Simone Spolitu

Simone Spolitu

Lasciati stupire dalle feste più divertenti e spensierate che ci siano, scopri tutte le curiosità sul Carnevale 2026 in Italia.

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4 minuti

📆 Ultimo aggiornamento
30/01/2026

Il Carnevale in Italia 2026 si preannuncia come un’esplosione di colori, maschere storiche e antiche tradizioni. Da Nord a Sud, la penisola si prepara a celebrare la festa più allegra dell'anno tra sfilate di carri allegorici e sapori tipici. In questa guida scopriremo dove andare, cosa mangiare e come vivere al meglio la magia del Carnevale.

Il Carnevale in Italia è una delle festività più amate, un mix unico di storia, folklore e divertimento. Ma da dove nasce questa tradizione e perché ci si maschera? Il termine deriva quasi certamente dal latino carnem levare, che significa letteralmente "eliminare la carne". Il riferimento è all'ultimo grande banchetto che si teneva prima del mercoledì delle Ceneri, segnando l'inizio del digiuno e della sobrietà tipici della Quaresima.

L'usanza di indossare maschere durante il Carnevale in Italia ha origini antichissime: è una tradizione ereditata dai Saturnalia romani e dai culti dionisiaci greci, il Carnevale permette di rompere gli schemi sociali. Per pochi giorni, grazie al costume, chiunque può "diventare altro" e abbandonarsi a eccessi e goliardia.

Oggi, festeggiare il Carnevale in Italia significa immergersi in un'esplosione di colori. Dalle Alpi alla Sicilia, l'Italia si anima con: sfilate in costume che rievocano tradizioni locali, carri allegorici monumentali, vere opere d'arte in cartapesta ed eventi storici nei borghi più suggestivi della penisola.

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Carnevale 2026 in Italia: date, tradizioni e i festival più belli

Il Carnevale in Italia vanta origini antichissime e molte tradizioni

Il Carnevale in Italia 2026 si preannuncia come una festa di colori, maschere storiche e antiche tradizioni. Da Nord a Sud, la penisola si prepara a celebrare la festa più allegra dell'anno tra sfilate di carri allegorici e sapori tipici. In questa guida scopriremo dove andare, cosa mangiare e come vivere al meglio la magia del Carnevale.

In questo articolo esploreremo:

· Le date del Carnevale 2026: quando iniziano e finiscono i festeggiamenti.

· La festa più felice dell’anno: perché il Carnevale italiano è unico al mondo.

· I Carnevali più famosi d'Italia: da Venezia a Viareggio e Putignano.

· Maschere e dolci tipici: i simboli della tradizione gastronomica e culturale.

· FAQ: risposte alle domande più comuni per organizzare il tuo viaggio.

Carnevale in Italia: la festa più allegra dell’anno

Il Carnevale è universalmente riconosciuto come "la festa più felice dell'anno" perché rappresenta un momento di rottura con la routine e le gerarchie sociali. In Italia, questa celebrazione affonda le radici nei Saturnali romani e nei riti dionisiaci, dove il travestimento permetteva a chiunque di diventare "altro da sé". Oggi, questa gioia si traduce in una partecipazione collettiva travolgente, dove l'ironia dei carri allegorici e la spensieratezza dei balli in piazza creano un'atmosfera di festa pura e inclusiva, capace di unire adulti e bambini in piazza e lungo le vie delle città e dei borghi più affascinanti d’Italia.

Il Carnevale 2026 in Italia promette di essere un appuntamento imperdibile, con un calendario ricco di eventi che animeranno il mese di febbraio. Per pianificare il tuo viaggio, è fondamentale segnare sul calendario le date chiave.

Il Carnevale 2026 inizierà ufficialmente con la Domenica di Settuagesima, ma il clou dei festeggiamenti si concentrerà nella settimana che va dal Giovedì Grasso (12 febbraio 2026) al Martedì Grasso (17 febbraio 2026), giorno che segna il culmine dei festeggiamenti prima dell'inizio della Quaresima. Il Carnevale di Rito Ambrosiano di Milano si concluderà invece sabato 21 febbraio 2026.

Quali sono i Carnevali più famosi in Italia?

Carnevali famosi in Italia: la battaglia delle arance di Ivrea in Piemonte

11. Venezia, Veneto. La medaglia d’oro del Carnevale più bello d’Italia spetta senza dubbio a Venezia. Uno fra i più famosi e conosciuti al mondo, il Carnevale di Venezia prevede travestimenti tipici e sfilate tra i canali, che rievocano l’atmosfera di inizio Seicento attraverso tessuti pregiati, abiti d’epoca e maschere dipinte a mano. A caratterizzare la festa è inoltre il volo dell’Angelo, che fa stare tutti con il naso all’insù, mentre dal Campanile di San Marco fino al Palazzo Ducale, scivolano velocemente sospesi in aria atleti o personaggi famosi.

10. Ivrea, Piemonte. Un particolarissimo Carnevale in Italia è lo storico Carnevale di Ivrea.  Un Carnevale del nord Italia molto apprezzato, è conosciuto per la sua Battaglia delle Arance e che si svolge nella giornata del Martedì Grasso. Se ami le tradizioni bizzarre, non potrai non partecipare a questo evento così originale, durante il quale ogni anno la folla tira le arance sugli “oppressori” che stanno su carri trainati da cavalli, rievocando così la storia di ribellione da un tiranno malvagio da parte della giovane Violetta, seguita poi da tutti i cittadini e combattuta, appunto, a colpi di arance!

9. Viareggio, Toscana. A questa lista del Carnevale in Italia, non può mancare neppure il Carnevale di Viareggio, associato alla maschera simbolo di Burlamacco, realizzata dal pittore e grafico Uberto Bonetti nel 1930. I suoi enormi carri di Carnevale allegorici sono ormai da decenni i protagonisti indiscussi di questo evento, merito la loro grandezza e soprattutto la loro bellezza, dovuta all’attenzione dei dettagli da parte di chi li realizza. Qui infatti, c’è una vera scuola di lavorazione della cartapesta; la stessa organizza dei corsi di formazione rivolti ai più giovani, in cui i maestri cartapestai viareggini insegnano i segreti della tecnica di lavorazione della carta a calco introducendoli così in questo affascinante mondo. Se hai dubbi su cosa fare a Carnevale, andare a quello di Cento è certamente una buona idea.

8. Cento, Emilia Romagna. Quello di Cento è un altro tra i più celebri Carnevali del nord Italia, un altro evento unico nel suo genere che non a caso è gemellato con il Carnevale più bello del Mondo, quello di Rio de Janeiro. I suoi mastodontici carri allegorici, alti oltre 20 metri, sono uno dei motivi principali, ma sicuramente non l’unico. La vera singolarità di questo evento, riguarda il lancio di regali e gadget di ogni tipo per tutta la folla, come pupazzi, palloni e tante altre sorprese da parte delle mascherine che viaggiano sui carri.

7. Ronciglione, Lazio. Vuoi sapere dove andare a Carnevale quest’anno? Valuta quello di Ronciglione, in provincia di Viterbo, considerato quello più bello del Lazio. La manifestazione è ricca di eventi e sfilate ed è attesa tutto l’anno per la bellezza e varietà di festeggiamenti. I personaggi protagonisti della manifestazione sono i “Nasorosso”, dediti ai piaceri della tavola e del vino e devoti a Bacco, e gli “Ussari”, i soldati ungheresi del XV secolo. La festa di Carnevale di Ronciglione ha inizio proprio con la Cavalcata degli Ussari, che rievocano la difesa dello Stato Pontificio da parte di questi cavalieri, prosegue con le “Corse dei Barberi”, dette anche “Corse a vuoto”, perché si tratta di corse di cavalli senza fantini, fino ad arrivare alla sfilata dei Nasi Rossi, chiamata “Pilatata”.

6. Fano, Marche. Lo sapevi che il Carnevale di Fano è il più antico d'Italia? I primi documenti che lo riguardano risalgono addirittura al 1347. Oggi è probabilmente la manifestazione più importante delle Marche, che coinvolge ogni anno oltre 100.000 persone.

5. Maiori, Campania. Scendiamo al sud per una festa di Carnevale divertente e verace; hai mai visto il Gran Carnevale di Maiori  uno tra i più belli in Italia? Una tradizione molto sentita dagli abitanti del luogo, che negli anni è cresciuta sempre più, diventando una vera e propria manifestazione. Ogni anno, le strade si colorano di allegria, un tripudio di maschere e coriandoli colora il paese e gli adulti tornano bambini. Non è soltanto un momento di intrattenimento per i più piccoli, ma una manifestazione che mescola passione e amore per la tradizione e tiene accesa quella voglia irresistibile di divertirsi e di lasciarsi un po’ andare e indossando una maschera diventa più facile. Un momento in cui regnano creatività e cooperazione tra i cittadini che attivamente prendono parte alla manifestazione, impegnandosi già da alcuni mesi prima. Un autentico inno alla gioia e al puro divertimento, ma soprattutto un’occasione unica per toccare da vicino le tradizioni locali.

4. Putignano, Puglia. Nella nostra lista dei Carnevali famosi in Italia non può mancare il Carnevale di Putignano in provincia di Bari, che occupa un posto speciale. Anche qui è nata una scuola per insegnare a lavorare la cartapesta, conosciuta in tutto il mondo. Sotto la supervisione dei mastri cartapestai, per costruire i “Giganti di Carta”, che anno dopo anno con i carri e le maschere più belle di sempre sono il fulcro dell’evento. Non stupisce che sia una delle manifestazioni più antiche del mondo, alcuni storici, infatti, la fanno risalire all’anno 1394.

3. Montescaglioso, Basilicata. Il Carnevale di Montescaglioso è uno dei più belli della Basilicata, ma anche uno dei più antichi. Tra i suoi tipici personaggi troviamo Carnevalone, sua moglie la Quaremma, che porta in braccio un pupazzo in fasce, e Carnevalicchio. Ad accompagnarli ci sono altri personaggi minori che sfilano indossando vestiti fatti di carta, cartoni e pezzi di stoffe. Insomma, un evento all’insegna del riciclo, che nasce e resta povero seppur coloratissimo e molto vivace. Il Martedì Grasso, invece, si assiste alla sfilata di Carnevale con i bellissimi carri allegorici, realizzati dai maestri cartapestai.

2. Acireale, Sicilia. In Sicilia, la manifestazione più celebre è quella di Acireale, che si distingue per la sua sfilata di carri di Carnevale scenografici trainati da cavalli e che riprendono, quasi sempre, per le tematiche attuali e la politica. Nel tempo l’evento si è arricchito di nuovi elementi come, per esempio, i carri infiorati. La sua storia è antichissima, infatti, già nel 1500 si svolgeva una festa caratterizzata dall’usanza di lanciarsi per le strade della cittadina uova marce e agrumi.

1. Mamoiada, Sardegna. Concludiamo la nostra lista con una festa di Carnevale caratteristica e molto conosciuta per la sua tipicità. Il Carnevale di Mamoiada, in provincia di Nuoro, è caratterizzato da due diverse figure: i Mamuthones e gli Issohadores. Sono gli interpreti principali e senza di loro questa manifestazione non avrebbe senso. Quando inizia la processione, i Mamuthones si muovono su due file parallele, mentre gli Issohadores restano ai lati. I Mamuthones camminano lenti e curvi sotto il peso dei tanti campanacci che indossano e a intervalli regolari li fanno suonare dando un colpo con la spalla. Gli Issohadores più agili, scelgono persone tra la folla e, gettando un laccio, li fanno prigionieri tirandoli a sé. Insieme a questo spettacolo di grande suggestione ci sono i caratteristici balli sardi, banchetti con vino, dolci e cibo tipico della Barbagia, la vasta regione montuosa che ospita il paesino sardo.

Cosa si mangia a carnevale in Italia: i 7 dolci caratteristici

Cosa si mangia a carnevale in Italia: le castagnole

Scie di profumo inebrianti, spolverate di zucchero a velo, fritto ovunque: in questo periodo, si respirano odori meravigliosi nell’aria. Mescola assieme questi odori e avrai un’idea dei caratteristici sapori del Carnevale in Italia, una gioia per gli occhi e soprattutto per il palato.

Una festa caratterizzata non solo dal travestimento, ma anche dalla preparazione di piatti tipici, uno sfrenato godimento di cibi e bevande, una scusa per concedersi una pausa dalla solita routine quotidiana. In questa occasione, da Nord a Sud, si celebra anche la tavola con i dolci del carnevale italiano, che permettono di riscoprire sapori autentici e antiche tradizioni.

Ecco un elenco non esaustivo dei 7 dolci caratteristici del Carnevale in Italia:

7. La cicerchiata è un piatto noto e una specialità tipica delle regioni del centro Italia - Marche, Abruzzo, Molise e Umbria. Il termine di questo dolce fritto risale all’antico Medioevo e deriverebbe dalla cicerchia, un legume dalla forma simile a quella di un cecio o un pisello. Sono piccole palline di pasta a base di farina, uova, burro e zucchero fritte in olio di oliva, scolate e mescolate con il miele affinché creino una struttura ben solida e croccante.

6. Le castagnole sono un altro piatto caratteristico proveniente dalle regioni del Veneto, Emilia Romagna e Lazio. Prendono il nome dalla forma che avevano inizialmente simile a una piccola e graziosa di una castagna, ma nel corso degli anni tale forma è stata rivisitata. È un dolce dall’impasto soffice al tatto, più gustoso se servito appena fritto e bollente. Esistono diverse varianti delle castagnole, a seconda del peccato che si vuole commettere: ripiene con crema, ricotta o cioccolata, oppure semplici. Per aggiungere allegria al dolce, viene utilizzato l’alchermes, liquore rosso che si versa direttamente sulle castagnole appena fatte.

5. Le frappe sono conosciute con diversi nomi: chiacchiere, bugie, frappole, crostoli e molti altri, a seconda di dove vengono consumate. Le regioni principali di provenienza sono Lazio e Campania, ma come per tutti gli altri dolci, nel corso degli anni sono stati adottati da tante altre sul territorio nazionale. La storia delle frappe risale all’epoca Romana quando le donne preparavano, in grande quantità, un dolce chiamato “frictilia”, fatto con base di uova e farina e fritto nel grasso di maiale. Questi dolci tipici del Carnevale in Italia vengono attribuiti alla tradizione napoletana e qui sono conosciuti come chiacchiere. La leggenda narra che la Regina di Savoia, stanca di chiacchierare con i suoi ospiti, ordinò al suo cuoco di preparare un dolce che fermasse appunto il chiacchiericcio. Il cuoco, allora, prendendo spunto da quella chiacchierata, diede origine a questa prelibatezza. 

Comunque si chiamino, sono dolci friabili a base di farina, uovo, lievito e zucchero, la cui forma ricorda vagamente quella di una fiocchetto. Si possono cuocere in due modi - fritto o, più leggeri, al forno. Questi ottimi dolcetti possono essere ricoperti con miele, cioccolato o con una spolverata di zucchero a velo; ma ad ogni modo, uno tira l’altro. 

4. Le graffe sono uno dei dolci caratteristici della tradizione del Carnevale in Italia, sono più conosciuti e diffusi soprattutto al Sud. La sua origine è tedesca e si può attribuire al periodo della dominazione austriaca del nostro Paese durante il Settecento. È da allora che le graffe sono arrivate sulle nostre tavole. Le troviamo soprattutto in questo periodo, ma anche il resto dell’anno, diventando così di fatto un dolce caratteristico italiano a tutti gli effetti. Queste deliziose ciambelle sono fatte di farina, zucchero, burro fuso e patate lesse, per renderle più soffici; dopo essere state fritte una bella spolverata di zucchero su tutta la sua superficie è il tocco finale. Anche per questo dolce esiste la versione light, per cui le graffe, anziché fritte, vengono cotte nel forno ad una temperatura di 190°.

3. Le frittelle di mele sono deliziose leccornie del Trentino Alto Adige sono tra i piatti tipici del Carnevale in Italia. La ricetta tradizionale è a base di mela, che è il prodotto caratteristico della zona. Infatti questo è uno dei territori europei con la più ampia area dedicata alla coltivazione di mele e quelle più usate per la creazione delle frittelle di mele sono la Renetta e la Golden. 

2. Gli arancini di Carnevale sono tipici della regione Marche e infatti l’origine di questo delizioso dolce è da ricercare nella provincia di Ancona. Sono a forma di girelle molto gustose e sono aromatizzate all’arancia ed è proprio da qui che prendono il loro nome. L’impasto lievitato viene tradizionalmente preparato con buccia d’arancia grattugiata e zucchero, per essere successivamente arrotolato e fritto in olio bollente. La superficie viene solitamente cosparsa con confettini colorati, oppure con zucchero a velo. Anche in questo caso se volete una cottura più leggera, si possono cuocere anche in forno per circa venti minuti a 180°.

1. Le zeppole di San Giuseppe: come non citarle all’interno dei piatti tipici del Carnevale in Italia? Questa prelibatezza è di origine partenopea e ci sono diverse ipotesi sulla sua origine. Secondo alcuni, il nome deriva da sepulam che significa serpe, proprio per l’aspetto della zeppola. Secondo altri, proviene da “zeppa” che a Napoli, si riferisce al pezzo di legno, utilizzato appunto da San Giuseppe, che si mette alla base dei mobili per correggerne i difetti di misura. Leggenda vuole che il santo oltre a fare il carpentiere falegname, svolgesse un secondo mestiere, quello del friggitore. Le zeppole tradizionali vantano un’origine romana e inizialmente erano delle semplici frittelle, vuote e senza farcitura, realizzate con un impasto di farina, acqua, sale e una spolverata di cannella o zucchero a velo. Al contrario, la famosa zeppola di San Giuseppe è più ricca perché ripiena con crema pasticcera e, a completare l’opera, un’amarena sciroppata. 

Scopri Venezia durante il Carnevale

Maschere di carnevale in Italia: storia e significati

Maschere di carnevale in Italia: Pulcinella

La lunga tradizione delle maschere del Carnevale in Italia affonda le sue radici nell'antichità. Sono state rese celebri dalla Commedia dell'Arte, e ancora oggi rappresentano, ognuna di loro, una città o regione, oltre che un indubbio vanto nazionale.

Alcune sono di recente invenzione, altre sono nate, appunto, secoli addietro, per rappresentare e sbeffeggiare personaggi e caratteristiche umane universali.

Ma vediamo quali sono le principali maschere di Carnevale in Italia, partendo dal Nord e scendendo verso il Sud:

- Arlecchino, Brighella e Meneghino. Arlecchino e Brighella sono due maschere di Bergamo. Arlecchino deve partecipare a una festa in maschera a scuola, ma è un bambino povero; sua madre non ha soldi per comprare la stoffa, così i suoi amici decidono di dargli in dono i pezzi di stoffa di scarto del loro vestito. La mamma di Arlecchino mette così insieme tutti i pezzi di stoffa, creando così un vestito coloratissimo: ecco come nasce il suo costume. Nella Commedia dell’Arte, il suo personaggio viene rappresentato come un servo pigro, sempre pronto a ordire qualche imbroglio, ma i suoi traffici finiscono sempre male. A differenza sua, Brighella, è il classico servo furbo, sempre pronto a imbrogliare il prossimo e ad attaccare briga. 

Meneghino è originario di Milano, il suo personaggio è quello di un uomo saggio, che si diverte a prendere in giro i nobili per i loro vizi.

- Colombina e il suo spasimante Pantalone. Colombina, che nella tradizione è la moglie di Arlecchino, è nata a Venezia. Viene rappresentata come una serva scaltra ed è sempre in combutta con la sua padrona. Pantalone è un’altra maschera veneziana che le fa la corte. Il suo personaggio rappresenta un ricco mercante, un po’ avanti con gli anni, ma che non rinuncia a corteggiare tutte le donne che incontra. Ha sempre con una borsa piena di monete ed è famoso per la sua avarizia.

- Gianduja e capitan Spaventa. Gianduja e capitan Spaventa rappresentano le maschere del Piemonte, più precisamente Torino, e della Liguria. Il primo è un popolano bonaccione, amante del buon cibo e del vino, spesso rappresentato con un boccale in mano. Allegro e distratto, incappa sempre in disavventure.

Capitan Spaventa è uno spadaccino innamorato, altezzoso, che non si separa mai dalla sua spada e si fregia di essere un abile combattente. Come maschera viene presentato come arrogante e presuntuoso.

- Sandrone e Balanzone. Altre due maschere storiche che provengono dall’Emilia Romagna. La prima, originaria di Modena, è quella di Sandrone, che rappresenta il contadino furbo e scaltro, ma di umili origini. Una caratteristica di questo personaggio è che, nonostante il tentativo di darsi un’aria colta usando un lessico forbito, è incapace a parlare un italiano corretto, scaturendo effetti decisamente comici.

La maschera di Balanzone, invece, nasce a Bologna. Rappresenta l’avvocato o il medico che dispensa consigli e cerca di proporsi come una persona di cultura. Il suo latino, però, è maccheronico e i suoi discorsi sono prolissi e pieni di parole auliche, prive di senso.

- Stenterello e Burlamacco. Stenterello è la maschera di Firenze. Saggio e ingegnoso, il suo personaggio rappresenta il popolano sfortunato, ma sempre allegro e pronto ad affrontare la vita con ottimismo, anche se la sorte gli è avversa.

Burlamacco, invece, è la maschera di Viareggio, probabilmente quella di più recente invenzione, che dovrebbe risalire agli anni Trenta del Novecento. La sua rappresentazione e il suo abito prendono in prestito un po’ dalle altre maschere e nasce per essere un omaggio al Martedì Grasso e alla tradizione italiana.

- Rugantino e Meo Patacca. Anche dal Lazio, nello specifico da Roma, provengono due maschere carnevalesche. La più famosa e conosciuta è quella di Rugantino, che rappresenta il popolano bonario. Vestito da gendarme, amante dei buoni sentimenti e della giustizia è sostanzialmente pigro. La sua controparte è Meo Patacca, un attaccabrighe, sempre armato di fionda e di coltello, e sta a rappresentare un bullo sempre incline alla rissa e allo scontro.

- Pulcinella e Tartaglia. Pulcinella è la famosissima maschera napoletana, probabilmente tra le più antiche del Carnevale in Italia. Generalmente viene rappresentato come un servo svogliato, sempre alla ricerca di espedienti per non lavorare e per guadagnare soldi. Ciò nonostante è ingenuo e bonaccione, per quanto ce la metta tutta combina sempre guai, ma fortunatamente e con un pizzico di estro riesce sempre a cavarsela. Meno conosciuta come maschera carnevalesca napoletana è invece Tartaglia. Il suo personaggio è balbuziente e goffo, rappresenta l’avvocato, tronfio e umanamente povero di contenuti.

- Farinella e Beppe Nappa. Farinella e Beppe Nappa sono rispettivamente i simboli di Putignano, in Puglia, e di Sciacca, in Sicilia. Farinella deriva il nome da una farina tipica della cittadina pugliese e rappresenta le caratteristiche del popolo del luogo. Beppe Nappa, invece, è un servo svogliato, vestito con abiti rattoppati e molto lunghi, che viene sempre preso in castagna e punito per i guai che combina.

Scopri come vengono create le maschere veneziane

Il Carnevale in Italia non sarà di certo conosciuto per essere la festa della sincerità, ma per certi versi è la festa delle feste, durante la quale il divertimento e lo scherzo regnano sovrani, ci si ingegna per creare bellissimi travestimenti e per un giorno si può diventare ciò che non si è. Se invece si decide di diventare “semplici” spettatori, si possono ammirare costumi meravigliosi, si può partecipare a sfilate e parate con carri di grande pregio e si possono gustare deliziose specialità.

Carnevale è dunque un’occasione perfetta per visitare le città più belle d’Italia, anche se con vesti fuori dalla normalità, e immergersi nelle loro tradizioni, lasciando per un po’ da parte l’ordinarietà, la noia e le fatiche di tutti i giorni e facendosi trasportare dalla frenesia della festa.

Dove si svolge il Carnevale in Italia? Quanti Carnevali ci sono?

Come abbiamo visto, in Italia esistono molte feste di Carnevale che nei secoli sono diventate celebri; ne esistono in molte città del Nord e del Sud Italia, anche in borghi e paesi piccoli, che qui non sono presenti. Il Carnevale, insomma, è una festa che coinvolge tutto lo stivale.

In quale città si trova il più famoso Carnevale italiano?

Il Carnevale italiano più famoso è senza dubbio quello di Venezia. Ma molti altri gli fanno concorrenza - Viareggio, Ivrea, Putignano, uno più bello dell’altro.

Dove vedere il Carnevale 2026?

Lungo tutta la Penisola è possibile assistere alle celebrazioni del Carnevale per questo 2026. Quest'anno il Carnevale di Venezia sarà particolarmente ricco di eventi poiché il tema "Olympus" in onore dell'anno olimpico e delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026

Dove vedere i carri di Carnevale?

Impossibile dire, tra i Carnevali citati, quale vanti i carri più belli. I carri di Carnevale più celebri e spettacolari sono a Viareggio, Cento, Putignano e quelli infiorati di Acireale.

L'autore

Scritto il 10/01/2023