Adriana Errico

Adriana Errico

Sulle rive del Lago di Bolsena, a Capodimonte, si nasconde un borgo con una storia simile a quella della Bella e la Bestia. Vieni a scoprirla con noi.

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Situato su un promontorio scosceso in provincia di Viterbo, nella regione del Lazio, che si estende verso il Lago di Bolsena si trova il piccolo e caratteristico borgo di Capodimonte, le cui origini risalgono all’epoca etrusca. Divenuto centro abitato nel VII secolo, il paese ha conosciuto il suo periodo d’oro durante il Rinascimento grazie alla presenza dei Farnese, i quali fecero edificare la Rocca Farnese, fortezza-residenza che ancora oggi domina il paesaggio e da cui si gode di una vista spettacolare sul lago e sui dintorni.

Eppure, proprio qui, all’ombra della Rocca, si è conclusa la vita di un gentiluomo davvero fuori dal comune. Si racconta che la giovane damigella di corte che lo sposò svenne il giorno delle nozze, vedendo per la prima volta il volto del marito, coperto di peli dalla testa ai piedi, ma colto e gentile. Il loro matrimonio durò più di quarant’anni, e lui morì a Capodimonte nel 1618. Sembra l’inizio della favola de La Bella e la Bestia, e alcune leggende narrano che il racconto derivi da questa vicenda, quella di Petrus Gonsalvus, affetto da una grave ipertricosi che lo rendeva simile a una sorta di "uomo lupo."

Ma chi era davvero quest’uomo e quanto c’è di vero in questa suggestione? Partiamo dalla sua storia, che sembra davvero uscita da una fiaba.

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Chi erano Pedro González e Catherine Raffelin? La storia dietro la leggenda

Pedro González, noto in Europa come Petrus Gonsalvus, nacque nel 1537 a Tenerife, terra sotto il dominio del Regno di Castiglia. Era affetto da ipertricosi congenita, una rara condizione genetica che provoca una crescita eccessiva di peli su tutto il corpo, volto compreso. Secondo alcune ricostruzioni, nonostante le sue nobili origini fu abbandonato alla nascita proprio a causa di questa condizione. Il racconto più diffuso vuole che, ancora bambino, fosse destinato in dono all’imperatore Carlo V, ma che durante la traversata sia stato catturato da corsari francesi e offerto al re Enrico II, marito di Caterina de’ Medici.

Sebbene il suo compito fosse quello di intrattenere i sovrani, Pedro riuscì a conquistare un posto autorevole a corte grazie alla sua straordinaria intelligenza, ricevette un'educazione umanistica e ottenne il titolo di don, perché discendente, si dice, da una stirpe reale guanche.

Caterina de' Medici decise quindi di organizzare un matrimonio combinato tra Pedro e Catherine Raffelin, una damigella al servizio della regina, a cui, si narra, non venne rivelato l'aspetto dello sposo fino al giorno delle nozze. La coppia rimase unita per oltre quarant'anni ed ebbe diversi figli: le fonti più citate parlano di sei, quattro dei quali con la stessa ipertricosi del padre.

La Bella e la Bestia è dunque una storia vera?

È la domanda che ha reso virale questa storia, quindi vale la pena essere precisi.

Cosa è documentato. Pedro González è realmente esistito, ha vissuto alla corte di Francia, ha sposato Catherine Raffelin, ha avuto figli, quattro dei quali (è la cifra più citata) con la sua stessa condizione, ed è morto a Capodimonte nel 1618.

Cosa è un'ipotesi. Alcuni studiosi e divulgatori hanno proposto che la sua vicenda abbia ispirato i racconti sul tema della bella e della bestia. Si tratta però di una suggestione, non di una prova. Anche perché nessun documento collega direttamente la coppia ai testi della fiaba.

Cosa sappiamo sulla fiaba. La versione più nota nasce nel Settecento: la prima stesura è di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve (1740), poi riscritta in forma più breve da Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1756). Il tema dell'amore che supera l'apparenza è ben più antico, con precedenti come il mito di Amore e Psiche narrato da Apuleio. Il film Disney, infine, si rifà alla tradizione francese e non a Pedro.

La formula più onesta è dunque questa: la storia di Pedro e Catherine somiglia in modo affascinante alla fiaba, e qualcuno pensa che possa averla ispirata, ma non può essere dimostrato con certezza. 

Come raggiunse Pedro Capodimonte?

Dopo la morte di Caterina de' Medici, nel 1589, la famiglia perse la protezione della corte francese e visse in varie parti d'Europa. Secondo le ricostruzioni più diffuse, Pedro passò poi sotto la protezione dei Farnese, signori di Parma e possessori di Capodimonte, che gli permisero di stabilirsi in paese con i suoi familiari. Qui morì il 20 gennaio 1618, ultraottantenne, lontano dai clamori delle corti.

Non sappiamo se la scelta di Capodimonte sia stata sua. Quel che è certo è che il borgo ha un fascino fiabesco, a prescindere dalle leggende. 

Cosa vedere a Capodimonte

Il promontorio su cui sorge il paese si è formato quando i vulcani dei Monti Volsini, dopo le eruzioni, crollarono su se stessi, lasciando un'enorme conca poi riempita dall'acqua: il Lago di Bolsena. Da questa origine deriva anche la caratteristica sabbia scura della spiaggia che oggi costeggia il lungolago.

Oltre a poter passeggiare sulle sponde del lago e percorrere la pista ciclabile che porta fino al circolo velico, nella parte più moderna del borgo è possibile visitare anche la Chiesa di San Rocco, patrono del paese, la cui festa ricade ogni 16 agosto. Proprio a San Rocco, infatti, è dedicata la "Luminata", una processione di fiaccole che illumina la notte e che culmina con uno spettacolo di fuochi d'artificio.

Salendo verso il centro del borgo, collocato nella parte più alta, potrai ammirare la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, la parrocchiale del paese, costruita nel XV secolo per volere dei Farnese. Qui si trova uno dei punti più suggestivi di Capodimonte: il lago da una parte e la Rocca Farnese dall'altra fanno da cornice al sagrato, uno dei più bei scorci panoramici del borgo.

Rocca Farnese, il castello da fiaba

Uno dei punti di maggiore interesse è la splendida Rocca Farnese, originariamente concepita come una torre a pianta quadrata e trasformata solo in seguito in un palazzo gentilizio a forma ottagonale. Secondo alcune fonti, in principio, l'edificio doveva assolvere il compito di imprigionare gli eretici ma la sua funzione cambiò nel 1510, quando Antonio da Sangallo il Giovane, su incarico del Cardinale Alessandro Farnese, la trasformò in una sontuosa ed elegante residenza, visitata da personalità prestigiose del tempo, quali nobili e pontefici o membri politici.

Oggi la dimora, circondata da un rigoglioso giardino all'italiana, è di proprietà privata, ma una parte della rocca è destinata all'accoglienza turistica ed è visitabile ma è bene prenotare in anticipo.

Fra queste mura, secondo la tradizione, avrebbe trovato dimora anche Pedro González con la sua famiglia: un'ipotesi suggestiva, che rende la Rocca la cornice più naturale della loro storia. 

Il Lago di Bolsena e l’Isola Bisentina

Il Lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d’Europa ed è, ad oggi, considerato uno dei laghi più puliti d’Europa, oltre a essere completamente balneabile.

In prossimità del lago sorgono due isole, l’isola Bisentina e l’isola Martana.

La prima, in passato rifugio spirituale in epoca rinascimentale e residenza privilegiata della famiglia Farnese, oggi conserva un fascino senza tempo e può essere visitata solo in escursione, con partenza dal porto di Capodimonte. Sull’isola, dominata da boschi fitti e da sette chiesette, si trovano i resti del cratere del vulcano da cui ebbe origine il lago e la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, dove è custodito il sepolcro della famiglia Farnese. Tra le curiosità più affascinanti c’è la “Malta dei Papi”, un carcere di sicurezza scavato nel tufo, a cui si accedeva tramite un pozzo di circa trenta metri.

La seconda isola, la Martana, è invece più piccola, privata e disabitata. Non si può visitare, ma è possibile circumnavigarla in battello, partendo sempre dal porto di Capodimonte o da quello di Bolsena.

Cosa fare nei dintorni

Capodimonte è una base ideale per scoprire la Tuscia. In pochi chilometri si passa da piccoli borghi di pescatori a città del vino, da necropoli etrusche a paesi sospesi sul tufo. Se hai più di un giorno, queste sono le tappe che meritano.

Marta.
Pittoresco borgo affacciato sull’acqua, chiamato anche “Borgo dei Pescatori”, si trova proprio di fronte all’Isola Martana, quella piccola e privata che dalla riva si può solo ammirare. È il posto giusto per una passeggiata tranquilla sul lungolago e per assaggiare il pesce di lago in uno dei locali del paese.

Bolsena.
Proseguendo lungo la riva si arriva a Bolsena, da cui partono altri giri in battello. Se capiti in una giornata di sole, una gita sull’acqua è uno dei modi più rilassanti e romantici per vedere il lago da una prospettiva diversa, scoprendone gli angoli più nascosti e le due isole da vicino. Anche da qui è possibile circumnavigare la Martana.

Montefiascone.
Sorge sul colle più alto dei Monti Volsini e regala il panorama complessivo più bello sul lago. È anche una tappa golosa, perché qui si produce il famoso vino Est! Est!! Est!!! insieme a un ottimo olio extravergine d’oliva, quindi è il posto giusto dove fermarsi a pranzo.

Parco archeologico di Monte Bisenzio.
Vicinissimo al borgo, sorge dove si trovava l’antica Bisenzio, un insediamento che risale all’età del bronzo e che fu poi un importante centro etrusco e romano. Secondo una tradizione, furono proprio i suoi abitanti, in fuga, a fondare l’attuale Capodimonte. Camminare tra i resti, con il lago sullo sfondo, aiuta anche a capire quanto sia lunga la storia di questo angolo di Tuscia. 

Grotte di Castro.
Adagiato su un colle a circa 467 metri, il borgo prende il nome dalle caverne che si aprono sotto la rupe su cui sorge il centro storico. Ha origini etrusche e il suo territorio custodisce numerose necropoli con una grande quantità di reperti, molti di più di quelli visibili a Monte Bisenzio.

Civita di Bagnoregio.
Se hai tempo per una gita più lunga, è tra i borghi più belli del Lazio e uno dei luoghi più fotografati d’Italia. È chiamata “la città che muore”, proprio a causa della fragilità del basamento di tufo su cui sorge, che si sgretola lentamente. Un paese sospeso nel vuoto, oggi tra le mete più amate della zona.

Scopri di più su Montefiascone

Informazioni utili su Capodimonte

Le stagioni ideali per visitare Capodimonte sono sicuramente la primavera e l’estate, periodi in cui si può godere di un clima mite e di giornate piacevoli. È anche il momento giusto per vivere il lago. Si può nuotare, noleggiare pedalò, canoe o barche a vela e praticare vela, canoa e windsurf. Tra gli appuntamenti sportivi spicca la Tuscia Cup, un’importante regata organizzata dal Club Nautico Capodimonte. Oltre alla Luminata di cui abbiamo parlato in precedenza, potrai prendere parte anche alla Sagra del Coregone, una delle specialità lacustri che costituisce la base di molti piatti tipici del luogo.

In primavera e in autunno il borgo è più tranquillo e perfetto per passeggiare senza la folla, mentre l’inverno ha un fascino diverso e raccolto, ideale per chi ama il paesaggio e i piccoli borghi.

Capodimonte si raggiunge più comodamente in auto, in circa due ore da Roma. Con i mezzi pubblici si arriva a Viterbo e da lì si prosegue con i bus regionali, ma conviene controllare in anticipo gli orari aggiornati. 

L'autore

Scritto il 06/11/2026