Alessandro Savino

Alessandro Savino

Parti dall’Aquila per un viaggio on the road nei sapori unici d’Abruzzo, tra prodotti e ricette che raccontano le tradizioni di una terra magica.

🥇 Questo contenuto include collaborazioni commerciali.

Ci sono esperienze che si misurano in chilometri, e altre che puoi scoprire attraverso i sapori. Nella splendida cornice dell’Abruzzo più autentico, ti aspetta un itinerario diverso dal solito, in cui cucina e tradizioni locali diventano la vera mappa del tuo percorso. 

Si parte dall’Aquila, luogo ideale dove entrare in un territorio fatto di eccellenze e piccole produzioni di grande qualità. Poi esplorerai borghi e montagne, per trovare prodotti straordinari che raccontano il carattere e l’anima di una terra in cui la vita quotidiana segue ancora il ritmo delle stagioni e dei gesti di una volta.

Alla fine del tuo viaggio gastronomico all’Aquila e dintorni, resta il fascino di una città e di una regione da conoscere attraverso i piatti che assaggi lungo la strada, e che continua a vivere nei sapori che porti indietro con te.

L’Aquila è davvero la porta d’accesso a un itinerario gastronomico in Abruzzo?

🥇 Visit Italy brand partnership

Cosa rende L’Aquila il punto di partenza ideale per un viaggio tra i gusti più tipici e imperdibili d’Abruzzo? Perché proprio da qui puoi scoprire i segreti dell’identità gastronomica della regione? E soprattutto, cosa significa davvero iniziare un percorso che mette al centro prodotti, ricette e territori ancora profondamente legati alla loro origine? 

È proprio all’Aquila che la cucina abruzzese si lascia incontrare nella sua forma più riconoscibile. La città è un luogo privilegiato per avvicinarsi a un patrimonio fatto di piatti deliziosi e identitari, come i deliziosi spaghetti alla chitarra, nonché un naturale punto di partenza per muoverti in più direzioni, tra montagne e borghi che custodiscono una cucina tradizionale fatta di piccoli produttori e lavorazioni artigianali.

Un mosaico che si svela passo dopo passo attraverso sapori essenziali, paesaggi spettacolari e una cultura gastronomica che ti stupirà, lasciandoti senza parole (e con le papille in festa)!

- Lo zafferano dell’Aquila DOP;

- Gli iconici arrosticini;

- Formaggi e cucina di montagna;

- Road trip tra borghi, trattorie e piccoli produttori;

- Vini locali;

- Tradizione dolciaria;

- Food travel in Abruzzo.

Scopri di più sull'Aquila

Tappa 1. Il viaggio gastronomico in Abruzzo inizia con lo zafferano dell’Aquila DOP

All’Aquila e dintorni il cibo si presenta come una tradizione che cambia pian piano mentre ti sposti. Ogni area aggiunge una sfumatura diversa, come fossero i vari capitoli di un racconto comune modellato dai ritmi del lavoro sul territorio.

Ad esempio, puoi dirigerti verso Navelli, paese dall’antico e pittoresco centro storico distante situato una trentina di km a sud-est dell’Aquila, per ammirare un paesaggio che si apre in una trama di piccoli campi coltivati a zafferano dell’Aquila DOP. 

È una spezia ottenuta dagli stimmi del Crocus sativus e coltivata in un’area limitata dell’entroterra aquilano, in particolare l’altopiano di Navelli. La lavorazione resta interamente manuale, con il fiore del crocus che viene raccolto nel momento in cui si schiude, e da quella finestra brevissima dipende la qualità finale dello zafferano.

Tappa 2. Nel cuore autentico d’Abruzzo: gli arrosticini

Lascia l’altopiano di Navelli e prosegui verso le zone montane dell’entroterra aquilano, seguendo le strade che collegano piccoli borghi e aree rurali. Le distanze tra i centri si allungano, le attività si diradano e la cucina si lega in modo sempre più diretto alla tradizione che ha caratterizzato il territorio per secoli. 

Qui puoi percepire il profumo della brace prima ancora di vedere chi sta cucinando, e sono gli arrosticini a segnare il passaggio verso una cucina sempre più legata alla pastorizia. 

Questo tipico street food abruzzese nasce dall’utilizzo della carne ovina, tagliata in piccoli pezzi e infilata su spiedi per una cottura più rapida. Li trovi spesso cucinati all’aperto, secondo una pratica semplice e ripetuta nel tempo, legata alla gestione quotidiana degli allevamenti e alla disponibilità immediata della materia prima.

Assaggiare gli arrosticini è un’esperienza che non può mancare in un viaggio gastronomico in Abruzzo, perché ti permette di vivere un momento quotidiano che si ripete da generazioni, in cui il sapore è legato in modo diretto al territorio che lo circonda.

Tappa 3. I formaggi e la semplicità della cucina di montagna

Proseguendo verso le zone più alte del Gran Sasso, il paesaggio diventa via via più ampio e maestoso, mentre le tracce della pastorizia si fanno ancora più evidenti. Dal punto di vista della cucina, dopo la carne, è il latte e tutto ciò che ne deriva a diventare il riferimento principale.

In questo contesto, devi assolutamente provare i formaggi ovini, in particolare i pecorini. Non esiste un profilo unico e replicabile, perché ogni produzione dipende da ciò che gli animali trovano nei pascoli e dal periodo in cui il latte viene lavorato. Le erbe spontanee, l’altitudine e il clima incidono sul risultato finale, dando vita a prodotti che possono essere freschi e delicati, oppure più intensi e strutturati. 

Il passaggio dal latte al formaggio segue lavorazioni essenziali. È una trasformazione che avviene generalmente su scala ridotta, all’interno di aziende agricole e piccoli caseifici, dove puoi osservare da vicino processi rimasti invariati nel corso del tempo.

Accanto ai formaggi, il tuo viaggio gastronomico nella cucina di montagna si completa con preparazioni e ingredienti semplici. Zuppe, polenta, carni locali: ciò che conta è la capacità di sfruttare ciò che è disponibile in ogni stagione.

Tappa 4. Sulla strada: borghi, soste e incontri lungo il tuo viaggio nella cucina d’Abruzzo

Continua il tuo percorso gastronomico lungo le strade che collegano i borghi del territorio, come Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castel del Monte. Le distanze sono brevi, ma ogni deviazione cambia nettamente lo scenario, portandoti dagli antichi centri storici in pietra fino ai piccoli paesi raccolti attorno a poche case e una piazza centrale.

Non ti serve programmare in anticipo le tue soste. Anzi, il bello è proprio viaggiare on the road, fermandoti di volta in volta in una trattoria familiare, in una bottega di prodotti locali o in una piccola azienda agricola, per scoprire e assaporare il diverso carattere di ciascun tipo di cucina.

Nella maggior parte dei casi, infatti, le materie prime sono a chilometro zero. Questo rende ogni sosta diversa dalla precedente, non tanto per le specialità che puoi provare, quanto per la variazione naturale legata al luogo in cui ti fermi e a ciò che quel particolare territorio mette a disposizione in quel preciso momento.

Tappa 5. Il paesaggio nel calice: i vini del territorio

Un capitolo a parte va riservato ai vini abruzzesi, molto diffusi nelle zone interne e collinari della provincia dell’Aquila, tra le vallate appenniniche e le prime alture del Gran Sasso.

Il vino si inserisce nello stesso equilibrio che hai attraversato lungo il tuo viaggio gastronomico, cioè quello delle piccole produzioni, delle filiere corte e del rapporto diretto con gli splendidi paesaggi. È anche un elemento di continuità tra le tappe del percorso: accompagna le cucine dei borghi, si adatta ai piatti della tradizione e varia sensibilmente a seconda dell’altitudine e dell’esposizione dei vigneti. 

Tra le varietà più diffuse spiccano il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano, spesso affiancati da produzioni locali che riflettono micro-aree ristrette e condizioni climatiche molto diverse anche a pochi chilometri di distanza.

Accanto alle denominazioni principali, il territorio aquilano ospita produzioni più circoscritte, spesso legate a singoli comuni o a piccoli vigneti, dove esposizione e altitudine incidono in modo diretto sulle caratteristiche finali del vino.

Tappa 6. Ritorno all’Aquila: i dolci della tradizione

Dopo aver attraversato borghi, altopiani e paesaggi montani, chiudi il tuo viaggio gastronomico tornando all’Aquila per scoprire le delizie della sua tradizione dolciaria. 

Tra le specialità da assaporare ci sono senza dubbio le ferratelle, cialde dolci dalla caratteristica trama impressa dal ferro di cottura, diffuse in diverse varianti nella tradizione abruzzese.

Oltre alla loro semplicità, custodiscono una storia che intreccia cucina e vita familiare. In passato, infatti, venivano preparate in occasione dei matrimoni e offerte a chi si recava a vedere la dote della sposa. Tra gli oggetti che potevano far parte della dote c’era anche il ferro per cuocere le ferratelle, spesso personalizzato con le iniziali della futura sposa.

Sempre in tema di dolci, non perderti il delizioso torrone morbido aquilano, una specialità dalla consistenza delicata e avvolgente, in cui la dolcezza incontra il gusto della frutta secca. Il torrone aquilano appartiene al patrimonio gastronomico che accompagna le occasioni di festa, e racconta una cultura del cibo fatta di sapori riconoscibili e momenti di condivisione.

Un ultimo assaggio dei sapori dell’Aquila e del suo territorio, per completare il viaggio che ti ha portato, attraverso le ricette della tradizione, a conoscere un lato intimo e autentico dell’identità abruzzese.

Perché l’Abruzzo è la nuova frontiera del food travel in Italia?

La cucina abruzzese affonda le sue radici nella tradizione, ma rimane un patrimonio vivo, che si rinnova grazie alla ricerca e alla creatività di chi oggi lavora con i prodotti e le ricette del territorio. È proprio questo dialogo tra tradizione e interpretazioni contemporanee a rendere l’Abruzzo una delle destinazioni italiane più interessanti dal punto di vista enogastronomico. 

In un momento in cui molte esperienze gastronomiche tendono a essere “standardizzate”, in Abruzzo puoi muoverti dentro una dimensione quotidiana, che non è progettata artificialmente attorno al turismo, ma che rappresenta la vita reale delle varie comunità. 

I prodotti e le ricette che assaggi esprimono la tradizione del territorio e, al tempo stesso, ispirano nuove tecniche e interpretazioni attraverso una ricerca creativa che valorizza le materie prime locali e ne preserva il legame con le origini. Questa continuità tra ambiente e tavola, unita alla capacità di rinnovare il patrimonio gastronomico, è sempre più rara e difficile da trovare, e sta diventando uno degli elementi più ricercati da chi cerca esperienze culinarie autentiche.

C’è anche un altro fattore da considerare: la concentrazione, in un’area relativamente compatta, di ecosistemi gastronomici molto diversi tra loro. Nel raggio di pochi chilometri, passi da altopiani agricoli ad aree pastorali, da borghi di montagna a zone coltivate a vite, senza soluzione di continuità. Così, puoi vivere un food trip davvero completo, vario e indimenticabile!

L'autore

Scritto il 04/11/2026