Avete mai desiderato visitare l'Italia a Carnevale? Da Nord a Sud, scopriamo insieme luoghi e tradizioni da non perdere per festeggiarlo al meglio. 

Maschere, coriandoli, carri allegorici: il Carnevale è una festa amatissima in Italia, che coinvolge adulti e bambini, indistintamente. 

Visitare l'Italia a Carnevale è un vero e proprio viaggio nella storia e nelle tradizioni di questa magica festa.

Non c'è un solo Carnevale! Da Nord a Sud, ogni città o regione italiana ha il suo modo di festeggiarlo. Qual è il più epico e imperdibile? Continuate e a leggere per scoprirlo...

Carnival in Northern Italy: from Venice to Sauris

Il vostro viaggio attraverso la penisola italiana, "a caccia del più bel carnevale", deve necessariamente iniziare con il celebre Carnevale di Venezia, tra i più antichi in Italia: infatti, già nel lontano 1296, un editto del Senato della Repubblica dichiarava il Carnevale di Venezia una pubblica festività. Ed è stato proprio il carnevale veneziano, forse più di ogni altro, a valorizzare l'uso della maschere: è da ricordare, in particolar modo, il costume della Bauta costituito da una maschera bianca chiamata Larva, indossata sotto un tricorno nero, e da un mantello scuro, il cosiddetto Tabarro

Proseguendo per il Nord, vi segnaliamo il Carnevale di Bagolino, in provincia di Brescia. Qui il lunedì ed il martedì grasso, i cosiddetti balarì, (suonatori e ballerini) si esibiscono per le strade del centro storico coi loro caratteristici costumi. Da menzionare anche i maschèr, comuni cittadini mascherati da anziani che si divertiranno a tirarvi le più insolite burle. 

Ultima tappa nordica è Sauris, in provincia di Udine, dove si festeggia il Carnevale in modo davvero singolare. Infatti qui, i principali protagonisti sono il Rolar, una maschera demoniaca che cammina per le pubbliche strade scuotendo degli assordanti campanelli ed il "monarca delle coppie", il Kheirar, che stana, casa per casa, le coppie del paese debitamente mascherate per condurle in un corteo danzante. 

 

Il Carnevale nel Centro Italia: Viareggio e Fano

Il nostro tour carnevalesco al "centro dello Stivale" non può che iniziare che con il Carnevale di Viareggio, sicuramente tra i più importanti in Italia, degno di poter gareggiare anche con una kermesse di respiro internazionale come quella di Rio de Janeiro. Caratteristica principale del Carnevale di Viareggio sono i suoi carri allegorici che "prendono di mira" i vip ed i grandi temi dell'attualità. Il carnevale viareggino affonda le sue radici nel lontano 1873, quando, grazie ad una sfilata organizzata ai tavoli del Caffè del Casinò, cominciò la sua gloriosa tradizione. Da allora, a parte le pause forzate delle due guerre, il Carnevale di Viareggio non ha mai smesso di allietarci con i suoi mille colori e le sue fantastiche maschere. Una su tutte, la maschera simbolo di Viareggio, Burlamacco, ideata da Uberto Bonetti nel 1930. 

Altra tappa imperdibile al Centro Italia è il Carnevale di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino (Marche) tra i carnevali più antichi d'Italia: 1347, la sua data di nascita. Il programma della festa è caratterizzato dagli immancabili carri allegorici, dalle sfilate in maschera, e dagli spettacolari fuochi pirotecnici. Ma la peculiarità principale del Carnevale di Fano è il tradizionale getto, ossia il lancio di cioccolatini e di caramelle, che allieta soprattutto il pubblico dei più piccini. 

Il Carnevale made in Sud: da Putignano a Satriano di Lucania

Per gli amanti del Carnevale anche il Sud Italia regala degli imperdibili appuntamenti. Innanzitutto è da segnalare il caratteristico Carnevale di Montemarano, in provincia di Avellino, dove le sfilate in maschera avvengono "al ritmo di tarantella" e sono intervallate dalla degustazione dei tipici prodotti locali. Molto singolare la maschera di Caporabballo, ossia, in dialetto locale, colui che dirige il ballo. 

Altra immancabile tappa del Carnevale made in sud, è il Carnevale di Putignano, in provincia di Bari, tra i più antichi in Italia, essendo nato nel lontano 1394. Oltre ai soliti carri allegorici sono da segnalare: la tipica maschera tradizionale, la Farinella che è al contempo anche una gustosa minestra di ceci ed orzo; ed il caratteristico Funerale del Carnevale che si tiene il giorno del Martedì Grasso, che consiste nel rogo di un simbolico maiale di cartapesta. 

Ultima tappa del nostro percorso carnevalesco è Satriano di Lucania, in provincia di Potenza, paesino del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Qui, gli abitanti, la domenica precedente il martedì grasso, si travestono da alberi ricoprendosi di foglie d'edera e bussano alle porte delle case per annunciare l'incipiente arrivo della primavera. 

Tra le tappe per il Carnevale nel sud Italia va citata Napoli, dove la festa di Carnevale è stata, storicamente, teatro di grandi festeggiamenti, soprattutto in epoca Borbonica. Oggi è possibile rivivere la stessa atmosfera dell'epoca, fatta di abiti pittoreschi e sfarzosi balli in maschera, al Carnevale Settecentesco Napoletano.

Per saperne di più: origini del Carnevale

Carnevale a Venezia

L'etimologia della parola Carnevale è da ricercare nell'espressione latina carnem levare-eliminare la carne con riferimento al digiuno del periodo quaresimale che in genere segue questo periodo. 

Le origini storiche del Carnevale possono essere ritrovate in tutte quelle festività del mondo antico, come i Saturnali romani e le Dionisiache greche, ad esempio, dove avveniva il momentaneo sovvertimento delle normali regoli sociali, espresso mediante il mascheramento, il gioco e le manifestazioni sfrenate di lussuria e di piacere.

In epoca moderna, nella Firenze Medicea, era tradizione organizzare delle grandi mascherate su carri, i cosiddetti trionfi, con l'accompagnamento dei cosiddetti canti carnascialeschi.

Nello stesso periodo, nella Roma Pontificia si svolgevano delle singolari corse di cavalli chiamati barberi e l'altrettanto caratteristica gara dei moccoletti che consisteva nel correre con dei mozzoni accesi nel tentativo di spegnerseli reciprocamente.

Nei paesi di tradizione cattolica il Carnevale ha inizio il giorno successivo all'Epifania o con la cosiddetta Domenica di settuagesima, ovvero la prima delle nove che precedono la settimana santa, per poi concludersi col martedì grasso, il martedì precedente il mercoledì delle ceneri.

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