Una città rinata dalle ceneri, abbracciata dai maestosi picchi del Gran Sasso che invitano a un viaggio magico nell’anima d’Abruzzo

L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, ti cattura con un territorio spettacolare, le storie della sua resilienza, i simboli di un passato (e di un presente) davvero speciale. 

Tra monumenti, antiche tradizioni e una vivacità culturale in costante fermento, L’Aquila ti sorprenderà per la sua capacità di andare oltre le ferite del tempo, trasformandole nella sua forza e nella sua identità più vera.

L’orizzonte infinito delle montagne dell’Aquila

Visit L'Aquila, Gran Sasso

L’Aquila si trova in una posizione unica, nel cuore dell’Appennino centrale, al centro di un mosaico di paesaggi spettacolari. 

Da un lato, ecco il massiccio del Gran Sasso, con le sue cime imponenti e gli altipiani che sembrano sospesi nel silenzio. Dall’altro, il gruppo del Sirente-Velino, con vallate più dolci, boschi fitti e borghi d’altri tempi che raccontano una vita ancora profondamente legata alla montagna

Intorno alla città si aprono scenari maestosi e sorprendenti, come Campo Imperatore, spesso definito “il piccolo Tibet d’Italia”, e l’Altopiano di Navelli, con i suoi campi coltivati dove si produce il famoso zafferano dell’Aquila DOP.

A rendere ancora più ricco questo contesto è la presenza di parchi nazionali e riserve naturali che garantiscono una straordinaria biodiversità, e rendono l’area aquilana uno degli ecosistemi più ricchi e affascinanti di tutto l’Appennino.

Tra le aree protette spicca il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un’immensa cornice naturale che racchiude vette, altipiani e boschi incontaminati, attraversata da sentieri che si arrampicano ad alta quota tra panorami vertiginosi e silenzi che sembrano non avere fine. 

La storia dell’Aquila, tra leggende di fondazione e simboli senza tempo

Visit L'Aquila, storia e tradizioni

Le radici dell’Aquila affondano nel XIII secolo, e la sua storia si intreccia con le affascinanti tradizioni dell’Italia medievale. 

Secondo le antiche leggende, la città nacque dall’unione di 99 castelli del territorio circostante, un’origine che ancora oggi vive nei suoi simboli più celebri, dalla Fontana delle 99 Cannelle ai numerosi richiami al numero 99 che caratterizzano l’identità aquilana.

La fondazione viene tradizionalmente collegata all’epoca di Federico II di Svevia, quando il borgo iniziò a svilupparsi come punto strategico nel cuore dell’Appennino. Grazie alla sua posizione lungo importanti vie di collegamento, L’Aquila divenne rapidamente uno dei centri più influenti dell’Italia centro-meridionale, prosperando grazie ai commerci e alle attività legate alla pastorizia e alla lavorazione della lana.

Tra le figure che hanno maggiormente segnato il destino della città spicca Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V. Fu proprio nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio che venne incoronato pontefice nel 1294 e, pochi mesi dopo, emanò la celebre Bolla del Perdono, dando origine alla Perdonanza Celestiniana, il primo Giubileo della storia, una tradizione che continua ancora oggi.

Nei secoli L’Aquila ha attraversato momenti di grande splendore e periodi difficili, segnati anche da terremoti che ne hanno trasformato il volto. Eppure, la sua capacità di conservare la memoria, le tradizioni e il proprio patrimonio artistico la rende una delle realtà storiche più affascinanti dell’Appennino italiano.

L’Aquila oggi: quando la cultura diventa rinascita

Visit L'Aquila, cultura e rinascita

Il 2026 rappresenta un momento storico per L’Aquila. La nomina a Capitale Italiana della Cultura celebra il valore del suo patrimonio artistico, e riconosce la capacità del capoluogo abruzzese di trasformare la propria storia in un progetto rivolto al futuro. 

La città è il fulcro di un ampio calendario di mostre, spettacoli, installazioni, incontri e iniziative diffuse che coinvolgono sia il centro storico che i borghi e i territori circostanti, come una vera e propria “capitale diffusa”.

Non solo: le architetture restaurate dopo il sisma del 2009, i quartieri storici tornati a vivere e i numerosi progetti culturali raccontano una comunità che ha saputo trasformare la resilienza in una nuova energia creativa, nonché una destinazione che continua a reinventarsi senza perdere la propria identità.

L’Aquila da scoprire: i luoghi simbolo tra storia e bellezza

Visit L'Aquila, i luoghi da scoprire

Negli ultimi anni, molti luoghi simbolo della città sono tornati progressivamente a vivere grazie a importanti interventi di recupero, restituendo ai visitatori un patrimonio culturale di straordinario valore. 

Dalle testimonianze medievali alle eleganti costruzioni rinascimentali, ogni angolo dell’Aquila racconta una parte importante dell’identità locale. 

Il modo migliore per scoprire la città è lasciarsi guidare dai suoi percorsi storici, tra monumenti, scorci e piccoli dettagli che rivelano il legame profondo tra comunità, memoria e territorio.

Il cuore della città: Piazza Duomo

Visit L'Aquila, Duomo

Piazza Duomo è il centro storico e simbolico della vita aquilana, uno spazio che da secoli unisce dimensione religiosa, commerciale e sociale. 

Qui si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi della città, come il Duomo e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta anche come Chiesa delle Anime Sante, riconoscibile per la sua elegante facciata settecentesca.

La piazza è una delle più grandi d’Abruzzo. Tra i simboli spicca la Torre civica, sulla quale nel 1374 venne collocato un orologio pubblico considerato tra i primi realizzati in Italia. La torre custodiva anche la storica campana cittadina, la Reatinella, e fino al terremoto del 2009 ospitava la Bolla del Perdono di Celestino V, il documento legato alla nascita della Perdonanza Celestiniana. 

La fontana che racconta l’origine dell’Aquila

Visit L'Aquila, Fontana delle 99 Cannelle

La Fontana delle 99 Cannelle è uno dei simboli più riconoscibili dell’Aquila e custodisce il legame più profondo con la tradizione locale. Secondo la leggenda, il numero delle cannelle richiama i 99 castelli che avrebbero dato origine al primo nucleo urbano aquilano.

Realizzata nel XIII secolo, la fontana colpisce per la bellezza della sua struttura in pietra, arricchita da 99 mascheroni scolpiti e dal caratteristico gioco di colori che alterna pietra bianca e rosata.

Situata nella zona di Borgo Rivera, rappresenta uno dei luoghi dove storia e memoria collettiva si incontrano con maggiore intensità. Infatti, è una delle tappe più amate dai visitatori e un punto di partenza ideale per scoprire le origini medievali della città.

La basilica del Perdono e della storia aquilana

Visit L'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio nasce nel 1283 per volontà di Pietro da Morrone, il monaco eremita abruzzese che pochi anni dopo sarebbe diventato Papa Celestino V

La sua storia è indissolubilmente legata alla Perdonanza Celestiniana: proprio qui, nel 1294, Celestino V emanò la Bolla del Perdono, dando origine alla tradizione che ogni anno richiama fedeli e visitatori davanti alla Porta Santa della basilica.

A colpire subito è la facciata in pietra bianca e rosa, un raffinato intreccio geometrico che alterna forme e colori secondo lo stile dell’architettura romanica abruzzese. 

All’interno, più raccolto e solenne, sono custoditi il mausoleo di Celestino V e importanti testimonianze artistiche. Ferita dal terremoto del 2009, la basilica ha riaperto dopo un complesso intervento di restauro, tornando così a essere un luogo centrale nella vita culturale e religiosa dell’Aquila.

Il Castello Cinquecentesco: una sentinella tra città e montagne

Visit L'Aquila, Castello Cinquecentesco

Conosciuto anche come Castello Cinquecentesco, il Forte Spagnolo è una delle testimonianze più imponenti della storia militare dell’Aquila

Costruito nel XVI secolo durante la dominazione spagnola, nacque come struttura difensiva per controllare il territorio e rappresentare il potere della Corona. La sua pianta quadrata, le possenti mura e il fossato che lo circonda raccontano ancora oggi il carattere austero delle grandi fortezze rinascimentali.

La posizione strategica permette di ammirare una suggestiva vista sulla città e sulle montagne circostanti. Circondato dal Parco del Castello, oggi è anche uno spazio culturale che ospita il Museo Nazionale d’Abruzzo, con importanti opere e testimonianze artistiche del territorio.

Museo Nazionale d’Abruzzo: un lungo viaggio nella storia locale

Visit L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo

Nel Museo Nazionale d’Abruzzo, conosciuto anche come MuNDA, si può intraprendere un percorso alla scoperta della storia artistica e culturale della regione, attraversando secoli di storia grazie a interessanti collezioni di dipinti, sculture, opere di arte sacra, reperti archeologici e preziosi manufatti provenienti da chiese e monumenti del territorio.

Tra le esposizioni più affascinanti del museo spicca lo scheletro fossile di Mammuthus meridionalis rinvenuto nel 1954 nella zona di Scoppito, nella conca aquilana. Datato a circa un milione e trecentomila anni fa, è uno degli esemplari più completi conservati in Europa: con i suoi oltre 6 metri di lunghezza e circa 4,40 metri di altezza, racconta il passato più remoto del territorio abruzzese.

La visita permette quindi di conoscere un Abruzzo fatto di arte, memoria e tradizioni, mostrando le trasformazioni compiute dal’Aquila nel corso della storia attraverso le sue opere. Anche lo splendido contesto del Forte Spagnolo contribuisce a rendere ancora più unica e speciale l’esperienza del museo.

Basilica di San Bernardino: sulle tracce del santo che amò L’Aquila

Visit L'Aquila, Basilica di San Bernardino

La Basilica di San Bernardino nasce dal forte legame tra L’Aquila e Bernardino da Siena, il predicatore francescano che arrivò in città nel Quattrocento e qui morì nel 1444. Dopo la sua morte, gli aquilani vollero costruire un grande luogo di culto per custodirne le spoglie, dando vita a uno dei complessi religiosi più importanti della città.

Raggiungibile attraverso la scenografica scalinata di via Fortebraccio, la basilica sorprende già dall’esterno con la sua elegante facciata rinascimentale in pietra. 

All’interno si trova il mausoleo di San Bernardino, realizzato da Silvestro dell’Aquila, insieme a un ricco patrimonio di opere d’arte tra cui il soffitto ligneo dorato e la pala in terracotta attribuita ad Andrea della Robbia.

Danneggiata dal terremoto del 2009, la basilica è tornata accessibile nel 2015 dopo un importante restauro, restituendo alla città uno dei suoi siti spirituali più amati.

Chiesa di San Pietro a Coppito: le radici medievali dell’Aquila

Visit L'Aquila, Chiesa di San Pietro a Coppito

Nel cuore di San Pietro, uno dei quattro quarti storici dell’Aquila, la Chiesa di San Pietro a Coppito conserva il legame con le origini medievali della città. Fu costruita dagli abitanti del castello di Coppito, uno dei centri fortificati che contribuirono alla fondazione dell’Aquila nel XIII secolo, e rappresenta una delle testimonianze più antiche del patrimonio religioso aquilano.

La facciata in pietra, caratterizzata dal portale romanico e dal rosone centrale, introduce a un interno che unisce diverse epoche artistiche. Tra gli elementi più curiosi dell’esterno spiccano i due leoni in pietra collocati ai lati dell’ingresso, risalenti all’epoca romana e provenienti dagli scavi dell’antica Amiternum, il principale centro romano che sorgeva nella conca aquilana.

Anche il campanile ottagonale è interessante. Risale al XIII secolo ed è stato modificato nei secoli successivi, oggi richiama nella forma quello della Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

Tra le opere più importanti spiccano gli affreschi medievali e le decorazioni che testimoniano la lunga storia della chiesa. Durante i restauri sono tornati alla luce alcuni dipinti, tra cui una rappresentazione della Madonna con il Cristo Morto, una testimonianza preziosa della produzione artistica medievale aquilana.

Basilica di San Giuseppe Artigiano e Oratorio dei San Giuseppe dei Minimi

Sempre nel quarto di San Pietro, a pochi passi dal Duomo, la Basilica di San Giuseppe Artigiano conserva una storia lunga secoli. L’edificio nasce come Chiesa di San Biagio ad Amiterno, legata alle origini medievali della città, e oggi forma un unico complesso monumentale con l’Oratorio di San Giuseppe dei Minimi.

All’interno della basilica si trova la stele funeraria gotica di Lalle Camponeschi, nobile, condottiero e figura centrale della ricostruzione della città dopo il terremoto del 1461. Durante i restauri successivi al sisma del 2009 sono inoltre riemersi importanti affreschi medievali.

Accanto alla basilica, l’Oratorio di San Giuseppe dei Minimi conserva decorazioni barocche e un raffinato apparato artistico, recuperato anche in questo caso grazie a un importante intervento di restauro. 

Oggi il complesso mostra la capacità dell’Aquila di riportare alla luce la propria straordinaria storia custodita nelle sue chiese e nei suoi quartieri più antichi.

MAXXI L’Aquila: l’incontro tra il barocco e il contemporaneo

Visit L'Aquila, MAXXI

All’interno dello splendido Palazzo Ardinghelli, il MAXXI L’Aquila rappresenta uno dei luoghi in cui la città guarda con maggiore decisione al futuro. 

Inaugurato nel 2021 dopo un intervento di restauro dell’edificio settecentesco, il museo è la seconda sede del MAXXI di Roma e nasce con l’obiettivo di unire arte contemporanea, architettura, fotografia e territorio.

La visita offre un’esperienza diversa rispetto ai musei tradizionali, perché accanto alle opere della collezione permanente trovano spazio mostre temporanee, installazioni site-specific, performance e progetti dedicati agli artisti contemporanei. 

A rendere ancora più suggestivo il percorso è il contrasto tra gli ambienti barocchi del palazzo, con il monumentale scalone affrescato e la corte interna, e la creatività moderna

Fontana Luminosa: il punto d’incontro tra storia e vita cittadina

Visit L'Aquila, Fontana Luminosa

All’ingresso del centro storico, tra Corso Vittorio Emanuele e il Parco del Castello, la Fontana Luminosa introduce alla scoperta dell’Aquila con un’immagine profondamente legata alla storia e alla tradizione abruzzese. 

Realizzata nel 1934 dallo scultore Nicola D’Antino, presenta due figure femminili in bronzo che sorreggono la tipica conca abruzzese, un oggetto un tempo utilizzato nella vita quotidiana delle donne del territorio.

Nata durante il periodo di trasformazione urbana del Novecento, la fontana conserva ancora oggi un forte valore simbolico per gli aquilani. La sua posizione, davanti alla scenografica scalinata che conduce al Castello Cinquecentesco, la rende un punto di passaggio naturale per chi attraversa il centro storico e uno dei luoghi più amati per incontrarsi e vivere la città.

Vivere L’Aquila attraverso i suoi eventi: tra tradizione e innovazione

L’Aquila vive le sue tradizioni attraverso eventi che uniscono memoria storica, cultura e partecipazione popolare. Il momento più atteso dell’anno è la Perdonanza Celestiniana, la celebrazione nata nel 1294 con la Bolla del Perdono di Papa Celestino V

Ogni agosto la città rinnova questo antico rito con l’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, accompagnata dal Corteo della Bolla, spettacoli e numerose iniziative culturali.

Accanto a questa tradizione secolare, L’Aquila propone un calendario sempre più ricco di appuntamenti dedicati alle arti, alla musica e alla scoperta del territorio. 

Nel 2026, anno della città come Capitale Italiana della Cultura, il programma si amplia con eventi diffusi tra centro storico e frazioni, come CostellAzioni – Festival delle identità aquilane, che porta teatro, concerti, laboratori ed esperienze all’aria aperta in diversi luoghi della città.

È proprio questo incontro tra le antiche tradizioni e le celebrazioni di nuove forme di cultura a rappresentare il fiore all’occhiello di una città che sa trasformare la propria storia in energia creativa.

I prodotti tipici dell’Aquila

La cucina aquilana nasce dal rapporto profondo tra il territorio, la pastorizia e le antiche tradizioni agricole dell’Appennino.

Tra le eccellenze più conosciute spiccano lo zafferano dell’Aquila DOP, coltivato soprattutto nell’Altopiano di Navelli e apprezzato per il suo aroma intenso e il caratteristico colore dorato, e la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, un piccolo legume coltivato ad alta quota e legato a metodi di produzione tradizionali. 

La cultura pastorale abruzzese si ritrova invece nei formaggi, nei salumi e in piatti tipici come gli arrosticini, la pecora alla cottora e l’agnello cacio e ova, preparazioni che raccontano la storia delle comunità montane.

A completare il patrimonio gastronomico locale ci sono i dolci, tra cui il torrone aquilano, una specialità nata nell’Ottocento e diventata una delle eccellenze dolciarie della città. Nella sua versione più conosciuta, il torrone tenero al cioccolato unisce miele, cacao e nocciole in un impasto morbido dal gusto intenso, ancora oggi prodotto secondo la tradizione aquilana.

Come arrivare all’Aquila

Visit L'Aquila, come arrivare

Il modo più comodo per raggiungere L’Aquila, nel cuore dell’Appennino centrale, è in auto. Da Roma basta percorrere l’autostrada A24 in direzione Teramo: il tragitto è lungo circa 120 km, per un viaggio di poco più di un’ora e mezza.

Per chi arriva dall’Adriatico, L’Aquila è facilmente raggiungibile anche da Pescara e dalla costa abruzzese attraverso una rete di collegamenti stradali che attraversano vallate, altipiani e scenari tipicamente appenninici, offrendo un assaggio della straordinaria varietà paesaggistica del territorio.

I mezzi pubblici rappresentano una valida alternativa. Da Roma partono quotidianamente numerosi autobus diretti, in particolare dalla stazione di Roma Tiburtina, con tempi di percorrenza che variano tra un’ora e mezza e due ore. 

È possibile raggiungere la città anche in treno, effettuando un cambio lungo il percorso (a Terni) e proseguendo poi verso il centro urbano con i collegamenti locali. È un’opzione economica ma molto lunga e generalmente non consigliata, perché da Roma Termini possono volerci anche 4 ore per arrivare a destinazione.