Per anni il Rione Sanità è stato uno dei quartieri più sottovalutati di Napoli. Oggi, invece, è diventato un simbolo di rinascita e una tappa immancabile negli itinerari della città. Tra palazzi storici, catacombe, murales e tradizioni popolari, è il luogo dove, più che altrove, emerge l'anima napoletana a metà tra sacro e profano.
La sua trasformazione ha conquistato anche la stampa internazionale: nel 2022 la rivista britannica Time Out lo ha inserito tra i quartieri più cool al mondo, consacrandolo come una meta imperdibile per chi vuole conoscere Napoli oltre i percorsi più tradizionali. Noi ci siamo tornati e questo è ciò che abbiamo amato di più.
Rione Sanità nel 2026: tutto quello che c'è da sapere sul quartiere più cool di Napoli
Oltre il confine nord delle mura vicereali della città di Napoli alle pendici della collina di Capodimonte è sempre esistita un'area apprezzata per la sua salubrità e naturalità: il Rione Sanità. Proprio da questa caratteristica deriverebbe il suo nome: "Sanità". Nel Seicento, però, il quartiere assunse anche un ruolo cruciale durante una delle pagine più difficili della storia cittadina, quando fu destinato a lazzaretto per fronteggiare l’epidemia di peste che colpì Napoli.
La zona era popolata sin dall'antichità ed è sempre stata fuori le mura della città, tanto che era utilizzata sia dai Greci sia dai Romani come luogo di sepoltura. Per questo puoi trovare diversi complessi di ipogei ellenistici e catacombe paleocristiane.
Il Rione Sanità, così come lo conosciamo oggi, inizia a prendere forma durante il Cinquecento, quando fu destinato ad accogliere importanti famiglie nobiliari e borghesi della città di Napoli, di cui ancora oggi ci sono testimonianze.
Ad oggi il quartiere risulta essere uno dei più popolari di Napoli e ha perso la sua connotazione nobiliare, trasformandosi però in una vera e propria culla di arte popolare e folkloristica della città di Napoli che attira turisti da tutto il mondo.
Scopri le 10 migliori cose da vedere al Rione Sanità, il miglior quartiere di Napoli per storia, tradizione, cultura e arte:
– La casa di Totò
– Le catacombe
– La street art
– Gli antichi palazzi nobiliari
– Il borgo dei Vergini
– La Basilica di Santa Maria della Sanità
– Il museo di Capodimonte
– Il MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
– Il Cimitero delle Fontanelle
Visita il Rione Sanità con Naples Pass10. La casa di Totò a Rione Sanità
Nel cuore del Rione Sanità si trova la casa di Antonio De Curtis, celebre artista noto a tutti come Totò.
Anche se la struttura non è visitabile è comunque diventata un luogo di "pellegrinaggio" per fan e curiosi del celebre principe della risata. Infatti a via Santa Maria Antesaecula e nelle zone limitrofe tutto ricorda Totò, dai quadretti attaccati ai vicoli del quartiere fino agli stencil e i murales a lui dedicati.
Una delle cose più visitate e fotografate dedicate a Totò è il busto in bronzo, ad opera dell'artista Salvatore Scuotto, mentre al centro del quartiere, nella piazza di fronte al celebre ascensore, c'è una scultura che raffigura una sagoma del grande attore che continua a divertire grandi e piccini.
9. Le Catacombe di San Gaudioso
Le catacombe di San Gaudioso sono uno dei punti più visitati e interessanti di tutto il quartiere Sanità. Si trovano sotto alla chiesa della Madonna della Sanità e sono molto più piccole delle altre catacombe del quartiere, quelle di San Gennaro.
La loro dimensione e forma deriva dalle catacombe create per accogliere i resti di San Gaudioso ma a seguito dell'ulteriore spostamento di queste reliquie, furono pian piano abbandonate. Oggi che risultano essere uno dei capolavori del quartiere Sanità.
8. Street art alla Sanità
Altro punto imperdibile che rientra tra le cose da vedere assolutamente nel Quartiere Sanità, sono i murales che ricordano e celebrano l'arte e la storia della città e in particolare del rione.
Tra le opere migliori che puoi incontrare ci sono i murales di vico Buongiorno, ad opera di Facte, e quelli tra sacro e profano di vico Misericordiella dal titolo “Nu ‘mmescà ‘e fantasme cu ll’angiule – Don’t mix up ghots with angels”, un'opera a favore dell'integrazione.
Scendendo verso vico Lammatari puoi incontrare anche degli stencil dell'artista Alex Senna, mentre piazza Sanità puoi lasciarti stupire da addirittura 3 murales: "Resis-ti-amo" dell’artista argentino Francisco Bosoletti, dipinto sulla facciata della basilica seicentesca, "Luce", di Tono Cruz, e il celebre "Tienime, ca te tengo" sul pilone dell'ascensore del ponte della Sanità ad opera di Jerico Cabrera Carandang.
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7. Palazzo dello Spagnuolo
Il palazzo dello Spagnuolo è un edificio monumentale posto all'interno del borgo dei Vergini, uno dei borghi d'accesso del quartiere Sanità, ed è uno dei masterpiece di Napoli.
Il nome deriva da Tommaso Atienza, detto Lo spagnolo, che lo acquistò alla fine del Settecento, mentre l'edificio, per i caratteri costruttivi, viene attribuito al celebre architetto napoletano Ferdinando Sanfelice, che realizzò uno degli scaloni monumentali più belli di Napoli, con un sistema di ampi archi che seguivano l’andamento delle scale.
Il palazzo è stato spesso sede di set cinematografici e nei prossimi anni dovrebbe ospitare anche il museo di Totò, ancora in corso di realizzazione.
6. Il borgo dei Vergini
Il borgo dei Vergini è l'accesso alla Sanità da piazza Cavour e comprende tutta via Vergini e Piazza Sanità fino a giungere allo slargo dell'Ospedale San Gennaro detto anche dei Poveri.
Percorrendo questo piccolo borgo ti renderai conto che nasconde tutti i tratti tipici della città e della tradizione napoletana, con le tante botteghe frequentate quotidianamente dai residenti e le facciate degli antichi palazzi nobiliari realizzati tra il Seicento e il Settecento che si affiancano a chiese e basiliche.
Il suo nome ha un origine religiosa che ancora una volta si lega alla Napoli arcaica. In questi luoghi viveva un gruppo di persone, gli Eunostidi che, si narra, fossero votati alla temperanza e alla castità.
5. Le Catacombe di San Gennaro
Sono un luogo iconico del Rione Sanità e uno dei luoghi più visitati del quartiere. Oggi rappresentano anche un esempio di rigenerazione culturale, grazie al lavoro di giovani residenti e cooperative locali che organizzano visite guidate. Situate ai margini dell’emiciclo di Capodimonte, costituiscono una suggestiva porta d’accesso al quartiere.
Visitare le catacombe di San Gennaro permette di riscoprire il rapporto della Napoli greco-romana con il mondo dei morti. In un luogo in cui da sempre c'è mescolanza tra sacro e profano, la fede cristiana e il folklore della tradizione e delle usanze pagane si mischiano nella vita di tutti i giorni.
Accedere alle catacombe permette anche di scoprire le suggestioni della Napoli sotterranea, usata come rifugio sia durante le persecuzioni dei cristiani che durante le guerre mondiali.
Queste cave di tufo, dove si vedono ancora gli antichi spazi di sepoltura adoperati quasi duemila anni fa, per un periodo hanno custodito le reliquie di San Gennaro, il santo patrono della città, prima del loro trasferimento al Duomo di Napoli.
4. La Basilica di Santa Maria della Sanità
La Basilica di Santa Maria della Sanità è una delle opere dell'architetto Fra Nuvolo, al secolo Vincenzo de Nuvolo ed è uno dei più eccellenti esempi di architettura barocca a Napoli. Infatti si tratta di una chiesa dalle linee sinuose tipiche del barocco napoletano.
La basilica è stata realizzata tra il 1602 e il 1610 con la celebre cupola a maioliche gialle e verdi che spicca sul ponte della Maddalena.
La pianta della chiesa, detta anche di San Vincenzo alla Sanità o de "o Munacone" per la statua di San Vincenzo Ferrer al suo interno, è a croce greca, con il lato del presbiterio rialzato per inglobare la precedente basilica realizzata durante il periodo paleocristiano. Dal presbiterio si accede anche alle catacombe.
3. Palazzo Sanfelice
Il Palazzo Sanfelice è uno dei luoghi simbolo, se non il vero e proprio simbolo, del quartiere Sanità di Napoli.
Realizzato nel 1724 dall'architetto napoletano Ferdinando Sanfelice, era una residenza privata per le famiglie nobiliari che volevano evadere dal caos cittadino e godersi la tranquillità di una zona ai confini con la collina di Capodimonte.
L'edificio fu realizzato sfruttando la struttura già esistente di un palazzo adiacente. Entrando riconoscerai subito una delle peculiarità dell'architettura di Sanfelice ossia lo scalone ad ali di falco che si affaccia su un bellissimo giardino sul retro.
L'interno era completamente decorato da affreschi commissionati a Francesco Solimena, che si affacciavano sulle sculture di Giuseppe Sammartino. Oggi solo gli stucchi ricordano questo passato glorioso e sfarzoso, ma continua ad attrarre e affascinare.
Zilda, artista contemporanea francese, ha realizzato un’opera proprio qui, tra le rampe dello scalone di Sanfelice. L'opera, dal titolo "il vento pesa quanto le catene", ritrae un uomo nudo incatenato di spalle che osserva a capo chino il mare con il Vesuvio sullo sfondo.
2. Il Museo di Capodimonte e il MANN
Ai confini della Sanità si trovano due dei musei più importanti di Napoli: il Museo di Capodimonte, nell'omonima Reggia, e il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
All'interno del palazzo reale di Capodimonte sono custodite alcune delle opere più belle e iconiche di tutto il panorama artistico europeo: Tiziano, Michelangelo, Raffaello, Masaccio, Parmigianino, Carracci, Ribera, Giordano, Caravaggio sono solo alcuni dei pittori e artisti che puoi trovare nel Museo di Capodimonte, che ospita anche opere della produzione Ottocentesca e contemporanea napoletana.
Al Museo Archeologico Nazionale invece sono custoditi reperti provenienti dagli scavi della città, ma anche da Pompei ed Ercolano e resti della Roma imperiale, insieme ad una sezione che raccoglie la collezione egizia, con oggetti databili a 5000 anni fa.
1. Il Cimitero delle Fontanelle
Last but not least, il Cimitero delle Fontanelle è un vero e proprio capolavoro storico.
Si tratta di un ossario con i resti di migliaia di persone che nel corso dei secoli si sono ammassati tra i resti di questa cava di tufo. Al suo interno venivano custodite le salme di chi non poteva avere una degna sepoltura oppure le vittime delle epidemie che colpivano la città.
Qui si svolgeva il rituale delle "anime pezzentelle", in cui i napoletani, da sempre, richiedono un favore ultraterreno adottando e accudendo uno dei teschi presenti nell'ossario.
Dopo anni di restauro, il cimitero delle Fontanelle ha riaperto le sue porte ai visitatori nella primavera del 2026 ed è ora una delle tante attrazioni incluse nel Naples Pass.
Visita il Cimitero delle Fontanelle con Naples PassL'autore

Mario Galterisi
Vieni a scoprire la bellezza del quartiere più suggestivo e caratteristico di Napoli. Tra cibo, arte e tradizione: ecco una guida al Rione Sanità.