Paola Cirino

Paola Cirino

Il Cimitero delle Fontanelle, luogo di fascino e mistero, riapre il 19 Aprile 2026 dopo 5 anni di chiusura. 

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Il Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi di Napoli, finalmente riapre i battenti domenica 19 aprile 2026, dopo una lunga chiusura di cinque anni. Nel rione Sanità, un quartiere che incanta per il suo straordinario patrimonio di arte e tradizioni, questo antico e peculiare cimitero dalla incredibile storia è pronto ancora una volta ad accogliere i visitatori di tutto il mondo.

Rimesso a nuovo, in sicurezza e privo di barriere architettoniche, il Cimitero delle Fontanelle verrà inaugurato il giorno prima dell'apertura ufficiale, il 18 aprile 2026. La solenne cerimonia avrà luogo presso il vicino Largo Totò, a partire dalle ore 9:00. L'evento è attesissimo perché dopo la chiusura per motivi di sicurezza, lo storico ossario, luogo che più di qualunque altro rappresenta la devozione della gente comune, viene finalmente restituito alla città e ai suoi ospiti.

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Come visitare il Cimitero delle Fontanelle: le info utili

Napoli Cimitero delle Fontanelle

Se vieni a Napoli non devi perderti questo luogo iconico che unisce religione, superstizione e tradizione. Molto presto, inoltre, potrai visitarlo ancora più comodamente grazie al Naples Pass, che consente l'accesso agevolato alle maggiori attrazioni di Napoli.

Questo è un sito da non perdere perché ti permetterà di conoscere da vicino un aspetto unico della cultura locale, il culto delle "anime pezzentelle", che rappresenta la cura e l'amore che i Napoletani hanno sempre riservato ai defunti, inclusi quelli che non si conoscevano in vita. 

Il Cimitero delle Fontanelle si trova in Via Fontanelle, 80. 

Il sito è aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 18:00 (ultimo ingresso alle 17:15), con chiusura il mercoledì.

Il costo del biglietto varia dai 6€ agli 8€ e la prenotazione è obbligatoria. Puoi effettuarla sul sito ufficiale.

La fermata della metro più vicina è Materdei, sulla Linea 1. In alternativa puoi scendere alla fermata Museo, sempre sulla Linea 1, ed attraversare a piedi il Rione Sanità, uno dei quartieri più rappresentativi di Napoli.

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Scopri la leggenda delle anime pezzentelle

Prima di visitare il Cimitero delle Fontanelle vale sicuramente la pena conoscere la leggenda delle anime pezzentelle, a cui questo luogo è strettamente legato. A prima vista potrebbe sembrare una storia macabra, ma si tratta in realtà di una commovente testimonianza di amore e devozione, e di legami che nella tradizione napoletana nemmeno la morte può spezzare.

L'idea che i vivi potessero espiare i propri peccati aiutando i defunti a lasciare il Purgatorio per andare in Paradiso, è molto antica e a Napoli ancora adesso molto ben radicata. 

Il popolo che nei secoli si è ritrovato spesso oppresso e costretto alla miseria, ha instaurato da tempo immemore un rapporto di aiuto reciproco con le anime altrettanto sfortunate, quelle appunto "pezzentelle". 

Queste erano le anime dei defunti più poveri, che non avevano nessuno che potesse dire una preghiera per loro e nemmeno una degna sepoltura visto che venivano gettati nelle fosse comuni. Le persone così adottavano dei teschi, li pulivano, li addobbavano e dicevano preghiere per loro. In cambio le anime intervenivano per fare sì che i desideri dei vivi fossero esauditi.

Questo rapporto tra i vivi e i morti non è mai finito e a Napoli ce ne sono ancora tante testimonianze, tra mistero e religione, come si può vedere ad esempio nella chiesa del Purgatorio ad Arco in via dei Tribunali oltre che, naturalmente, al Cimitero delle Fontanelle.

Il Cimitero delle Fontanelle, una storia lunga cinque secoli

Cimitero Fontanelle riapertura

La storia di questo ossario inizia attorno al XVI secolo, quando nelle chiese iniziavano a scarseggiare i luoghi di sepoltura e in alternativa bisognò fare ricorso alle cave di tufo.

Il Cimitero delle Fontanelle era tra queste ma diventò particolarmente importante dopo l'epidemia di peste del 1656. Delle duecentocinquantamila vittime della terribile malattia, molte furono sepolte proprio qui. Lo stesso avvenne nel XIX secolo, sia dopo che Napoleone emanò l'Editto di Saint-Cloud vietando i cimiteri entro le mura cittadine, sia dopo ancora un'altra epidemia. Si racconta che in questa occasione persino il corpo di Giacomo Leopardi fu portato alle Fontanelle.

Nel XX secolo la Chiesa cercò di vietare la pratica di adottare i teschi, che nel frattempo si era molto diffusa, arrivando anche a chiudere l'ossario, ma senza alcun risultato. Non solo l'usanza è rimasta, ma il Cimitero delle Fontanelle è diventato un luogo iconico e sempre più amato.

Cosa vedere al Cimitero delle Fontanelle

Cimitero delle Fontanelle - Sanità

Entrando nel Cimitero delle Fontanelle ti troverai all'interno di una enorme grotta scavata nel tufo, dalle luci soffuse e grande 4000 metri quadrati. Praticamente ovunque i teschi sono disposti lungo le pareti e ce ne sono vari che sono stati posti dentro piccole teche di vetro dalle persone che li hanno "adottati".

Lo spazio è diviso in tre navate e in una di esse si trova la statua di Don Gaetano Barbati, il prete che nel 1872 fece sistemare l'intero ossario in modo da creare percorsi ordinati.

Ci sono inoltre alcuni ambienti dalla caratteristiche distintive. Il Tribunale, ad esempio, è quello dove i teschi sono disposti come la giuria durante un processo. Il Golgota è dove si trovano tre grossi crocifissi di legno. L'ossoteca è invece il luogo in cui le pie donne che aiutarono Don Gaetano Barbati sistemarono le ossa attorno alla statua del Cristo.

Tra centinaia di teschi qui custoditi ce ne sono alcuni famosi. Tra i più noti, per citarne alcuni, ci sono quello del Capitano, che aiuta le donne in cerca di marito e quello di Concetta, noto anche come teschio che suda perché sempre ricoperto da un velo di condensa, solo per citarne alcuni.

Questo è, in ogni caso, un luogo dove il silenzio parla e ogni teschio racconta una storia che attende solo di essere scoperta.

L'autore

Scritto il 17/04/2026