Flavia  Cantini

Flavia Cantini

Dimentica le solite rotte: questi viaggi in treno in Italia nascondono panorami incredibili che (quasi) nessuno conosce.

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Esiste un modo differente di attraversare l’Italia che sempre più viaggiatori stanno riscoprendo, e non passa dalle autostrade né dagli aeroporti.

Passa, invece, da linee secondarie che ammirano vallate alpine, costeggiano laghi, salgono tra altipiani remoti o girano attorno a un vulcano, da finestrini che diventano punti di osservazione e da tratte ferroviarie che si trasformano nell’esperienza stessa del viaggio.

Mentre il viaggio lento continua a guadagnare terreno e il caro carburante spinge molti a ripensare il modo di muoversi, in Italia stiamo assistendo a un trend interessante: ferrovie storiche, linee regionali poco note e itinerari panoramici quasi ignorati dal turismo mainstream stanno tornando alla ribalta.

Non stiamo parlando dei celebri treni di lusso o delle rotte che tutti conoscono, ma di percorsi meno raccontati che stanno trasformando il viaggio in treno in una tendenza crescente.

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Perché viaggiare in treno in Italia nel 2026

Nel 2026 il treno non è più soltanto una scelta pratica o sostenibile, ma una vera alternativa culturale al viaggio veloce.

Da un lato, l’aumento dei costi legati agli spostamenti in auto ha riportato l’attenzione su modalità più accessibili e rilassate, dall’altro, cresce il desiderio di vivere il tragitto, non soltanto la destinazione.

Ed è qui che entra in gioco il treno, un mezzo che permette di rallentare e lasciarsi sorprendere.

Infatti, sempre più viaggiatori scelgono tratte regionali o linee storiche per il loro valore paesaggistico: guardare fuori dal finestrino diventa parte dell’esperienza, quasi un rituale, mentre il viaggio si trasforma in una sequenza di immagini che scorrono continue e immersive.

È una piccola rivoluzione nel modo di muoversi, che in Italia trova un terreno particolarmente fertile: scopriamo insieme 7 rotte panoramiche che stanno ridefinendo il viaggio lento.

7. Ferrovia Vigezzina-Centovalli, Piemonte

Tra le tratte più sorprendenti c’è quella che collega Domodossola a Locarno percorrendo la Val Vigezzo e le Centovalli. Un percorso di 52 chilometri che si snoda tra 83 ponti e 31 gallerie, immerso in una natura che cambia forma curva dopo curva: gole profonde, boschi fitti, piccoli borghi incastonati tra le montagne.

I caratteristici trenini bianco-blu della Ferrovia Vigezzina-Centovalli accompagnano i passeggeri lungo tutto l’arco dell’anno: ad esempio, tra fine settembre e inizio novembre, il foliage accende le vallate di colori intensi, mentre in inverno la neve restituisce un’atmosfera più intima.

Non è un caso che negli ultimi anni questa linea sia sempre più apprezzata anche per le esperienze che offre: dai pacchetti dedicati come il Lago Maggiore Express o il celebre Treno del Foliage, fino alla possibilità di raggiungere eventi locali molto amati, come i mercatini di Natale di Santa Maria Maggiore o le manifestazioni di Domodossola.

Per viverla davvero, il consiglio è quello di non limitarsi al tragitto completo, ma di fermarsi lungo il percorso: Santa Maria Maggiore, nel cuore della valle, è una tappa ideale per rallentare e respirare l’atmosfera alpina, così come Re, dallo scenografico santuario della Madonna del sangue.

6. Brescia–Iseo–Edolo, Lombardia

Ci sono linee ferroviarie che non compaiono nelle guide, e proprio per questo riescono a stupire di più: la Brescia–Edolo è una di queste.

Il viaggio inizia in modo discreto, tra pianure e centri abitati, ma poco alla volta il paesaggio cambia: il Lago d’Iseo compare all'improvviso, le montagne si avvicinano, e la Val Camonica si apre in tutta la sua ampiezza.

È una tratta quotidiana, vissuta spesso dai pendolari, ma capace di offrire scorci che nulla hanno da invidiare alle rotte più celebri. Fermarsi a Iseo o Pisogne permette di cogliere il rapporto tra acqua e montagna, mentre proseguendo verso Breno ed Edolo si entra in un ambiente sempre più alpino.

Insomma, è una di quelle esperienze che dimostrano come i viaggi in treno in Italia possano nascondere bellezza anche dove meno la si cerca.

5. Ferrovia della Val Venosta, Alto Adige

Tra Merano e Malles Venosta, il treno scorre tra meleti, vigneti, castelli e pendii rocciosi, lungo una delle linee ferroviarie regionali più moderne d’Europa: le grandi finestre panoramiche rendono ogni sedile un punto di osservazione privilegiato sul paesaggio naturale e culturale dell’Alto Adige.

In quasi 60 chilometri di percorso e con un dislivello di circa 700 metri, la ferrovia percorre una valle dove compaiono il Castello di Castelbello, il Castel Juval e il Castel Coira, mentre i blocchi di marmo bianco di Lasa riflettono la luce abbagliante. Sullo sfondo, le montagne del massiccio dell’Ortles caratterizzano il paesaggio con una presenza costante e incantevole a dir poco.

Ancora, molte stazioni risalgono all’epoca dell’Impero austro-ungarico e oggi, dopo un attento restauro, conservano dettagli originali come le tinte rosse e verdi, tra memoria storica e comfort contemporaneo.

A rendere la tratta ancora più interessante è poi la possibilità di viverla in modo dinamico: la Ciclabile dell’Adige corre parallela in vari tratti lungo l’antica Via Claudia Augusta, e offre l’occasione di combinare il viaggio ferroviario con una pedalata tra i paesaggi della valle. Con la bikemobil Card, treno e bicicletta diventano un unico itinerario fluido, perfetto anche per famiglie.

Fermarsi a Naturno o Silandro permette di esplorare il territorio da vicino, ma il vero valore della linea resta il suo equilibrio: moderna ma lenta, accessibile ma mai affollata.

4. Transiberiana d’Italia, Abruzzo e Molise

Tra le esperienze più intense non può mancare quella che percorre la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”, linea storica che collega Sulmona a Isernia.

Il nome non è casuale: nato negli Anni Ottanta per evocare la sua natura isolata e aspra, richiama l’immaginario della grande ferrovia russa, ma qui il viaggio ha un carattere tutto italiano: raccolto, intimo e sorprendente.

Il tracciato si sviluppa tra la Valle Peligna, il Colle Mitra e l’Alto Molise, attraversa il Parco Nazionale della Majella e supera i 1.000 metri di altitudine fino a raggiungere il punto più alto a Palena, a 1.268 metri: è una delle ferrovie più elevate della rete italiana, e questa altitudine si traduce in paesaggi che cambiano in maniera netta nel corso del viaggio.

A bordo delle carrozze d’epoca degli Anni Trenta e Cinquanta, restaurate e oggi gestite dalla Fondazione FS Italiane, il tempo si fa più lento: il treno attraversa 58 gallerie, ponti e viadotti, mentre fuori scorrono altipiani, boschi e piccoli centri come Campo di Giove, Rivisondoli, Pescocostanzo e Castel di Sangro.

Vi sono tratti in cui il paesaggio appare sospeso, lontano da qualsiasi dinamica contemporanea, ed è questo uno degli elementi che rende la Transiberiana d’Italia diversa da molte altre esperienze ferroviarie: non spettacolare in senso turistico, ma profondamente immersiva.

Il viaggio cambia volto con le stagioni. In inverno, la neve trasforma il percorso in una distesa bianca quasi irreale, e lo rende uno dei tragitti ferroviari più suggestivi d’Italia, anche grazie agli eventi legati ai mercatini di Natale nelle stazioni. In estate, invece, diventa il punto di partenza ideale per escursioni e cammini nel territorio appenninico.

Spesso il viaggio è accompagnato da guide e momenti di animazione, tra racconti e musica popolare, che rafforzano la sensazione di partecipare a qualcosa di più di un “semplice spostamento”.

La partenza è prevista di solito al mattino da Sulmona, con rientro in giornata. Il consiglio, se possibile, è fermarsi lungo il percorso: scendere a Campo di Giove o Pescocostanzo permette di entrare in contatto con un’Italia ricca di borghi, silenzi e paesaggi ancora poco narrati.

3. Treno Natura della Val d’Orcia, Toscana

Nel cuore della Toscana, tra Asciano e Monte Antico, il Treno Natura percorre la Val d’Orcia al cospetto di morbide colline, cipressi e borghi che fanno parte dell’immaginario collettivo, e lo fa con un ritmo lento, quasi cerimoniale.

Si parte da Siena, la “Città del Palio”, e a bordo delle carrozze storiche “Centoporte”, trainate da locomotive a vapore restaurate dalla Fondazione FS Italiane, il paesaggio inizia a scorrere con una lentezza ormai dimenticata.

La prima tappa è Buonconvento, porta d’accesso a uno dei tratti più suggestivi della Via Francigena: da qui si può raggiungere San Quirico d’Orcia, incastonato tra campi di grano, vigneti e distese di girasoli che sembrano disegnate per essere osservate senza alcuna fretta.

Il viaggio prosegue verso sud-ovest, e da Monte Antico si entra nel cuore della ferrovia storica: costeggiando il fiume Ombrone, il treno si avvicina al Monte Amiata, dove a pochi chilometri dalla stazione si staglia l’Abbazia di Sant’Antimo, complesso monastico di origine altomedievale e capolavoro del romanico toscano.

Poco più in là, tra i vigneti del Brunello, si apre Montalcino, borgo medievale affacciato su un paesaggio che alterna crete senesi e colline maremmane, uno di quei panorami che non si possono dimenticare.

Nel viaggio di ritorno verso Siena, la fermata di Torrenieri diviene un punto strategico per esplorare altre meraviglie: Bagno Vignoni, con l’iconica vasca termale cinquecentesca, e Castiglione d’Orcia, vegliato dalla suggestiva Rocca degli Aldobrandeschi.

L’ultimo tratto, da Torrenieri a Asciano, attraversa la valle del torrente Asso tra gallerie, viadotti e paesaggi più aspri, fatti di calanchi e colline scolpite dal tempo: il viaggio si chiude, con la sensazione di aver conosciuto una Toscana più lenta e profonda.

2. Circumetnea, Sicilia

Sono pochi i viaggi in Europa che possono vantare un percorso simile: un treno che compie il giro completo dell’Etna e accompagna i viaggiatori lungo uno dei paesaggi più mutevoli e magnetici d’Italia.

Si parte da Catania Borgo, e fin dai primi chilometri si ha la sensazione di entrare in un territorio unico nel suo genere. La salita inizia tra rocce laviche e scenari lunari, dove il nero della pietra vulcanica si alterna a improvvise esplosioni di colore: i campi di pistacchio di Bronte, i fichi d’India, le campagne coltivate che sfidano la natura del suolo.

L’Etna è sempre lì, in alcuni tratti appare così vicino da sembrare raggiungibile a piedi, e accompagna l’intero viaggio con una presenza costante ma mai identica.

Il percorso, lungo circa 110 chilometri e con un dislivello di quasi 1.000 metri, si sviluppa in circa tre ore ed è adatto a tutti, anche alle famiglie. Lungo la linea si incontrano centri come Paternò e Adrano, piccoli paesi agricoli che raccontano un rapporto quotidiano con il vulcano.

A metà tragitto si arriva a Bronte, cuore pulsante del territorio, dove il paesaggio si apre in tutta la sua straordinaria varietà. Poco oltre, la ferrovia entra in uno dei suoi tratti più rappresentativi: un lungo segmento quasi privo di centri abitati, dove si raggiunge il punto più alto, nei pressi di Rocca Calanna, a circa 967 metri sul livello del mare.

A questo punto inizia la discesa, e il paesaggio cambia ancora una volta. Tra le tappe più affascinanti ecco Randazzo, borgo medievale costruito con pietra lavica scura, il centro abitato più vicino alla sommità dell’Etna: le sue architetture, tra cui la Basilica di Santa Maria Assunta, evocano una storia antica e legata al territorio.

Poi, quasi all’improvviso, il vulcano lascia spazio al mare: dopo una curva, l’orizzonte si apre e compare la costa, fino ad arrivare a Riposto, tappa finale del viaggio.

Maggiori informazioni sulla visita guidata al Monte Etna

1. Trenino Verde della Sardegna

Il Trenino Verde esplora l’interno della Sardegna lungo linee sinuose e lontane dai grandi flussi turistici: il paesaggio è disegnato da natura selvaggia, silenzi e distanze, e molti dei luoghi che si intravedono dal finestrino restano irraggiungibili con altri mezzi.

Tra i percorsi più affascinanti merita una menzione quello che parte da Arbatax e si inoltra verso l’entroterra fino a Gairo Taquisara, alle pendici del Gennargentu: il mare lascia spazio alle montagne e, una volta arrivati, il viaggio può continuare con escursioni nell’Ogliastra, per conoscere luoghi carichi di storia.

Un’altra linea ricca di suggestione è quella che da Mandas conduce verso Seui passando per Sadali, nel cuore della Barbagia: Sadali è conosciuto come il “paese dell’acqua”, mentre Seui vanta uno dei patrimoni medievali più interessanti dell’isola.

Per chi cerca un equilibrio tra mare e interno, la tratta che collega Bosa a Macomer vanta un cambio continuo di scenari: si parte da uno dei borghi più incantevoli della costa occidentale e si sale verso territori che pullulano di siti archeologici e tradizioni, dove non manca nemmeno l’occasione di scoprire sapori locali come la Malvasia.

Infine, nel nord dell’isola, il percorso che da Palau attraversa Arzachena fino a Tempio Pausania (la cosiddetta “città di pietra”) regala scorci inaspettati sulla Gallura, tra paesaggi granitici e il Lago del Liscia, dove è possibile anche abbinare il viaggio a un’escursione in battello.

Consigli pratici per vivere al meglio questi itinerari

Per sfruttare davvero il potenziale di questi itinerari ferroviari panoramici in Italia, è importante cambiare prospettiva: non pensare al treno come a un mezzo per arrivare, ma come al modo stesso di viaggiare.

Anche la scelta del periodo incide sull’esperienza. Alcune tratte sembrano quasi cambiare identità con le stagioni: la Ferrovia Vigezzina-Centovalli, ad esempio, raggiunge il suo apice tra fine settembre e inizio novembre, quando il foliage trasforma le vallate in un mosaico di colori, mentre in inverno restituisce un’atmosfera silenziosa. 

A sua volta, la Transiberiana d’Italia dà il meglio di sé proprio nei mesi più freddi, quando la neve ridisegna il paesaggio appenninico, mentre in primavera ed estate diventa il punto di partenza per escursioni e cammini.

Altre esperienze, come la Circumetnea, si prestano a essere vissute tutto l’anno, grazie alla varietà del paesaggio: dalla lava alle coltivazioni, fino all’improvvisa apertura sul mare. E poi ci sono itinerari come quello del Trenino Verde della Sardegna, dove la stagionalità conta meno del desiderio di entrare in contatto con una natura ancora intatta e difficilmente accessibile.

Un altro aspetto fondamentale è quello delle soste perché fermarsi lungo il percorso è parte integrante del viaggio: scendere a Santa Maria Maggiore lungo la Vigezzina, esplorare borghi come Pescocostanzo o Campo di Giove sulla Transiberiana, oppure raggiungere luoghi come Montalcino o Bagno Vignoni durante il tragitto del Treno Natura, trasforma una semplice tratta in un itinerario più ricco e personale.

Vale poi la pena distinguere tra treni regionali e treni storici. I primi offrono libertà e flessibilità, ottimi per costruire percorsi su misura, magari combinando il viaggio ferroviario con esperienze complementari, come accade in Val Venosta, dove è possibile alternare il treno alla bicicletta lungo la ciclabile dell’Adige. I secondi, invece, come il Treno Natura o la Transiberiana d’Italia, aggiungono una dimensione esperienziale più forte, grazie a carrozze d’epoca, ritmi lenti e, spesso, momenti di racconto e animazione a bordo.

Infine, un piccolo accorgimento ma fondamentale: scegliere con attenzione il lato del finestrino, quando possibile, e concedersi il tempo di osservare. In simili viaggi, più che altrove, è proprio lo sguardo a costruire l’esperienza.

L'autore

Scritto il 15/06/2026