C’è un momento, varcando il Passo del Gran San Bernardo, in cui la Via Francigena del Nord si apre davanti a noi e restituisce subito un brivido di fascino e di timore, come se il cammino imponesse da sé il suo ritmo e la sua misura.
Tante tappe, tanti chilometri di strada da affrontare: dalle montagne maestose della Valle d’Aosta ai campi ordinati della Pianura Padana, fino alle prime ondulazioni dell’Appennino. In questo lungo attraversamento, la Via Francigena racconta un’Italia che cambia continuamente forma, senza mai perdere il suo fascino.
È un cammino che conquista proprio perché non cerca effetti speciali, ma lascia che siano il territorio, le sue stratificazioni e le sue tradizioni a parlare, fino a restare impressi nella memoria di chi lo percorre.
Dalle Alpi alla pianura: la spina dorsale storica della Via Francigena del Nord
Il primo respiro di questo itinerario sulla Via Francigena del Nord lo prendiamo in alta quota, nella cornice del Passo del Gran San Bernardo, punto d’accesso storico al cammino italiano.
Entrando nel cuore della Valle d’Aosta, numerosi castelli emergono come punti di osservazione e antica difesa, mentre i piccoli centri storici accompagnano il nostro tragitto verso il Piemonte.
Poi, davanti a noi si apre la grande pianura, in un percorso che ci conduce tra risaie, canali, cascine e città storiche. In questo tratto di strada, la bicicletta può essere un’ottima alleata, perché ci permette di accorpare insieme più tappe e fare anche piccole deviazioni fuori tracciato, tra argini, borghi e strade secondarie della Pianura Padana.
Dopo le città di Pavia e Piacenza, procediamo verso i primi rilievi dell’Emilia occidentale. Le tappe verso Fiorenzuola d’Arda e Fidenza segnano il passaggio da un territorio aperto a uno più articolato.
Le salite tornano protagoniste tra le valli e i boschi dell’Appennino tosco-emiliano, fino al Passo della Cisa, soglia naturale tra Emilia e Toscana.
Ecco le tappe ufficiali e il chilometraggio del percorso lungo la Francigena del Nord:
TAPPA → KM
1 Gran San Bernardo → Echevennoz 14,9
2 Echevennoz → Aosta 13,9
3 Aosta → Châtillon 27,7
4 Chatillon → Verres 19,2
5 Verrès → Pont-Saint-Martin 14,8
6 Pont-Saint-Martin → Ivrea 22,9
7 Ivrea → Viverone 20,2
8 Viverone → Santhia 16,7
9 Santhia → Vercelli 29,2
sus Valle di Susa → Vercelli 278,6
10 Vercelli → Robbio 18,6
11 Robbio → Mortara 14,2
12 Mortara → Garlasco 20,7
13 Garlasco → Pavia 24,6
14 Pavia → Santa Cristina e Bissone 28,0
15 Santa Cristina e Bissone → Orio Litta 16,1
16 Orio Litta → Piacenza 23,9
17 Piacenza → Fiorenzuola d'Arda 31,7
18 Fiorenzuola d'Arda → Fidenza 22,4
19 Fidenza → Fornovo di Taro 34,0
PAR Parma → Fornovo di Taro 38,0
20 Fornovo di Taro → Cassio 20,9
21 Cassio → Passo della Cisa 19,2
Borghi, città e paesaggi: un mosaico che cambia passo dopo passo
Lungo questo tratto della Via Francigena del Nord non mancano i luoghi da ricordare.
Aosta è il primo punto da non perdere, perché concentra alcune delle testimonianze romane più importanti dell’arco alpino, dall’Arco di Augusto a Porta Praetoria e fino al fascino raccolto del centro storico.
Châtillon e Verrès restituiscono il volto più raccolto della Valle d’Aosta, con i castelli che dominano i versanti: il Castello di Ussel ci osserva dall’alto con la sua posizione panoramica, mentre il Castello di Verrès si impone con il suo profilo severo e compatto. Poco più avanti, ecco apparire lo spettacolare Forte di Bard, costruito in posizione strategica.
Pont-Saint-Martin e Ivrea segnano il confine tra mondo alpino e pianura, mentre Vercelli porta il cammino fin dentro l’orizzonte delle risaie.
In Lombardia, Pavia aggiunge il peso della storia e merita una sosta più lunga. Da non perdere ci sono il Ponte Coperto, simbolo della città e uno dei luoghi più fotografati lungo la Francigena, l’Università e la Basilica di San Michele Maggiore, legata alle incoronazioni dei Re Longobardi.
In Emilia, vale la pena esplorare il centro storico di Piacenza, e ammirare la Cattedrale di Fidenza, punto di riferimento per generazioni di pellegrini prima della risalita finale verso l’Appennino e il Passo della Cisa.
Luoghi spirituali: la dimensione profonda del cammino in Nord Italia
La Via Francigena è, prima ancora che un itinerario geografico, un percorso intimo e spirituale. Questa spiritualità non si concentra in un solo grande santuario, ma si distribuisce lungo l’intero percorso, quasi a bassa voce.
Dal rifugio del Gran San Bernardo alle pievi disseminate nella valle, fino ai complessi monastici che punteggiano la pianura, la Francigena del Nord racconta una fede concreta, spesso legata alla vita quotidiana.
Tra Lomellina e Pavese, possiamo scoprire diversi siti religiosi nascosti e suggestivi, come la Chiesa di San Pietro a Robbio, con il suo patrimonio di affreschi, e l’Abbazia di Sant’Albino a Mortara, che ricordano quanto il cammino sia stato nei secoli anche una rete di presìdi religiosi e di accoglienza.
A pochi chilometri da Pavia, la Certosa è un altro luogo da non perdere, anche se è situato alcuni chilometri fuori dal percorso ufficiale. Voluta da Gian Galeazzo Visconti nel 1396 come cappella di famiglia, è uno dei massimi capolavori del Rinascimento lombardo, e ancora oggi regala atmosfere d’altri tempi e una sensazione di quiete e serenità.
Cultura enogastronomica della Via Francigena settentrionale
Prodotti e ricette tradizionali del territorio rappresentano un’altra caratteristica unica che possiamo scoprire e assaporare lungo la Francigena.
L’Italia settentrionale, a volte, viene sottovalutata dal punto di vista enogastronomico. Eppure, offre piatti straordinari, che vanno dai formaggi di montagna della Valle d’Aosta all’identità del riso tra Piemonte e Lombardia.
Vercelli e la Lomellina rappresentano il cuore di questa cultura, una terra agricola per una cucina che riflette la struttura stessa del paesaggio.
Infine, non trascuriamo l’Emilia. Dai salumi del piacentino e del parmense ai formaggi come il Parmigiano Reggiano, senza dimenticare le paste ripiene come i tortelli, i cappelletti e gli anolini.
Quando e come viaggiare sulla Francigena del Nord
La primavera del Nord Italia offre paesaggi in trasformazione, con le montagne ancora innevate e la pianura che si risveglia dopo l’inverno. Anche l’inizio dell’autunno è un buon momento, mentre l’estate è ottima per le montagne, ma non molto adatta per camminare o pedalare nella Pianura Padana, per via del clima molto caldo e umido (attenzione alle zanzare!).
Possiamo affrontare questo percorso come un itinerario naturalistico, seguendo la progressiva trasformazione del paesaggio dalle Alpi all’Appennino, oppure come viaggio gastronomico, attraversando le identità culinarie della Valle d’Aosta, del Piemonte risicolo, della Lombardia agricola e dell’Emilia.
Infine, resta la dimensione spirituale, forse la più autentica, perché ci conduce attraverso luoghi spesso isolati e quasi mistici, trasformando ogni tappa in un vero e proprio viaggio interiore.
Il segreto silenzioso della Via Francigena del Nord
Alla fine, la Via Francigena del Nord ci racconta di un cammino che è difficile definire da un solo paesaggio. Piuttosto, il vero segreto sta proprio nella capacità di sorprenderci dove meno ce lo aspettiamo.
Se gli scenari dei passi e delle valli alpine ci lasciano senza fiato, è quando ci ritroviamo dentro la quiete della Pianura Padana che possiamo realmente entrare in contatto con il senso del pellegrinaggio.
La pianura, a uno sguardo veloce, può sembrare uniforme e quasi monotona. Eppure è proprio qui che emerge uno dei volti più autentici del Nord Italia, con le risaie che riflettono il cielo, i canali, le cascine isolate e il ritmo lento della campagna.
Ed è forse questo il ricordo che più di ogni altro portiamo con noi. La scoperta di un territorio che non cerca di stupire, quanto piuttosto di trasmettere i propri segreti unici a chi sa prendersi il tempo di esplorarlo e comprenderlo.
L'autore
Scritto il 04/06/2026

Alessandro Savino
Il Nord Italia visto dalla Via Francigena: dal Gran San Bernardo all’Appennino, tra Alpi, pianura, borghi e tradizioni che restano nella memoria.