Un tour attraverso la cultura e la storia dei 5 borghi più belli e suggestivi dell'Abruzzo. Immergiti nella natura e assapora la tradizione di questi luoghi in cui il tempo sembra fermarsi.

Abruzzo: la Regione più verde d'Europa

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L'Abruzzo è una regione dell'Italia meridionale divisa in quattro province: L'Aquila, Teramo, Pescara e Chieti. L'Ovest comprende il Gran Sasso d'Italia e l'Est include una zona costiera con spiagge sul Mare Adriatico.

L'Abruzzo è considerata una regione dell'Italia meridionale in termini di cultura, lingua, storia ed economia. In termini di geografia fisica, può anche essere considerata parte dell'Italia centrale. 

Quasi la metà del territorio della regione è protetta da parchi nazionali e riserve naturali, più di qualsiasi altra regione del continente, il che la porta ad essere soprannominata "La regione più verde d'Europa".

Vi sono tre parchi nazionali, un parco regionale e 38 riserve naturali protette che assicurano la sopravvivenza di specie rare.

Abruzzo: Dove il Mare abbraccia la Montagna

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L'Abruzzo con le sue vivaci località balneari, con le antiche città ricche di storia e le alte vette appenniniche è la regione italiana che offre una molteplicità di paesaggi coniugando tradizioni ed emozioni diverse.

Non a caso lo stemma dell'Abruzzo è uno scudo italico suddiviso in fasce di tre colori diversi: bianco come le montagne innevate, verde come le colline dell’entroterra e blu come il mare.

La sua posizione e il suo clima la rendono una regione visitabile 365 giorni l’anno grazie anche agli ottimi impianti sciistici, alle numerose escursioni da fare a piedi o in mountain bike, dalle splendide spiagge alle città dalla storia millenaria, sa conquistare diversi tipi di visitatori.

Non è da dimenticare, infine, la lunga tradizione enogastronomica della regione che spazia dagli "arrosticini" al "brodetto" di pesce, dai confetti di Sulmona al Torrone tenero al cioccolato aquilano. 

Abruzzo: I 5 Borghi più belli

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L’Abruzzo è anche la terra che preserva i piccoli e autentici borghi che sono delle vere e proprie perle da non perdere durante un viaggio in questa splendida regione perché conservano un patrimonio storico, architettonico e culturale davvero unico, che non solo va preservato ma anche valorizzato.

Incastonati tra gli Appennini o circondati dal verde dei parchi, i borghi d’Abruzzo sono località meravigliose dove il tempo sembra essersi fermato.

1. Abbateggio

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Abbateggio è un comune della provincia di Pescara, un piccolo borgo alle pendici della Maiella, la montagna madre dell'Abruzzo, inserito tra i "Borghi più belli d'Italia".

Immerso nel verde e arroccato su uno sperone roccioso, ebbe le sue origini con l'Abbazia di San Clemente a Casauria, fondata dall'Imperatore Ludovico II nell'866 nell'antica località di Casauria.

Abbateggio è un borgo di piccole case in candita pietra locale che domina la Valle del Fosso Fonte Vecchia, caratterizzato da stradine tortuose e ripide scalinate, dalle quali ci si affaccia verso i verdi panorami che circondano il paese.

Nel centro storico, corrispondente al sito in cui sorgeva il castello di Abbateggio, è da visitare la Chiesa di San Lorenzo Martire, con facciata rinascimentale, portale in stile quattrocentesco e interno in stile barocco.

Su un colle roccioso di fronte al borgo, con vista sul Gran Sasso, i monti della Maiella e del Morrone e il mare Adriatico, si trova il Santuario della Madonna dell’Elcina.

La chiesa fu eretta sul luogo in cui vi sono state alcune apparizioni mariane tra XV e XVI secolo, assumendo un notevole valore religioso per l’intera vallata.

Sotto l’altare è posto un tronco di elce (leccio) considerato un resto dell’albero sul quale apparve la Vergine, mentre presso l’altare vi è un quadro che rappresenta la Madonna in tunica rossa e manto azzurro, seduta su un albero, che tiene fra le braccia il Bambino.

Il quadro, secondo la devozione popolare, sarebbe lo stesso che la Madonna fece trovare ai due pastorelli cui apparve.

Abbateggio, inoltre, è ricca di siti archeologici come il Sito di Valle Giumentina, una delle principali testimonianze del Paleolitico inferiore e medio in Abruzzo, in cui si ammira un gruppo di capanne a "tholos", ovvero strutture in pietra a secco costruite da pastori e contadini come ripari.

Altri siti archeologici sono emersi in Contrada Sant’Agata e al bivio Col di Gotte.

Nel primo è stato riportato alla luce l’altare votivo di una piccola chiesa altomedievale, al quale le donne devote a Sant’Agata si recavano per chiedere la fecondità e l’abbondanza di latte.

Nel secondo sito sono rinvenuti frammenti di statue di grande importanza. Tra questi, la parte inferiore di un busto, nella cui mano con sei dita si riconosce il Dio Ercole e proprio a lui era forse dedicato il santuario che sta riemergendo.

È un borgo dalle molteplici possibilità di escursioni a piedi o in mountain bike, adatto anche per le arrampicate, per la sua collocazione all'interno del Parco Nazionale della Maiella.

Anche la gastronomia ha il suo fascino in un borgo ricco di tradizioni. Ad Abbateggio, da riscoprire tra le sementi contadine è "il farro", l’antico nutrimento degli Egizi e di altri popoli mediterranei, la cui coltivazione permane in limitate zone di montagna con terreni freddi e calcarei.

2. Caramanico Terme

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Situata a circa 650 metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella Caramanico Terme è un comune di origine longobarda che conserva ancora il suo impianto medievale costituito da resti di case, mura, antiche porte e suggestivi intrecci di vicoli lungo tutto l’abitato e si arricchisce di alcuni imponenti palazzi signorili sorti in epoca rinascimentale.

È famosa in quanto ospita un centro termale davvero all’avanguardia, meta molto ambita che vanta la presenze di due acque speciali, una una solfurea con proprietà antinfiammatorie e l’altra oligominerale con proprietà diuretiche.

La presenza di queste acque benefiche ha portato alla nascita di un centro termale dove vengono svolte attività di cura e di prevenzione e servizi dedicati al benessere della persona.

Questo borgo è l’ideale per una vacanza all’insegna del relax ma è perfetto anche per gli amanti dell’escursionismo in quanto dal suo centro storico si snodano numerosi sentieri che permettono di esplorare la Valle dell’Orfento.

La riserva naturale dell’Orfento è un’area dell’Appennino, in cui vivono ancora il lupo, l’orso marsicano, il cervo, il capriolo e il camoscio. Non è raro vedere l’aquila reale volteggiare in cielo nel silenzio rotto solo dallo scorrere delle acque.

Eremiti e monaci hanno trovato qui i luoghi della loro ascesi, fondando chiese ed eremi incastonati nella roccia della Maiella, come l’Eremo di San Giovanni, di più difficile accesso, posto a 1220 metri in un punto scenografico della valle dell’Orfento.

Scendendo si arriva a Decontra, piccola frazione che conserva un nucleo di case in pietra. Meravigliosa è la vista che si gode da qui: il Monte Morrone e il versante nord-occidentale della Maiella divisi dalla valle dell’Orta.

Anche in questo piccolo borgo si assaporano piatti prelibati che rimandano alla cucina semplice ma gustosa fatta di tradizione e profumi che non è possibile trovare altrove, come la pasta “alla chitarra” al sugo di agnello o formaggi accompagnati da salumi di maiale nero e cinghiale.

3. Pescocostanzo

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Situato a 1410 metri d’altitudine all’interno del Parco Nazionale della Maiella, una montagna strana, con grandi canyon, pareti di roccia e fitti boschi nei valloni, Pescocostanzo è un borgo di straordinaria bellezza.

La cittadina vanta un patrimonio architettonico, storico e religioso davvero unico che risale al periodo medioevale e fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

Camminando tra le sue vie è possibile ammirare capolavori come la Chiesa di Gesù e Maria con l’annesso Convento dei francescani, Palazzo Sabatini e la Collegiata di Santa Maria del Colle.

È un borgo famoso anche per avere una lunga tradizione nella creazione di prodotti artigianali come articoli in legno intagliato e in ferro battuto, articoli d’oreficeria in filigrana e merletti a tombolo. Infatti alcune donne di Pescocostanzo ancora vendono direttamente a casa i loro preziosi merletti realizzati al tombolo, anche su disegno.

tra Pescocostanzo e Cansano si estende il Bosco di Sant'Antonio, una delle più belle faggete d’Abruzzo.

Protetto come Riserva Naturale dal 1985, il bosco custodisce numerose piante secolari, aceri, peri selvatici, tassi, cerri e ciliegi. All’inizio dell’estate fioriscono la genziana, la peonia e una delle orchidee selvatiche più rare d’Italia, la "Pipactis Purpurea."

Pescocostanzo è parte, insieme a Roccaraso e Pescasseroli, del più importante comprensorio sciistico abruzzese che attira ogni inverno numerosi appassionati di sport invernali.

In inverno, infatti, è possibile praticare lo sci di fondo tra i faggi e nel pianoro sottostante, mentre l’estate si presta per passeggiate e picnic.

 

4. Santo Stefano di Sessanio

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Santo Stefano di Sesssanio è un affascinante borgo medievale situato a 1250 metri d’altitudine all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e i Monti della Laga. Faceva parte della Comunità montana Campo Imperatore- Piana di Navelli.

Tra i “Borghi più belli d’Italia” è senza dubbio una meta da non perdere durante un viaggio in Abruzzo.

L’attuale conformazione urbanistica del borgo risale al medioevo e rientra in quel processo molto diffuso in Abruzzo che vede la nascita di piccole cittadine fortificate nate in località non facili da raggiungere per difendersi dalle invasioni nemiche.

È per questo definito come un vero gioiello incastonato tra i monti.

Il borgo, sorto tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo e dominio della potente Casata de' Medici alla fine del XVI secolo, è un luogo magico e senza tempo dove ad accogliere vi sono il silenzio, l’alta quota, il paesaggio incantato e la bellezza del centro storico

Camminando per Santo Stefano di Sessanio, tra case e strade costruite in pietra calcarea bianca, resa solo un po’ più opaca dal trascorrere dei secoli, sembra di fare un bel viaggio indietro nel tempo e i tetti in coppi creano una visione armoniosa per chi guarda il paese dall’alto.

Questo piccolo borgo richiama l’interesse di numerosi turisti amanti della cultura e della natura, ideale per chi ama il turismo sostenibile.

Molteplici sono le iniziative culturali in collaborazione con enti, istituzioni e musei di tutto il mondo che vedono protagoniste le principali attrazioni del luogo quali la Torre Medicea la quale si presume che esistesse già prima dell'arrivo della famiglia di Francesco de' Medici.

Restaurata dopo il crollo subito durante il terremoto del 2009 e restituita alla comunità nell’aprile 2021.

In Piazza Medicea si erge la Cappella di Santa Maria delle Grazie o del Carmine, il cui altare maggiore ospita la statua della Beata Vergine Maria del Carmine.

Il palazzo più grande del borgo fu costruito come residenza signorile, dai Medici, chiamato “La Bifora” o palazzo del Capitano.

Infine da non perdere è la visita alla Cappella Della Madonna del Lago situata poco fuori, nei pressi del laghetto di Santo Stefano dal quale si snodano percorsi naturalistici e sciistici.

Ciò che rappresenta di più Santo Stefano, però, è la Lenticchia, prodotto di altissima qualità, che si coltiva solo nei terreni aridi di alta montagna.

Ottima da gustare, la lenticchia è alla base di piatti tradizionali che raccontano la storia di questo territorio scrivendola nei sapori e nei gesti antichi della cucina, divenuta per questo presidio Slow Food.

5. Tagliacozzo

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Tagliacozzo è una importante meta in provincia dell’Aquila, nella parte occidentale della Marsica, che si distende alle pendici del monte Civita.

Fa parte a pieno diritto dei “Borghi più belli d’Italia”, grazie soprattutto all’integrità della sua parte antica.

È una località ricca di storia, risalente al Medioevo, al cui centro vi è una piazza meravigliosa, tra le più armoniche e scenografiche del centro Italia, da cui partono viuzze che danno la sensazione di ritornare indietro di qualche secolo.

Per cogliere l’essenza del borgo, occorre arrivare nel suo cuore antico: oltre l’arco romano, dove si incontrano case, palazzi, chiese vicoli e strade in un concentrato di tradizioni e tipicità.

Tagliacozzo presenta una storia fatta di grandi episodi: qui Corradino di Svevia fu sconfitto da Carlo D’Angiò e questo è ricordato anche da Dante nel XXVIII canto dell’Inferno.

Inoltre vanta un patrimonio culturale e storico inestimabile, dal Santuario della Madonna dell’Oriente situato su una collina ai piedi del Monte Aurunzo, alla Chiesa e Convento di San Francesco dalla bellissima facciata con l’antico portale e il rosone gotico, che ospita la tomba del beato Tommaso da Celano, primo biografo di Francesco d’Assisi.

Il complesso più antico e ricco di memorie è la Chiesa e Monastero dei Santi Cosma e Damiano che al suo interno custodisce un quadro detto Volto Santo.

Infine non si può non visitare il Museo Orientale che presenta antichità egiziane, orientali ed etiopiche e tra gli ex-voto è presente un dipinto del 1856 ordinato dall’intera popolazione di Tagliacozzo in ringraziamento per la fine dell’epidemia di colera.

Perla del patrimonio artistico di Tagliacozzo è il Palazzo Ducale la cui caratteristica particolare è avere due piani architettonicamente molto diversi, ovvero, uno in stile gotico, l’altro in stile rinascimentale.

Centro pulsante della vita sociale è la Piazza Obelisco, ad est della città antica. Questa è contornata da eleganti palazzi con un grazioso loggiato con finestre rinascimentali, al cui centro è stata costruita la fontana con obelisco.

Numerosi e interessanti sono gli eventi che caratterizzano l’attività culturale della cittadina in ogni periodo dell'anno come la Festa del Volto Santo, celebrata annualmente la domenica successiva alla Pasqua, la manifestazione rinascimentale in onore di Ascanio Mari a luglio e il prestigiosissimo Festival Internazionale di Mezza Estate ad agosto.

Non si può lasciare Tagliacozzo senza aver assaggiato gli gnocchetti con ceci, la polenta con salsicce servita nelle “sciffellette” (piatti di legno), l’agnello cacio e uova, salami, prosciutto, pancetta, guanciale, lonza, coppa, fegatelli. Infine i numerosi dolci quali amaretti alle mandorle, mostaccioli al cioccolato, biscotti con semi d’anice, ciambelle al vino o con la glassa di zucchero, “barachiglie” ripiene di marmellata.

Abruzzo: Meravigliati anche tu

L'Abruzzo è un territorio unico al mondo che regala paesaggi mozzafiato.

Terra di mare, montagne e laghi. Tra antichi borghi, castelli e natura.

Dalle alte vette del Gran Sasso e della Maiella, fino alle bellissime spiagge.

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