Il centro storico di Napoli è una delle perle del mediterraneo sin dall'età dei Greci prima e dei Romani poi. Nei secoli si sono susseguiti popoli, dominazioni ed eventi storici di qualsivoglia genere che hanno lasciato un segno distintivo sulla città di Napoli.

Visitare il centro storico di Napoli significa immergersi in una storia lunga più di duemila anni. Si tratta di una delle prime città europee e, ancora oggi, è possibile vedere tra i vicoli del suo centro storico, alcuni reperti che testimoniano la sua immensa stratificazione storica.

Il centro storico è uno dei più vasti di Europa, raccoglie stili artistici e influenze di dominazioni diverse, che testimoniano la successione di culture nel Mediterraneo e in Europa. Questo e molto altro ha fatto sì che Napoli venisse riconosciuta in tutto il mondo come una delle mete più belle dell'intero globo, tanto da meritare l’iscrizione, nel 1995, alla lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, riconoscendo il valore di una straordinaria concentrazione di punti di interesse culturale e la conservazione quasi totale della sua storia.

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Le motivazioni di tale nomina sono sotto gli occhi di tutti, per primo, Napoli ha da sempre il ruolo di essere uno dei centri culturali più influenti della storia nel Mar Mediterraneo e lo ha confermato dai tempi della magna Grecia fino ai  secoli successivi, esercitando importanti influenze in molti campi culturali, legati alle arti di ogni genere.

A dimostrazione della sua unicità, la città possiede tuttora l'impianto urbanistico storico: sono innumerevoli e  notevoli le testimonianze dal tracciato della città greco-romana alla disposizione a scacchiera dei "quartieri spagnoli" del XVI secolo. Inoltre, in questo grande invaso urbano, la stragrande maggioranza degli edifici, siano essi pubblici o privati, è ben conservata nelle loro caratteristiche spaziali, volumetriche e decorative. 

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La storia del centro storico di Napoli e le sue bellezze

Il centro storico di Napoli identifica una porzione di città e la sua evoluzione storica, sociale e culturale sin dalla sua nascita. La fondazione avvenne intorno all'ottavo secolo a.C.. La leggenda narra che la città venne fondata sul lembo di terra che oggi ospita il Castel dell'Ovo, ma le analisi storiche hanno rilevato due antichi nuclei originari: il primo sul promontorio di Pizzofalcone, il secondo nell'attuale centro storico, identificato con il sistema ippodameo di cardi e decumani. Le due città identificate come Partenope e Neapolis furono la pietra di fondazione dell'attuale città di Napoli. 

Della città greca ci rimangono poche testimonianze, come gli stralci di mura difensive come in Piazza Bellini. L'epoca greca lasciò il posto a quella romana della quale ci sono pervenute numerose testimonianze archeologiche: templi, un anfiteatro, catacombe e reperti vari sono visitabili sia nei Musei e nelle zone archeologiche della città, sia all'aperto.

Con la diffusione del cristianesimo dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente ci fu la costruzione di chiese e luoghi di culto tra  il tardo paleocristiano e lo stile medievale influenzato dalle varie dinastie che si susseguirono, fra cui la Basilica di San Gennaro extra-moenia, edificata nelle vicinanze delle Catacombe di San Gennaro, in quanto prima dell'editto di Costantino, i credenti cristiani dovevano professare la loro fede in segreto nel buio delle catacombe, e la Basilica di Santa Restituta, voluta da Costantino e inglobata poi nel Duomo di Napoli con un nuovo stile barocco.

Dopo la caduta dei Romani e con la fine dell'epoca dei barbari conquistatori, ci fu un periodo di splendore con l'avvento di Federico II di Svevia e del suo Sacro Romano Impero. Nonostante la capitale del suo Regno fosse Palermo, Federico II ebbe sempre una predilezione per Napoli per la sua posizione strategica e il suo ruolo di polo culturale e intellettuale. Il suo più grande lascito sono il Castel dell'Ovo, edificato sui resti della villa romana di Lucio Licinio Lucullo sull'isolotto di Megaride, e la fondazione della prima universitas studiorum  statale e laica del mondo nel 1224. 

La successiva dominazione degli angioini è una di quelle che ha lasciato alla città di Napoli decine testimonianze, spesso di rara bellezza, che seguono diversi stili dal gotico fino al tardo provenzale. La più famosa è senza dubbio il Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino, ma anche il Duomo e le chiese di san Lorenzo Maggiore e Santa Chiara, con lo splendido e colorato Chiostro delle Clarisse.

I secoli successivi portarono grandi cambiamenti alla città di Napoli con gli angioini lasciarono il posto al dominio aragonese, che tra le altre cose hanno lasciato a Napoli, il suo Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito e in seguito con il Regno delle Due Sicilie, la città vide una profonda riorganizzazione degli spazi e del suo impianto urbanistico, che rese Napoli, con la costruzione della maggior parte degli edifici sia pubblici che privati, la metropoli moderna che possiamo visitare oggi.

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Cosa vedere nel centro storico di Napoli

Non basterebbe un solo paragrafo a descrivere tutte le bellezze del centro storico di Napoli, per questo proverò a elencarti alcune delle cose da non perderti assolutamente.

Oltre alle suddette bellezze, che la storia ha deciso di lasciare a Napoli, non puoi fare a meno di visitare anche le seguenti attrazioni che la città offre: dalle passeggiate nei vicoli folkloristici, nella Napoli sotterranea o attraverso San Gregorio Armeno alla visita alla Cappella Sansevero e al Duomo di Napoli con i suoi meravigliosi cimeli, passando per piazza del Gesù, piazza San Domenico Maggiore, la Galleria Umberto, il San Carlo e tanto altro, come i molti musei e i teatri sparsi per la città. Tutto ciò ha convinto l'UNESCO a iscriverli nella sua lista del Patrimonio dell'Umanità con la giustificazione del loro eccezionale valore universale. 

Napoli merita di essere vissuta e visitata tutta in ogni suo angolo; è questo uno dei requisiti non ufficiali che l'ha resa Patrimonio dell'Umanità.

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