Adriana Errico

Adriana Errico

Scopri La Scarzuola, un luogo surreale nel cuore dell'Umbria che si snoda tra architetture visionarie e simboli enigmatici.

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C'è un luogo in Italia che sembra uscito da un sogno, eppure quasi nessuno lo conosce.

Immerso tra i boschi di Montegabbione, in provincia di Terni, questo straordinario complesso architettonico unisce un antico convento francescano alla "Città Ideale" incompiuta di Tomaso Buzzi.

Buzzi, uno degli architetti italiani più anticonvenzionali del Novecento, lavorò al progetto dal 1958 al 1978, concependo La Scarzuola come un vero e proprio percorso allegorico: ogni edificio è parte di una composizione simbolica più ampia, un intreccio di teatri, torri, templi e riproduzioni in miniatura di celebri monumenti classici, pensati non per essere semplicemente osservati, ma vissuti.

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La storia di La Scarzuola in breve

Molto prima che Buzzi immaginasse la sua "Città Ideale", questo angolo appartato dell'Umbria era già legato al nome di San Francesco d'Assisi. Secondo la tradizione, fu proprio qui che il santo costruì nel 1218 un riparo utilizzando la scarza, una pianta palustre da cui il luogo prende il nome.

Quel modesto eremo diede poi origine a un convento francescano, che nei secoli si sviluppò fino a diventare un complesso ben più ampio, comprendente la chiesa dove è ancora oggi possibile ammirare un raro affresco della prima metà del XIII secolo raffigurante San Francesco in levitazione.

Il complesso religioso rimase attivo per secoli, finché le soppressioni napoleoniche non lo lasciarono in gran parte abbandonato. Nel 1956 Tomaso Buzzi acquistò l'ex convento francescano e i terreni circostanti, non limitandosi a restaurare l'edificio storico ma dando vita, accanto ad esso, a una costruzione completamente nuova.

Buzzi progettò e plasmò lentamente la sua città teatrale e surreale nell'antico giardino del convento, vivendo a La Scarzuola fino al 1981 e continuando a lavorarci fino alla morte. Il complesso rimase incompiuto fino a quando suo nipote, Marco Solari, non riprese in mano il progetto per preservare la visione dello zio.

La visione di Tomaso Buzzi

La Scarzuola nacque come una città simbolica, un luogo in cui l'architettura potesse esprimere idee sulla vita umana, sulla conoscenza, sulla spiritualità, sull'arte e sull'immaginazione. Al centro del complesso si trovano i sette teatri, mentre l'Acropoli domina l'insieme come elemento più prominente e riconoscibile.

Il linguaggio architettonico di Buzzi è fatto di sproporzioni volute, scale intricate, accostamenti inattesi ed edifici che sembrano sfidare le regole dell'architettura tradizionale. È per questo che, a un primo sguardo, la città può risultare quasi incomprensibile: non è mai stata pensata come una semplice raccolta di edifici, ma come un'opera d'arte il cui significato emerge dal rapporto tra gli spazi e le prospettive.

Ecco, in breve, cosa racchiude la creazione di Buzzi:

• L'antica chiesa del convento

• Il Theatrum Mundi, il Teatro delle Api e l'Acropoli

• La Torre dell'Angelo Custode e del Tempo

• Il Tempio della Gigantessa e della Madre Terra

• Casa Cubo

• La Balena di Giona, la Torre della Solitudine e la Porta dell'Amore

• Il Teatro Verde e il Tempio di Apollo.

Il Theatrum Mundi, il Teatro delle Api e l'Acropoli

Al centro della città sorge il Theatrum Mundi, un ampio anfiteatro con una gradinata curva a forma di labirinto, organizzata attorno a un palcoscenico sormontato da un enorme occhio che sovrasta il pubblico. Proprio dietro quell'occhio, nascosto alla vista, Buzzi ricavò il proprio studio privato, dotato di uno specchio bidirezionale che gli permetteva di osservare il mondo esterno senza essere visto. Di fronte all'occhio, sotto i motivi del sole e della luna che corrono lungo il palcoscenico, un volto cornuto rappresenta "lo spettatore": un ribaltamento deliberato del consueto rapporto tra chi recita e chi guarda.

Accanto al palcoscenico si trova il Teatro delle Api, l'unico coperto dell'intero complesso, riconoscibile per le api, le stelle e le celle a nido d'ape che ne decorano la facciata.

Dall'altro lato, vicino alla Porta del Cielo, si innalza l'Acropoli: una collina disseminata di riproduzioni in miniatura del Partenone, del Colosseo, del Pantheon, del Tempio di Vesta, di un arco trionfale e di numerose torri, disposte secondo un ordine tematico, con gli edifici dedicati alle virtù in cima e i palazzi di nobili e artigiani poco più in basso. Molte di queste strutture sono cave all'interno, e danno vita a un labirinto di scale e punti di osservazione in cui gli stessi edifici sembrano sovrapporsi o trasformarsi a seconda del punto da cui li si guarda.

La Torre dell'Angelo Custode e del Tempo

Proseguendo lungo il percorso si incontra la Torre dell'Angelo Custode e del Tempo, che porta in superficie i temi della protezione e dello scorrere del tempo, aggiungendo un ulteriore livello di lettura al complesso. Un angelo custode può essere visto sull'ingresso color cremisi della torre e di nuovo vicino alla sommità, accanto a un grande orologio dal quadrante a spirale, posto appena sotto la cupola e i pinnacoli della torre.

La Gigantessa e la Madre Terra

Tra le tante stranezze di La Scarzuola, il Tempio della Gigantessa e della Madre Terra colpisce per la sua imponente figura femminile, un busto senza testa né gambe, dal cui collo si diramano fili metallici pensati per rappresentare il magma, la sostanza fusa che compone il nucleo terrestre.

All'interno, distribuita tra piccole stanze su livelli diversi, il tempio offre una rappresentazione visiva e significativa del ciclo della vita, a partire dal concepimento e dalla nascita. Poco più avanti, il percorso attraversa il Teatro del Corpo Umano prima di raggiungere le aree dedicate, da un lato, alla Scienza e alla Tecnologia, dall'altro, all'Arte e all'Immaginazione.

Casa Cubo

Isolata rispetto al resto del complesso, Casa Cubo sorprende per la sua semplicità dopo la densità dell'Acropoli e dei teatri: una struttura squadrata ed essenziale, interrotta solo da una porta sormontata da un timpano triangolare e da un'unica finestra quadrata. La sua forma è stata interpretata come un athanor, il forno alchemico usato nella ricerca della trasformazione, un dettaglio che accresce l'alone di mistero e magia che avvolge questo luogo.

La Balena di Giona, la Torre della Solitudine e la Porta dell'Amore

Il percorso prosegue sul lato opposto del Theatrum Mundi, aprendosi sulla Balena di Giona, una struttura in pietra circondata da massi di tufo modellati a imitazione delle onde. Attraversandola si giunge alla Torre della Solitudine e della Meditazione, una torre priva di tetto, punteggiata di finestre, costruita per l'introspezione e il raccoglimento.

Da qui, una scalinata colonnata, chiamata "la Scala della Vita", sale fino alla Porta dell'Amore, dove un'iscrizione dorata riporta le parole latine Amor vincit omnia, "l'amore vince ogni cosa."

Il Teatro Verde e il Tempio di Apollo

Il percorso conduce poi al Teatro Verde, uno spazio in pendio delimitato dal colonnato che corre dalla Porta dell'Amore alla Balena di Giona da un lato, e dal retro del Theatrum Mundi dall'altro. Ai suoi piedi, una piccola vasca e un portico danno al luogo il suo secondo nome, Teatro dell'Acqua, completato dal Ninfeo di Diana e Atteone, chiamato anche Ninfeo delle Ore per via delle sue 24 colonne. Qui si trova anche lo splendido Tempio di Flora e Pomona, un padiglione ottagonale a cupola che aggiunge una nota mitologica al percorso.

La visita si conclude al Tempio di Apollo, uno spazio circolare privo di copertura, centrato su un cipresso un tempo colpito da un fulmine, che Buzzi considerava l'elemento più vicino a Dio. Stelle dorate corrono lungo il fregio superiore del tempio, insieme a simboli scolpiti come occhi e stelle. Da qui, un breve passaggio conduce alla Torre di Babele e alla Scala delle Sette Ottave, un omaggio all'importanza che la musica aveva per Buzzi, con la sua piramide di vetro sormontata da una stella metallica.

Informazioni pratiche per la visita

La Scarzuola è una proprietà privata e può essere visitata solo con una visita guidata e prenotazione obbligatoria. Il sistema di prenotazione ufficiale indica attualmente un biglietto d'ingresso di 15 € per i visitatori dai 15 anni in su, mentre i bambini fino ai 14 anni entrano gratuitamente. Il pagamento può essere effettuato online con carta o PayPal, oppure in contanti direttamente sul posto.

Le visite si svolgono in piccoli gruppi e sono generalmente in italiano (è consigliabile verificare in anticipo se è disponibile una guida in inglese). Il terreno può risultare irregolare, quindi è consigliabile indossare scarpe comode: le condizioni ufficiali del sito segnalano infatti tratti sconnessi del percorso e invitano a seguire sempre le indicazioni della guida.

La visita dura circa un'ora e mezza, anche se la durata effettiva può variare da un tour all'altro, e si svolge quasi interamente all'aperto, poiché gli interni degli edifici non sono accessibili al pubblico.
Piccolo avvertimento: è molto probabile che la guida sia lo stesso Marco Solari, noto per un carattere diretto e senza filtri, che alcuni visitatori adorano e altri trovano eccessivo. Le recensioni sono discordanti, ma quasi tutti concordano su una cosa: l'esperienza resta impressa nella memoria.

Trattandosi di un luogo remoto e non semplicissimo da raggiungere, arrivare in auto è la soluzione più pratica. Il tratto finale include una strada non asfaltata, quindi è bene mettere in conto qualche minuto in più e seguire le indicazioni fornite dalla struttura piuttosto che affidarsi ciecamente al navigatore. Il sito si trova nella frazione di Montegiove, nel comune di Montegabbione, in provincia di Terni, a circa un'ora a sud di Perugia: dato che in questa zona non è presente alcun servizio di trasporto pubblico, l'auto resta l'unica opzione praticabile.

Cosa vedere nei dintorni

La Scarzuola si trova nell'Umbria occidentale, al confine con la Toscana, in una posizione che permette di raggiungere facilmente altre mete interessanti.

Orvieto è l'aggiunta più naturale a un itinerario: il suo spettacolare centro storico arroccato, il duomo gotico e i camminamenti sotterranei offrono un contrasto suggestivo con l'architettura surreale di La Scarzuola.

Il Lago Trasimeno è un'altra opzione, ideale per chi desidera unire la visita a paesaggi lacustri e piccoli borghi di grande fascino.

Per un itinerario più lungo, è possibile spingersi anche in Toscana, verso la Val d'Orcia, dove colline dolci e borghi storici regalano un paesaggio completamente diverso.

La Scarzuola, quindi, si presta particolarmente bene a essere inserita in un più ampio viaggio on the road tra Umbria e Toscana meridionale, piuttosto che essere visitata come meta isolata.

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Cos'è La Scarzuola?

La Scarzuola è un complesso architettonico a Montegabbione, in Umbria, che unisce uno storico convento francescano alla Città Ideale creata dall'architetto Tomaso Buzzi tra il 1958 e il 1978. Il complesso comprende sette teatri, l'Acropoli e una serie di strutture architettoniche simboliche e surreali.

Si può visitare La Scarzuola?

Sì. La Scarzuola può essere visitata, ma esclusivamente tramite visita guidata su prenotazione. È una proprietà a gestione privata e non funziona come un museo pubblico tradizionale.

Perché La Scarzuola è famosa?

La Scarzuola deve la sua fama alla surreale Città Ideale progettata da Tomaso Buzzi come complesso architettonico teatrale e simbolico. La sua Acropoli unisce riferimenti a celebri monumenti classici a scale, torri, teatri e forme architettoniche inaspettate, dando vita a un luogo che sembra trasformarsi a seconda del punto di osservazione.

Dove si trova La Scarzuola?

La Scarzuola si trova a Montegiove, frazione di Montegabbione, in provincia di Terni, nell'Umbria occidentale, tra le colline boscose vicino a Orvieto e non lontano dal confine con la Toscana.

Vale la pena visitare La Scarzuola?

Per chi ama l'architettura fuori dagli schemi, i luoghi nascosti e le destinazioni che richiedono un pizzico di immaginazione per essere apprezzate fino in fondo, La Scarzuola è una delle destinazioni più originali che si possano visitare in Umbria.

Non è un monumento tradizionale, da percorrere semplicemente ammirando il paesaggio: l'esperienza dipende dall'architettura, dal simbolismo e dalla storia che la accompagna. Ed è proprio questo a rendere La Scarzuola un luogo così unico.

L'autore

Scritto il 09/10/2026