Sardegna in inverno è sinonimo di contatto intimo con la sua cultura e tradizioni. Un'isola capace di offrire infinite possibilità tra cui scegliere. Il suggestivo Carnevale, i musei tradizionali sardi, i falò di Sant'Antonio, i borghi innevati, il mare d'inverno... un'esperienza a 360 gradi davvero unica.

Un clima favorevole tutto l'anno

Scegliere di visitare la Sardegna in inverno è un qualcosa di insolito ma sorprendentemente autentico. Potrete apprezzare il fascino dalle numerose sfumature. L’isola, in questo periodo, è più familiare e verace, oltre che economica ed avrete la possibilità di scegliere tra caldo e freddo, mare o montagna. L’azione mitigatrice del mare modera il calore estivo e, in inverno, addolcisce le temperature che non scendono mai al di sotto dello zero, tranne che ad alta quota. In realtà, l’inverno in Sardegna è molto breve ed i mesi più freddi sono gennaio e febbraio. Nell’entroterra, le temperature possono scendere di qualche grado sotto lo zero, ma la neve scende solo sui rilievi. Tendenzialmente, anche la stagione invernale è piuttosto mite con frequenti irruzioni di aria calda proveniente dal Nord Africa. Cagliari, infatti, ha delle medie termiche invernali tra le più elevate della penisola insieme alla Sicilia.

Dunque, non sarà di certo il freddo a scoraggiare i turisti e visitatori che potranno così approfittare della bassa stagione per godersi appieno l’isola, in un contatto più intimo e profondo. In qualunque momento dell’anno, la Sardegna ha da offrire molto da qualunque punto di vista, con un’ampia possibilità di scelta che non deluderà nemmeno le aspettative dei più esigenti.


Musei della Tradizione

Per conoscere de vicino la cultura sarda, diversi i musei che ne custodiscono le tradizioni e le raccontano ai visitatori. A Nuoro, il più grande museo etnografico dell’intera regione, il Museo del Costume. Grazie a particolari allestimenti multimediali, ci si immergerà nel vivo delle usanze e costumi locali. Rappresenta il museo della vita e delle tradizioni popolari sarde e conserva utensili, strumenti musicali o tipici dell’artigianato.

Singolarissimo, il Museo delle Maschere Mediterranee a Mamoiada, nel cuore della Barbagia. È un luogo dove si intrecciano le tradizioni del Carnevale di territori e culture lontane. Protagoniste, le caratteristiche maschere dei Mamuthones e Issohadores che si distinguono per i colori delle maschere e per i movimenti durante la sfilata. I Mamuthones procedono con un incedere lento e affaticato ed in silenzio mentre gli Issohadores, coi vestiti variopinti, animano e danno movimento. La maschera del mamuthone è in legno nero, mentre quella dell'issohadore è bianca. Un interessante viaggio tra la collezione di maschere tradizionali sarde e del bacino del Mediterraneo.

Al centro di Bitti, sempre in Barbagia, il Museo della Civiltà Contadina e Pastorale ospita il Museo del Canto a Tenore. Conosceremo il canto corale, dichiarato capolavoro del patrimonio orale dall’Unesco. Un itinerario nel mondo del canto sardo e dei balli sardi, patrimonio inestimabile da proteggere e valorizzare.

Da non perdere, il Murats, ovvero il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda a Samugheo, in provincia di Oristano,  paese del tessile. Esso conserva e mantiene viva la memoria della ricchissima tradizione tessile dell’isola. Spettacolare la collezione di manufatti tessuti per la vita quotidiana, dalla biancheria per la casa, bisacce e teli per la campagna, abiti per i pastori, costumi per le feste, nonché antichi telai in legno e strumenti vari per tessere questi capolavori di artigianato.

In Gallura, a Luras, in provincia di Sassari, si trova il particolare Museo della Femina Agabbadora che conserva utensili e testimonianze di una figura e controversa della società sarda fino agli albori del XX secolo. Sembra si trattasse di una donna che, per mezzo di un martello realizzato in legno di olivo, mettesse fine alla sofferenza delle persone gravemente malate. Il termine sardo "agabbadòra" sta proprio ad indicare "colei che mette fine". Una visita al museo è un viaggio nel passato in una tipica abitazione gallurese alla scoperta delle usanze locali.

Infine, in numerosi paesi del Campidano, vi imbatterete in ricercatissimi musei della tradizione locale capaci raccontare e tramandare le caratteristiche peculiari di ogni singola località.


Il suggestivo Carnevale sardo

Questo periodo è caratterizzato dai Carnevali e dalle feste più ancestrali della Sardegna, per una vacanza all’insegna del folklore e delle tradizioni. Va precisato che esiste un Carnevale per ogni luogo dell’isola, in quanto ogni comunità locale interpreta questa ricorrenza in base alle loro usanze e peculiarità. Suggestiva è la sfilata delle maschere tradizionali a Cuglieri, in provincia di Oristano.

Nei piccoli borghi di Austis, Lula o Gavoi (tutti e tre in provincia di Nuoro) i festeggiamenti vengono accompagnati dal ritmo cadenzato dei tumbarinos, tipici suonatori di tamburi. In tutta l’isola, sarà possibile gustare le delizie carnevalesche come fave e lardo, frittelle e ottimo vino.

Da non perdere i Carnevali di Valledoria, Badesi e Tempio Pausania (tutti e tre in provincia di Sassari), dove carri allegorici sfilano per le vie cittadine tra le succulente specialità da gustare. Ad Oristano, si potrà assistere alla storica Sartiglia, una competizione equestre, con la corsa alla stella o la corsa delle pariglie. All’interno del centro storico, questo evento che ci riporta indietro nel tempo, in un passato ricco di tradizioni. In tutta la Sardegna, le maschere tradizionali simboleggiano il vincolo con la vita pastorale. Tutto è condito da un senso di sacralità, di vera appartenenza e forte identità: un legame intatto con le tradizioni del passato.

A Mamoiada, in provincia di Nuoro, i veri protagonisti del Carnevale sono i Mamuthones. Coperti da pelli di pecora nera da maschere nere di legno dall’aspetto grottesco. Sulle spalle portano campanacci, che scandiscono la danza ancestrale in cui si esibiscono. Gli Issohadores, invece, indossano un corpetto rosso e una maschera bianca, catturano le maschere animalesche e non solo… anche gli spettatori con una fune. A Ottana (Nuoro), sono tipiche le maschere dei Boes (buoi) caratterizzate dalle lunghe corna, mentre a Orotelli (Nuoro) troviamo i Thurpos (ciechi), vestiti e incappucciati con cappotti di orbace nero e con i volti ricoperti di ceneri dei falò. Rappresentano il legame tra l’uomo e l’animale, tra padrone e servi.

Tutte le comunità sarde sentono nel profondo questi eventi che coinvolgono, al tempo stesso, abitanti e visitatori. Rituali che si ripetono e tramandano da secoli, unendo sacro e profano.


La magia dei Falò di Sant'Antonio

Contrariamente a quanto si possa pensare, gennaio in Sardegna può essere più emozionante di quanto non si creda. In ricordo di Sant’Antonio che andò a riprendersi al fuoco sacro direttamente agli inferi (in sardo, Sant’Antoni e su fogu), il 16 e 17 gennaio è all’insegna dei falò purificatori in tutta l’isola. Una ricorrenza religiosa che si celebra in pieno periodo carnevalesco e si fonde al profano, al misticismo, alla magia: una simbiosi tra l’uomo e la Terra. Partecipare a questo appuntamento, equivale a respirare un’atmosfera unica e vera di comunità tipica di tutti i paesi sardi. Degustazioni gastronomiche e giochi di destrezza animeranno la notte tra il 16 e il 17. Per addolcire il freddo dell’entroterra, ci serviremo di un corposo vino sardo o dell’acquavite locale nota come filu e ferru. E a ravvivare il clima della notte di Sant’Antonio, è anche la comparsa delle spettacolari maschere del carnevale sardo, in particolar modo quello barbaricino. A rendere ancora più speciale questo evento, la presenza delle maschere popolari e ancestrali a Mamoiada, Ottana, Orotelli, Orani, Gavoi e Sarule. Questa festa, popolarissima in tutta la regione, è particolarmente sentita ad Arbus, Gairo, Laconi, Sadali, Samugheo e Seui tra numerosissimi comuni.


Il fascino della Sardegna in Inverno

Visitare la Sardegna fuori stagione non è una scelta dettata dal risparmio bensì dal desiderio di godere più intimamente del contatto con questa meravigliosa isola. Senza l’affollamento tipico dell’alta stagione, avrete la possibilità di apprezzare questa terra verace. Con l’arrivo dell’inverno, essa assume colori, suggestioni e atmosfere tutte da scoprire: da nord a sud ma soprattutto al centro, il suo autentico cuore vibrante. È un’esperienza che prima o poi va fatta, all’insegna delle tradizioni e delle peculiari tipicità locali che contraddistinguono ogni singolo paesino. Questo è il periodo ideale per fermarsi ad assaporare un buon bicchiere di vino rosso come l’eccellente Cannonau accompagnando un ottimo piatto di carne, come il famoso porceddu, il tipico maialino sardo. Sarà possibile festeggiare il Natale in Spiaggia a Cagliari, gustando deliziosi piatti di pesce al Poetto o bere un caffè o fare un aperitivo nell’incantevole Alghero o in Costa Smeralda ormai deserta, coccolati dal sole invernale. Posto incantevole da vedere, è la Spiaggia dei due Mari, a Villasimius, con lo stagno salato che ospita una colonia di fenicotteri rosa. Imperdibile una tappa nel capoluogo, Cagliari, attraverso i suoi quartieri storici e i suoi suggestivi luoghi di interesse.

Gli amanti della neve potranno, senza dubbio, approfittare del periodo e visitare i suggestivi borghi montani ricoperti di neve. Respirare l’aria pura che prende l’aroma delle resine della legna che brucia nei camini delle case, in un’atmosfera senza tempo, cristallizzata, con un forte senso di famiglia e di focolare domestico.

Le temperature raggiungono lo zero nel centro dell’isola, mentre la neve imbianca il Gennargentu e gli altipiani. I colori dell’autunno lasciano il testimone ad un bianco candido che addormenta e culla la natura fino all’arrivo della primavera. Infine, anche d’inverno e nei periodi meno caldi, la Sardegna è la meta ideale per gli amanti dello sport, dell’outdoor e per chi concepisce il viaggio o la vacanza come esperienza. Una regione capace di accontentare proprio tutti, in qualunque momento dell’anno.


Salude & Trigu

Senza dubbio, per conoscere e scoprire nella maniera più intima ed autentica il Nord Sardegna, non c’è alternativa al progetto Salude & Trigu promosso dalla Camera di Commercio di Sassari. Attualmente, il programma vede coinvolti i territori delle province di Sassari e Olbia- Tempio, la parte settentrionale dell’isola. Il nome stesso, Salude & Trigu (salute e grano) deriva da un prospero augurio in lingua sarda secondo il quale dove ci sono salute e grano (per estensione il pane) non manca nulla. L’iniziativa è volta a promuovere le tradizioni, il folklore e la cultura di questa subregione sarda, per mettere in contatto i visitatori con la gente del luogo. Assaporare la Sardegna nel vivo, una regione che non è fatta solo da mare e spiagge da cartolina, ma di tradizioni millenarie gelosamente e orgogliosamente custodite da un popolo fiero del proprio passato. Un’ isola che risulta essere un mosaico di natura incontaminata, storia, arte, cultura, eccellenze gastronomiche, capace di offrire infinite possibilità ed esperienze uniche ed irripetibili in qualsiasi stagione dell’anno: primavera, estate, autunno o inverno. Una terra che muta i suoi colori, odori e che ha sempre cose nuove da regalare a coloro che la scelgono e continuano a sceglierla in una scoperta sempre nuova e differente.  

VISITA IL SITO SALUDE & TRIGU

Questa terra non rassomiglia a nessun altro posto: la Sardegna è un’altra cosa. Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa.

David Herbert Lawrence

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