Le escursioni primaverili in Italia offrono qualcosa che in estate diventa sempre più raro: sentieri ancora silenziosi, paesaggi in piena fioritura e temperature ideali per camminare a lungo senza il caldo intenso.
Tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate, molti percorsi di media quota tornano accessibili dopo la neve, i sentieri costieri inebriano con il profumo di ginestre e rosmarino selvatico e nelle vallate alpine compaiono le prime fioriture.
Con temperature che spesso oscillano tra i 15 e i 22 gradi nelle zone collinari e costiere, la primavera è il periodo perfetto per affrontare dislivelli e lunghe camminate senza l’afa e, soprattutto, senza la folla dell’alta stagione.
Da metà marzo a metà giugno è quindi il momento ideale per infilare gli scarponcini, preparare lo zaino e partire.
Scopriamo insieme quali sono alcuni dei migliori sentieri da percorrere in primavera in Italia, quando il paesaggio è al suo massimo splendore e i cammini mantengono ancora un ritmo autentico.
Escursioni primaverili in Italia: dove godersi la strada senza la folla?
L’Italia vanta centinaia di itinerari escursionistici, ma non tutti sono ideali in primavera: alcuni restano innevati fino a tardi, altri diventano troppo caldi già a maggio.
Abbiamo selezionato proprio questi percorsi perché
- si trovano a quote ideali per il periodo primaverile
- attraversano paesaggi davvero spettacolari in questa stagione
- combinano natura, storia e borghi originali
- permettono tappe flessibili o escursioni giornaliere
Dal nord alpino alla Puglia imperiale, sono itinerari che mostrano come la primavera trasformi i sentieri italiani in esperienze sempre diverse: boschi in fiore, altipiani luminosi, pascoli rocciosi e cammini storici tra castelli e borghi medievali.
I cammini che scopriremo sono:
- Cammino Balteo – Valle d’Aosta
- Sentiero di San Vili – Trentino Alto Adige
- Parco Sirente Velino – Abruzzo
- Cammino dei Borghi Silenti – Umbria
- Anello Bellavista nel Parco delle Serre – Calabria
- Cammino Federiciano – Puglia
6. Cammino Balteo, Valle d’Aosta
Il Cammino Balteo è uno dei percorsi escursionistici primaverili più sorprendenti se cercate paesaggi che mutano passo passo e tappe flessibili.
Si sviluppa in un grande anello nella bassa e media Valle d’Aosta, segue il corso della Dora Baltea e risale le prime valli laterali, dalla valle del Lys alla Valdigne. Il tracciato ricorda un albero ramificato, proprio come il bacino del fiume che lo accompagna.
Le 23 tappe (tra le 4 e le 6 ore di cammino, con lunghezze che oscillano dagli 8 ai 20 chilometri) si snodano tra i 350 e i 1.900 metri di quota. I dislivelli variano dai 200 ai 1.300 metri in salita, ma nella maggior parte dei casi restano contenuti. È quindi un itinerario di media montagna, accessibile anche se non siete atleti, purché abbiate un minimo di allenamento e dimestichezza con le salite.
Punti salienti del percorso: Il fondo alterna sentieri, strade sterrate e brevi tratti asfaltati, e ogni tappa termina in un centro abitato servito dai mezzi pubblici e dotato di strutture ricettive: in questo modo potete modulare il percorso, spezzare le tappe più lunghe o fermarvi per la notte senza dover organizzare trasferimenti complessi.
Lungo il cammino vi imbatterete in luoghi ricchi di fascino come il borgo di Donnas, noto per le antiche porte e la tradizione vinicola, oppure il piccolo villaggio di Chemp (Perloz), dove un museo a cielo aperto espone suggestive sculture in legno tra le case.
Non mancano scenari panoramici come Ozein, affacciato su Monte Bianco e Grivola, e i vigneti che abbracciano il Castello di Aymavilles, uno dei simboli della viticoltura valdostana.
Paesaggio : In primavera il Cammino Balteo mostra uno dei suoi volti migliori.
Dopo il Forte di Bard, nei freschi e verdi boschi compaiono anemone nemorosa e dente di cane, mentre a mezza quota si incontrano ciclamini e roverelle, piante adattate agli ambienti più caldi dell’Adret.
Nella zona di Perloz ecco la peonia officinalis, mentre nella Riserva naturale Côte de Gargantua dominano artemisie, ginepro nano ed erica che crescono sulle morene più aride e rocciose.
Difficoltà: Medio-facile
Come arrivare: Partenza e arrivo ufficiali a Pont-Saint-Martin, raggiungibile in auto seguendo l'autostrada A5 (uscita Pont-Saint-Martin) o in treno sulla linea Torino-Aosta, stazione di Pont-Saint-Martin
Consigli local: Nella Tappa 5 (Arn-Challand) non seguite la strada principale per Verrès subito dopo il ponte di Arn: il sentiero sale ripido nei boschi di castagni.
5. Il Sentiero di San Vili, Trentino Alto Adige
Il Sentiero di San Vili è uno dei grandi cammini storici del Trentino: 107 chilometri da Trento a Madonna di Campiglio, con oltre 3.700 metri di dislivello positivo.
Segue l’antica via romana che, secondo la tradizione, nel Quattrocento fu percorsa da Vigilio, patrono di Trento. Oggi è un itinerario completo di più tappe, ma se desiderate cimentarvi con escursioni primaverili in Italia accessibili e panoramiche, esiste una tratta centrale perfetta per una mezza giornata: da Tavodo a Stenico, meno di due ore di cammino.
Punti salienti del percorso: Partite dalla Chiesa di Santa Maria Assunta di Tavodo, seguendo i segnavia “SV”. Dopo poche centinaia di metri l’asfalto lascia spazio a un sentiero nel bosco, dapprima ripido, poi più dolce.
Superata la zona forestale raggiungete Sclemo, poi attraversate i prati verso Seo, con lo sguardo che si apre sui campi soleggiati del Bleggio.
Uno dei tratti più affascinanti è quello del BoscoArteStenico, un percorso di Land Art immerso nella foresta: tra tronchi e radure, vi incanteranno sculture in legno che raffigurano animali e creature leggendarie, un sorprendente museo a cielo aperto che dialoga con la natura.
Paesaggio: Il paesaggio cambia passo dopo passo lungo questo tratto di sentiero: incontrerete le leccete della Valle dei Laghi, i boschi di latifoglie e le prime pendici che annunciano le Dolomiti di Brenta.
In primavera il sottobosco si colora con fioriture prealpine come anemoni e primule, mentre i prati del Bleggio vantano panorami luminosi e aperti.
Difficoltà: Media
Come arrivare:
– Da Madonna di Campiglio (Nord): raggiungibile in auto o autobus da Trento o Pinzolo; il sentiero parte nei pressi della Chiesa di Santa Maria Antica nel centro storico.
– Da Trento (Sud): partenza direttamente dalla città; il percorso attraversa Monte Terlago, Covelo e la Valle dei Laghi verso nord.
– Accesso intermedio – Ranzo (Vallelaghi): si arriva superando Terlago, proseguendo per Ciago e seguendo le indicazioni per Lon, Margone e Ranzo; il sentiero (segnavia SAT 613) parte vicino al paese.
– Accesso intermedio – Tavodo (Giudicarie): punto comodo per il tratto verso Stenico, raggiungibile in auto o bus, con parcheggio in loco.
Consigli local: Esistono un itinerario basso (più rurale) e uno alto (più montano). Tra i tratti più caratteristici c'è il percorso del Bosco Arte Stenico.
4. Parco Sirente Velino: da Fonte dell'Acqua al Lago di Tempra, Abruzzo
Nel cuore del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, l’anello che parte da Rocca di Mezzo è uno dei tracciati più affascinanti da percorrere in primavera.
Segue una porzione del Grande Anello del Parco (MTB 200) e consente di esplorare un territorio vasto e ancora poco antropizzato, dove altipiani, boschi e pareti calcaree disegnano un ambiente naturale di grande suggestione.
Istituito nel 1989 e esteso per oltre 54.000 ettari, il parco tutela un mosaico di ecosistemi che in primavera si risvegliano con colori intensi e una luce limpida che esalta la geometria delle montagne. Il percorso ad anello permette di scoprire una simile varietà ambientale in poche ore, con l'alternanza di tratti boschivi, radure panoramiche e passaggi tra altipiani aperti.
Punti salienti del percorso: Con partenza da Rocca di Mezzo, imboccate subito un breve tratto in salita su fondo pietroso che introduce al paesaggio del parco. Superata l’area picnic Lu Campicciole, il sentiero diventa più scorrevole e si inoltra nel bosco con discese piacevoli che conducono fino al Piano di Iano, un ampio altipiano a circa 1.000 metri di quota.
Da qui il panorama si apre sul versante settentrionale del Monte Sirente, maestosa montagna dalle forme severe che ricordano le Dolomiti. Il percorso prosegue poi verso le Pagliare di Tione degli Abruzzi, piccoli insediamenti rurali legati alla tradizione pastorale della zona.
Dopo un breve tratto asfaltato poco trafficato, rientrate nel bosco per raggiungere il Lago di Tempra, un piccolo specchio d’acqua considerato di origine meteoritica: l’area di Secinaro e Tione è infatti riconosciuta come la prima zona italiana da impatto meteoritico.
Il rientro verso Rocca di Mezzo passa dallo Chalet Sirente, utile punto di sosta e rifornimento d’acqua, per poi proseguire tra Fonte Anatella e Vado della Forcella, prima della discesa finale che chiude l’anello.
Paesaggio: Il paesaggio del Sirente-Velino è un continuo alternarsi di ambienti: boschi di latifoglie, radure luminose e altipiani che appaiono sospesi tra cielo e montagna.
In primavera fioriture spontanee tipiche dell’Appennino centrale impreziosiscono i prati, mentre nei tratti ombreggiati si percepisce ancora l’umidità del sottobosco, con muschi e vegetazione che conservano il respiro dell’inverno appena trascorso.
Il contrasto tra le ampie conche erbose e le pareti rocciose del Monte Sirente crea uno scenario di grande equilibrio naturale, dove il silenzio del parco e la vastità del paesaggio rendono il cammino oltremodo suggestivo.
Difficoltà: Media
Come arrivare:
– Da Roma: A24 uscita Tornimparte/Campo Felice, poi SS 696 verso Rocca di Mezzo.
– Dall’Aquila: S.R. 5 Bis (ex SS 5 Bis) e poi SS 696.
– Da Pescara, Sulmona, Avezzano: A25 uscita Aielli-Celano, poi SS 696.
Rocca di Mezzo è collegata con autobus a L’Aquila, Avezzano e Roma. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Celano-Ovindoli e Avezzano.
Consigli local: Fermatevi al Piano di Iano per una pausa panoramica prima delle salite successive e portate con voi acqua extra: i punti di rifornimento non sono frequenti. In primavera partite nelle ore centrali della mattina per evitare l’umidità residua nei tratti più ombreggiati.
3. Cammino dei Borghi Silenti, Umbria
Il Cammino dei Borghi Silenti si snoda sulle pendici settentrionali dei Monti Amerini, nella parte sud-occidentale dell’Umbria, uno dei territori meno frequentati della regione.
È un itinerario ad anello suddiviso in cinque tappe, pensato per essere percorso in più giorni e per scoprire un’Umbria lontana dai circuiti più turistici, plasmata da boschi profondi, strade bianche e piccoli borghi medievali rimasti quasi immutati nel tempo.
Il nome del cammino non è casuale: qui il silenzio è parte integrante dell’esperienza. Lo si percepisce nei boschi di lecci e castagni, nei vicoli di pietra dei paesi e lungo le strade di campagna dal ritmo finalmente lento.
Punti salienti del percorso: Il percorso abbraccia il Monte Croce di Serra, la cima più alta dei Monti Amerini con i suoi quasi 1.000 metri, punto panoramico da cui lo sguardo può spaziare su colline morbide e paesaggi rurali intatti, e ammirare borghi rimasti autentici:
_ Tenaglie, punto di partenza con il fiero castello;
_ Guardea;
_ Santa Restituta, con vicoli strettissimi e case in pietra;
_ Toscolano, con l’antica struttura circolare;
_ Melezzole, punteggiata da castagneti;
_ Civitella del Lago, affacciata sul Lago di Corbara, con vista turchese sulle acque sottostanti.
Lungo il percorso incontrerete anche luoghi di grande suggestione naturale e spirituale, come le Gole del Forello scavate dal Tevere, l’Eremo della Pasquarella nascosto tra le montagne e la necropoli etrusca di San Lorenzo nei pressi di Montecchio.
Paesaggio: Il paesaggio alterna boschi di lecci, querce e castagni, colline ondulate e piccoli centri in pietra che emergono tra la vegetazione.
In primavera il cammino diventa particolarmente emozionante: nei boschi compaiono orchidee selvatiche, violette, primule e anemoni, mentre nei campi aperti la colza e la ginestra colorano il paesaggio di giallo e i papaveri punteggiano di rosso i bordi delle strade bianche.
Difficoltà: Media
Come arrivare:
Partenza da Tenaglie (frazione di Montecchio, provincia di Terni), in Piazza Vittorio Emanuele II.
– In treno: stazione di Orvieto (linea Roma–Firenze), poi autobus locale per Tenaglie.
– In auto: A1 uscita Attigliano, poi SP87 e SP88 fino a destinazione.
Consigli local: Programmate le tappe in modo flessibile per fermarvi nei borghi meno noti e portate scorte d’acqua sufficienti: alcuni tratti attraversano zone disabitate. In primavera, camminate nelle ore centrali per godere delle fioriture e della luce morbida sulle colline umbre.
2. Parco delle Serre: Anello Bellavista, Calabria
Nel cuore delle Serre calabresi, l’Anello Bellavista tocca uno dei contesti naturalistici più preziosi della regione: la Riserva Naturale Biogenetica Marchesale, inclusa nella Rete Europea delle riserve biogenetiche e riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC).
Siamo tra i comuni di Acquaro e Arena, in un’area protetta che svolge un ruolo fondamentale come corridoio ecologico e nella conservazione delle specie vegetali e degli ecotipi autoctoni.
Punti salienti del percorso: L’itinerario parte dalla località Gallone-Fanelli, nei Piani di Acquaro, e si sviluppa su un tracciato circolare che attraversa boschi, torrenti e radure panoramiche.
Dopo una prima salita tra faggi imponenti, il sentiero costeggia un corso d’acqua e si inoltra in tratti di bosco fitto dove la luce filtra tra le chiome degli alberi.
Uno dei passaggi più suggestivi è quello che segue un canale irriguo incastonato tra formazioni granitiche, circa quattrocento metri immersi in un ambiente quasi primordiale.
Paesaggio: Il paesaggio delle Serre è ricco e sorprendente. In primavera la vegetazione arbustiva si accende di colori e profumi: ginestra, erica, corbezzolo, mirto, fillirea, cisto, lentisco e agrifoglio accompagnano il cammino.
Dai punti panoramici lo sguardo può estendersi fino alle grandi pianure costiere, dalla piana di Gioia Tauro fino alla piana di Lamezia Terme, mentre i declivi coltivati e i boschi che risalgono verso l’interno dipingono incantevoli paesaggi tipici della Calabria montana.
Difficoltà: media
Come arrivare:
– Dall’autostrada A3 Salerno–Reggio Calabria, uscita Serre, poi SP4 direzione Acquaro-Dinami fino a località Gallone-Fanelli.
– In alternativa da Boscoreggio (comune di Dinami) tramite SP9.
– Oppure dalla SP58 per Arena, all’altezza dei ruderi dell’acquedotto normanno, seguendo le indicazioni verso località Bove e poi Gallone.
Local tips: partite con scorte d’acqua adeguate nonostante la fontana lungo il percorso e dedicate tempo alla sosta panoramica iniziale: la vista sulle due piane è uno dei momenti più intensi di tutto l’anello.
1. Cammino Federiciano, Puglia
Sette tappe, 130 chilometri nel cuore della Puglia Imperiale.
Il Cammino Federiciano collega Gioia del Colle a Trani passando per Castel del Monte, lungo un tracciato che unisce storia sveva, paesaggi murgiani e antichi tratturi, tra i percorsi escursionistici primaverili in Italia più identitari del Sud, laddove il paesaggio parla ancora la lingua di Federico II.
Punti salienti del percorso: Partite dal Castello di Gioia del Colle, di origine bizantina e poi rielaborato in età normanno-sveva. Il cammino attraversa Cassano delle Murge e la federiciana Altamura, per poi aprirsi sull’habitat rupestre di Gravina in Puglia, dove grotte e canyon raccontano insediamenti antichissimi.
Ed ecco la Rocca del Garagnone, conosciuta come il “castello invisibile”: oggi restano solo rovine che emergono tra i campi della Murgia, ma bastano a evocare il sistema difensivo che un tempo controllava queste terre lungo l’antica Via Appia.
Il momento più emozionante arriva quando, all’orizzonte, appare Castel del Monte: la celebre fortezza ottagonale voluta da Federico II si staglia sull’altopiano come una vera corona di pietra.
L’ultimo tratto conduce infine verso il mare: il viaggio si conclude a Trani, affacciata sull’Adriatico, dove la splendida Cattedrale di San Nicola il Pellegrino guarda le onde proprio di fronte al Castello Svevo.
Paesaggio: Il paesaggio della Murgia è punteggiato da grandi spazi aperti: pascoli rocciosi, campi di grano, lame sinuose e antichi tratturi della transumanza.
In primavera l’altopiano si tinge di verde intenso e il profumo di timo e menta selvatica accompagna ogni passo. Tra le erbe spontanee vedrete orchidee selvatiche, mentre nel cielo potrete scorgere il falco grillaio, simbolo della biodiversità del territorio carsico.
Lungo il percorso vi imbatterete anche in masserie storiche, jazzi pastorali, pagliari e antiche cisterne che raccontano una cultura agricola e pastorale modellata nei secoli da imperatori, contadini e pastori.
Difficoltà: medio-facile
Come arrivare:
– Partenza da Gioia del Colle, facilmente raggiungibile in treno (linea Bari–Taranto) o in auto tramite SS100 da Bari.
– Arrivo a Trani, collegata alla linea ferroviaria adriatica (Bari–Foggia).
Consigli local: programmate le tappe con anticipo nei mesi primaverili, portate scorte d’acqua sufficienti nei tratti più isolati dell’Alta Murgia e dedicate tempo alla visita di Castel del Monte nelle prime ore del mattino, quando la luce valorizza la pietra calcarea e l’affluenza è ridotta.
L'autore
Scritto il 11/03/2026

Flavia Cantini
Le escursioni primaverili in Italia regalano sentieri profumati, temperature miti e panorami senza folla.