Chiara Musino

Chiara Musino

Stai programmando un viaggio per il Carnevale di Viareggio 2026? Scopri storia, maschere e il calendario delle sfilate più spettacolari della Toscana

📆 Ultimo aggiornamento
16/12/2023

Il Carnevale di Viareggio 2026, uno dei Carnevali più famosi d'Italia, è un tripudio di colori, satira e artigianato italiano che trasforma il borgo toscano in un palcoscenico di fantasia.

Fondato nel 1873, questo storico festival giunge alla sua 153a edizione nel 2026, con i suoi maestosi carri giganti di cartapesta e un'atmosfera vibrante. Che siate visitatori alle prime armi o fan abituali, l'edizione 2026 si preannuncia come un Carnevale da favola a cui partecipare.

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Tutto quello che c'è da sapere sul Carnevale di Viareggio 2026

Il Carnevale di Viareggio in Toscana è tra i più popolari d'Italia, un evento da vedere almeno una volta nella vita. Le vere star dell'evento sono gli enormi carri allegorici di cartapesta che sfilano lungo i viali a mare e il lungomare cittadino.

Prima di addentrarci nei dettagli delle sfilate e della loro storia, ecco una panoramica di ciò che troverete in questa guida:

• Programma ufficiale e date delle sfilate 2026

• La magia dei carri allegorici

• La storia del Carnevale di Viareggio

• Maschere simbolo: Burlamacco e Ondina

• La Cittadella e il Museo del Carnevale

• Una passeggiata nella Viareggio Liberty

• Informazioni pratiche: Biglietti e parcheggi

• Altri Carnevali imperdibili in Toscana 2026

Carnevale di Viareggio 2026: date e orari ufficiali

Il cuore del Carnevale di Viareggio – e di ogni edizione dal 1873 – sono i sei Corsi Mascherati. Per questo 2026, queste sono le date ufficiali per non perdere i giganti che sfilano lungo i Viali a Mare:

1. Domenica 1 febbraio – ore 15:00: Sfilata di apertura e fuochi d'artificio inaugurali. 2. Sabato 7 febbraio - ore 17:00: Seconda sfilata (edizione notturna).

3. Giovedì 12 febbraio - ore 17:00: Sfilata del Giovedì Grasso (edizione notturna).

4. Domenica 15 febbraio - ore 15:00: Quarta sfilata.

5. Martedì 17 febbraio - ore 15:00: Sfilata del Martedì Grasso.

6. Sabato 21 febbraio - ore 17:00: Sfilata finale, cerimonia di premiazione e fuochi d'artificio di chiusura.

Per assistere alle sfilate in maschera, è possibile acquistare biglietti per singole date o un abbonamento stagionale. I bambini di altezza inferiore a 1,20 m di solito entrano gratuitamente.

Durante i giorni delle sfilate, il centro città è chiuso: consigliamo di utilizzare le aree "Park & ​​Ride" situate presso lo stadio o agli ingressi Nord/Sud della città.

La storia del Carnevale di Viareggio

La storia del Carnevale di Viareggio

Era il 1873 e fra i giovani della Viareggio bene nacque l’idea di mettere in scena una sfilata per festeggiare il giorno di Martedì Grasso. Da qui in poi, la fama del Carnevale di questa cittadina della Toscana è cresciuta parallelamente con quella dei suoi carri allegorici, sempre più maestosi, costruiti in legno, scagliola e juta dai Maestri Carristi.

Nel 1921 nacque la prima canzone ufficiale, attuale inno della manifestazione - “Coppa di Champagne” - e nello stesso anno una band animò per la prima volta uno dei carri con la sua musica; nel 1923 il Pierrot fu il primo carro a muovere testa e occhi e, due anni dopo, la tecnica della cartapesta permise di realizzare costruzioni sempre più imponenti.

Dopo lo stop delle due guerre mondiali, il Carnevale ripartì, nel 1954 venne trasmesso sulla neonata RAI e quattro anni dopo la sua fama raggiunse luoghi sempre più lontani grazie all’Eurovisione.

Ecco come il Carnevale di Viareggio è diventato internazionale, un evento che attira pubblico da tutto il mondo e che offre un mese di festeggiamenti, sfilate e rassegne varie. 

Ti stai chiedendo come sono fatti i carri del Carnevale di Viareggio? Quelle strutture mastodontiche sono realizzate in cartapesta, alte anche 20 metri e larghe una decina, e avanzano in mezzo alla folla sui Viali a mare per stupirla con il loro impatto scenico, i loro movimenti e i loro colori.

Tutto questo, in realtà, è nato da poche cose semplici: modelli in creta, calchi in gesso, fogli di carta di giornale e una colla fatta di acqua e farina, oltre a tanta abilità e fantasia; pochi ingredienti che, messi nelle mani giuste, creano qualcosa di straordinario.

Sono oltre 25 le ditte artigiane (e più di mille le persone al lavoro) in cui i Maestri costruttori tramandano quest’arte di generazione in generazione, sperando ogni anno di aggiudicarsi il primo premio assegnato dalla giuria.

Come nascono i carri del Carnevale di Viareggio?

Vuoi sapere come vengono realizzati i carri allegorici del Carnevale di Viareggio? Quelle mastodontiche strutture in cartapesta, alte fino a 20 metri e larghe una decina, si fanno strada tra la folla sui Viali a Mare per stupirla con il loro impatto scenico, i loro movimenti e i loro colori.

Tutto questo, in realtà, nasce da poche e semplici cose: modelli in argilla, calchi in gesso, fogli di giornale e una colla fatta di acqua e farina, oltre a tanta abilità e fantasia; pochi ingredienti che, messi nelle mani giuste, creano qualcosa di straordinario.

Sono più di 25 le aziende artigiane (e più di mille persone al lavoro) in cui i maestri costruttori tramandano quest'arte di generazione in generazione, sperando ogni anno di aggiudicarsi il primo premio assegnato dalla giuria.

Ogni evento che si rispetti ha i suoi protagonisti: Burlamacco e Ondina sono comparsi per la prima volta insieme su un manifesto del 1931 e da lì in poi sono rimasti sempre uniti, maschere simbolo del Carnevale di Viareggio.

Burlamacco nacque nel 1930 dalla fantasia del pittore, grafico e scenografo Umberto Bonetti e, dalla sua stessa penna, l’anno successivo prese vita Ondina, con le sembianze della bagnante tipica della stagione estiva. Il desiderio dell’artista era quello di creare un personaggio che racchiudesse in sé le due anime della vita viareggina: quella del Carnevale e quella dell’estate. Ecco perché Burlamacco ha questo aspetto: si ispira alle maschere della Commedia dell'Arte ma è vestito con una tuta a scacchi che riprende il bianco e il rosso degli ombrelloni del litorale.

Così grande è l’importanza di Burlamacco e Ondina che, nel 1998, venne istituito il Burlamacco d’Oro, Premio della Fondazione Carnevale, il quale rappresenta il riconoscimento che ogni anno Viareggio assegna scegliendo tra gli uomini e gli artisti del mondo dello spettacolo e della comunicazione, mentre per le donne dello stesso settore c’è il premio Ondina d’Oro.

La Cittadella del Carnevale e il Museo del Carnevale

È nella Cittadella del Carnevale che i carri prendono forma e vita: inaugurata nel 2001 è la più grande area tematica in Italia dedicata alle maschere e comprende laboratori e hangar oltre ad ospitare una grande raccolta di documenti storici. Al suo interno troviamo il Museo del Carnevale di Viareggio dove la statua del Burlamacco accoglie i visitatori che potranno ammirare i modellini dei carri allegorici premiati nelle ultime edizioni e scoprire, tra le altre cose, le fasi della realizzazione delle opere in cartapesta per poi divertirsi nel creare piccoli manufatti. 

A spasso per la città: fra la vitalità del lungomare e ville in stile Liberty

Viareggio, in realtà, merita di essere conosciuta anche per la sua bellezza oltre che per il suo Carnevale: è una famosa località balneare della Toscana che offre edifici storici in stile Liberty ed esempi di Art Decò.

La strada pedonale e ciclabile che segue il lungomare, Passeggiata Margherita, è la più ricca sotto tale punto di vista, e qui, in mezzo a bar, gelaterie e ristoranti affollati, si potrà ammirare uno snocciolarsi di architetture di pregio del primo Novecento; fra queste sicuramente attirerà subito l’attenzione il Gran Cafè Margherita con le sue due torrette sormontate da cupole in piastrelle gialle e verdi. Un tempo il cafè era il locale più elegante di Viareggio, frequentato dall’alta società e dal maestro Giacomo Puccini, e adesso ospita un ristorante, una caffetteria e una libreria. Sempre nella zona vicino al lungomare incontreremo l’Hotel Liberty, il Bagno Balena con il suo portale d’epoca, la Torre dell’Orologio e la statua del Burlamacco.

Meritano una visita anche Villa Argentina, uno degli esempi più belli di architettura Liberty in Italia, e Villa Paolina, dimora di Paolina Bonaparte. La prima apparteneva a una ricca proprietaria terriera di origine argentina di nome Francesca Racca Oytane e offre dipinti di grandi artisti dell’epoca e decorazioni in stucco dorato sul soffitto e sulle pareti, oltre a preziosi pavimenti come quello in marmo nero del Belgio della sala a piano terra.

Villa Paolina era la dimora dove Paolina Bonaparte accoglieva il suo amante; oggi ospita i Civici Musei e alcuni importanti uffici, ma sono ancora visitabili i suoi appartamenti, utilizzati per ospitare mostre. L’edificio è un bellissimo esempio di stile neoclassico e il suo impianto propone una nuova interpretazione della domus romana, con un bellissimo colonnato fronte mare e tutte le camere da letto e i salotti rivolti alla spiaggia.

Carnevale in Toscana: ecco i più belli della regione

Carnevale in Toscana: ecco i più belli della regione

Oltre a quello di Viareggio, la Toscana offre altri Carnevali da non perdere. Vediamoli insieme. 

Il Carnevale di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, è antichissimo: la sua prima edizione, infatti, risale al 1539. Qui, durante le domeniche del periodo di Carnevale, quattro grandi carri allegorici sfilano davanti a una giuria, accompagnati da maschere, musica e balli. Il patrono della manifestazione è Re Giocondo, che ogni anno apre l'evento e, con la propria morte, ne sancisce la fine. 

A Castiglion Fibocchi, sempre in provincia di Arezzo, va in scena quella che sembra essere la manifestazione carnevalesca più antica di Toscana: il Carnevale dei Figli di Bocco. Qui, ogni anno, il borgo medioevale si trasforma in un grande teatro a cielo aperto, grazie a più di duecento figuranti con il volto coperto da maschere di cartapesta che sfilano per le strade.  

Anche la cittadina di San Gimignano, Patrimonio UNESCO in provincia di Siena, ospita una grande festa carnevalesca piena di colori. Qui la sfilata dei carri e delle maschere dà vita a una gara che regala a questo incantato gioiello medioevale di un’atmosfera insolita.

Da non perdere anche il Carnevale di Follonica, in provincia di Grosseto, nato nel 1910. Qui ogni contrada sfila con il suo carro allegorico e sono previsti diversi premi in palio: oltre al miglio carro, viene incoronata la Reginetta del Carnevale. La manifestazione si conclude con il “rogo del Re”, un grande mascherone di cartapesta bruciato sulla spiaggia di fronte a Piazza XXV Aprile. 

Molto particolare, con il suo fascino di epoche passate, è il Carnevale Medievale di Calenzano. Figuranti e sbandieratori sfilano per le vie del centro fino al castello di Calenzano Alto, dove va in scena una sfida tra le contee. Anche in questo caso, la manifestazione si conclude con il rogo di Re Carnevale. 

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L'autore

Scritto il 15/12/2023