Il cibo italiano, anche involontariamente, data l’eccellenza degli ingredienti nostrani, è per antonomasia adatto a viaggiatori gourmet.

Gourmet è un termine francese che significa buongustaio. Molto in auge negli ultimi tempi per descrivere un certo tipo di cucina, ma anche di mangiare. Una cucina dai modi e per palati raffinati.

Gourmet può essere una pietanza, uno chef, un ristorante, un ingrediente, un prodotto alimentare o il palato di chi lo mangia. In generale, un modo per descrivere l’alta cucina o persone e cibi dal gusto raffinato.

Per palato gourmet quindi si intende un palato fine, molto spesso anche sofisticato, che cerca la massima soddisfazione combinando gusti genuini, particolari e ricercati. E perché l’Italia potrebbe essere la destinazione giusta per il viaggiatore gourmet? Scopriamolo insieme!

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.

Virginia Woolf

Come nasce la Cucina Gourmet?

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Il movimento alimentare “gourmet” nasce negli Stati Uniti nel 1980. Tale movimento fu fortemente desiderato da una classe sociale medio-alta che era stufa del degrado alimentare che caratterizzava la nazione in quel periodo.

Sempre negli USA, il concetto di gourmet si evolve nuovamente negli anni 2000. Con il culto della dieta e di una vita salutista i consumatori di ceto medio-alto fanno molta più attenzione al cibo che consumano.

Quindi la cucina gourmet nasce in netta opposizione al concetto di fast food.

Anche in Italia in quegli anni si stava cominciando ad espandere la moda dei fast food, soprattutto tra i giovani. Ma ciò che salvava e salva l’alimentazione italiana è la sua cucina. In ogni città italiana non può mancare il classico ristorante tipico, che a prescindere dal concetto di gourmet, serve prodotti genuini e di qualità.

Ed è così che questi nuovi viaggiatori arrivano in Italia. Non solo per apprezzare la magnificenza delle città d’arte, ma anche per gustarne il suo cibo, apprezzare la dieta mediterranea.

Insomma, da noi in Italia il termine gourmet dovrebbe essere identificato già soltanto da quella che è l’eccellenza delle eccellenze alimentari.

La cucina gourmet in Italia

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A poco a poco, dagli USA il movimento alimentare della cucina gourmet è arrivato anche in Italia, accolto con entusiasmo dai migliori chef stellati italiani. Nella Penisola questo stile culinario è stato esaltato alla massima potenza, andando a contemplare materie prime estremamente pregiate e di grande valore.

Oggi quindi quando si parla di cucina gourmet in Italia si fa riferimento a una vera e propria arte, che non si limita a preparazioni elaborate e presentazioni sofisticate ma che mette in primo piano anche la qualità del prodotto. Questo deve essere un’eccellenza gastronomica, sotto tutti i punti di vista.

Molti chef italiani si sono divertiti a rielaborare piatti tipici della tradizione in versione gourmet usando il meglio dei nostri ingredienti. Si esalta il palato con sapori ricercati in ottica più salutista e senza danneggiare l’organismo.

“Il gourmet non è nato per scoprire nuovi alimenti ma per sfuggire a quelli della massa”.

Anche la pizza diventa gourmet

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Quando si pensa al gourmet inevitabilmente la mente vola ai ristornati stellati, quelli presenti nella guida Michelin. Ma l’estro italiano è andato ben oltre. Tant’è che negli ultimi anni anche un prodotto “povero” come la pizza è diventato gourmet.

L’arte bianca infatti ha fatto passi da gigante e grazie ad impasti e prodotti sempre più ricercati ha accresciuto il suo valore al punto da essere, in alcuni casi, un vero e proprio piatto gourmet. Affinché una pizza si possa definire gourmet, non basta che venga presentata tagliata in spicchi e messa al centro del tavolo per una degustazione: c’è bisogno che sia fatta in maniera ricercata, raffinata, con prodotti di qualità e bella da vedere quanto da mangiare.

Anche una semplice Margherita, con gli ingredienti giusti, può essere considerata gourmet, ma dovrà essere preparata con ingredienti selezionati. Per farla, quindi, dovrai sostituire la classica passata di pomodoro con pomodori al filetto usando varietà tipiche come i Pomodori del Piennolo del Vesuvio ben accostati con una Mozzarella di bufala campana DOP, da servire con del basilico profumato e freschissimo.

Ma chi è il Viaggiatore Gourmet?

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Dopo aver ben chiarito di cosa si tratta la cucina gourmet e perché l’Italia ne è un’ottima rappresentante, proviamo un po’ di capire chi è il nostro viaggiatore gourmet è perché dovrebbe venire nel nostro Bel Paese.

Per il viaggiatore o turista gourmet il cibo è un’esperienza, non solo un mero prodotto. In quanto esteta, predilige l’unicità del viaggio e dell’atmosfera.

Il “gourmet” è una persona appassionata di cibo raffinato che tiene conto della qualità degli ingredienti, la mise en place e il luogo in cui viene gustato il piatto; è un esteta del cibo e considera l’atto del mangiare una vera e propria esperienza da assaporare con tutti i cinque sensi. Particolarmente propenso al cibo di qualità e alla haute cuisine, il “turista gourmet” è un turista informato e curioso, attento al dettaglio, che vuole conoscere di persona lo chef e i processi di cottura della pietanza.

È mosso dallo scoprire i sapori del territorio, assieme alla sua storia, alla sua arte e cultura, non disdegnando, tuttavia, il comfort e il benessere durante il viaggio. È l’edonista del terzo millennio, ovvero colui che fa della ricerca del piacere il proprio indirizzo di vita.

5 cibi che un viaggiatore gourmet non può perdere in Italia

Magari voi viaggiatori col palato sopraffino ve li sarete già segnati in agenda. Ma noi di Visit Italy vogliamo provare a darvi una nostra piccola raccomandazione su quelli che sono i cibi pregiati italiani che un viaggiatore gourmet non può farsi scappare

5. Tartufo bianco d’Alba (Piemonte)

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Il Tartufo è un fungo che vive sotto terra a forma di tubero. È costituito prevalentemente da acqua, fibre e sali minerali, sostanze organiche fornite dall’albero con cui vive in simbiosi.

Il Tartufo Bianco, Tuber magnatum Pico, è una costosissima prelibatezza che cresce principalmente ad Alba, in provincia di Cuneo. Il suo periodo di raccolta è da Settembre a Gennaio.

Ogni anno, ad Alba si tiene la Fiera Internazionale, vetrina del Made in Italy nel mondo. Nonostante il suo prezzo davvero esorbitante, fortunatamente basta solo qualche grammo di questo ingrediente per rendere un piatto indimenticabile.

4. Bitto DOP (Lombardia)

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Formaggio d’alpeggio e di stalla, il Formaggio Grasso Valtellina ha ottenuto il nome “Bitto” e successivamente “DOP” nel 1995. Viene prodotto in Lombardia tra giugno e settembre ed è un latticino grasso a pasta cotta e semidura, prodotto lavorando il latte vaccino crudo intero subito dopo la mungitura.

Il Bitto della Valtellina si ottiene con il latte prodotto nelle stalle della provincia di Sondrio e di alcuni comuni limitrofi dell’Alta Valle Brembana in provincia di Bergamo. Caratterizzato da una forma cilindrica con diametro 30-50 centimetri e da una pasta dal bianco al giallo paglierino secondo la stagionatura con occhiatura rada a occhio di pernice, ha un sapore dolce, delicato, con note aromatiche di erbe d’alpeggio.

Il suo utilizzo in cucina è vario ed è sicuramente perfetto accompagnato da un buon vino rosso.

Photo Credits: Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina (CC BY-SA 4.0)

3. Caviale di lumaca (Sicilia)

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Il caviale di lumaca, prodotto di grande interesse proveniente dalla Sicilia, ha un costo che si aggira intorno ai 160 euro per 100 grammi. Trova una posizione di rilievo tra i prodotti di eccellenza dell’alta gastronomia. La sua produzione prevede un faticoso lavoro di raccolta e selezione delle uova che viene effettuato esclusivamente a mano.

2. Bottarga (Sardegna)

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Restando in tema caviale, quello sardo per eccellenza è la bottarga. Alimento pregiato costituito da uova di muggine o di tonno che vengono sottoposte ad accurato e lungo procedimento di salatura prima, ed essiccamento poi.

1. Olio extravergine di Brisighella (Emilia Romagna)

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Brisighella è un borgo in provincia di Ravenna, ubicato a 115 metri s.l.m. nella bassa Valle del Lamone, alle pendici dell’Appennino tosco-romano. Qui si produce l’olio extravergine d’oliva più costoso della penisola. E’ stato il primo ad aver conseguito il riconoscimento DOP dall’Unione Europea.

Si presenta di colore verde smeraldo con riflessi dorati. L'odore è fruttato medio o forte con sensazione netta di erbe e/o ortaggi. Il sapore è fruttato, con leggero sentore di amaro e leggero-medio sentore di piccante.


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