Lorena Calise

Lorena Calise

Tre giorni ad Assisi, senza auto e lontano dalle notifiche: passeggiate, natura e nuovi incontri in un’Umbria straordinaria.

🥇 Questo contenuto include collaborazioni commerciali.

Tre giorni senza controllare email e notifiche prima di colazione, senza riempire il weekend di programmi e senza la sensazione di dovere sempre e comunque rispettare il diktat prima il dovere e poi il piacere. L’auto? Faremo a meno anche di quella.

L’obiettivo: evitare le deadline come la peste. Lo starter pack: uno zaino, un paio di scarpe comode e Assisi come base. Il programma: cammineremo tra i vicoli di una delle città medievali più iconiche d'Italia, seguiremo i sentieri legati a San Francesco, brinderemo allegramente con dei perfetti sconosciuti e lasceremo che la campagna umbra faccia il resto. 

Non sarà né un pellegrinaggio né un trekking estremo, ma una breve pausa - il tempo di un weekend - alla portata di tutti. Ci sarà abbastanza movimento per staccare la testa e rimettere in moto il corpo, ma anche abbastanza comfort per godersela. 

Assisi in 3 giorni: la fuga perfetta (e senza auto) in Umbria

La prima buona notizia è che per questo viaggio non dovremo metterci al volante. Ad Assisi ci arriveremo in treno: la stazione ferroviaria si trova nella frazione di Santa Maria degli Angeli e da lì un autobus ci porterà in circa 10 minuti verso il centro storico. 

Per i prossimi tre giorni, la nostra base sarà l’Ostello Bello Assisi Centro, all’interno delle mura del centro storico. Da qui partiremo, rigorosamente a piedi, per esplorare il meglio che la città ha da offrire e, nei giorni successivi, per allontanarci e seguire i percorsi nella campagna umbra.

Ce la prenderemo comoda: il nostro programma non prevede maratone tra monumenti e musei e nemmeno trekking per soli sportivi.  

Vedremo naturalmente le attrazioni più belle e iconiche, cammineremo tra città e boschi, entreremo nelle osterie e nei café che più ci ispirano e torneremo in ostello la sera, stanchi e contenti, per un boccone e un bicchiere in compagnia, ad ascoltare le storie di altri viaggiatori come noi. 

Il timing è dalla nostra parte: proprio nel 2026 Assisi celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco. 

I compagni di viaggio sono graditi ma non necessari: faremo nuove amicizie lungo il cammino. 

Il nostro itinerario di 3 giorni ad Assisi:

- Giorno 1: il centro storico di Assisi, con le piazze, i vicoli medievali e le attrazioni Patrimonio Unesco: la Basilica di San Francesco, la Pinacoteca Comunale di Assisi, Piazza del Comune, la Basilica di Santa Chiara e la Cattedrale di San Rufino, l'anfiteatro romano, Rocca Maggiore.

- Giorno 2: sentieri sulle tracce di San Francesco, l’Eremo delle Carceri, natura e campagna umbra, il Santuario di San Damiano.

- Giorno 3: Spello, Foligno e Bevagna, tre tra i centri più belli da visitare in Umbria.

Maggiori informazioni su Ostello Bello Assisi Centro

Giorno 1: camminiamo per Assisi finché ci dimentichiamo della posta elettronica

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Il primo giorno ce lo ritagliamo tutto per Assisi. La città-santuario, Patrimonio UNESCO dal 2000 e strettamente legata alla figura di San Francesco, è attraversata ogni giorno da un flusso continuo di persone che arrivano da tutto il mondo.

Ci uniremo a loro, ma solo dopo aver fatto colazione sulla terrazza dell’ostello, con i tetti di Assisi come sfondo.

Una passeggiata di circa 10 minuti ed eccoci alla nostra prima tappa: la Basilica di San Francesco. Dedichiamo almeno un’ora tra Basilica Superiore, Basilica Inferiore e tomba del Santo, stupendoci davanti ai capolavori di Giotto, Cimabue, Simone Martini e Pietro Lorenzetti.

Subito dopo arriva il primo dubbio della giornata: ci inoltriamo nel verde del Bosco di San Francesco, ai piedi della basilica, oppure torniamo verso il centro storico? Nel secondo caso, prendiamo Via San Francesco e iniziamo a risalire verso il cuore di Assisi. 

Tra arte e bellezza, a spasso per Assisi

Lungo la strada possiamo fermarci alla Pinacoteca Comunale, ospitata a Palazzo Vallemani, e ammirare le opere di Giotto e Perugino prima di raggiungere Piazza del Comune. È dove si concentrano alcuni degli edifici più importanti di Assisi: il Tempio di Minerva, il Palazzo del Popolo, il Palazzo dei Priori e la Torre del Popolo.

A questo punto, tra il viavai di turisti, pellegrini e local, possiamo anche dichiarare ufficialmente aperta la pausa pranzo: torta al testo, strangozzi al tartufo e qualche altra specialità umbra prima di rimetterci in cammino. 

Continuiamo a camminare: Santa Chiara, San Rufino e la Rocca Maggiore

Nel pomeriggio raggiungiamo la Basilica di Santa Chiara e poi saliamo verso la Cattedrale di San Rufino, uno degli esempi più significativi di architettura romanica in Umbria.

Da qui continuiamo verso la zona di Porta Perlici e dell’Anfiteatro romano, la cui forma ellittica è ancora riconoscibile nel tessuto urbano medievale. 

Se abbiamo ancora energie, saliamo alla Rocca Maggiore, la fortezza che domina Assisi dall’alto e offre una vista ampia sulla città e sulla valle. Se invece le gambe chiedono pietà, possiamo tranquillamente rimandare. Per ora, ce ne torniamo al nostro ostello per un aperitivo e quattro chiacchiere con le persone con cui condividiamo il viaggio. 

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Giorno 2: sulle tracce di San Francesco, verso l’Eremo delle Carceri

Dopo aver passato il primo giorno tra piazze e monumenti, è arrivato il momento di lasciare il centro storico alle spalle. Prima fermata: l’Eremo delle Carceri, immerso nei boschi del Monte Subasio. Da Porta Cappuccini possiamo raggiungerlo a piedi seguendo il sentiero 350, che sale per circa 3,5 km. In alternativa, fino al 1° novembre 2026, possiamo prendere la Linea E, l’autobus che collega il centro di Assisi con l’Eremo e San Damiano.

Non è una passeggiata in pianura e il tratto fino all’Eremo richiede fiato e scarpe adatte, ma procederemo con la giusta calma: l'idea è arrivare lassù con la sensazione di esserci guadagnati il panorama e non con la necessità di prenotare un massaggio per il giorno dopo. 

Il complesso è raccolto nel bosco e comprende la chiesa di Santa Maria, il convento, il chiostro, le cappelle e la grotta di San Francesco, con ancora il suo letto in pietra e la celletta dove si ritirava in preghiera. Si può anche seguire il suggestivo percorso nel bosco di lecci che parte dall’Eremo e conduce alle grotte dei compagni di Francesco e alla Cappella della Maddalena.

È probabilmente il momento più “retreat” dell’intero viaggio e non serve essere credenti per apprezzarlo. Francesco veniva qui per cercare silenzio e solitudine, noi possiamo accontentarci di qualche ora senza notifiche.

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Fuori dal centro storico, dentro il paesaggio

Torniamo verso Assisi per poi raggiungere nel pomeriggio il Santuario di San Damiano, fuori dalle mura cittadine. È bello arrivarci a piedi, lasciandosi gradualmente alle spalle la città e ritrovandosi in un paesaggio silenzioso, fatto di ulivi e campagna. Qui Francesco tornò più volte e proprio a San Damiano iniziò a comporre il Cantico delle Creature. 

Vale la pena entrare e visitare anche gli ambienti del convento legati alla vita di santa Chiara e delle prime clarisse - il coro, l’oratorio, il dormitorio, il refettorio e il piccolo chiostro - prima di fermarci qualche minuto ad ammirare il paesaggio.

Poi si torna ad Assisi. Doccia, cambio di scarpe e una ricompensa non proprio francescana: una birra e una partita a biliardino all’Ostello Bello.

Giorno 3: prendiamo il treno e seguiamo un pezzo del Cammino di Francesco

Sveglia, colazione continentale, nessuna email a cui rispondere (oppure sì, ma tanto si era detto di non controllare, no?) e siamo pronti per raggiungere la stazione. In poco tempo siamo fuori dal centro di Assisi e dentro un altro pezzo di Umbria.

Dal finestrino scorrono oliveti, campi e colline, un paesaggio che non è poi così diverso da quello che attraversavano i viandanti ai tempi di Francesco.

La nostra destinazione è Spello, una delle località attraversate dalla Via di Francesco che collega Foligno ad Assisi.

Dalla stazione raggiungiamo il centro storico per una passeggiata. Iniziamo da Porta Consolare, poi saliamo fino alla Collegiata di Santa Maria Maggiore, dove vale la pena entrare nella Cappella Baglioni per vedere gli affreschi del Pinturicchio. Se abbiamo ancora tempo prima del prossimo treno, possiamo aggiungere la Villa dei Mosaici e ammirarne i preziosi pavimenti di epoca romana.

Gita a Foligno e deviazione a Bevagna

@michelleinitalyy When i found out there would be a medieval festival the same weekend we were in Umbria… yall know i had to be there #umbria #umbriaitaly #americaninitaly #lifeinitaly #italiansummer #bevagna #bevagnaumbria #italytravel #italytravelguide #italytraveldestinations оригинальный звук

Dopo pranzo, di nuovo in treno, stavolta verso Foligno. Passeggiamo in Piazza della Repubblica, vediamo il Duomo di San Feliciano e Palazzo Trinci, poi ci prendiamo il tempo per un caffè, un aperitivo o un assaggio di rocciata, il dolce umbro che ricorda lo strudel, prima di rientrare ad Assisi.

Se però vogliamo aggiungere un’estensione al viaggio, possiamo segnare un’altra destinazione sulla mappa: Bevagna, la bella cittadina umbra dove il tempo sembra essersi fermato in un medioevo di palazzi di pietra e chiese romaniche. Anche qui ci aspetta un Ostello Bello, quello di Torre del Colle, per trasformare una semplice gita in un’altra notte fuori, in altri brindisi e in nuove amicizie.

Tre giorni dopo, le tue email saranno ancora lì ad attenderti…

…E il mondo non sarà crollato per questo. La buona notizia è che nel frattempo avrai camminato per Assisi, seguito le orme di San Francesco, mangiato bene, scoperto un pezzo di natura umbra e brindato con persone che fino a tre giorni prima non conoscevi.

Le trasformazioni esistenziali e il miracoloso ritorno dell’equilibrio interiore saranno forse ancora lontani, ma non era quello il programma. L’obiettivo era molto più semplice: staccare per qualche giorno e vedere cosa succede quando non trasformiamo anche il tempo libero in una lista di cose da fare. Farlo proprio nel 2026, a 800 anni dalla morte di San Francesco, ci porta a un’altra riflessione: in una città che da secoli racconta il valore della semplicità, possiamo almeno provare a riscoprirla a modo nostro.

Non serve sparire per settimane o partire dall’altra parte del mondo per ritrovare il proprio ritmo: a volte bastano solo tre giorni, uno zaino, un paio di scarpe comode e un posto come Assisi da cui partire. L’Inbox può attendere. 

L'autore

Scritto il 01/10/2026