Sono passati poco più di dieci anni da quando il 16 novembre 2010 a Nairobi in Kenya il Comitato Intergovernativo della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale approva l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. Ma cosa c’è dietro? Scopriremo che la Dieta mediterranea è molto di più di un semplice elenco di elementi o una tabella nutrizi

Gli uomini non si mettono a tavola per mangiare ma per mangiare insieme

Plutarco

Il riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea

Il riconoscimento per la dieta mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale, interessò inizialmente Italia, Spagna, Grecia e Marocco, nel 2013 poi si allargò a Cipro, Croazia e Portogallo. Ma precisamente di cosa stiamo parlando? E perché tale riconoscimento?

La Dieta mediterranea è un insieme di pratiche, tradizioni, conoscenze e abilità che in questi paesi mediterranei sono passati di generazione e in generazione, fornendo alle comunità un senso di appartenenza e continuità. Già dall’antica Grecia “la dieta” non riguardava solo la nutrizione, ma riguardava un vero e proprio stile di vita con alla base la condivisione.

Nel bacino mediterraneo, valori come ospitalità, vicinato, dialogo interculturale e creatività si incontrano con il rispetto del territorio e della biodiversità. Ed è proprio in questo che la dieta mediterranea dimostra di essere di importanza vitale per il patrimonio culturale.


La Dieta Mediterranea: dalle sue origini ai giorni nostri

La Dieta Mediterranea ha origini molto lontane. Ha tutto inizio nel mondo greco-latino nel bacino del Mediterraneo.

Le sue radici sembrano essere di natura religiosa, perché una volta per gli uomini il cibo era considerato dono degli Dei. Alla base della Dieta Mediterranea ci sono tre elementi, la cosiddetta Triade Mediterranea: grano, olio e vino. Questi ingredienti erano legati a tre divinità:

Il grano era legato a Demetra: la dea della provvidenza, con il ventre sempre gonfio;

L’olio ad Atena: la vergine per antonomasia ed è da lei che curiosamente viene l’appellativo di olio extra-vergine;

• Infine, il terzo elemento, il vino, era legato a Dioniso: il dio straniero che arrivava nell'Olimpo mettendo un po’ scompiglio, esattamente come fa il vino portando un po’ di ebrezza.

Con l’avvento del Cristianesimo tale triade permane ma riadattata alla figura di Cristo.

Sempre nell’antica Grecia si formano i due valori fondamentali della dieta mediterranea: la convivialità e l’ospitalità. Il condividere e mangiare insieme il cibo lo ritroviamo nel famoso simposio. Mentre, l’ospitalità, anche se concepita diversamente da ora, era fondamentale: essi credevano che dietro l’ospite si potesse celare una divinità.

Quindi come possiamo capire, le origini della Dieta Mediterranea sono davvero molto antiche. Ma per definirla tale dobbiamo attendere il 1951, quando per un caso fortuito, viene scoperta dal medico americano Ancel Keys. Egli trovandosi in Italia per un convegno scopre che qui c’è un modo di mangiare particolarmente sano che rende le persone, anche se di ceto basso, molto più longeve alle persone benestanti americane.

Con la patrimonializzazione UNESCO della Dieta Mediterranea si riprende l’antico significato di dieta in quanto “stile di vita”: la parola “dieta” viene dal greco “diaita” che significa “regime”, “forma di vita”, quindi non solo mangiare ma anche vivere. La Dieta Mediterranea come Patrimonio UNESCO è un vero messaggio per il mondo, anzi, una sfida: attraverso il cibo e la riadozione e modernizzazione delle buone pratiche possiamo i risolvere i problemi del Pianeta.


La Dieta Mediterranea in Italia: la comunità emblematica del Cilento

Come abbiamo visto, il riconoscimento UNESCO è transnazionale ed ogni nazione ha la sua comunità emblematica. Quella italiana è stata localizzata in Campania, nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Monti Alburni: per la precisione nel Comune di Pollio, dove Ancel Keys condusse i suoi studi.

Il Cilento può considerarsi come una sub-regione montuosa della Campania. Pollica affaccia sul Golfo di Palinuro ed è famosa per il mare cristallino, le spiagge dorate, il clima dolce. Qui, per salvaguardare la Dieta Mediterranea e i suoi valori fondanti, vengono organizzate numerose attività ed iniziative come:

La Notte Bianca della Dieta Mediterranea, che si tiene ogni anno a novembre;

Il Festival della Dieta Mediterranea, che si tiene durante tutto il periodo estivo;

Il Museo vivente della Dieta Mediterranea, ospitato presso palazzo Capuano, nella frazione di Pioppi;

Il premio annuale agli Ambasciatori della Dieta mediterranea nel mondo, conferito alle personalità che si distinguono nel loro ruolo di trasmissione della Dieta Mediterranea a livello internazionale.


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