Lorena Calise

Lorena Calise

Non un giardino, non un parco tematico: il Labirinto della Masone è un mondo a sé, dove arte, natura e architettura convivono senza confini.

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Fuga dalla città (ma anche dalla folla e dal caldo estivo) in un posto che non ha eguali in Italia. A meno di mezz’ora da Parma si trova il labirinto di bambù più grande al mondo

Attenzione però a identificarlo solo come una bizzarra opera monumentale: qui si tengono mostre, si creano volumi preziosi, si organizzano eventi.

Ecco cosa sapere sul Labirinto della Masone e sul suo eclettico fondatore. E perché è una delle destinazioni culturali (e nascoste) più inaspettate da scoprire. 

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Labirinto della Masone: la fuga verde segreta in Emilia Romagna

Inaugurato nel 2015 a Fontanellato, il Labirinto della Masone non è solo il più grande labirinto di bambù al mondo, ma una vera e propria cittadella della cultura, dove si tengono mostre e laboratori, si organizzano eventi, prendono forma libri prestigiosi. 

Siamo nel bel mezzo delle cosiddette Food Valley e Motor Valley, ma potremmo benissimo trovarci in un universo parallelo: certi scorci sembrano appartenere più alla dimensione del sogno che a quella del reale. 

Dall’esterno sembra quasi impossibile: un intreccio fitto di bambù (oltre 300mila, di diverse varietà) che cresce ordinato, geometrico, ipnotico, nel mezzo della campagna, con infiniti corridoi verdi dove passeggiare, perdersi e ritrovarsi. 

La quiete rurale incontra così un’opera visionaria, nascosta dove meno te lo aspetti. I campi della pianura emiliana improvvisamente lasciano spazio a un panorama onirico, dove sbucano edifici insoliti ispirati alle architetture rivoluzionarie di Boullée, Lequeu, Ledoux e Antolini. 

Al centro del labirinto si apre infine un complesso museale molto particolare, custode dell’universo estetico costruito da Franco Maria Ricci nel corso di una vita.

Il labirinto di bambù più grande al mondo

Nel 1977 Franco Maria Ricci promette all’amico Jorge Luis Borges – lo scrittore che meglio di tutti ha raccontato l’immaginario del labirinto – che un giorno costruirà il dedalo più grande del mondo.

Non in una metropoli o in un giardino esotico, ma nella campagna vicino Parma, dove i due passeggiavano insieme immaginando architetture impossibili e mondi letterari.

Quasi quarant’anni dopo quell’idea prende forma nel Labirinto della Masone: otto ettari attraversati da circa 300mila bambù appartenenti a specie diverse, alcuni alti fino a 15 metri

La scelta del bambù nasce quasi per caso, quando un giardiniere giapponese suggerisce a Ricci di piantarne alcune varietà nel giardino della sua casa milanese. Da lì l’intuizione di utilizzarlo per il progetto di Fontanellato. 

È una pianta che cresce rapidamente, si adatta bene al clima della pianura e crea barriere vegetali fitte e teatrali.

A Fontanellato il bambù trova il suo habitat ideale e il labirinto diventa un microcosmo suggestivo e fresco anche nei mesi più caldi. 

Camminando tra i corridoi verdi, il paesaggio agricolo scompare e restano il fruscio delle foglie, la luce che filtra dall’alto e la sensazione di essere entrati in uno spazio separato dal resto della campagna emiliana.

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Il Labirinto della Masone e la visione di Franco Maria Ricci

Per capire il Labirinto della Masone bisogna partire dal suo fondatore e dalla sua personale idea di bellezza.

Franco Maria Ricci, editore, designer, collezionista e bibliofilo, ha attraversato il panorama culturale italiano con un approccio radicalmente estetico.

Fondatore di una raffinata casa editrice, riconoscibile per i volumi dalle copertine nere e dall’impaginazione estremamente curata, e di una rivista di culto, FMR, distribuita a livello internazionale, ha trasformato il labirinto nell’estensione fisica del suo immaginario estetico.

Non a caso, accanto al dedalo si apre un complesso culturale che ospita mostre temporanee, una collezione d’arte e centinaia di volumi antichi e rari.

L’idea non era creare un’attrazione turistica nel senso classico del termine, ma uno spazio complesso, in cui architettura, editoria, natura e contemplazione convivessero nello stesso luogo. Ed è probabilmente questo a rendere il Labirinto della Masone così difficile da incasellare. 

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Cosa si trova nel Labirinto della Masone

Una piccola piramide, simbolo del legame tra labirinto e fede, contribuisce a rimarcare quel senso di sospensione dalla realtà che accompagna tutta la visita. 

Superate le ramificazioni di bambù, il Labirinto della Masone continua a invitare a perdersi. Al centro del dedalo si apre un vero e proprio complesso culturale di oltre 5mila metri quadrati, sede della Fondazione Franco Maria Ricci.

Quella che un tempo era la tenuta agricola di famiglia è stata trasformata da Ricci in uno spazio poliedrico, dove convivono arte, design, editoria e collezionismo. All’interno sono presenti un laboratorio editoriale, spazi espositivi e ambienti dedicati a eventi e attività didattiche.

Nel museo si possono ammirare circa 500 opere dal Cinquecento al Novecento (Ligabue e Hayez tra i nomi esposti), accanto a libri pregiati (tra cui la più grande collezione privata dedicata a Giambattista Bodoni, circa 1.200 volumi), mobili antichi, oggetti curiosi raccolti in viaggio e dettagli eccentrici che riflettono più il gusto personale del fondatore che un’ordinaria logica museale.

Un posto in cui fermarsi (più del previsto)

I corridoi di bambù, gli spazi espositivi e poi una sorpresa, per continuare a perdersi nell’atmosfera onirica del labirinto: due suite protette dalla quiete della campagna emiliana e affacciate direttamente sul labirinto e sulla corte centrale. 

Il soggiorno è un’estensione naturale del percorso culturale iniziato tra i fitti tracciati disegnati dalle piante di bambù. Le camere riflettono l’universo estetico del suo ideatore: elegante, teatrale, profondamente legato all’arte

È un’esperienza nell’esperienza: colazione in camera curata dallo chef Andrea Nizzi e dal suo team del ristorante 12 Monaci, visite guidate al complesso e la possibilità di rientrare poi, nella pace più assoluta, nel labirinto di bambù più grande al mondo. 

Dove si trova il Labirinto della Masone e come raggiungerlo

Il Labirinto della Masone si trova a Fontanellato, nella campagna parmense. È un luogo che appare isolato, ma che in realtà si inserisce in una delle aree più densamente culturali e produttive dell’Emilia-Romagna: a breve distanza da Parma, tra la Food Valley e la Motor Valley, dove paesaggio agricolo, industria e tradizione gastronomica convivono a distanza ravvicinata.

Raggiungerlo è semplice. In auto dista circa 15 minuti da Parma e meno di 10 da Fidenza. Da Milano si esce a Fidenza sull’autostrada A1 e si prosegue lungo la Via Emilia verso Parma; da Bologna si prende l’uscita Parma Ovest e si segue in direzione Fidenza; da La Spezia si percorre la A15 fino a Parma Ovest, poi ancora Via Emilia.

In alternativa, le stazioni ferroviarie più comode sono Parma e Fidenza, da cui si prosegue in taxi.

Il Labirinto della Masone è aperto generalmente da aprile a ottobre dalle 10:30 alle 19:00 e nei mesi invernali dalle 9:30 alle 18:00, con chiusura il martedì.

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Scritto il 23/06/2026