Ogni strada della provincia di Pesaro e Urbino sembra custodire un sapore diverso. Basta lasciare la costa alle spalle e seguire il profilo delle colline perché il paesaggio cambi insieme ai profumi: un uliveto lascia spazio a un vigneto, un borgo rivela una ricetta antica, una piccola produzione racconta una storia tramandata da generazioni.
L’itinerario del gusto che abbiamo scelto di intraprendere nel cuore delle Marche è forse il modo più autentico per conoscere l’anima di questo territorio.
Tra formaggi DOP, olio DOP, salumi, vini DOC, agricoltura biologica e miele, prepariamoci a vivere 6 tappe attraverso un mosaico di eccellenze profondamente legate ai luoghi in cui nascono, in un viaggio che ci invita a rallentare, lasciarci guidare dalla curiosità e scoprire come il gusto possa diventare il filo conduttore di un’esperienza indimenticabile.
Itinerario del gusto in 6 tappe tra i sapori che raccontano Le Marche
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Prima ancora di arrivare a tavola, il gusto si riconosce nel paesaggio. E questo è ancor più vero se parliamo dei sapori dello splendido territorio delle Marche, nella provincia di Pesaro e Urbino.
Il nostro viaggio si lascia alle spalle la costa adriatica per partire da Cartoceto, tra le colline ricche di ulivi che trasmettono il ritmo autentico delle campagne, e introducono il primo capitolo di un percorso che cambia volto a ogni tappa.
Da qui il percorso si addentra sempre più nell’entroterra, seguendo produzioni che raccontano identità diverse: il biologico, il vino, il miele, il prosciutto e, infine, la Casciotta d’Urbino, che chiude il racconto riportandoci alle radici più profonde della tradizione gastronomica marchigiana.
Dopo Cartoceto, ecco Isola del Piano, Pergola, Belforte all’Isauro, Carpegna e, infine, Urbino: le sei tappe di questo imperdibile itinerario del gusto ci portano attraverso un vero mosaico di sapori, tra borghi semplici e suggestivi tutti da scoprire.
Un’avventura da vivere e assaporare con calma, muovendoci senza fretta in auto, per seguire il ritmo del territorio, concederci una sosta davanti a un panorama inaspettato o deviare verso una piccola realtà locale, lungo le strade che trasmettono i gusti semplici e deliziosi delle Marche.
Scopri di più sugli itinerari nelle MarcheTappa 1. Cartoceto: l’itinerario del gusto inizia tra gli uliveti delle colline marchigiane
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A dare il via al nostro itinerario del gusto è Cartoceto, borgo immerso tra le colline marchigiane, dove iniziamo a scoprire il primo grande protagonista tra i prodotti tipici delle Marche: l’olio d'oliva. Il borgo sorge su un colle circondato da uliveti, con il centro storico raccolto tra vicoli, piazze e antichi palazzi, mentre il paesaggio si apre sui panorami della valle del Metauro.
Cartoceto è il cuore dell’unica DOP olearia delle Marche, insieme a una tradizione enogastronomica che passa dal Bianchello del Metauro DOC e dal Sangiovese ai formaggi caprini e di fossa. Un patrimonio di sapori che ritroviamo nelle campagne e nelle realtà produttive locali.
Il rapporto con l’olio emerge anche nella storia e nella vita del paese: dal Teatro del Trionfo, ricavato nel Settecento in un antico frantoio e deposito di olive, fino agli eventi che durante l’anno mettono al centro cultura ed enogastronomia, come Cartoceto DOP, il Festival, che ogni novembre porta nel borgo degustazioni, laboratori e visite a frantoi e aziende agricole.
Come arrivare a Cartoceto?
Cartoceto si trova nell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, a pochi chilometri dalla costa adriatica. In auto è facilmente raggiungibile dall’autostrada A14, uscendo a Fano e proseguendo verso l’entroterra sulla SS73bis fino Calcinelli. Poi, voltiamo a destra sulla SP26 e superiamo il borgo di Saltara per arrivare a destinazione. Da Fano il tragitto dura 20 minuti, da Pesaro circa 40.
I sapori della prima tappa:
- Olio DOP Cartoceto;
- Bianchello del Metauro DOC e Sangiovese;
- Formaggi caprini e formaggi di fossa;
- Cartoceto DOP, il Festival.
Tappa 2. Isola del Piano: dove il biologico è una scelta di vita
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Tra le colline e i boschi che circondano Isola del Piano, borgo adagiato tra le vallate del Foglia e del Metauro, ai piedi dei Monti delle Cesane, prende forma una storia legata alla terra e alla sua tutela. A renderla speciale è soprattutto la figura di Gino Girolomoni, considerato uno dei pionieri dell’agricoltura biologica in Italia.
Nel 1977 contribuì alla nascita di una delle prime cooperative dedicate al biologico nelle Marche, anticipando un cambiamento che avrebbe coinvolto l’agricoltura europea negli anni successivi. A raccontare ancora oggi quella visione è il Monastero di Montebello, da lui recuperato e oggi sede della Fondazione Girolomoni e del Museo della Civiltà Contadina.
Il legame con questa filosofia si ritrova anche nel cuore del paese, dove il bronzo di Graziella Ra, una spiga di grano trasformata in simbolo, richiama la fertilità della terra e la biodiversità.
Come arrivare da Cartoceto a Isola del Piano?
Isola del Piano dista circa 18 km da Cartoceto. In auto possiamo raggiungerla in circa 25 minuti, seguendo le strade provinciali in direzione Fossombrone, svoltando a destra all’altezza del paese di Ponte degli Alberi.
I sapori della seconda tappa:
- Prodotti da agricoltura biologica.
Tappa 3. Pergola: un Rosso tra vigne e storia
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Tra le incantevoli, silenziose colline dell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, c’è un vino che porta il nome del luogo in cui nasce. È il Pergola Rosso DOC, prodotto nell’omonimo borgo di Pergola a partire dall’Aleatico, un vitigno dalla forte riconoscibilità.
La storia di questo vino è strettamente legata proprio all’Aleatico, arrivato a Pergola dalla Toscana e dall’Isola d’Elba nel XIII secolo. Nel corso del tempo, il vitigno si è perfettamente adattato alle caratteristiche del territorio, fino a diventare il simbolo della produzione vinicola locale.
Il Pergola Rosso si distingue per i suoi profumi intensi e aromatici, caratteristiche che ritroviamo anche nel Visciolato, altra specialità legata alla tradizione enologica locale, ottenuta dall’incontro tra vino rosso e visciole, una varietà di ciliegia aspra. Per completare la nostra esperienza gastronomica, possiamo portare a tavola anche il tartufo, altro protagonista della cucina di questo angolo dell’entroterra.
La scoperta di Pergola passa poi dal centro storico, dove possiamo alternare una degustazione a una passeggiata tra palazzi, chiese e testimonianze del passato. A custodire il reperto più celebre della città è il Museo dei Bronzi Dorati, che ospita il gruppo scultoreo romano rinvenuto nel territorio di Pergola nel 1946.
Come arrivare da Isola del Piano a Pergola?
Per raggiungere Pergola da Isola del Piano occorrono circa 40-45 minuti in auto, per poco più di 30 km. Il percorso passa da Fossombrone e prosegue verso la Valle del Cesano, attraversando le colline dell’entroterra fino al borgo.
I sapori della terza tappa:
- Pergola Rosso DOC;
- Visciolato;
- Tartufo.
Tappa 4. Belforte all’Isauro: dolce come il Montefeltro
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Per la quarta tappa del nostro itinerario del gusto nelle Marche facciamo una pausa… in compagnia delle api. Siamo a Belforte all’Isauro, dove il miele racconta un territorio fatto di boschi, fioriture e biodiversità. È proprio da questo ambiente ricco e vario che nasce il millefiori del Montefeltro, una delle produzioni che meglio esprimono il carattere di queste montagne.
Per saperne di più possiamo visitare il Bioparco Apistico Isauro, dedicato alle api e al loro ruolo nell’equilibrio dell’ambiente. Il tema torna anche nella Festa del Miele, appuntamento che ogni anno riunisce produttori e visitatori tra degustazioni, laboratori e iniziative dedicate all’apicoltura.
Dopo aver “assaporato” il territorio, dedichiamo del tempo anche al borgo, dominato dal Castello del Barone di Beaufort, e a rilassanti passeggiate nei boschi circostanti. Il rapporto tra natura e comunità rappresenta una delle caratteristiche più interessanti di questa parte del Montefeltro.
Come arrivare da Pergola a Belforte all’Isauro?
Da Pergola a Belforte all’Isauro sono circa 65 km. È la tappa più lunga del nostro viaggio: in auto impieghiamo circa un’ora e 15 minuti, passando per Cagli e Urbania, e attraversando il paesaggio collinare che ci conduce verso l’alta Valle del Metauro.
I sapori della quarta tappa:
- Miele millefiori del Montefeltro;
- Specialità della Festa del Miele.
Tappa 5. Carpegna: prosciutto DOP e sapori di montagna
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C’è un buon motivo se il Prosciutto di Carpegna DOP nasce proprio qui, nel paese di Carpegna. A circa 750 metri di altitudine, ai piedi del monte omonimo, l’aria dei boschi incontra le correnti provenienti dall’Adriatico, creando condizioni favorevoli alla sua stagionatura. Una tradizione che affonda le radici nel Cinquecento e che ancora oggi richiede almeno 16 mesi prima di arrivare in tavola.
Il risultato è un prosciutto dalla consistenza morbida e dal caratteristico colore rosa tendente al rosso, prodotto secondo un disciplinare che conserva tecniche di lavorazione artigianali. Anche la sugna, applicata a mano, contribuisce a definirne l’aspetto e il sapore. La materia prima proviene da suini allevati tra Marche, Emilia-Romagna e Lombardia, mentre il particolare microclima di Carpegna accompagna il processo di stagionatura.
Accanto al prosciutto troviamo poi il crostolo, specialità simile alla piadina, mentre nei boschi e nei pascoli del Monte Carpegna troviamo funghi, tartufi, carni e miele, altri sapori che completano il quadro gastronomico della zona.
Come arrivare da Belforte all’Isauro a Carpegna?
Da Belforte all’Isauro a Carpegna sono circa 10 km lungo la SP112, che possiamo percorrere in auto in 15 minuti.
I sapori della quinta tappa:
- Prosciutto di Carpegna DOP;
- Crostolo, funghi e tartufi.
Tappa 6. Urbino: il gran finale è servito con Crescia e Casciotta
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Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro itinerario del gusto, e non poteva che essere Urbino. Dopo aver seguito il filo dei prodotti tipici attraverso le colline, i boschi e i piccoli borghi delle Marche, concludiamo il viaggio nella città che più di ogni altra rappresenta la dimensione culturale di questa terra.
A tavola Urbino conserva una forte identità, affidata soprattutto a due specialità che appartengono alla sua storia: la Crescia sfogliata e la Casciotta d’Urbino DOP.
La Crescia sfogliata ha origini rinascimentali e nasce da un impasto ricco di farina, uova e strutto, lavorato e cotto a mano. La possiamo gustare semplice oppure accompagnata da salumi e formaggi, per una pausa perfetta tra una passeggiata e l’altra nel centro storico.
La Casciotta d’Urbino DOP, invece, porta nel piatto il paesaggio delle campagne circostanti. È un formaggio delicato ottenuto da latte vaccino e ovino, espressione di una produzione casearia profondamente legata al territorio.
A Urbino il nostro itinerario del gusto trova così il suo punto d’arrivo, dopo aver attraversato alcuni dei luoghi e dei sapori più autentici della provincia. Un viaggio da ricordare per la varietà delle sue tappe, ma soprattutto per il modo in cui ogni specialità ci ha avvicinato alla storia e all’anima delle Marche più autentiche.
Come arrivare da Carpegna a Urbino?
Per l’ultima tratta, da Carpegna a Urbino, calcoliamo quasi un'ora di auto per poco più di 40 km. Il percorso segue le strade dell’entroterra marchigiano e ci conduce verso Urbino attraversando le colline del Montefeltro, passando accanto al Lago di Mercatale e superando i borghi di Casilina e Schieti.
I sapori dell’ultima tappa:
- Casciotta d’Urbino DOP;
- Crescia sfogliata.
L'autore
Scritto il 22/09/2026

Alessandro Savino
Un itinerario del gusto in 6 tappe tra DOP, DOC e produzioni biologiche, per scoprire i segreti delle eccellenze gastronomiche delle Marche.