Correva l’anno 1318: dopo una tumultuosa fuga dalla città sua città natia; e vari soggiorni presso diversi luoghi della penisola, dovuto all’esilio imposto da Cante Gabrielli, nuovo Podestà di Firenze, Dante Alighieri giunse nella città di Ravenna, presso la corte di Guido Novello da Polenta.

Nel capoluogo romagnolo il poeta ebbe modo di lavorare come ambasciatore di Guido Novello a Venezia, quando vi era in carica il doge Giovanni Soranzo; e di terminare l’opera più celebre della sua produzione letteraria, ovvero la Divina Commedia. I suoi figli, Pietro e Jacopo, redassero qui i commenti alla Commedia, mentre la figlia Antonia prese i voti da suora col suggestivo appellativo di Suor Beatrice.

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I luoghi di Dante a Ravenna

I luoghi danteschi segnalati a Ravenna sono:

- La Tomba, ad opera dell’architetto Camillo Morigia sul finire del XIX secolo. Precedentemente, le spoglie del poeta erano state poste in un sarcofago esterno alla Basilica di San Francesco ed in seguito, nell’ottobre del 1677, presso il Quadrarco di Braccioforte, antico oratorio adiacente alla chiesa, le ossa erano state collocate in una scatola di legno posta all’interno di una parete da parte dai frate francescani dell’epoca, che temevano un ennesimo tentativo di reclamo di queste ultime da parte dei fiorentini.

- La Basilica di San Francesco, dove si celebrarono i funerali di Dante Alighieri. Ogni sera, all’Avemaria, risuonano tredici rintocchi dalla campana di Dante, sistemata dietro la tomba il 14 settembre 1921 come dono dei Comuni d'Italia alla città di Ravenna. La campana reca incisi gli stemmi di Ravenna, Firenze e Roma, dove venne fabbricata.

- Il Museo Dantesco, che aprì le sue porte al pubblico per la prima volta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della morte del poeta nel 1921. Qui sono presenti sia opere pittoriche, scultoree, che multimediali, con dei video rivolti soprattutto ad un pubblico giovane. Il museo è collocato nei Chiostri Francescani, di cui il primo è intitolato proprio a Dante.

- Leggende cittadine vedono il Sommo Poeta recarsi in contemplazione presso Sant'Apollinare Nuovo, la Basilica di San Vitale ed il Mausoleo di Galla Placidia, circondato dallo scintillìo e dai colori dei mosaici, per cercare ispirazione per la stesura della Commedia: diversi versi e passaggi, all’interno del poema, portano le tracce del contatto tra Dante ed il repertorio iconografico e cromatico dei mosaici ravennati.

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