Alessandro Savino

Alessandro Savino

Tra Campania e Puglia, la Via Francigena svela un Sud sorprendente: ampi orizzonti, borghi d’altri tempi e il fascino della campagna più autentica.

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Se lo storico pellegrinaggio medievale aveva Roma come meta conclusiva, oggi la Via Francigena del Sud è più viva che mai, e ci conduce attraverso territori nascosti e fuori dal tempo, ma non per questo meno affascinanti.

È un itinerario dal carattere meno celebrato, più silenzioso, e al tempo stesso più sorprendente. Tra Campania e Puglia, il cammino attraversa colline e altopiani, uliveti, campagne aperte che conducono a splendidi scorci sul mare.

I ritmi più lenti e una natura che cambia continuamente forma ci accompagnano alla scoperta di un Sud diverso, in cui ogni tappa sembra custodire un segreto: ospitalità genuina, memoria e una bellezza sobria che diventa magica e indimenticabile.

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L’atmosfera autentica e senza tempo della Via Francigena del Sud

In un’Italia più discreta e meno raccontata, il fascino della Via Francigena del Sud nasce dalla sensazione di attraversare territori che sembrano rimasti fedeli a un ritmo d’altri tempi.

Ciò che colpisce lungo questo cammino è l’atmosfera che cambia senza mai perdere autenticità. Dalle prime tappe in Campania, dove il cammino si muove tra borghi interni, colline e antichi siti spirituali, fino al Beneventano, che restituisce il volto più antico e raccolto dell’Appennino meridionale. 

Poi, ecco la Puglia. Da Troia la Francigena si divide: una direttrice raggiunge il Gargano, salendo verso i grandi luoghi di pellegrinaggio di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo. L’altra, quella principale, prosegue verso sud attraversando la pianura del Tavoliere e le Murge, che ci immergono in una campagna verde, ampia, quasi sospesa nel tempo. 

E ancora dobbiamo ammirare città magnifiche come Bari e Lecce, che ci conducono verso il mare del Salento, tra paesi di pietra e luce mediterranea, fino a Otranto e a Santa Maria di Leuca, dove la terra sembra terminare e lasciare spazio soltanto all’orizzonte.

Quali sono le tappe ufficiali della Via Francigena del Sud? 

TAPPA → KM

1 Sessa Aurunca → Teano 15,3

2 Teano → Statigliano 27,9

3 Statigliano → Alife 15,0

4 Alife → Faicchio 19,3

5 Faicchio → Telese Terme 12,5

6 Telese Terme → Vitulano 16,1

7 Vitulano → Benevento 17,2

8 Benevento → Buonalbergo 26,2

9 Buonalbergo → Celle di San Vito 28,9

10 Celle di San Vito → Troia 17,1

M11 Troia → Lucera 21,8

M12 Lucera → San Severo 25,7

M13 San Severo → Stignano 20,0

M14 Stignano → San Giovanni Rotondo 20,5

M15 San Giovanni Rotondo → Monte Sant'Angelo 24,1

11 Troia → Castelluccio dei Sauri 23,7

12 Castelluccio dei Sauri → Ordona 19,8

13 Ordona → Stornara 20,3

14 Stornara → Cerignola 17,9

15 Cerignola → Canosa di Puglia 19,2

16 Canosa di Puglia → Andria 24,0

17 Andria → Corato 13,8

18 Corato → Ruvo di Puglia 12,2

19 Ruvo di Puglia → Bitonto 19,6

20 Bitonto → Bari 23,8

21 Bari → Mola di Bari 23,3

22 Mola di Bari → Monopoli 29,0

23 Monopoli → Savelletri 21,0

24 Savelletri → Torre Canne 9,0

25 Torre Canne → Torre Santa Sabina 29,7

26 Torre Santa Sabina → Brindisi 34,4

27 Brindisi → Torchiarolo 25,0

28 Torchiarolo → Lecce 22,5

29 Lecce → Martano 30,6

30 Martano → Otranto 30,5

31 Otranto → Vignacastrisi 25,9

32 Vignacastrisi → Tricase 13,6

33 Tricase→ Santa Maria di Leuca 18,0

BRA Ordona → Matera 217,8

LIT Monte Sant'Angelo → Bari 143,8

Borghi e paesaggi di un Sud che sorprende lungo la Francigena

La Via Francigena del Sud alterna centri raccolti e scenari che ci restano impressi per la loro varietà. 

Benevento possiede un’identità costruita nei secoli: città dei Sanniti, poi romana e longobarda, conserva ancora oggi un volto che racconta il ruolo storico di questo territorio come punto di passaggio tra Tirreno e Adriatico. 

In Daunia, sono Troia e Lucera a dare al cammino alcuni dei suoi volti più forti, la prima come punto di snodo sospeso tra altopiano e pianura, la seconda come città che chiude il paesaggio pianeggiante del Tavoliere delle Puglie

Il ramo del cammino che si snoda verso il Gargano ci conduce a Monte Sant’Angelo, uno dei centri storici più incantevoli e rappresentativi del promontorio. 

Più a sud, Bari è una città magica e tutta da scoprire, dai vicoli di Bari Vecchia, dove non è raro incontrare la tradizione delle orecchiette fatte a mano davanti alle case, allo splendido e moderno Lungomare. 

Il nostro percorso si chiude in Salento, tra Lecce, Regina del Barocco con un magnifico centro storico in pietra e antiche testimonianze romane; Otranto, città di confine legata alla sua storia di incontro tra Mediterraneo e Oriente; e Santa Maria di Leuca, Tacco d’Italia e Città dei due mari, dove si uniscono Ionio e Adriatico.

I luoghi mistici che illuminano il cammino oltre Roma

Partiamo da Benevento, nel cuore dell’entroterra campano. È una città che custodisce secoli di storia sacra, con la Chiesa di Santa Sofia (sito UNESCO) come punto di riferimento non solo per la sua bellezza, ma perché rimane una delle poche testimonianze strutturate del potere longobardo nel Sud.

In un paese più piccolo come Troia, poco dopo il confine pugliese, non possiamo che restare colpiti dal fascino della Cattedrale di Santa Maria Assunta, sia per la sua essenzialità romanica, sia perché con la sua atmosfera raccolta sembra volerci riportare alla dimensione originaria del pellegrinaggio.

Se vogliamo esplorare i più significativi siti spirituali della Francigena meridionale, dobbiamo fare tappa sul Gargano: a Monte Sant’Angelo, il Santuario di San Michele Arcangelo è uno dei grandi luoghi micaelici d’Europa, mentre San Giovanni Rotondo è legato alla figura di San Pio, che ha reso il borgo uno dei principali luoghi di devozione in Italia.

Sulla nostra strada ci sono ancora almeno due luoghi sacri da non perdere: a Bari, l’incantevole Basilica di San Nicola è il centro del culto del santo protettore di viandanti e pellegrini.

A Santa Maria di Leuca, il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae si trova in un ambiente unico, che invita alla contemplazione e restituisce la sensazione di aver raggiunto il confine di una nuova esperienza spirituale.

Un cammino nella tradizioni gastronomiche del Sud

Orecchiette, cime di rapa, pane di grano duro, olio profumato e pomodori secchi: lungo la Via Francigena del Sud la tavola entra subito in scena, soprattutto in Puglia, dove la cucina racconta con precisione il paesaggio agricolo. 

Durante il nostro viaggio incontreremo masserie, forni rurali, campi di cereali e distese di uliveti che accompagnano il cammino con una continuità quasi naturale. È proprio in questo equilibrio tra produzione e territorio che il cibo diventa uno dei modi più immediati per conoscere il Sud.

Non perdiamoci allora i prodotti tipici come il canestrato pugliese, formaggio di pascolo che racconta la lunga storia della pastorizia sulle alture della Murgia, oppure i peperoni cruschi, simbolo della cucina dell’entroterra tra Murgia e area lucana (esiste una direttrice della Francigena che si spinge fino a Matera), un territorio in cui la tradizione contadina definisce sia il paesaggio che i suoi sapori.

In Campania, nell’area del Beneventano, il racconto gastronomico non è meno importante. C’è la pasta fresca tirata a mano, i legumi, i salumi di tradizione rurale, e i caciocavalli del Sannio. Soprattutto, troviamo una cucina che ruota attorno a preparazioni legate alle stagioni e alle ricorrenze.

Mare, natura e lentezza: il periodo migliore per il nostro viaggio

I periodi migliori per percorrere la Via Francigena del Sud sono primavera e autunno, quando possiamo affrontare le tappe senza il caldo intenso dell’estate, e con il paesaggio che esprime al meglio i suoi colori.

Nella zona della Puglia, anche l’inverno non è male, perché il clima è decisamente più adatto rispetto alle regioni del Nord, e i sentieri sono più silenziosi e suggestivi.

Questa parte del cammino si presta particolarmente a itinerari lenti e tematici. Può diventare un pellegrinaggio oltre Roma, oppure un viaggio alla scoperta del fascino senza tempo della campagna, o ancora un itinerario dedicato alla cultura del Sud, che alterna strada, soste nei borghi e scoperta delle tradizioni locali.

È probabilmente il tratto della Francigena che più invita a smettere di contare i chilometri e a iniziare a respirare a pieni polmoni, godendoci un’avventura unica.

Il Sud nascosto da scoprire camminando

La Via Francigena del Sud, dalla Campania alla punta estrema del cammino a Santa Maria di Leuca, ci porta lontano dalle immagini più celebri del Mezzogiorno, e ci accompagna invece dentro l'entroterra che raramente finisce sulle copertine, ma che conserva una forza autentica e silenziosa.

Camminando tra il Sannio, la Daunia e le campagne pugliesi, scopriamo una terra fatta di strade secondarie, paesi che sembrano custodire ancora un ritmo d’altri tempi, uliveti senza fine e piccoli borghi che conservano intatte le proprie abitudini e tradizioni. 

Non è il Sud delle grandi attrazioni concentrate in pochi luoghi, quanto piuttosto quello delle distanze, delle soste spontanee o dell’ospitalità dei locali. Ed è forse proprio questo il privilegio della Via Francigena meridionale: permetterci di entrare poco alla volta nel volto discreto e più vero dell’Italia del Sud.

L'autore

Scritto il 04/06/2026