Alessandro  Zoppo

Alessandro Zoppo

Al centro di un processo di rigenerazione culturale, Napoli custodisce musei nascosti che i locali adorano: ecco quali sono e dove si trovano.

⌛ Tempo di lettura
4 minuti

Chi non vuole visitare Napoli come semplice turista mordi e fuggi, ma come un viaggiatore contemporaneo con lo spirito dell'antico Grand Tour, deve scovare i musei nascosti della città. Tra i tesori d'arte dell'antica Neapolis non ci sono soltanto il Real Bosco di Capodimonte, Cappella Sansevero e le collezioni del Mann. Napoli è uno scrigno che fa scoprire meraviglie inaspettate dalla Sanità al Vomero.

Da tempo ormai, Napoli sta cambiando. La città è al centro di un processo di rigenerazione culturale che coinvolge tutti i quartieri. Da Casa – Centro delle Arti della Scena e dell'Audiovisivo all'interno di Palazzo Degas a Vicolo della Cultura che porta mostre a cielo aperto negli spazi abbandonati e degradati, c'è un movimento continuo di rinascita e sperimentazione dal centro alle periferie.

tickets banner

I 20 musei nascosti di Napoli che vale la pena scoprire

Uno dei camminamenti sui tetti del Duomo di Napoli

MUDD - Fondazione Napoli C'entro

Una tra le principali attrazioni turistiche europee, Napoli ha consolidato il proprio ruolo nel sistema artistico internazionale. Ma molti visitatori considerano ancora la città come una pittoresca e affascinante tappa di passaggio verso altre destinazioni, senza sapere che entrando nel suo cuore più profondo, celate all'ombra del Vesuvio e a sguardi distratti, si trovano destinazioni incantevoli e di tendenza dalle ricchezze straordinarie.

Napoli è una città che piace, ma che secondo alcuni offre proposte artistiche e culturali troppo standardizzate e poco allettanti. Niente di più sbagliato: continuamente riscritta dallo sguardo di chi la abita, il crocevia italiano del Mediterraneo è oggi pieno di luoghi nascosti nei quali perdersi, amati dai locali e tutti da scoprire. Ecco una guida ai 20 musei da conoscere che rendono Napoli una città ancora più unica al mondo.

20. Il cimitero delle Fontanelle

Fresco di riapertura e new entry nel Naples Pass, l'ossario del rione Sanità è un luogo magico che si affianca ai siti monumentali, ai palazzi settecenteschi e alle botteghe artigiane del quartiere. Una cava di tufo lunga venti metri che in tre secoli si è trasformata da rifugio in ipogeo dove celebrare il culto delle anime “pezzentelle”: resti anonimi di persone morte in povertà, alle quali si chiedevano grazie, miracoli e intercessioni in cambio di cure e preghiere.

La visita al cimitero delle Fontanelle è un'esperienza unica e necessaria per capire al meglio il rapporto speciale presente nella cultura napoletana tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il sito è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17:15. La prenotazione è obbligatoria e la permanenza non può andare oltre i 40 minuti. Il biglietto intero per la visita guidata costa 10 euro, con riduzioni previste per studenti e studentesse, under 18 e over 65. Con Naples Pass l'ingresso è gratuito.

Scopri il cimitero delle Fontanelle con Napoli Pass

19. La chiesa di Santa Luciella ai Librai

Il culto dei morti e delle “anime pezzentelle” prosegue dribblando la famosa Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, ma passando per Santa Luciella, piccolo gioiello barocco che si trova nel vicolo che collega San Biagio dei Librai a San Gregorio Armeno, a ridosso di Spaccanapoli. Nell'ipogeo di questa chiesa consacrata nel 1327 e luogo di devozione dei pipernieri napoletani, si trova un inconsueto oggetto di culto venerato da migliaia di persone.

È il famoso teschio con le orecchie: un cranio che ha ancora conservate le cartilagini mummificate delle orecchie. Ma a colpire di Santa Luciella ai Librai è anche l'esterno, dove è presente un affresco con lo stemma della corporazione dei tagliapietra di Soccavo, visibile sopra il portale d'ingresso. La chiesa, riaperta al pubblico nel 2019 grazie a un progetto di manutenzione e valorizzazione del suo patrimonio immateriale da parte dell'associazione Respiriamo arte, è visitabile tutti i giorni dalle 10:30 alle 18: il biglietto costa 6 euro.

18. Le catacombe di San Gennaro

Sempre nel rione Sanità, è immancabile una visita all'ipogeo dei Cristallini, alle catacombe di San Gaudioso e soprattutto a quelle di San Gennaro. È nella Napoli sotterranea che si celebra il culto del santo patrono. Il tour include il passaggio per la catacomba inferiore sviluppata attorno alla basilica di Sant'Agrippino e la sosta alla catacomba superiore, dove vennero portate le spoglie di San Gennaro e si possono ammirare alcune delle prime pitture cristiane del sud Italia.

Per chi vuole conoscere a fondo il rione Sanità, c'è pure il Miglio Sacro, il percorso che da Capodimonte arriva alla Sanità sulle orme del santo. Il biglietto intero per le catacombe di San Gennaro costa 13 euro, con sconti per studenti e studentesse, under 6 e under 18, over 65 e possessori di Artecard. L'ingresso è gratuito con Naples Pass. La prenotazione è obbligatoria: ci sono visite guidate ogni ora dalle 10 alle 17.

Visita le catacombe di San Gennaro con Napoli Pass

17. Jago Museum a Sant'Aspreno ai Crociferi

Aiace e Cassandra allo Jago Museum

Jago Museum Napoli

Ancora il rione Sanità, stavolta per scoprire un raffinato spazio d'arte personale che reinterpreta la tradizione marmorea in chiave contemporanea. È il museo voluto nella restaurata chiesa barocca di Sant'Aspreno ai Crociferi da Jacopo Cardillo, in arte Jago: un autentico fenomeno pop protagonista di progetti artistici audaci e provocatori. La collezione include celebri sculture in marmo come la Medusa, la Pietà, Aiace e Cassandra, Habemus Hominem e Apparato circolatorio.

Museo monografico in dialogo con il paesaggio urbano del quartiere e il patrimonio storico della città, Jago Museum è aperto dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 14 e dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19. Il biglietto intero con visita guidata costa 10 euro: sono previsti sconti per studenti e studentesse, under 18 e over 65, possessori della card Artsupp e per chi ha già i biglietti per le catacombe, il Miglio Sacro e il cimitero delle Fontanelle.

16. Le chiese del circuito Mudd

La chiesa di San Giovanni a Carbonara

MUDD - Fondazione Napoli C'entro

Mudd è l'acronimo di Museo Diocesano Diffuso: una rete che promuove il patrimonio artistico-religioso di Napoli, non solo per il turismo ma anche per l'inclusione sociale e lavorativa. Nel network del Mudd ci sono chiese monumentali molto famose come il Duomo e altre meno note e in passato inaccessibili come Sant'Aniello a Caponapoli, chiesa rinascimentale dedicata al compatrono della città, e San Giovanni a Carbonara, dove sono custodite alcune delle opere più importanti del gotico napoletano.

Il museo organizza anche un percorso speciale come quello sui tetti del Duomo (una camminata sulle 500 cupole del centro) e numerosi percorsi tematici tra arte, natura e fede, dal Miglio d'Oro alla visita nei luoghi di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, “il più santo dei napoletani, il più napoletano dei santi”. Ogni visita e percorso ha un suo biglietto: tutti i dettagli sono sul sito ufficiale del Mudd.

15. Madre: il museo d'arte contemporanea Donnaregina

In uno storico palazzo ottocentesco dal portone giallo, abbandonato per anni e tornato in vita nel 2005, si cela il cuore innovativo e sperimentale di Napoli: il museo d'arte contemporanea della città, immediatamente riconoscibile dalle presenza sul tetto del cavallo in tufo di Mimmo Paladino. Ristrutturato da Alvaro Siza, Palazzo Donnaregina è strutturato su tre piani: il primo per gli allestimenti site-specific, il secondo per le collezioni e il terzo per le esposizioni temporanee.

Il Madre ospita collezioni permanenti di star del calibro di Jeff Koons e Jannis Kounellis, Rebecca Horn e Daniel Buren, Anish Kapoor e Paul Thorel, Palladino e Bianco-Valente. Non solo: le attività serali sono a base di concerti, aperitivi e incontri. Il museo è aperto lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10 alle 19:30 e domenica dalle 10 alle 20. Il biglietto intero costa 8 euro, quello ridotto 4 euro. Nei fine settimana, ci sono visite guidate gratuite alla collezione del museo e alle mostre in corso.

14. Casa Morra a Palazzo Cassano Ayerbo d'Aragona

L'interno di Palazzo Cassano Ayerbo d'Aragona, oggi Casa Morra

Fondazione Morra

Gli Ayerbo d'Aragona, principi di Cassano, erano una nobile famiglia napoletana che possedeva un magnifico palazzo a Materdei, trasformato in residenza a metà del Settecento. Oggi questa dimora storica di San Raffaele è diventata un archivio di arte contemporanea grazie al lavoro del critico, curatore e docente Giuseppe Morra. La sua fondazione gestisce questo spazio museale che racconta le avanguardie italiane e straniere attraverso oltre duemila opere.

Attiva dal 2016 con mostre dedicate agli artisti della propria collezione e progetti condivisi con altre realtà internazionali, Casa Morra è aperta da martedì a venerdì dalle 10 alle 18:30 e sabato dalle 10 alle 14. Il biglietto intero costa 7 euro, il ridotto per studenti e studentesse 5 euro. L'ingresso è gratuito per gli under 16. Inoltre, con il biglietto cumulativo da 13 euro è possibile visitare anche il museo Hermann Nitsch, dedicato al maestro dell'azionismo viennese e situato in un contesto spettacolare: l'ex stazione elettrica Bellini nel quartiere di Pontecorvo.

13. Il gabinetto segreto del Mann

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli di Piazza Museo si possono ammirare mostre temporanee e collezioni importanti, dall'egizia alla Farnese passando per i mosaici, gli affreschi, gli arredi di Pompei e il tempio di Iside. Decisamente più bizzarro è il gabinetto segreto, ovvero una collezione di monumenti “infami” dell'antichità, con reperti a sfondo erotico e sessuale provenienti prevalentemente dagli scavi di Pompei ed Ercolano.

Aperta al pubblico nel 2000, la collezione è dislocata in un'antisala, un vestibolo e quattro sale che accolgono “oggetti osceni” di ogni tipo: affreschi a soggetto mitologico, elementi decorativi da giardino, arredi delle sale da banchetto, mosaici e bronzetti, amuleti e falli. In passato i benpensanti ne erano così scioccati che nel 1851 la porta d'ingresso fu addirittura murata. La visita è inclusa nel biglietto d'ingresso giornaliero del Mann: l'intero costa 20 euro, il ridotto 2 euro. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 9 alle 19:30.

12. Made in Cloister nell'ex chiostro di Santa Caterina a Formiello

A Piazza De Nicola, nel quartiere San Lorenzo, sorge una chiesa cinquecentesca dedicata alla martire Santa Caterina d'Alessandria. Il complesso monumentale, a lungo nascosto e sconosciuto, risale alla prima metà del Quattrocento e custodisce anche le reliquie dei martiri d'Otranto, uccisi dai turchi nel 1480 per aver rifiutato la conversione all'Islam. Nel suo chiostro, una fondazione ha realizzato un progetto di rigenerazione urbana che fonde arte contemporanea, artigianato e design.

Nell'ex chiostro di questo splendido e raro esempio di architettura rinascimentale napoletana, vengono organizzate mostre personali e collettive, laboratori dedicati a ricerca, sperimentazione ed esposizione di giovani artisti, proiezioni e spettacoli teatrali. La fondazione punta a realizzare i progetti attraverso il coinvolgimento della cittadinanza locale. Made in Cloister è aperto dal mercoledì al sabato dalle 11 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 14. Il biglietto intero costa 5 euro: l'ingresso è gratuito per under 18 e over 65, visitatori con disabilità e accompagnatori e residenti di Porta Capuana.

11. L'Ospedale delle bambole

A Spaccanapoli, nelle sale di Palazzo Marigliano, c'è un museo davvero singolare dove vivere un'esperienza turistica inattesa: un laboratorio-museo che dal 1895, grazie all'idea dello scenografo dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi Luigi Grassi, restaura giocattoli, bambole, orsetti, burattini, maschere e oggetti di culto. La parte museale è “un luogo fuori dal tempo”, affidato al gruppo di ricerca artistica intermediale Kaos Produzioni.

L'esposizione è strutturata come un vero e proprio ospedale con i diversi reparti. Nelle corsie si apprezzano giocattoli, peluche e bambole d'epoca in un viaggio nelle emozioni dell'infanzia fatto di silenzi, stupore e magia. Il museo è aperto nei mesi di marzo e aprile, il lunedì dalle 10:30 alle 13:30 e il venerdì, sabato e domenica dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 17:30. Il biglietto costa 5 euro per gli adulti, con riduzioni a 3 euro e ingresso gratuito per i più piccoli.

10. Gallerie d'Italia a Palazzo Zevallos Stigliano

L'interno delle Gallerie d'Italia a Palazzo Zevallos Stigliano

Gallerie d'Italia - Intesa Sanpaolo

La sede museale napoletana di Intesa Sanpaolo è nello storico palazzo di via Toledo, costruito nel 1639 dall'architetto Cosimo Fanzago per il nobile spagnolo Juan de Zevallos Nicastro, duca di Ostuni. Venduto al banchiere, mercante e collezionista d'arte fiammingo Jan van den Eynde, Palazzo Zevallos entrò prima in possesso della famiglia Colonna e poi della Banca Commerciale Italiana, diventata Banca Intesa nel 2001. Già sede del Banco delle Due Sicilie e del Banco di Napoli, nella sua forma attuale si deve alla progettazione di Marcello Piacentini e alla rifunzionalizzazione architettonica di Michele De Lucchi.

Il monumentale salone al piano terra è dedicato alle mostre temporanee, mentre le collezioni permanenti sono concentrate sull'arte napoletana del Seicento e del Settecento. Tra le numerose opere presenti alle Gallerie d'Italia, spiccano Sansone e Dalila di Artemisia Gentileschi e il Martirio di sant'Orsola, l'ultimo capolavoro di Caravaggio realizzato nel 1610, poche settimane prima della sua morte. Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. Il biglietto intero costa 8 euro, quello ridotto 4 euro: è consigliata la prenotazione online.

9. Il museo anatomico al Musa

Musa è l'acronimo di Museo Universitario delle Scienze e delle Arti: è il polo museale dell'Università Vanvitelli e si trova nei chiostri del complesso di Santa Patrizia in via Armanni. Il sito presenta cinque sezioni: anatomia, artistica, bibliografica, farmacologia e stomatologia. Il museo anatomico è uno dei più importanti al mondo nel suo genere: visitare le sue stanze permette di avventurarsi in un viaggio tra reperti umani perfettamente conservati, ferri chirurgici, preparati anatomici, liquidi e cere.

Gli appassionati di patologia forense non devono lasciarsi sfuggire la raccolta di cere ostetriche di Francesco Saverio Citarelli, le curiose mostruosità fetali, le bizzarre teste ciclopiche e la gamma di corpi interi mummificati messi insieme da Francesco Folinea, Stefano Delle Chiaje e Antonio Nanula. Il Musa è aperto lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 14 e mercoledì dalle 10 alle 16. Il biglietto standard costa 6 euro, il ridotto 4 euro. Sono previste tariffe speciali per gruppi e scuole.

8. Museo Filangieri a via Duomo

Nel complesso baronale di Palazzo Como sono conservate le collezioni del principe Carlo Filangieri, riunite dal figlio Gaetano in un museo che fa respirare la classe raffinata dell'artigianato artistico napoletano. Il cuore del museo è la sala Carlo Filangieri, dove si ammirano sculture, armi e armature, porcellane, tessuti storici, dipinti e una ricchissima biblioteca. La sala superiore è dedicata alla madre del principe Filangieri, Agata Moncada di Paternò.

Nella sala Agata, caratterizzata dalla pavimentazione a maiolica, batte il cuore industriale del museo: un'architettura modernista con un lucernaio in ferro e vetro progettato dalla Cottrau che illumina opere di artisti italiani e stranieri dal Cinquecento all'Ottocento, tra cui Jusepe de Ribera e Heinrich Friedrich Füger, Luca Giordano e Francesco Solimena. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 19, con ultimo ingresso alle 18:30. La durata della visita è di 30 minuti. Il biglietto standard costa 10 euro, il ridotto 5 euro.

7. Villa Pignatelli lungo la Riviera di Chiaia

Uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica napoletana, Villa Pignatelli venne progettata nel 1826 dall'architetto Pietro Valente per Sir Ferdinand Richard Acton, il figlio di John Francis Edward Acton, primo ministro di Ferdinando I. Nello spirito dell'epoca, Valente e il suo successore, Guglielmo Bechi, riuscirono a fondere un insieme di stili diversi, dal neorinascimentale e il neopalladiano al disegno paesaggistico tipicamente inglese.

Nei salotti della villa, passata poi ai banchieri tedeschi Rothschild e al principe Diego Pignatelli Aragona Cortés, si assapora lo spirito dell'alta aristocrazia napoletana ed europea. La monumentale biblioteca si affianca alla collezione di mobili, argenti, bronzi e ceramiche europee e orientali, che adornano le ampie stanze della residenza. Non mancano opere importanti come il dipinto Allegoria dell'architettura di Francesco Oliva e la scultura in bronzo del Narciso di Vincenzo Gemito.

Il giardino e il museo Diego Aragona Pignatelli Cortés sono aperti tutti i giorni dalle 9:30 alle 17, con ultimo ingresso alle 16. Il biglietto intero costa 5 euro, quello ridotto 2 euro. Se si acquista il biglietto cumulativo da 17 euro, è possibile visitare anche Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito. All'interno della villa hanno sede anche il Museo delle carrozze (intitolato al marchese Mario d'Alessandro di Civitanova) e la Casa della fotografia, che però sono temporaneamente chiusi.

6. Dal Pan al Museo dell'Immagine

L'esterno del PAN, il futuro Museo dell'Immagine

PAN Palazzo delle Arti Napoli

Nello storico Palazzo Carafa di Roccella in via dei Mille, in pieno centro storico, è stato aperto dal 2005 al 2024 il Palazzo delle Arti Napoli, un museo di arte contemporanea che ha ospitato mostre di pittura, scultura, fotografia, grafica, fumetto, design, videoarte e cinema. Attualmente chiuso al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria e rifunzionalizzazione degli spazi espositivi, il Pan riaprirà presto trasformandosi nel Museo dell'Immagine.

Quando saranno completati i lavori al piano terra e nelle sale espositive del primo piano, il Pan diventerà un museo dedicato a fotografia, cinema, videoarte e nuovi media. Progettato dall'architetto Giovanni Francesco Frascino, il Museo dell'Immagine offrirà un luogo immersivo dove pittura e scultura dialogheranno con i new media, in quella che è stata definita “una sorta di kunsthalle che ospiterà mostre antologiche di grandi personalità dell'arte del nostro tempo e installazioni site-specific originali, prodotte in partnership con istituzioni italiane e straniere”.

5. Il complesso monumentale dei Girolamini

Sempre a via Duomo, su largo dei Girolamini lungo via dei Tribunali, merita una visita un luogo insolito come la Domus Aurea napoletana: la chiesa dei Girolamini dedicata a San Filippo Neri, ribattezzata come la villa urbana di Nerone per la sua decorazione barocca in oro. Costruito nel 1586 con l'insediamento dei padri filippini oratoriani a Napoli, il complesso è uno degli edifici religiosi più vasti della città. Nei sotterranei sono ospitate centinaia di ossa un tempo oggetti di culto: secondo la leggenda, è qui che l'alchimista Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, conduceva i suoi esperimenti.

Nel complesso sono presenti due chiostri, la più antica biblioteca di Napoli, un archivio con diversi fondi e una quadreria con opere di tanti artisti di scuola napoletana e non, da Massimo Stanzione e Francesco Solimena a Guido Reni e Francesco Gessi. La chiesa-museo è aperta dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18:30, con ultimo ingresso alle 17:45, e sabato, domenica e festivi dalle 08:30 alle 13:30, con ultimo ingresso alle 12:45. Il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto (18-25 anni) 2 euro.

4. Il museo del corallo a Casa Ascione

Dal 1855 Ascione è il marchio per eccellenza della gioielleria in corallo, cammei, perle e pietre dure. Nel museo nato nell'atelier di Piazzetta Matilde Serao, al secondo piano della Galleria Umberto I di fronte al Teatro San Carlo, è in mostra la storia della casa fondata da Giovanni Ascione a Torre del Greco e diventata simbolo di eccellenza nella lavorazione artigianale delle pietre preziose.

Composto da due sezioni, il museo include antichi sistemi di pesca e di lavorazione, documenti originali della Casa e gioielli dall'Ottocento ad oggi. Le visite al museo sono guidate e su prenotazione: bisogna inviare una mail oppure scrivere un messaggio all'indirizzo e al numero di telefono presenti sul sito ufficiale. I giorni e gli orari sono il lunedì alle 17 e dal martedì al sabato su quattro appuntamenti alle 11, 12, 16 e 17. Il biglietto intero costa 6 euro, il ridotto 3 euro.

3. Lapis, il museo dell'acqua alla Pietrasanta

La chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, uno dei numerosi luoghi misteriosi ed esoterici di Napoli, ospita questo museo fuori dal comune: un'escursione nella Neapolis sotterranea lungo tre livelli. Il primo è un vero e proprio museo dell'acqua per scoprire le antiche cisterne greco-romane, oggi trasformate in suggestivi ruscelli animati di luci e colori. Il secondo è il Decumano Sommerso, un percorso a 40 metri di profondità sotto la Pietrasanta tra cave di tufo e rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale.

Nel mezzo, il Lapis ha inventato l'ascensore archeologico: un ascensore che in venti secondi permette una discesa panoramica di 35 metri nel ventre della città, rendendo più agevole l'accesso al sottosuolo. L'esperienza al Lapis include anche mostre ed eventi come la Fabbrica della Cultura. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 20, con visite guidate ogni ora. La visita dura 75 minuti ed è fortemente raccomandata la prenotazione nei fine settimana. Il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto (over 65, studentesse e studenti universitari) 10 euro.

2. Il museo del mare a Bagnoli e l'acquario alla stazione Dohrn

Chi ama il mare e la sua flora e fauna non deve perdere questi due luoghi di Napoli, culla del Mediterraneo. Non tutti lo sanno, ma nelle sale dell'Istituto Nautico di Bagnoli c'è un affascinante museo navale visitabile dal lunedì al venerdì su prenotazione (i numeri sono sul sito ufficiale) con biglietto a 5 euro. In visita si possono ammirare navi, costruzioni, macchine e strumenti di navigazione, cabine, capannine meteorologiche, i volumi della biblioteca e i documenti dell'archivio.

Nella Stazione Zoologica Anton Dohrn di via Caracciolo, uno dei più importanti enti di ricerca per la biologia marina e l'ecologia, c'è invece il primo acquario pubblico in Italia, inaugurato nel 1874 a due anni dalla fondazione della stazione. Il biglietto intero costa 10 euro (in offerta a 15 euro si può visitare pure il DadoM, il Museo Darwin-Dohrn) e permette di conoscere da vicino la biodiversità del golfo e del Mediterraneo, dalla costa al mare aperto. L'Aquarium è aperto da martedì a domenica dalle 9 alle 17.

1. Parco e museo della Villa Floridiana

Nel 1817, il re delle due Sicilie Ferdinando di Borbone acquistò un'ampia villa del parco del Vomero per darla in dono alla moglie, Lucia Maria Migliaccio di Partanna, Duchessa di Floridia. La residenza di via Falcone divenne la dimora estiva della regina senza corona, ristrutturata dall'architetto Antonio Niccolini in stile neoclassico con un parco dal gusto romantico, affidato alle cure del botanico Friedrich Dehnhardt. Quel paradiso verde è oggi un tripudio di camelie, lecci, pini, platani, cedri, cipressi, rocce e fontane, con un belvedere mozzafiato su Napoli e il golfo.

L'interno è invece sede del Museo della ceramica Duca di Martina, uno dei luoghi più raffinati d'Europa dedicati alle arti decorative. La collezione presente nelle sale è quella di Placido de Sangro, il Duca di Martina, ricca di maioliche e porcellane, vetri e smalti, bronzi, avori e coralli. Il parco è aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 9:30 alle 18:30 e l'ingresso è gratuito. L'ingresso al Museo Duca di Martina è a pagamento: il biglietto intero costa 4 euro, il ridotto 2 euro.

L'autore

Scritto il 14/10/2026