Gloria  Venturini

Gloria Venturini

Tra colline e vigneti, l’Oltrepò Pavese è pronto a sorprenderti con borghi, cantine e vini da assaporare nel cuore segreto della Lombardia.

📆 Ultimo aggiornamento
02/10/2026

🥇 Questo contenuto include collaborazioni commerciali.

Vigneti a perdita d’occhio, colline morbide, borghi medievali e strade che invitano a rallentare: l’Oltrepò Pavese è uno dei tesori ancora poco conosciuti della Lombardia, una terra di vino, sapori e atmosfere autentiche da scoprire lontano dai percorsi più battuti. 

Qui la campagna cambia volto con il passare delle stagioni, mentre antichi castelli e piccoli borghi punteggiano un paesaggio profondamente legato alla tradizione vitivinicola. Ma il modo migliore per conoscere questo territorio è assaporarlo: entrare in una cantina, incontrare i produttori e lasciarsi conquistare dai vini dell’Oltrepò Pavese accompagnati dalle eccellenze della cucina locale.

In questa guida scoprirai le strade del vino, le esperienze di degustazione, i borghi più suggestivi e i luoghi da non perdere, con tanti consigli sul periodo migliore per visitare l’Oltrepò Pavese e vivere l’atmosfera dell’Autunno Pavese tra vini, tradizioni e sapori locali.

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Cos’è l’Oltrepò Pavese e perché visitarlo?

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L’Oltrepò Pavese occupa la parte meridionale della provincia di Pavia, tra la Pianura Padana e le prime propaggini dell’Appennino. È un territorio dalla forma singolare, racchiuso tra il corso del Po a nord e le colline che si innalzano progressivamente verso sud, con vigneti, boschi e vallate che disegnano un paesaggio sorprendentemente vario. 

Le strade che attraversano questa campagna ti conducono attraverso borghi storici e alla scoperta di castelli, sentieri e aziende agricole, offrendoti l’opportunità di esplorare una Lombardia diversa, lontana dall’immagine delle grandi città.

È proprio questa varietà a rendere l’Oltrepò una destinazione imperdibile per chi vuole vivere un’avventura nella natura a un ritmo più lento. Puoi trascorrere una giornata tra i vigneti, fermarti in una cantina per una degustazione e poi proseguire verso un borgo arroccato sulle colline, percorrendo strade panoramiche che regalano scorci sempre nuovi.

E poi c’è la cucina. L’Oltrepò è una terra da assaporare calice dopo calice, passando dalle cantine alle tavole dove i vini locali incontrano i sapori della tradizione, dal Salame di Varzi DOP ai salumi e ai formaggi locali.

L’Oltrepò Pavese, insomma, ha tutti gli ingredienti per conquistarti. Lasciati guidare dalla curiosità e dal piacere della scoperta, e preparati: ogni strada ti regalerà un panorama unico, ogni sosta un sapore da ricordare e ogni brindisi un motivo in più per innamorarti di questa terra.

Scopri di più su Pavia e il suo territorio

I vini dell’Oltrepò Pavese: cosa assaggiare

L’Oltrepò Pavese è una delle grandi terre del vino lombardo, con una tradizione vitivinicola che si esprime in numerosi vitigni e tipologie. Per iniziare a conoscere questo territorio, ci sono cinque vini che vale la pena assaggiare durante una degustazione in cantina, ognuno con un carattere e una storia diversa.

Pinot Nero: è uno dei vitigni simbolo dell’Oltrepò Pavese e trova qui una delle sue aree di maggiore vocazione in Italia. Puoi incontrarlo nella versione vinificata in rosso, elegante e strutturata, oppure nelle celebri bollicine dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, ottenute attraverso la rifermentazione in bottiglia. Il Pinot Nero è alla base della produzione spumantistica del territorio, anche nella versione rosé, oggi conosciuta come Cruasé.

Barbera: intenso, asciutto e leggermente tannico, è uno dei vitigni storicamente presenti nell’Oltrepò e dà vita all’Oltrepò Pavese Barbera DOC, disponibile anche nella versione frizzante. I suoi profumi fruttati e vinosi si accompagnano bene ai sapori decisi della cucina locale, dagli arrosti ai bolliti e ai primi piatti più saporiti.

Bonarda: è prodotto principalmente con uve Croatina e si presenta sia fermo che vivace, la versione più conosciuta. Ha profumi intensi di marasca e mora e un gusto piacevolmente vinoso, con una leggera componente tannica. È il compagno ideale di salumi, formaggi e primi piatti con sughi di carne o funghi.

Buttafuoco: prodotto nell’Oltrepò orientale, tra Stradella e le colline circostanti, nasce da un uvaggio in cui Croatina e Barbera sono affiancate da Uva Rara e Ughetta. È un rosso intenso e di corpo, disponibile anche nella versione frizzante, perfetto per accompagnare piatti robusti come carni, cacciagione e i piatti più saporiti della tradizione pavese.

Sangue di Giuda: è forse la sorpresa più curiosa per chi si avvicina per la prima volta ai vini dell’Oltrepò. Prodotto in una piccola area collinare della provincia di Pavia, è un vino dolce rosso, disponibile nelle versioni frizzante e spumante. Morbido e fragrante, con leggeri sentori di confettura e fiori appassiti, si abbina alla perfezione ai formaggi stagionati e piccanti e, soprattutto, ai dessert a base di frutta fresca.

Le strade del vino dell’Oltrepò Pavese: borghi e cantine

Non esiste un’unica strada del vino da seguire dall’inizio alla fine: l’Oltrepò Pavese è un territorio vasto, articolato in 78 comuni e diverse vallate, dove vigneti, cantine e borghi si susseguono per decine di chilometri. Per questo, il modo migliore per esplorarlo è scegliere una zona ed esplorarla alternando una degustazione in cantina a una passeggiata in un borgo o a una sosta panoramica.

Se vuoi concentrarti sul vino, puoi partire da Casteggio, paese nel cuore dell’Oltrepò sede di numerose cantine. Da qui puoi proseguire verso le colline di Montalto Pavese, borgo situato in posizione panoramica, perfetto per ammirare le verdi colline e i vigneti circostanti.

Oppure puoi dirigerti verso il confine occidentale dell’Oltrepò, a Santa Maria della Versa, una delle zone più legate alla produzione di Pinot Nero e spumanti.

Per aggiungere al percorso anche l’atmosfera dei piccoli borghi, non perderti Fortunago, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, e Zavattarello, dominato dal suo castello in pietra. Più a sud, Varzi è un’altra tappa da non perdere, mentre al confine tra la provincia di Pavia e quella di Piacenza anche Stradella merita una sosta.

I borghi più belli dell’Oltrepò Pavese

I borghi dell’Oltrepò Pavese raccontano il lato più autentico del territorio. Sono tappe ideali da inserire tra una degustazione e l’altra, per alternare il piacere del vino alla storia e all’atmosfera locale.

Fortunago è uno dei paesi più suggestivi: passeggiando tra le sue vie silenziose, puoi ammirare le storiche case in pietra, l’incantevole Oratorio di Sant’Antonio da Padova, proprio nel centro del borgo, e i resti dell’antico castello. Anche se il fiore all’occhiello è la splendida posizione che, tra boschi e colline, regala panorami meravigliosi.

A Zavattarello, invece, il protagonista è il Castello Dal Verme, una fortezza che domina il territorio dall’alto della collina. Puoi raggiungerlo con una piacevole passeggiata in salita, immersa nel verde, fino alle mura e alle torri della rocca. Il castello è inoltre legato alle storie del fantasma di Pietro Dal Verme, protagonista di racconti e visite serali che ne rendono l’atmosfera ancora più suggestiva.

Varzi, nel centro storico, conserva portici medievali, vicoli, torri e tracce delle antiche fortificazioni. Dopo la passeggiata, fermati in una bottega locale per assaggiare il delizioso Salame di Varzi DOP.

Stradella ha un carattere diverso: ai piedi delle colline dell’Oltrepò, puoi visitare il Museo della Fisarmonica dedicato a Mariano Dallapè, che proprio a Stradella aprì il suo primo laboratorio nel 1876, e poi proseguire tra le colline e le numerose cantine della zona.

Infine, Montalto Pavese merita una deviazione per la sua posizione dominante sulle colline sopra Casteggio. Il borgo è caratterizzato dal Castello cinquecentesco, oggi di proprietà privata e non visitabile, che con le sue torri e il giardino all’italiana rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio locale.

Quando esplorare l’Oltrepò Pavese: autunno, vendemmia e Autunno Pavese

L’Oltrepò Pavese ha un volto diverso in ogni stagione. Se la primavera è perfetta per percorrere le strade tra i vigneti, quando le colline si tingono di verde e le temperature miti invitano a fermarsi nei borghi, bisogna dire che l’autunno ha un fascino forse ineguagliabile.

È la stagione della vendemmia, quando le colline cambiano colore e nelle cantine si respira un’atmosfera speciale. È il momento giusto per alternare una passeggiata tra i vigneti a una degustazione, scegliendo, quando possibile, una cantina che organizzi visite durante la vendemmia.

Proprio in questo periodo arriva anche Autunno Pavese, una manifestazione storica dedicata alle eccellenze enogastronomiche della provincia di Pavia. 

Più che un semplice evento, è un invito a seguire il filo che unisce i prodotti ai luoghi in cui nascono. Durante Autunno Pavese in Tour, ad esempio, cantine, aziende agricole e ristoranti aprono le porte ai visitatori con degustazioni, visite, incontri e attività legate alle tradizioni locali. 

Nell’Oltrepò, il programma del 2026, dal 19 settembre all’11 ottobre, comprende esperienze tra le vigne, appuntamenti dedicati alla vendemmia, percorsi alla scoperta del Buttafuoco e iniziative legate ai prodotti di Varzi.

Invece, la fiera principale dell’Autunno Pavese torna a Pavia dal 2 al 5 ottobre al Palazzo delle Esposizioni, per la 72ª edizione. Qui puoi assaggiare prodotti e specialità locali e scoprire le diverse espressioni della cucina pavese. Il programma di quest’anno comprende aree dedicate al mixology, ai risotti e agli assaggi d’autunno, oltre alla Piazza del Gusto e, per la prima volta, ai food truck.

Se vuoi conoscere l’Oltrepò attraverso il suo vino e la sua cucina, l’autunno è uno dei momenti più interessanti dell’anno: puoi seguire il ritmo della vendemmia, entrare in una cantina, assaggiare i prodotti nei luoghi in cui nascono, oppure raggiungere Pavia e ritrovare tutto il patrimonio gastronomico della provincia riunito in un unico, imperdibile appuntamento.

Un po' di storia dell’Oltrepò Pavese

La storia dell’Oltrepò Pavese è strettamente legata alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. I ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza degli Etruschi già dal VII secolo a.C., quando la viticoltura era praticata anche a fini commerciali.

Una delle prime testimonianze scritte sul territorio arriva dal geografo greco Strabone, che nel 40 a.C. attraversò queste terre al seguito dell’esercito romano e ne ricordò il buon vino, l’ospitalità degli abitanti e le grandi botti di legno. Anche Plinio il Vecchio citò Clastidium, l’attuale Casteggio, e Litubium, oggi Retorbido, elogiandone la fiorente viticoltura.

Nel corso dei secoli, la tradizione vinicola dell’Oltrepò continuò a svilupparsi. Nel Cinquecento, il medico e scrittore Andrea Bacci descrisse i vini della zona, mentre un dato curioso del 1618 racconta quanto il vino fosse importante nella vita quotidiana: quell’anno, l’Almo Collegio Borromeo di Pavia destinò il 22% della propria spesa complessiva all’acquisto di vino.

Nell’Ottocento arrivarono le prime pubblicazioni dedicate alla viticoltura e una descrizione dettagliata dei vitigni coltivati nel territorio, che allora apparteneva al Regno di Piemonte. Fu anche un secolo di grande produzione, con circa un milione di ettolitri di vino, ma segnato dall’arrivo della fillossera, che durante il XX secolo devastò gran parte dei vigneti europei.


Oggi la zona dell’Oltrepò è una realtà unica in Italia: terra lontana dai maggiori itinerari turistici, popolata da gente ancora schietta che trasmette al proprio vino uguale carattere e vivacità.

Come organizzare la tua visita in Oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese, nel sud della Lombardia, confina con Piemonte ed Emilia Romagna, e dista pochi chilometri anche dalla Liguria interna. È un territorio che puoi raggiungere facilmente da Milano e dalle principali città del Nord Italia. 

In auto: gli accessi principali sono l’autostrada A21, se arrivi da Torino o da Piacenza, con le uscite Broni-Stradella e Casteggio, e l’A7, se arrivi da Milano o da Genova, con l’uscita Casei Gerola. 

In treno: la stazione di riferimento è Voghera, collegata alle linee Milano-Genova e Torino-Bologna. Anche Stradella e Broni sono servite dalla rete ferroviaria regionale. 

Come muoversi: per un itinerario tra vigneti, cantine e borghi, l’auto è la soluzione più pratica, soprattutto se vuoi raggiungere le zone più rurali e le vallate dell’Oltrepò. Se scegli di guidare, organizza le degustazioni tenendo conto degli spostamenti e delle regole sulla guida dopo aver bevuto. 

La bicicletta è una valida alternativa soprattutto in Valle Staffora, dove si snodano i circa 30 km della Greenway Voghera-Varzi.

Degustazioni in cantina: prenota sempre in anticipo, soprattutto nei fine settimana e durante la vendemmia. Prima di partire, verifica giorni e orari di apertura, modalità di visita e disponibilità delle degustazioni direttamente con la cantina.

Quanto tempo dedicare: un weekend permette di unire degustazioni, borghi e paesaggi senza fretta. 

Un consiglio: per un itinerario di un solo giorno, è meglio concentrarsi su una sola zona dell’Oltrepò, scegliendo due o tre tappe vicine tra loro. In questo modo puoi alternare una visita in cantina a una passeggiata in un borgo o a una sosta gastronomica, senza passare la giornata in auto.

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