Alessia D'alfonso

Alessia D'alfonso

A Napoli c'è una chiesa dove un teschio accoglie i visitatori all'ingresso. Non si tratta di uno spettacolo macabro, ma di una storia di vita. 

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Napoli ha sempre avuto un rapporto unico con la morte: intimo, familiare e sorprendentemente tenero. Lo si può vedere nel Cimitero delle Fontanelle, dove migliaia di teschi riposano in file silenziose. Lo si sente nella famosa poesia di Totò "'A Livella", dove la morte diventa il grande livellatore tra ricchi e poveri. E lo si percepisce in luoghi come Santa Luciella ai Librai, famosa per il suo "teschio con le orecchie" e dove si crede che protegga dalla sfortuna.

Lungo Via dei Tribunali, proprio nel cuore del centro storico di Napoli, c'è una chiesa dove questo rapporto diventa ancora più personale. Qui, un tempo i vivi "adottavano" i morti. E un teschio di bronzo accoglie i visitatori all'ingresso. Stiamo parlando di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

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Purgatorio ad Arco: cosa sapere su questa chiesa dedicata alle anime dimenticate

Chiese nascoste di Napoli: Purgatorio ad Arco

Costruita all'inizio del 1600, la chiesa del Purgatorio ad Arco fu creata con uno scopo specifico: pregare per le anime intrappolate nel Purgatorio, in particolare per quelle che non avevano una degna sepoltura. Si trattava dei morti abbandonati, senza nome, famiglia o tomba. Nella credenza napoletana, queste anime non possono trovare pace se i vivi non si prendono cura di loro.

All'ingresso, un teschio di bronzo sulla pietra e altri sulla facciata della chiesa accolgono i visitatori. Non hanno lo scopo di spaventare, ma di ricordare che qui nessuno viene mai veramente dimenticato.

All'interno, un dipinto barocco sopra l'altare maggiore raffigura le anime del Purgatorio che salgono verso la salvezza, sollevate dalle preghiere.

Non si trattava di un semplice simbolismo, ma di un vero e proprio culto: quello delle Anime Pezzentelle. Le persone venivano qui per chiedere protezione, favori, amore, guarigione e in cambio pregava per le povere anime dimenticate,  le "anime pezzentelle", appunto. 

Questa chiesa è straordinaria anche perché, a differenza di molte altre, il suo scopo è rimasto immutato nel corso dei secoli.

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La Cripta: dove i vivi adottano i morti

Cripte a Napoli

credits: purgatorioadarco.it

Sotto la chiesa si trova la cripta, una camera buia e suggestiva che un tempo custodiva i resti dei defunti napoletani di cui non si conosceva il nome. Qui si svolgeva un rituale: una persona sceglieva una "capuzzella" (un teschio), se ne prendeva cura e pregava per la sua anima. Se l'anima concedeva un favore, la devozione continuava. In caso contrario, il teschio veniva rispettosamente lasciato e ne veniva scelto un altro.

Si trattava di uno scambio intimo di speranza, memoria e reciprocità unico al mondo.

Oggi, si può accedere alla cripta con una visita guidata, in silenzio e rispetto e osservare le tracce di questa tradizione.

Il teschio della sposa: la leggenda di Lucia

Santa Maria Purgatorio ad Arco Napoli: Lucia

credits: napolitoday.it

Tra i tanti teschi nella cripta, uno spicca a parte. Coperto da un velo da sposa e circondato da lettere, foto e fedi nuziali, quel teschio è conosciuto come Lucia.

Esistono diverse versioni della sua storia. Ma la più famosa racconta del suo fidanzato che prese in giro un teschio della chiesa del Purgatorio ad Arco e scherzando gli disse: "Ci vediamo al mio matrimonio".

Il giorno delle nozze, una figura misteriosa apparve all'altare. Quando lo sposo lo riconobbe come il "teschio invitato", morì sul colpo. Lucia fuggì terrorizzata e in seguito morì anche lei. Si dice che la sua anima rimanga in quella cripta a proteggere gli innamorati e a guidare coloro che cercano un amore fedele. E ancora oggi, le coppie lasciano al suo fianco auguri di amore duraturo.

La leggenda vuole anche che il sagrestano, scoprendo la morte di Lucia disse "C'a morte nun se pazzea": con la morte non si scherza.

Purgatorio ad Arco: cosa sapere sulla visita

Napoli e il culto dei morti

credits: purgatorioadarco.it

Purgatorio ad Arco è più di una chiesa: è anche un piccolo complesso museale dove è possibile ammirare dipinti del XVII e XVIII secolo, manoscritti e oggetti devozionali legati alla storia di questo luogo.

L'ingresso alla chiesa barocca è gratuito. L'accesso alla cripta e al museo richiede un biglietto, acquistabile online o sul posto.

Le visite guidate in inglese sono disponibili ogni sabato alle 11:00 e sono incluse nel biglietto. Si consiglia la prenotazione: basta cercare "Museo Purgatorio ad Arco" per trovare la pagina ufficiale delle prenotazioni.

Un consiglio: l'esperienza nella cripta è tranquilla, intima e riflessiva. Prendetevi il vostro tempo, questo non è un posto da affrettare. 

Cosa vedere nei dintorni di Purgatorio ad Arco?

Purgatorio ad Arco: cosa fare nei dintorni

Sei proprio nel centro storico, a pochi passi da alcuni dei luoghi più importanti di Napoli:

Napoli Sotterranea (2 minuti a piedi)

- Museo Cappella Sansevero, che ospita il Cristo Velato (3 minuti a piedi)

- Via San Gregorio Armeno, la famosa via degli artigiani presepiali (3 minuti a piedi)

- Complesso Monumentale di Santa Chiara (9 minuti a piedi)

FAQ: Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Qual è il significato della cripta nella chiesa del Purgatorio ad Arco?

Era un luogo di riposo per i morti che non avevano ricevuto una degna sepoltura, dove i vivi offrivano preghiere in cambio di protezione spirituale.

Cosa sono le “anime pezzentelle”?

Sono le "povere anime" del Purgatorio, rappresentate da teschi che un tempo le persone adottavano e di cui si prendevano cura.

Come posso visitare la chiesa e la cripta del Purgatorio ad Arco?

L'ingresso alla chiesa è gratuito. Sono disponibili visite guidate alla cripta, soprattutto il sabato, in inglese.

Cos’è il “culto dei morti” napoletano?

Si tratta di una tradizione culturale basata sulla convinzione che tra vivi e morti vi sia un rapporto reciproco di cura.

Cosa vedere a Napoli vicino a Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco?

Napoli Sotterranea, San Gregorio Armeno, il Cristo Velato nella Cappella di Sansevero e il complesso monumentale di Santa Chiara. 

L'autore

Scritto il 22/04/2026