Sara Dichiarante

Sara Dichiarante

Scopri tutti gli eventi in programma per il fantastico Carnevale di Maiori 2026.

📆 Ultimo aggiornamento
03/02/2026

Una delle feste più allegre e attese dell’anno è il Carnevale, celebrato in molti paesi con una forte tradizione di maschere e sfilate. Noi di VisitItaly.eu vi porteremo nel cuore del Gran Carnevale di Maiori 2026, per non farvi perdere nessun dettaglio di questa festa che unisce creatività, spettacolo e divertimento sul mare.

Il Carnevale maiorese del 2026, giunto alla 52ª edizione, si svolgerà tra 15, 17 e 22 febbraio con il tema “Il Sogno”, ispirando carri allegorici, costumi e coreografie con visioni oniriche e colori intensi.

Questa manifestazione è particolarmente sentita da grandi e piccoli: ogni anno trasforma il lungomare in un grande palcoscenico di musica, coriandoli e atmosfere festose, con parade spettacolari e momenti di festa per tutta la comunità e i visitatori.

Carnevale di Maiori 2026: quando la Costiera si accende di colori e spettacoli

Carnevale di Maiori 2026

Il Carnevale di Maiori 2026, giunto alla 52ª edizione, torna a febbraio con sfilate di carri allegorici in cartapesta, spettacoli e musica sul lungomare. Le parate principali sono previste il 15, 17 e 22 febbraio, animando la città con eventi per grandi e piccoli e confermando Maiori tra i Carnevali più scenografici della Campania.

Nel corso di questo articolo scoprirai:

• il programma ufficiale del Carnevale di Maiori 2026;

• la storia e le origini della manifestazione;

• le maschere tradizionali del Carnevale in Campania;

come vivere l’evento tra sfilate e spettacoli;

• i dolci tipici di Carnevale;

altri Carnevali imperdibili in Campania;

dove parcheggiare e muoverti a Maiori.

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La storia della nascita del Carnevale di Maiori

Le origini della festa del Carnevale di Maiori risalgono intorno al 1400, e la parola prende vita dal latino “carnem levare” che significa letteralmente “eliminare la carne”, poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (martedì Grasso), subito prima del periodo di digiuno e astinenza della Quaresima.

I festeggiamenti si svolgevano per lo più il giovedì grasso e il martedì grasso, ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì, in cui si procedeva poi alla chiusura delle giornate carnevalesche, dato che la Quaresima, nella storia romana, inizia con il Mercoledì delle Ceneri.

Durante le giornate di festa era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi ed impegni e dedicarsi interamente allo scherzo e al gioco. Mascherarsi, inoltre, rendeva irriconoscibili il ricco e il povero e scomparivano così ogni tipologia di differenza sociale. Una volta terminate le feste, il rigore e l’ordine tornavano a farla da padrone nella società.

Carnevale in Campania: le principali mete dove festeggiare

Carnevale in Campania: le principali mete dove festeggiare

Ormai è risaputo che il Carnevale è una delle feste più attese dell’anno, sia per lo spirito di libertà che si avverte in quanto tutti possono liberarsi delle proprie vesti e dei propri impegni per un po’, sia per dedicarsi interamente allo scherzo e al gioco.

Di seguito vi elenchiamo alcune delle feste più antiche e popolari del Carnevale in Campania:

Carnevale di Saviano: nato nel 1979 è uno dei più “giovani” carnevali campani, anche se in pochi anni si è aggiudicato il titolo di uno dei migliori dell’intera regione. Una grande festa in maschera che percorre le vie del centro storico con l’imponente sfilata di carri allegorici che accompagna turisti e gente del posto in un’irrefrenabile festa a base di canti, balli e risate.

Carnevale di Palma Campania: il fulcro del famoso carnevale palmese è senza dubbio la sfilata delle quadriglie, gruppi mascherati con costumi curatissimi confezionati dai sarti locali, mettono in scena coreografie, balli e canti le quali sono dirette da un maestro che le coordina durante le esibizioni tra i vicoli del paese.

Carnevale di Montemarano: qui in provincia di Avellino va in scena un evento che prende spunto dalle più antiche tradizioni. Infatti la domenica successiva al martedì grasso, le tradizionali maschere lasciano la scena a quelle “rovesciate”; gli uomini si travestono da donne, i giovani da vecchi e così via in un simbolico processo dove ogni ordine viene sovvertito. Inoltre uno degli eventi clou, è il Carnevale Morto, dove in un piccola bara viene riposto un fantoccio che verrà poi portato in giro per la città a ritmo di musica. I gruppi folkloristici mettono in scena il funerale del carnevale, leggendo anche un ironico testamento col quale lascia in eredità tutti i debiti accumulati per organizzare i festeggiamenti.

Carnevale di Caiazzo: comune nella provincia di Caserta che ogni anno ospita un carnevale un po’ fuori dagli schemi. Famoso infatti per la sua sfilata con le carriole, i partecipanti al carnevale si vestono con costumi e maschere tipiche, sfilando poi lungo le strade del centro cittadino all’interno di carriole lanciando coriandoli in aria!

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Quali sono le principali maschere del Carnevale in Campania

Quali sono le principali maschere del Carnevale in Campania

Le maschere più conosciute della tradizione partenopea e simbolo del popolo napoletano sono prevalentemente due: Pulcinella e Tartaglia. Del primo si dice che fosse un credulone e un mattacchione. Sempre pronto ad architettare qualche imbroglio e a compiere burle e dispetti a danno di chi non asseconda i suoi capricci. Pulcinella, famoso per il suo modo buffo di camminare, indossa un camicione bianco con una cintura nera in vita e il volto coperto a metà da una maschera dal naso aquilino. Ha il viso rugoso e occhi molto piccoli che gli conferiscono un tipico aspetto di un gallo.

Tartaglia, invece, è una maschera di origine genovese, la quale però diventa popolarissima a Napoli nella seconda metà del seicento. Essa è una maschera affine a quella del dottore, dalla quale deriva. Goffo e corpulento, senza barba né baffi e con la testa rasa, prende il nome dalla balbuzie di cui è afflitto; ad essa, ed alla forte miopia si limita tutta la sua comicità, priva di contenuti umani. Il costume di Tartaglia in origine composto da un abito e un mantello verde a strisce gialle e da un collare bianco, variò poi in seguito in colori e ornamenti.

Sfilate, canti, balli e colori animeranno il Gran Carnevale di Maiori 2026, uno degli eventi più scenografici della Costiera Amalfitana. Le strade e il lungomare si riempiranno di carri allegorici in cartapesta, musica e performance, trasformando la città in un grande palcoscenico per adulti e bambini.

Le associazioni locali stanno lavorando da mesi alla realizzazione delle opere ispirate al tema “Il Sogno”, presentato con grande anticipo alla comunità. I bozzetti dei carri sono stati svelati in autunno e già fanno pregustare l’atmosfera festosa che caratterizzerà i giorni clou di febbraio.

Le principali parate sono previste il 15, 17 e 22 febbraio 2026, con coreografie e gruppi in costume che accompagneranno ogni carro, creando uno spettacolo unico nel suo genere.

Quali sono i dolci caratteristi del Carnevale di Maiori

Quali sono i dolci caratteristi del Carnevale di Maiori

Per sancire nel modo migliore le giornate di festa che caratterizzano il Carnevale di Maiori, non possiamo non parlare dei dolci tipici della tradizione. Qui in Campania ce ne sono svariati e tutti di una bontà unica.

Vediamo insieme nello specifico quali sono:

Le chiacchiere (o frappe) ormai conosciute in tutta Italia, vedono la loro nascita nella città partenopea grazie ad una richiesta della Regina Margherita di Savoia che aveva commissionato al cuoco di corte un dolce adatto ad accompagnare le sue conversazioni con gli amici. Ed ecco che da qui esso prende il nome “chiacchiere”.

Il sanguinaccio nasce da un’antica ricetta della cucina povera campana. In passato veniva impiegato il sangue del maiale (quando di quest’ultimo non veniva buttato via nulla) per creare una crema alla quale veniva poi aggiunto del cacao per far sì che le chiacchiere venissero letteralmente inzuppate dentro e godute così. Dal 1992 poi la ricetta non prevede più l’uso del sangue di maiale in quanto questo è stato vietato.

Il migliaccio è uno dei dolci più famosi della cucina napoletana preparato proprio in occasione del Carnevale e della Pasqua. Il suo nome prende origine dalla parola latina miliaccium che indica il tradizionale pane di miglio. Infatti la semplice, ma gustosa ricetta, prevede l’utilizzo della farina di miglio e della ricotta che rendono il sapore del migliaccio unico nel suo genere.

Le graffe sono un dolce che ormai è preparato tutto l’anno e che si può trovare in produzione in tutte le pasticcerie. Tipico del periodo carnevalesco è essenzialmente una ciambella molto soffice e profumata che viene servita fritta, e questa, è una delle ricorrenze perfette per prepararle anche in casa.

Dove parcheggiare per il Carnevale a Maiori

Durante il Carnevale, la splendida città di Maiori si presta perfettamente a essere visitata a piedi. I principali luoghi di interesse e la piazza centrale si trovano all’interno del centro storico, rendendo facile muoversi senza auto e godersi l’atmosfera della festa. Nella mappa qui sopra trovi un parcheggio consigliato, ideale per lasciare l’auto e passeggiare in totale libertà.

L'autore

Scritto il 16/12/2023