Alessandro Savino

Alessandro Savino

Pietra, acqua e leggenda: la Fontana delle 99 Cannelle racconta l’identità nascosta dell’Aquila attraverso simboli, storia e un’armonia senza tempo.

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99 volti di pietra e uno stesso suono, quello dell’acqua che scorre tra le cannelle senza mai fermarsi.

A pochi passi dal centro storico dell’Aquila, la Fontana delle 99 Cannelle è un simbolo di bellezza che trasmette anche un fascino antico e misterioso, che si lega profondamente all’identità della città e alle sue origini.

Un monumento e, al tempo stesso, un’icona che ha attraversato i secoli mantenendo intatto il proprio valore evocativo. Dietro alla sua armonia, si nascondono segreti che danno a questa fontana un carattere profondo e unico. 

Ed è proprio da qui che vale la pena continuare: perché ciò che vediamo è una minima parte della sua storia, e solo avvicinandoci possiamo scoprire i dettagli che la rendono così speciale.

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La Fontana delle 99 Cannelle: l’anima dell’Aquila scolpita nella pietra

Per scoprire davvero tutto il fascino della Fontana delle 99 Cannelle, non basta fermarsi davanti alla sua facciata. Dobbiamo conoscerne la storia, lo sviluppo, la struttura, i simboli e i significati nascosti. 

Osservandola da vicino, possiamo notare una lunga parete in pietra che attraversa lo spazio, senza un vero punto dominante, dato che l’acqua esce da aperture diverse, una dopo l’altra. Le maschere scolpite non sono uguali tra loro: cambiano espressione, dettagli, proporzioni, come se ognuna appartenesse a un frammento diverso della stessa costruzione.

Secondo la tradizione, infatti, ciascuna bocca rappresenta uno dei castelli che contribuirono alla nascita dell’Aquila. Sono ben 99, un numero che appartiene alla memoria della città e che nella fontana trova una delle sue rappresentazioni più belle e riconoscibili.

Perché proprio 99? La storia che si nasconde dietro il simbolo dell’Aquila

Quando fu realizzata nel XIII secolo, la Fontana delle 99 Cannelle aveva un compito essenziale: fornire acqua agli abitanti della nuova città che stava prendendo forma nella conca aquilana. In un periodo in cui sorgenti e fontane erano indispensabili per la vita quotidiana, questa struttura rappresentava una risorsa preziosa e uno dei principali punti di riferimento per la comunità.

Con il passare dei secoli, la fontana ha assunto un significato che va ben oltre la sua funzione originaria. Il numero 99, che ancora oggi ne definisce l'identità, è infatti legato a una delle tradizioni più radicate della storia aquilana. 

Secondo il racconto tramandato nel tempo, richiama le comunità che contribuirono alla nascita della città, trasformando la fontana in un simbolo che continua a mantenere vivo il legame con le sue origini. Ecco perché le 99 Cannelle sono oggi uno dei monumenti più riconoscibili dell’Aquila e custodiscono un valore speciale e un legame profondo con la città.

Una fontana che va oltre il primo sguardo

La prima sorpresa della Fontana delle 99 Cannelle riguarda le sue dimensioni. Molte immagini tendono a isolarne alcuni dettagli, ma dal vivo la percezione è diversa: la struttura occupa uno spazio più ampio di quanto possiamo immaginare, al punto che non esiste un punto preciso da cui ammirarla completamente. 

Ogni passo che facciamo, anzi, modifica leggermente la prospettiva e mette in evidenza dei particolari che da lontano passano inosservati. 

È anche per questo che la fontana continua a sorprendere chi la visita per la prima volta. Perché più ci avviciniamo, più emerge la cura straordinaria con cui è stata realizzata, dai blocchi bicromi che rivestono la parete alle numerose variazioni dell’espressione e dei dettagli degli elementi scolpiti.

A completare questo spazio monumentale c'è anche la chiesa di San Vito alla Rivera. Situata proprio di fronte alla fontana, si tratta di uno degli edifici religiosi più antichi dell'Aquila, risalente al XIII secolo. La fontana e la chiesa non sono due monumenti separati: lo spazio delimitato dalla Fontana delle 99 Cannelle costituisce anche il sagrato della chiesa di San Vito, dando vita a un insieme monumentale davvero affascinante e unico nel suo genere.

99 maschere uniche

Se osserviamo con attenzione le cannelle, scopriamo che la vera particolarità della fontana non è soltanto il loro numero. Le maschere presentano infatti caratteristiche molto diverse tra loro: alcune raffigurano volti umani, altre mostrano tratti più stilizzati o assumono forme che ricordano figure fantastiche e simboliche

Espressioni, lineamenti e proporzioni cambiano continuamente davanti a noi, creando una sequenza originale e dinamica. Il nostro sguardo passa da un volto all'altro cercando somiglianze e differenze, quasi come se ogni elemento possedesse una propria personalità.

A intervallare le maschere compaiono inoltre formelle decorate con fiori e rosoni scolpiti, che rendono ancora più suggestiva e particolare la composizione.

Non è un caso che molti visitatori finiscano per soffermarsi proprio su questi particolari. A distanza di secoli, i volti della fontana continuano a catturare l'attenzione perché trasformano una struttura funzionale in qualcosa di molto più personale e riconoscibile, lasciando l'impressione che dietro ogni maschera si nasconda una storia unica e speciale.

Un monumento tra leggenda e realtà

Con il passare dei secoli, il fascino della Fontana delle 99 Cannelle ha alimentato racconti, interpretazioni e curiosità che vanno oltre la sua storia documentata. 

Il centro di tutto è proprio il numero 99. La tradizione racconta che la città fosse composta da 99 castelli, 99 chiese, 99 piazze e 99 fontane, un'immagine simbolica che continua ancora oggi a occupare un posto importante nell’identità locale.

Ciò che rende interessante questa tradizione è che storia e leggenda non coincidono perfettamente. Il vero numero delle comunità coinvolte nella fondazione della città era probabilmente inferiore a 99, e la stessa fontana ha subito ampliamenti e trasformazioni nel corso dei secoli. 

Probabilmente è proprio questa sovrapposizione tra fatti documentati, memoria popolare e interpretazioni simboliche ad aver reso le 99 Cannelle un monumento così speciale, una sorta di firma della città e un elemento ricorrente nei racconti e nell'immaginario collettivo aquilano.

Come raggiungere la Fontana delle 99 Cannelle

La Fontana delle 99 Cannelle si trova in Piazza San Vito, nell’area di Borgo Rivera, uno dei quartieri più antichi dell'Aquila.

Chi arriva in treno può raggiungerla in pochi minuti a piedi dalla Stazione ferroviaria, che si trova proprio nelle immediate vicinanze. 

Anche per chi viaggia in auto, la zona della stazione rappresenta uno dei punti più pratici dove parcheggiare prima di proseguire a piedi verso la fontana, che dista poche centinaia di metri, situata subito dopo Porta Rivera.

Dal centro storico invece, precisamente da Piazza Duomo, il percorso richiede circa 15 minuti e attraversa alcune delle strade più caratteristiche del centro, permettendoci di osservare da vicino l'architettura e l'atmosfera unica del capoluogo abruzzese.

L'autore

Scritto il 24/08/2026