Alessandro Savino

Alessandro Savino

La Via Francigena dell’anima: segui l’itinerario spirituale fino a Roma, attraverso abbazie millenarie, santuari dimenticati, e paesaggi mistici.

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La Via Francigena, soprattutto nel tratto che conduce a Roma, conserva ancora oggi una dimensione rara. È un cammino lento, fatto di boschi che custodiscono leggende antiche, laghi vulcanici pulsanti di energia, abbazie dove l'eco delle preghiere medievali sfida il tempo. 

Da Radicofani fino alla Città Eterna, questo itinerario attraversa in 10 tappe alcuni dei luoghi più spirituali dell’Italia centrale, seguendo il ritmo del pellegrinaggio medievale. 

Tra strade bianche, pievi isolate e paesaggi della Tuscia che cambiano passo dopo passo, preparati a vivere un viaggio che va oltre la semplice escursione a piedi, e diventa un’esperienza interiore fatta di contemplazione, fatica e meraviglia.

I luoghi sacri della Via Francigena: il cammino spirituale verso Roma

🥇 Visit Italy brand partnership

Questa parte della Via Francigena, che conduce fino a Roma attraversando la Tuscia e il Lazio, segue uno dei cammini spirituali del pellegrinaggio medievale europeo. 

Partiamo da Radicofani, al confine con la Toscana, per un itinerario di 10 tappe ben strutturate, percorribili sia a piedi sia in bicicletta, con distanze che oscillano tra i 16 e i 26 km circa al giorno. È un percorso che alterna borghi storici, campagne della Tuscia e luoghi di culto che hanno segnato per secoli la rotta dei pellegrini diretti alla Città Eterna. 

Lungo la strada troverai alcuni siti spirituali unici, anche con piccole deviazioni che arricchiscono la tua esperienza: la Basilica del Santo Sepolcro ad Acquapendente, la Rocca dei Papi a Montefiascone, la Madonna del Parto e le testimonianze sacre del Parco di Veio lungo l’avvicinamento a Roma, e molto altro ancora.

Il fascino di raggiungere la Capitale è davvero magico: rappresenta la conclusione storica del pellegrinaggio europeo sulla Via Francigena, il punto di arrivo ideale per secoli di viandanti diretti verso San Pietro.

I siti da non perdere lungo il cammino:

- Acquapendente: Basilica del Santo Sepolcro;

- Bolsena: Basilica di Santa Cristina;

- Montefiascone: Rocca dei Papi;

- Viterbo: Palazzo dei Papi;

- Sutri: Chiesa della Madonna del Parto;

- La Storta (Roma nord): Santuario della Madonna della Visione di Sant’Ignazio di Loyola


- Roma: Basilica di San Pietro (meta finale del pellegrinaggio medievale).

Scopri di più sulla Via Francigena

L’essenza spirituale della Via Francigena: storia antica e pellegrinaggio contemporaneo

La Via Francigena nasce come grande asse del pellegrinaggio medievale tra il Nord Europa e Roma, reso celebre dal diario dell’arcivescovo Sigerico che alla fine del X secolo ne documentò le tappe di ritorno dalla Città Eterna. Era un percorso di fede e fatica, caratterizzato da monasteri e luoghi di culto che offrivano riparo ai viandanti diretti alla tomba di San Pietro. 

Oggi quel tracciato conserva la sua dimensione spirituale, ma si è aperto anche a significati più contemporanei. Oltre che un pellegrinaggio religioso, la Francigena ti offre un’esperienza “interiore”, un’occasione per rallentare dallo stress quotidiano e ritrovare un rapporto più autentico con te stesso.

Le abbazie e i santuari che emergono lungo il percorso continuano a segnare il cammino come luoghi di raccoglimento, memoria e contemplazione, trasformando ogni tappa in qualcosa che va oltre il semplice attraversamento del territorio. 

È in questa continuità tra passato e presente che puoi scoprire l’essenza più vera e speciale della Via Francigena in Italia. Un percorso da seguire e, al tempo stesso, un viaggio di riflessione e cambiamento personale.

Tappa 1. Radicofani → Acquapendente: il confine simbolico del pellegrinaggio

Partiamo da Radicofani, borgo dominato dalla grande fortezza che da secoli osserva i viandanti attraversare la Val d’Orcia lungo una delle direttrici storiche della Via Francigena. 

È in questi 23 km di cammino, tra le colline spazzate dal vento e le prime strade bianche che scendono verso il Lazio, che inizi davvero a percepire il distacco dalla vita quotidiana, mentre il paesaggio sembra lentamente inventati a immergerti in una dimensione più leggera.

La prima tappa verso Acquapendente, infatti, ha già qualcosa di profondamente meditativo. Attraversiamo poco per volta campi aperti, boschi, strade sterrate e lunghi tratti silenziosi scanditi soltanto dal rumore dei nostri passi. 

Ad Acquapendente possiamo ammirare la splendida Basilica del Santo Sepolcro, con la sua cripta ispirata al Santo Sepolcro di Gerusalemme, percependo tutto il fascino di questo luogo che per secoli ha accolto i pellegrini diretti a Roma in cerca di fede, protezione o semplicemente di una pausa dal mondo esterno.

Cosa vedere e fare:

- Rocca di Radicofani e panorama sulla Val d’Orcia;

- Antichi tratti della Via Francigena tra Toscana e Lazio;

- Basilica del Santo Sepolcro ad Acquapendente.

Tappa 2. Acquapendente → Bolsena: il lago sacro della Via Francigena

Lasciamo Acquapendente alle spalle nelle prime ore del mattino, per iniziare una seconda tappa di circa 23 km che procede nella quiete della Tuscia tra gli uliveti e la campagna vulcanica, in direzione di Bolsena.

Quando manca poco per giungere a destinazione, poco dopo il piccolo paese di San Lorenzo Nuovo, ecco apparire improvvisamente il Lago di Bolsena, con il suo enorme bacino vulcanico che ti offre uno dei punti più spettacolari del percorso, accompagnando l’ultima parte della tappa e trasmettendo una sensazione di calma quasi ipnotica. 

A Bolsena la spiritualità della Via Francigena assume una dimensione ancora più intensa e stratificata. La Basilica di Santa Cristina sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, nel 1263 un’ostia consacrata avrebbe sanguinato durante la Messa, dando origine al celebre Miracolo Eucaristico di Bolsena

Possiamo scendere nella cripta e negli ambienti sotterranei per ammirare le catacombe paleocristiane, le colonne antiche e la suggestiva Grotta di Santa Cristina.

Cosa vedere e fare:

- Strade della Tuscia laziale;

- Panorama sul Lago di Bolsena;

- Basilica di Santa Cristina.

Tappa 3. Bolsena → Montefiascone: la salita lenta e lo sguardo sul lago

Costeggiamo ancora per un po’ il Lago di Bolsena prima di iniziare a salire in modo graduale verso le alture della Tuscia. È una tappa di circa 16 km, tra le più brevi del nostro itinerario, ma anche una delle più intense dal punto di vista fisico.

Saliamo in modo costante lungo sentieri che si allontanano via via dal livello del lago. Il nostro passo, in questa fase, diventa più lento, e il cammino è quasi una forma di meditazione in movimento nel cuore della natura.

Quando raggiungiamo finalmente Montefiascone, il lago riappare dall’alto con una prospettiva diversa e spettacolare, in uno scenario che, soprattutto al tramonto, è davvero idilliaco.

Sulla sommità del borgo, la Rocca dei Papi segna un punto simbolico e affascinante della Via Francigena nel Lazio. Antica residenza pontificia, domina ancora oggi il territorio e richiama il passaggio dei pellegrini diretti verso Roma, che qui trovavano una delle ultime grandi soste prima della discesa verso Viterbo.

Cosa vedere e fare:

- Tratto panoramico lungo la salita da Bolsena a Montefiascone;

- Vista sul Lago di Bolsena dalle alture della Tuscia;

- Rocca dei Papi a Montefiascone.

Tappa 4. Montefiascone → Viterbo: l’ingresso nella città dei Papi

Da Montefiascone scendiamo dolcemente lungo le colline della Tuscia per circa 17 km fino a Viterbo, passando dall'ambiente del lago all’atmosfera più urbana della Francigena laziale.

L’ingresso in città ci porta direttamente verso uno dei cuori medievali meglio conservati d’Italia: il quartiere di San Pellegrino, un incantevole intreccio di vicoli stretti e antiche case in pietra.

Questa zona è particolarmente affascinante perché mostra come Viterbo fosse un’importante città di passaggio per i pellegrini medievali. Tutto qui sembra fatto su misura per chi arrivava a piedi, dagli ospitali alle chiese e ai punti di sosta che conservano ancora quell’accoglienza.

In città possiamo apprezzare anche il suggestivo complesso del Palazzo dei Papi, simbolo del potere pontificio nel XIII secolo e luogo legato a eventi fondamentali della storia della Chiesa, tra cui il conclave tenutosi tra il 1268 e il 1271, il primo ufficialmente riconosciuto nonché il più lungo di sempre.

Cosa vedere e fare:

- Discesa dalle colline della Tuscia verso Viterbo;

- Viterbo: quartiere di San Pellegrino, Palazzo dei Papi.

Tappa 5. Viterbo → Vetralla: boschi della Tuscia ed eremi nascosti

In questa quinta tappa dovremo camminare per circa 22 km, da Viterbo a Vetralla, seguendo antichi sentieri scavati nel tufo e vecchie strade in pietra vulcanica che attraversano i boschi della Tuscia, che da secoli attirano eremiti e comunità religiose in cerca di isolamento. 

Con una breve deviazione verso l’area del Lago di Vico possiamo raggiungere l’Eremo di San Girolamo, piccolo romitorio immerso nel verde della faggeta di Monte Fogliano. Possiamo arrivarci seguendo un piacevole sentiero in salita. 

Più che la struttura in sé, un piccolo ambiente scavato nella roccia con un altare essenziale, colpisce l’atmosfera che si respira lungo il percorso. È uno di quei luoghi in cui possiamo davvero provare un’esperienza di isolamento spirituale e di contemplazione.

Una volta giunti a Vetralla, entriamo in un centro storico che conserva un aspetto medievale, fatto di vicoli e chiese legate alla tradizione locale. Qui passa anche uno dei tratti storici della Via Francigena, con la presenza di punti di sosta e pernottamento per i pellegrini diretti alla ormai vicina Roma.

Cosa vedere e fare:

- Boschi della Tuscia;

- Eremo di San Girolamo;

- Centro storico di Vetralla.

Tappa 6: Vetralla → Sutri: la storia che emerge dal tufo

Ci lasciamo alle spalle la quiete dei boschi dei Monti Cimini per entrare in un paesaggio che cambia lentamente volto, con la natura che lascia spazio a tracce sempre più evidenti della storia antica.

Sono 24 i km di cammino da percorrere oggi. Un percorso che segue un andamento dolce e ci accompagna verso uno dei centri più sorprendenti della Via Francigena laziale: il borgo di Sutri

A Sutri si trova uno straordinario parco archeologico, che include una necropoli etrusca, con tombe ipogee che risalgono all’epoca preromana, e uno spettacolare anfiteatro romano interamente scavato nel tufo. All’interno, puoi ammirare ancora le gradinate dove sedeva il pubblico e i corridoi usati per entrare e muoversi nell’arena. 

Poco distante, ecco un altro sito da non perdere: la Chiesa della Madonna del Parto, ricavata all’interno di un antico ambiente ipogeo scavato nella roccia. Nel corso dei secoli è stata riutilizzata e trasformata in luogo di culto cristiano, e conserva ancora oggi splendidi affreschi e un’atmosfera mistica dal fascino unico.

Cosa vedere e fare:

- Sutri: necropoli etrusca, anfiteatro romano e Chiesa della Madonna del Parto.

Tappa 7. Sutri → Campagnano di Roma: la valle del Treja

Ripartiamo da Sutri e seguiamo per un po’ delle strade di campagna piuttosto tranquille. Dopo un primo tratto piuttosto anonimo, superiamo il paese di Monterosi e proseguiamo verso la valle del fiume Treja fino a raggiungere le Cascate di Monte Gelato.

Lo scenario, qui, è decisamente più accattivante: l’acqua scorre tra piccoli salti, antichi mulini e fitta vegetazione, creando uno scorcio sorprendente e, soprattutto d’estate, fresco e rigenerante. Un luogo in cui vale la pena fermarci, toglierci lo zaino, e prendere fiato.

Se vogliamo fare una deviazione rispetto al percorso ufficiale della Via Francigena (23 km da Sutri a Campagnano di Roma), a nord del Parco del Treja possiamo raggiungere anche l’Eremo di San Famiano, che molti pellegrini scoprono quasi per caso nel cuore del bosco.

Il sentiero per arrivarci non è facilmente accessibile, ma proprio questo contribuisce al fascino dell’esperienza. Intorno si sente soltanto il rumore del fiume e della vegetazione, mentre il piccolo eremo, semplice e raccolto, conserva un’atmosfera di spiritualità autentica.

Cosa vedere e fare:

- Cascate di Monte Gelato;

- Eremo di San Famiano.

Tappa 8. Campagnano di Roma → La Storta: il Parco di Veio e San’Ignazio di Loyola

La tappa di circa 23 km da Campagnano a La Storta ci porta dentro il Parco di Veio, un lembo verde a ridosso di Roma che unisce natura e storia, tra siepi, querce e sentieri che sembrano fatti apposta per camminare lentamente e rimettere ordine nei propri pensieri.

I piccoli siti e le antiche testimonianze etrusche e romane danno al paesaggio una profondità quasi sacra, mentre nei punti panoramici la vista sulla campagna e il rumore ovattato del bosco favoriscono la riflessione e la meditazione

Subito dopo il Parco di Veio entriamo nel cuore della periferia romana. A La Storta, vicino alla stazione, si trova un sito religioso nascosto, ma particolarmente significativo: la Cappella della Visione di Sant’Ignazio di Loyola. La tradizione racconta che nel 1537, mentre era in cammino verso Roma, Sant’Ignazio ebbe qui la visione in cui Dio gli indicava Cristo come guida.

L’episodio segnò profondamente il fondatore dei Gesuiti e trasformò La Storta in un punto di riferimento spirituale per pellegrini e viandanti. Ancora oggi questa piccola cappella lungo la via Cassia conserva un’atmosfera raccolta e silenziosa, quasi sospesa rispetto al traffico e all’espansione urbana che ormai circondano Roma.

Cosa vedere e fare:

- Parco di Veio;

- Cappella della Visione di Sant’Ignazio di Loyola.

Tappa 9. La Storta → Roma: l’arrivo a San Pietro

Siamo ormai alle porte di Roma, e seguendo l’antica via Cassia possiamo raggiungere il centro della Capitale. 

Questa è la tappa che ci porta alla destinazione finale della Via Francigena storica, ovvero la meravigliosa Basilica di San Pietro. Per i pellegrini medievali, Roma rappresentava il termine del viaggio, legato alla visita delle tombe degli apostoli Pietro e Paolo e alle principali basiliche della cristianità.

Entrare in città dopo giorni e giorni di cammino rappresenta una soddisfazione unica, con la fatica che si scioglie nella consapevolezza di essere giunti alla meta finale del nostro viaggio.

Un importante punto di riferimento visivo di quest’ultimo tratto della Via Francigena è l’area di Monte Mario, da cui si apre la prima vista sul Vaticano e sulla cupola di San Pietro, segnale tradizionale dell’arrivo ormai imminente.

E stasera, possiamo goderci il meritato relax nel cuore della Città Eterna, uno dei luoghi più incredibili al mondo in termini di cultura, storia e spiritualità.

Cosa vedere e fare:

- Ingresso a Roma;

- Area di Monte Mario con vista sul Vaticano;

- Basilica di San Pietro e arrivo storico della Via Francigena.

Tappa 10. Roma → Castel Gandolfo: il respiro dei Colli Albani

Nostalgia del nostro itinerario lungo la Via Francigena? Non ancora, perché manca un’ultima tappa per concludere la nostra avventura. Roma segna il termine del tracciato storico, ma il percorso moderno della Francigena prosegue anche dopo la capitale, in direzione sud, lungo la via Appia e verso i Colli Albani. 

Circa 26 km separano la soglia urbana dall’atmosfera rilassata dei Castelli Romani. Per un cammino come il nostro, caratterizzato da una forte carica spirituale, ha senso non fermarsi nel pieno della città, ma lasciare che sia il paesaggio a guidarci ancora una volta. 

I boschi, le vigne e i belvederi dei Colli Albani offrono una cornice più distesa, in cui la natura vulcanica del territorio si alterna ai piccoli centri sorti sui rilievi, e da sempre legati alla vita agricola e al passaggio dei viaggiatori.

La nostra giornata termina a Castel Gandolfo, davanti al Palazzo Apostolico, antica residenza estiva dei Papi, oppure sulla terrazza affacciata sul Lago Albano.

Seduti sul crinale in questa cornice meravigliosa, riflettiamo su ciò che il viaggio ci ha lasciato. E da qui, senza fretta, decidiamo se restare ancora un momento o ripartire con uno sguardo più leggero.

Cosa vedere e fare:

- Paesaggio dei Colli Albani;

- Castel Gandolfo, Palazzo Apostolico e terrazza sul Lago Albano.

Le 10 tappe del cammino spirituale sulla Via Francigena del Lazio

Le tappe ufficiali della Via Francigena in Italia sono molte di più rispetto alle 10 che abbiamo attraversato in questo itinerario tematico. Il nostro viaggio si è focalizzato su una sezione precisa e particolarmente ricca di significato, quella che dal sud della Toscana entra nel Lazio e ci accompagna fino a Roma.

Storicamente, questa era la conclusione più attesa dai pellegrini che intraprendevano questo percorso con un intento spirituale. Ecco dunque un breve recap della tappe e dei chilometraggi di questi 10 giorni: 

TAPPA → KM

1 Radicofani → Acquapendente 23,6

2 Acquapendente → Bolsena 22,8

3 Bolsena → Montefiascone 16,5

4 Montefiascone → Viterbo 17,6

5 Viterbo → Vetralla 21,9

6 Vetralla → Sutri 23,9

7 Sutri → Campagnano di Roma 23,8

8 Campagnano di Roma → La Storta 23,0

9 La Storta → Roma 19,4

10 Roma → Castel Gandolfo 26,1

L'autore

Scritto il 26/05/2026