiudizi e lanciatevi alla scoperta di una città romantica e seducente che sa stupire ad ogni angolo.  

Vi aiuteremo a girare per Napoli come farebbe un vero local. Ecco quali sono i nostri posti preferiti per fotografare il panorama perfetto, fare serata e pure un po’ di attività fisica in grande stile. 

Si scrive Diego Armando Maradona, si legge dios, dio. A distanza di oltre trent’anni dall’ultimo scudetto, i napoletani hanno fatto del leggendario capitano del Napoli un idolo degno di venerazione. E come venerare a dovere una divinità se non dedicandogli un altare? 

Quello di Maradona si trova in via San Biagio dei Librai e sfoggia tanto di reliquia: il miracoloso “capello originale”. Il tutto a pochi passi dal Duomo e da un’altra reliquia, uno degli emblemi di Napoli: il sangue di san Gennaro. Sacro e profano che si incontrano e si contaminano con una nonchalance che sa di genio. 

A dirla tutta, la città brulica di omaggi per il fuoriclasse argentino, frutto spontaneo del sincero affetto dei tifosi. Un amore lungo oltre trent’anni che non si è affievolito nemmeno dopo la morte del giocatore il 25 novembre 2020. Maradona, Diego, come lo chiamano semplicemente i local, è parte di Napoli.

C’è un luogo che più di altri è rappresentativo di questo strano, folle sentimento. Per scovarlo, dovete addentrarvi nei Quartieri Spagnoli e raggiungere Largo Maradona, oggi un tempio a cielo aperto dedicato al dio del calcio.

Qui, al civico 60 di via Emanuele de Deo, campeggia un grande murale realizzato nel 1990 in occasione del secondo scudetto del Napoli. La piazzetta è a tutti gli effetti una vera e propria meta di pellegrinaggio nel cuore del centro storico. Una tappa immancabile anche se non siete appassionati di calcio. 

Se poi abbandonate per qualche ora i classici itinerari turistici (e pure timori e pregiudizi), di opere di questo tipo (sebbene spesso meno grandiose per dimensioni e notorietà) ne incontrerete tante, specie nei quartieri più popolari.

In vico Lungo Gelso, tra disegni e murales, c’è un mosaico in ceramica opera del duo di street artist italo-francesi "I Puffi di Oplontis". 

In vico Giardinetto c’è l’immagine emblematica della “Mano de Dios” di San Spiga, l’artista argentino che ha disseminato i Quartieri Spagnoli con l’effige del Pibe de Oro. Vi basta passeggiare per i vicarielli stretti stretti della zona e ne avvisterete tante, perlopiù poster realizzati a partire da fotografie di Sergio Siano. 

Anche in Rione Sanità, il quartiere di Totò, gli omaggi al calciatore sono molteplici, tra il grande volto dello street artis Raffo ART, la stampa di Antonio Cotecchia in via Lammatari, e la nicchia col Maradona esultante della chiesa di San Vincenzo. 

Spingetevi fino alla periferia sud occidentale di Napoli, San Giovanni a Teduccio, per fotografare quello che probabilmente è il murales di Maradona più famoso al mondo. "Dios Umano", l’opera mastodontica a firma di Jorit, si trova in via Taverna del Ferro.

Non ripartite da Napoli senza aver prima detto “ho visto Maradona”.

6. Fare aperitivo a piazza Bellini

Dove andare la sera a Napoli? Piazza Bellini è uno dei luoghi preferiti dai napoletani. Se cercate un posto in cui confondervi con i local e brindare con loro, questo storico angolo del Decumano Maggiore fa decisamente per voi. 

Punto nevralgico della movida partenopea, Piazza Bellini è in realtà molto frequentata ad ogni ora del giorno grazie all’interessante scena culturale, i caffè letterari, bistrot, bar e locali dove fermarsi per un aperitivo e intrattenersi fino a sera inoltrata.

Complice la vicinanza con l’Università Federico II, l’Accademia delle Belle Arti e il Conservatorio di San Pietro a Majella, Piazza Bellini è un vivace e chiassoso punto di ritrovo per i giovani

Spettacoli, musica dal vivo ed eventi vari non mancano mai, specialmente in primavera ed estate, stagioni perfette per fermarsi con gli amici a sorseggiare un drink all’aperto. 

Piazza Bellini dista una passeggiata di cinque minuti dalla metro più vicina, la stazione Dante

Andateci anche se non siete in vena di happy hour. Le antica mura greche, le architetture rinascimentali e barocche dei palazzi (Palazzo Firrao, Palazzo Conca, Palazzo Castriota Acanderbeg) e la vicinava con tanti altri punti culturali (siamo nel mezzo dell’area napoletana dichiarata Patrimonio UNESCO) ne fanno un luogo imperdibile.

A Napoli mangiare in strada non è affare da soli turisti. 

Vuoi per il clima, la struttura urbana, le abitudini dinamiche dei cittadini e la stessa tradizione culinaria, lo street food made in Naples è cultura. Sono proprio i napoletani i primi fan del cibo da strada.

Volete mangiare come fanno i locali a Napoli? Seguite la folla e aguzzate le orecchie. Se vedete fila fuori da una friggitoria e sentite l’inconfondibile parlata dialettale non esitate ad accodarvi. 

Forse ci sarà da aspettare un po’, ma arriverà il momento in cui la signora dall’aria un po’ burbera alla cassa chiamerà il vostro turno e allora comprenderete tutto l’hype intorno allo street food di Napoli

Frittatine, paste cresciute, crocché, panzarotti, palle di riso, fiori di zucca. Tutto rigorosamente fritto, calorico ed economico. Sì, perché lo street food a Napoli è democratico: solo pochi euro in cambio di un’esplosione caldissima e croccante di sapori. 

Andate all in e ordinate un cuoppo, un cartoccio di carta forno riempito di prelibatezze appena estratte dall’olio bollente. Gustatele passeggiando per le vie del centro storico. E se dopo l'ultimo boccone avrete ancora fame, proseguite con una pizza, fritta o a portafoglio, da consumarsi rigorosamente on the road. 

Il centro storico straripa di rosticcerie e friggitorie spesso così piccole che passerebbero quasi inosservate se non fosse per gli aromi che diffondono in strada.

Strade come Spaccanapoli, via dei Tribunali e San Biagio dei Librai non tradiscono le aspettative dei golosi. Che poi sia tutta la città a celare delle piccole chicche dietro ogni “vico” e anfratto insospettabile, questo è un dato di fatto che scoprirete solo visitando Napoli. 

Chiedere a qualcuno del posto consigli su dove mangiare è una tecnica che paga sempre. I napoletani sono dei veri buongustai e sapranno suggerirvi gli indirizzi in cui andare a colpo sicuro.  

4. Shopping al mercato della Pignasecca

Tra i mercati più frequentati dai napoletani c’è quello, centralissimo, della Pignasecca, nel cuore dei Quartieri Spagnoli. 

Si tratta del mercato a cielo aperto più antico di Napoli. Per raggiungerlo, scendete alla bellissima fermata Toledo della Linea 1 della metropolitana, oppure alla stazione Montesanto della Linea 2.

La Pignasecca, il cui nome è secondo la leggenda un riferimento all’antica presenza di un pino (in napoletano pigna) rinsecchito, si trova alle spalle della via dello shopping partenopeo, via Toledo. 

L’atmosfera qui è autenticamente napoletana, vivace, folkloristica, calorosa e caotica. Facendovi largo tra le tante bancarelle di pesce fresco, frutta, verdura, e indumenti (con l’immancabile sottofondo delle grida dei commercianti) vi sentirete dei veri napoletani. 

La zona pullula di caratteristiche rosticcerie, pizzerie e piccoli chioschetti dove fermarsi per un assaggio della cucina locale (non fate gli schizzinosi e provate la trippa) a prezzi come sempre molto ridotti.  

Approfittatene poi per visitare una delle chiese più antiche del centro storico, la chiesa di Santa Maria di Montesanto, e la monumentale chiesa di San Nicola alla Carità

Napoli è una città obliqua che dal mare si arrampica su fino all’area collinare. Se siete a dieta e pensate di aver esagerato a tavola, sappiate che vi trovate in un luogo perfetto per smaltire gli eccessi calorici.  

Salite, rampe e gradini uniscono i quartieri in un itinerario “segreto” e inaspettato. 

Volete scattare foto della città da una prospettiva diversa e insolita? Dovrete forse sudarvi (letteralmente) lo scatto perfetto, ma vi garantiamo che troverete scorci che vi sorprenderanno. 

Di scale a Napoli se ne contano oltre duecento e rappresentano uno spaccato urbano di grande impatto scenico. Attraversano strade e rioni dal basso verso l’alto, passando per chiese antiche, monasteri, quartieri sospesi nel tempo e panorami da cartolina. Qualche esempio?

Il Petraio è una delle scalinate più famose e suggestive. Costruita nel XVI secolo per collegare i quartieri di Chiaia e Vomero, percorrendola si passa dalle architetture liberty della zona collinare agli stretti “vicarielli” dei “bassi”. 

La Pedamentina è tra le più più antiche e iconiche salite napoletane. Da Corso Vittorio Emanuele si arriva in 414 gradini alla certosa di San Martino. Sicuramente una delle più belle da fotografare, con i suoi tornanti e la vista che copre Capodimonte e il Vesuvio. 

I Gradini Piazzi uniscono il Moiariello a via Foria. Sono le scale di Sophia Loren, quelle del film “Ieri Oggi e Domani” di Vittorio de Sica. 

I Gradini di Capodimonte o Scale della Principessa Jolanda sono una struttura monumentale del XIX secolo. Collegano la Reggia e il Museo di Capodimonte con le Catacombe di San Gennaro. 

2. In kayak alla Gaiola

Di fronte a Posillipo c’è un piccolo isolotto tanto suggestivo quanto “jellato”. Si chiama Gaiola e per i napoletani “porta sfortuna”. Una fama guadagnata nel corso dei decenni e legata alle rovinose vicende dei numerosi proprietari della villa ottocentesca ormai disabitata che vedete spuntare tra le rocce. 

Voi fate come i locali che, in barba alla proverbiale scaramanzia, non si fanno scoraggiare. Anzi. 

La spiaggetta antistante è particolarmente amata, ma vi si accede su prenotazione. Per raggiungerla bisogna arrivare al Parco Virgiliano e proseguire fino alla Discesa Gaiola, dove vi attende una ripida scalinata.

Gaiola si trova in un’area marina protetta, la più bella d’Italia: il Parco sommerso della Gaiola, che si allunga dal pittoresco borgo di Marechiaro alla Baia di Trentaremi

Le acque di questo tratto di costa custodiscono reperti archeologici romani. Va da sé che fare snorkeling da queste parti sarà un’esperienza particolarmente entusiasmante.

L’isolotto (a dire il vero si tratta di due grossi scogli di tufo uniti da un sottile ponticello) è facilmente raggiungibile a nuoto. Vista la grande bellezza dell’area, vi consigliamo comunque di noleggiare un kayak e di esplorarla a dovere, magari durante un’escursione guidata. 

Proprio lì vicino ci sono i resti di un’antica residenza romana parzialmente sommersa, il Palazzo degli Spiriti. A dar ragione alla leggenda, potreste incontrare il poeta Virgilio. Se la marea lo consente, provate ad entrare col kayak e scoprite da voi se è tutto vero. 

1. Vedere le luci di Napoli dal belvedere di San Martino

Belvedere di San Martino

Napoli è piena di punti panoramici perfetti per inaugurare la serata guardando il sole tuffarsi nel Golfo o ammirando semplicemente la città dall’alto.

La terrazza di San Martino si trova ai piedi dell’omonima certosa e di Castel Sant’Elmo, sulla collina del Vomero. Il piazzale è tra i luoghi del cuore dei napoletani che lo frequentano a qualsiasi ora del giorno.

Non di rado ci si imbatte in bambini che giocano col Super Santos, coppie di innamorati abbracciati e ragazzi intenti ad addentare una pizza d’asporto seduti su una panchina. 

La vista dalla terrazza di San Martino abbraccia buona parte del centro storico. Riuscirete facilmente a individuare il campanile di Santa Chiara, Spaccanapoli, piazza Dante, Castel dell’Ovo.

Alla sera, quando le strade si illuminano delle luci dei lampioni e dei bagliori provenenti dalle finestre dei palazzi, lo spettacolo è assicurato. 

Dopo una sosta sulla terrazza di San Martino, decidete se salire più su e godere della vista ancor più completa da Castel Sant’Elmo. Oppure, incamminatevi verso il centro storico sgambettando per i gradini del Petraio che collegano il Vomero a Corso Vittorio Emanuele.

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