Dal valico della Cisa, la Via Francigena entra in una parte d’Italia in cui le colline ci guidano attraverso borghi medievali e meravigliose città d’arte, in un cammino che si dirige verso il suo fulcro storico, nella cornice senza tempo di Roma.
In questo cammino in Centro Italia, il paesaggio ci regala un equilibrio tra storia, natura e spiritualità. Laghi, boschi e alture che nascondono piccoli centri storici costruiti in pietra e complessi monastici che ancora oggi conservano una funzione di accoglienza e raccoglimento.
Tra Toscana e Lazio, la Francigena diventa anche un’esperienza di lentezza: un attraversamento del verde, tra sentieri che seguono specchi d’acqua e aree rurali dove il tempo sembra dilatarsi. Uno scenario che accompagna il nostro viaggio e, al tempo stesso, lo trasforma, invitandoci a viverlo con passo leggero e sguardo aperto.
Toscana e Lazio lungo la Via Francigena: colline, città d’arte e paesaggi sacri
Questa parte della Via Francigena è probabilmente quella più celebre e riconosciuta, soprattutto il tratto che raggiunge il cuore più scenografico della Toscana medievale, nei paesaggi iconici della Val d’Elsa e della Val d’Orcia.
Seguiamo le strade bianche che ci accompagnano anche nel Lazio, attraverso la splendida Tuscia con i suoi laghi e i paesi arroccati su speroni di tufo, dove il paesaggio vulcanico conserva ancora una dimensione raccolta e antica.
Il nostro viaggio si intreccia con una spiritualità più diffusa, fatta di abbazie, pievi e luoghi che per secoli hanno accolto pellegrini diretti verso Roma.
L’arrivo nella Capitale rappresenta il compimento simbolico del pellegrinaggio medievale: per secoli raggiungere Roma significava completare il viaggio e ottenere la meta tanto desiderata.
Oggi, però, la Via Francigena non si conclude qui. Il percorso moderno continua verso sud e attraversa un territorio completamente diverso, quello dei Castelli Romani e dell’Agro Pontino, tra luoghi di grande valore spirituale come l’Abbazia di Fossanova, per poi raggiungere Terracina, Formia e infine Minturno, sul Mar Tirreno, ultimo paese prima di entrare in Campania.
Ecco le tappe ufficiali della Via Francigena del Centro Italia, in Toscana e Lazio:
TAPPA → KM
1 Passo della Cisa → Pontremoli 19,3
2 Pontremoli → Aulla 32,3
3 Aulla → Sarzana 17,4
4 Sarzana → Massa 28,6
5 Massa → Camaiore 25,9
6 Camaiore → Lucca 26,1
7 Lucca -→ Altopascio 18,5
8 Altopascio → San Miniato 29,0
9 San Miniato → Gambassi Terme 23,9
10 Gambassi Terme → San Gimignano 13,4
11 San Gimignano → Monteriggioni 30,5
12 Monteriggioni → Siena 20,6
13 Siena → Ponte d'Arbia 25,7
14 Ponte d'Arbia → San Quirico d'Orcia 26,2
15 San Quirico d'Orcia → Radicofani 32,5
16 Radicofani → Acquapendente 23,6
17 Acquapendente → Bolsena 22,8
18 Bolsena → Montefiascone 16,5
19 Montefiascone → Viterbo 17,6
20 Viterbo → Vetralla 21,9
21 Vetralla → Sutri 23,9
22. Sutri → Campagnano di Roma 23,8
23 Campagnano di Roma → La Storta 23,0
24 La Storta → Roma 19,4
25 Roma → Castel Gandolfo 26,1
26 Castel Gandolfo → Velletri 21,2
27 Velletri → Cori 18,6
28 Cori → Sermoneta 18,9
29 Sermoneta → Sezze 10,9
30 Sezze → Abbazia di Fossanova 20,9
31 Abbazia di Fossanova → Terracina 20,6
31b Abbazia di Fossanova → Monte San Biagio 22,8
32 Terracina → Fondi 22,0
33 Fondi → Itri 15,0
34 Itri → Formia 21,0
35. Formia → Minturno 19,8
Luoghi e borghi di uno scenario mozzafiato
Tra Lucca e San Miniato, la Francigena conserva ancora l’impronta delle antiche vie di comunicazione, tra ospitali per pellegrini e borghi sorti lungo gli assi principali, tra le strade bianche della campagna toscana.
San Gimignano domina il paesaggio con le sue spettacolari torri medievali. Da non perdere lo splendido borgo di Monteriggioni e le sue mura, oltre ovviamente alla magica Siena.
Dopo il fascino “cittadino” di Piazza del Campo, prepariamoci ai panorami delle crete senesi e ai cipressi della Val d’Orcia, che, soprattutto nella zona di San Quirico, sembrano davvero disegnare il paesaggio come il pennello di un grande artista.
Nel Lazio ci aspetta la Tuscia vulcanica, con il lago di Bolsena, Montefiascone e Viterbo, la Città dei Papi. E poi, naturalmente, Roma, con le sue chiese, i monumenti e una storia millenaria.
Il viaggio finisce qui? No, perché il nostro itinerario in Centro Italia continua verso sud, passando da Castel Gandolfo e fino all’Abbazia di Fossanova, dove l’atmosfera si fa più raccolta e monastica.
Infine, per raggiungere la Campania ed entrare ufficialmente in Sud Italia, dobbiamo attraversare la pianura pontina e raggiungere il litorale tirrenico di Terracina, Fondi e Formia.
L'atmosfera spirituale, dal Medioevo toscano alle abbazie del Lazio
La dimensione spirituale della Via Francigena in Centro Italia è distribuita in una rete di luoghi chiave fin dalla Toscana, dove possiamo trovare pievi romaniche, strutture di accoglienza e borghi fortificati che erano parte integrante del sistema di assistenza ai viandanti.
Ma è anche e soprattutto l’intimità delle colline a colpirci e a portarci in un'atmosfera contemplativa, bucolica e quasi mistica.
Nel Lazio, il baricentro si sposta verso una spiritualità più monastica e isolata, con la ovvia eccezione della Capitale e della Basilica di San Pietro, fulcro assoluto della Francigena e tappa finale del percorso medievale.
Viterbo conserva la memoria del potere papale, mentre, a sud della Città Eterna, l’Abbazia di Fossanova rappresenta un luogo unico e un perfetto esempio di architettura cistercense essenziale e rigorosa.
Cultura enogastronomica: due identità complementari
Nella campagna toscana incontriamo una cucina costruita su un equilibrio preciso tra paesaggio e tradizione.
Pane sciocco, olio extravergine, legumi, salumi e pecorini raccontano un’agricoltura ancora viva e presente sul territorio. Nell’area di Montalcino, il viaggio si arricchisce con uno dei vini più celebri d’Italia, il Brunello di Montalcino, espressione di un’area dedicata alla vite di qualità.
Più avanti, entrando nella Tuscia laziale, troviamo una tavola più semplice e raccolta, fatta di verdure dell’orto, formaggi, zuppe e piatti legati ai laghi e alle colline vulcaniche.
A Roma le ricette popolari, come cacio e pepe, carbonara e amatriciana, convivono con una tradizione gastronomica più ampia e stratificata. I piatti di origine contadina si affiancano a una cucina influenzata da secoli di passaggi, incontri e contaminazioni.
Infine, tra l’Agro Pontino e la costa, la tradizione agricola si intreccia con quella marinara, per una cucina che guarda sempre più verso il Tirreno con sapori freschi e mediterranei.
Quando andare: la scenografia toscana e la spiritualità lazia
In autunno, la Via Francigena in Toscana e Lazio è un vero gioiello, perché ci permette di ammirare i colori dorati del foliage e di godere di un’atmosfera di pace assoluta tra le abbazie e i luoghi sacri.
In questo periodo le colline toscane offrono i loro contrasti migliori, e le temperature consentono una percorrenza regolare anche nelle tappe della Val d’Orcia e del Lazio interno.
Rispetto alle distanze più ampie della Francigena del Nord e del Sud Italia, qui le tappe sono meno e mediamente più brevi. Camminare rappresenta la scelta migliore, quella che ci permette di entrare in sintonia con il territorio, ammirando i borghi arroccati sulle colline, visitando una cantina, oppure fermandoci a contemplare i luoghi più isolati della Tuscia.
Anche la primavera è un ottimo memento per metterci in cammino, mentre l’estate è certamente più calda e affollata.
E l’inverno? L’inverno è una stagione in cui i panorami possono perdere leggermente il proprio fascino, e viaggiare a piedi è certamente meno facile. Però, è il periodo giusto per dedicare più tempo alle città d’arte lungo il percorso, e ce ne sono molte che vale la pena esplorare: Lucca, San Gimignano, Siena, Viterbo e, naturalmente, la meravigliosa Roma.
Il senso di un viaggio sulla Francigena del Centro Italia
Poche altre sezioni della Via Francigena mettono in evidenza il contrasto tra due dimensioni complementari che si susseguono tra Toscana e Lazio.
In Toscana, abbiamo la fortuna di poter ammirare l’espressione più iconica del cammino, immersi nella scenografia magnifica di un perfetto equilibrio tra cultura e natura. Entrando nel Lazio, invece, la nostra percezione cambia gradualmente, perché la Tuscia introduce un’atmosfera più raccolta e più interiore.
Alla fine, è un itinerario che sembra costruito su misura per accompagnarci verso Roma, lasciando che siano i paesaggi a dettare il ritmo e a farci anche scoprire i più suggestivi luoghi dell’anima del Centro Italia.
E quando la meta arriva, e ci troviamo nella cornice unica di Piazza San Pietro, il nostro desiderio è quello di celebrare il percorso fatto, ma anche rimetterci nuovamente sulla strada, come se il viaggio non si esaurisse mai davvero in un’unica destinazione.
L'autore
Scritto il 04/06/2026

Alessandro Savino
Perditi nella magia della Via Francigena in Centro Italia, tra colline idilliache, laghi e abbazie nascoste sulla strada per Roma.