Zavettarello e Fortunago con le loro rocche medievali sono tra i Borghi più belli d’Italia: all’interno delle mura si celano misteriose leggende e record culinari, all’esterno panorami dai profumi esotici e luoghi magici

Come i maestosi castagni che crescono nei vicini boschi, anche gli antichi borghi di Zavattarello e Fortunago affondando le loro radici nell’antica storia italiana ma protendono i rami tanto verso il resto del globo quanto verso mondi incantati. Ma cosa c’entra Zavattarello col mondo della magia? E perché Fortunago è tanto simile alla Provenza? Quale dei due borghi ha ospitato un record mondiale culinario legato al Nepal? E quale riconoscimento connesso all’America hanno vinto insieme? Andiamo a scoprire insieme questi meravigliosi borghi e i loro antichi segreti.

Zavattarello, il borgo

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Nel cuore della Val Tidone, nell’area dell’Oltrepò Pavese, sorge il borgo di Zavattarello circondato da filari di viti, antichi pievi e suggestive abazie. Zavattarello vide l’apice dello splendore in epoca medievale quando grazie alla sua posizione sopraelevata che domina la vallata divenne una delle principali roccaforti della famiglia nobiliare Dal Verme che governava la regione.

L’esposizione a levante della città accende i colori della pietra arenaria usata per costruire le case: le calde tonalità del giallo-ocra inoltre creano un meraviglioso contrasto con i verdi e i marroni dei boschi circostanti. Passeggiando per le vie di Zavattarello potrete ammirare le antiche case di epoca medievale ancora dotate di corti, fonti, anelli di ferro dove impastoiare i cavalli, i resti delle antiche mura e la generale struttura urbanistica originale.

Dall’altro lato del paese rispetto alla piazza potrete trovare un’antica pieve di epoca romanica dedicata a San Paolo corredata da un notevole altare ligneo, pale e reliquie di santi; sul retro della pieve sorge il cimiero ottagonale che ospita i componenti della famiglia Dal Verme.

Zavattarello compare per la prima volta nelle fonti del monastero di Bobbio del IX secolo e viene appunto definito come “Pieve di San Paolo in Sartoriano”. Fu sempre per volere del monastero di Bobbio che verso la fine del X secolo venne fatto costruire il castello di Zavattarello, bene feudale del vescovo di Bobbio diventato conte. Il castello è indubbiamente la struttura più notevole di Zavattarello e si lega indissolubilmente alle storie militari e di potere della regione, nonché a un racconto tragico e oscuro che allunga le sue grinfie fino al presente.

È bello essere di nuovo un bambino, per un po’, e provare paura – non per governi, o regolamenti, né per l’infedeltà o per i contabili o per guerre lontane, ma per fantasmi e cose che non esistono, e che anche se esistessero, non potrebbero farci alcun male.

Neil Gaiman

Chi è lo “spettrale” abitante del castello di Zavattarello?

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Innanzi tutto un po' di storia. Il castello di Zavattarello passò presto nelle mani del monastero di Sant’Ambrogio di Milano e rimase loro proprietà finché non cadde nelle mani dei signori della città di Piacenza. Questo tuttavia non pose fine agli scontri militari perché, anche sotto il dominio della stessa città, il maniero venne conteso tra la famiglia Scotti (Guelfa) e quella dei Landi (ghibellina): lo scontro vide la vittoria di questi ultimi i quali nel 1264, nella persona di Ubertino Landi, fecero razzia della regione, seminarono il terrore nel contado ma allo stesso tempo fortificarono il borgo e il castello rendendoli inespugnabili.

Nel 1390 il vescovo di Bobbio decise di cedere il castello al capitano di ventura Jacopo Dal Verme e da allora iniziò il dominio della famiglia che proseguì praticamente ininterrotto fino al 1987 quando venne donato al comune di Zavattarello che iniziò i lavori di restauro della rocca.

Oggi è possibile visitare questa meravigliosa fortezza, le sue ampie sale, le prigioni scavate nella roccia, le torri di avvistamento, le scuderie e una notevole collezione d’arte contemporanea.

Ma non solo. Oltre a queste bellezze il maniero Dal Verme nasconde anche un oscuro segreto legato a una tragedia che colpì Pietro Dal Verme, signore del castello nel XV secolo. Egli infatti fu promesso a Chiara Sforza figlia del Signore di Milano ma questo matrimonio di convenienza che sarebbe servito per unire i due casati non piaceva a Pietro che era innamorato Cecilia del Maino, figlia del consigliere ducale. I due si sposarono in segreto e, nonostante l’iniziale scandalo, vissero felici i primi anni di matrimonio: la loro unione venne tragicamente interrotta dalla morte di Cecilia pochi anni dopo. A questo punto rientrò in gioco Chiara Sforza la quale divenne la seconda moglie di Pietro Dal Verme. La fanciulla, ancora ferita nell’orgoglio e aizzata da suo zio Ludovico il Moro, uccise il suo sposo avvelenandolo. Si dice che da allora il fantasma di Pietro Dal Verme infesti il castello Zavattarello: sono stati registrati infatti nel corso degli anni eventi inspiegabili, rumori nella notte, oggetti che si spostano, voci maschili e altri fenomeni paranormali.

Un magico bosco incantato

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Ai piedi del castello si estende un meraviglioso bosco dall’atmosfera fiabesca che è diventato il luogo ideale per creare un percorso dall’atmosfera fiabesca. Nel folto di questi alberi potrete scoprire il Villaggio dei Puffi, incontrare il celebre burattino di legno Pinocchio, stupirvi di fronte ai volti degli alberi parlanti e giocare con Biancaneve e i Sette Nani. Ma “l’incanto” del bosco di Zavattarello non finisce certo qui: potrete infatti percorrere il bellissimo sentiero che partendo da piazza dal Verme gira tutto intorno al castello e che per questa sua caratteristica circolare viene chiamato “Il Giro dell’Oca”: si tratta di un percorso di poco più di un chilometro popolato da gnomi e colorati animali in legno, un luogo magico che farà innamorare grandi e piccini!

Fortunago, il borgo

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Fortunago è un borgo medievale che si distingue per il buon gusto e l’eleganza: anche in questo caso le sue profonde radici storiche fanno da contrappasso a molti elementi di modernità. Il buon gusto di Fortunago si nota un po' ovunque, dai balconi delle case sempre pieni di fiori, alle siepi ben curate, ai campi coltivati con cura, all’illuminazione dei lampioni calda e diffusa ovunque, alle numerose panchine in legno fino alla pavimentazione in porfido delle strade.

Le mura e il castello in rovina testimoniano le origini antiche dell’insediamento e conferiscono un aurea romantica e decadente alle antiche rovine del borgo. Questa volta è la toponomastica che ci svela le origini di questo paese: il suffisso -aco infatti, nell’antica lingua dei Celti, significa “casa presso l’acqua”, nome derivato probabilmente dalla risorgiva del paese.

Storicamente Fortunago fu conteso dalla famiglia Dal Verme e da quella dei Malaspina: questi ultimi ebbero la meglio sui loro storici avversari ed ottennero così il possesso del borgo fino a metà del 1700.

Già mentre mi starete avvicinando a Fortunago noterete la disposizione delle abitazioni che si trovano arroccate sul ripido pendio del colle come nella più classica delle tradizioni medievali. Troverete le vie del paese molto strette e chiuse da antiche mura di pietra, la zona più alta del colle dominata dalla Chiesa di San Giorgio risalente al 1609. In lontananza inoltre è perfettamente visibile lo spettacolare castello di Montalto Pavese che domina dall’alto le colline dell’Oltrepò Pavese.

Il viola è nato un giorno di primavera in un campo di lavanda. Deve aver cercato a lungo un luogo come questo dove i filari vanno dritti verso l’orizzonte come se fossero invitati a un ballo con l’infinito.

Fabrizio Caramagna

Un angolo di Provenza in Oltrepò

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Chiudete gli occhi e aspirate a pieni polmoni l’inebriante aroma della lavanda che cresce tra i campi intorno a Fortunago: verrete catapultati subito nel cuore della Provenza dove da giugno in avanti tutte le tonalità del colore viola esplodono in uno spettacolo d’impareggiabile bellezza.

L’Oltrepò Pavese è una delle zone più ricche di lavanda di tutta Italia così in quella stagione dell’anno in cui la primavera digrada verso la calda estate potrete assistere allo spettacolo di colori di questa fioritura in cui il verde delle piante e il giallo-oro dei campi fanno da sfondo al lilla intenso delle piante di lavanda.

Nelle colline intorno a Fortunago sono diverse le aziende agricole che si sono dedicate a questa coltivazione come ad esempio la cascina Il Melo Rosso: è da sottolineare che questi campi sono tutti di proprietà privata quindi è sempre doveroso contattare i proprietari per organizzare al meglio le vostre gite.

L’agnolotto più pesante del mondo diretto in Nepal

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Un record da acquolina in bocca! In occasione di Expo Milano 2015, evento basato sul tema della sostenibilità alimentare, lo chef Danilo Nembrini ha battuto il record per l’agnolotto più pesante al mondo entrando così nel Guinness dei Primati: ben 148kg!

Il record è stato battuto nella piazza della Posta di Fortunago davanti agli occhi di migliaia di spettatori. Per la cottura Nembrini si è servito di una pentola su misura della lunghezza di 3 metri e altezza 1 metro alimentata da 6 cucine a gas. All’impresa ha lavorato una squadra di 20 persone e ci sono volute 4 ore per la preparazione. Gl’ingredienti utilizzati per creare questo spaziale agnolotto sono stati:

41 chili e 801 grammi di carne di manzo, 90/100 chili di farina proveniente dai mulini della zona, 18 chili di burro, 24 litri di olio d’oliva, 20 chili di pane grattugiato, 2 chili di sale, 4 litri di bonarda dell’ Oltrepò pavese, 1 chilo d’alloro e 200 grammi di spezie. Non provate a rifarlo a casa! Per spostarlo c’è stato bisogno di un muletto!

I 1900 euro raccolti in questa occasione sono portati personalmente dallo chef Nembrini ad Expo al padiglione del Nepal e donati in beneficienza.

Fortunago e Zavattarello, i due borghi più “American friendly” dell’Oltrepò pavese

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Il 2015 fu un anno speciale per sia per il comune di Zavattarello che per quello di Fortunago che, insieme, divennero borghi “American Friendly”.

Questa importante nomination gli è stata attribuita dalla Camera dei Deputati per i loro meriti legati alla promozione turistica nei confronti dei visitatori americani: siti internet con ottime traduzioni in inglese, pannelli informativi bilingue, possibilità di visite guidate ai borghi con guide turistiche anglofone ed altre iniziative meritevoli, come l’organizzazione di corsi di inglese rivolti agli esercenti, iniziativa questa presa dal comune di Zavattarello che l’ha reso particolarmente American Friendly!

Fantasmi misteriosi, romantiche rovine, agnolotti giganti, profumi provenzali e boschi incantati: questi e molti altri sono i tesori che potrete trovare a Fortunago e Zavattarello, due tra i Borghi più belli d’Italia che non vedono l’ora di accogliervi con tutta la loro tradizione italiana e il loro spirito internazionale!

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