La Campania e la Basilicata sono tra le regioni più affascinanti e misteriose della penisola italiana. Regioni ricche di storia, di cultura, di bellezze paesaggistiche e di succulente tradizioni gastronomiche. Abbiamo preparato per voi un breve itinerario "al confine" che attraverso le sue poche, ma importanti tappe, vi condurrà all'agognata meta finale. Qui, dopo aver soddisfatto la mente e lo spirito con splendidi paesaggi e pittoreschi monumenti, troverete il meritato ristoro per le vostre membra ed il giusto appagamento per il vostro palato. Pronti, si parte!

1 - Calitri: sulle rive dell'Ofanto, tra Storia e Gastronomia

Il nostro viaggio comincia proprio al confine tra Campania e Basilicata. Infatti visiteremo insieme Calitri, in provincia di Avellino, tra i paesi più importanti dell'Alta Irpinia. Situato su una collina alta grossomodo 600 metri, Calitri è attraversata dal fiume Ofanto, che sarà uno dei compagni del nostro viaggio. Calitri è un paese di origini antichissime, un paese ricco di storia come testimoniato dai suoi monumenti e dalle sue tante chiese. Imperdibili sono, infatti, la chiese di San Canio, dell'Immacolata Concezione, di Santa Lucia, di San Berardino e di Sant'Antonio Abate. Ma soprattutto, Calitri è un paese di grandi tradizioni culinarie. Assolutamente da gustare sono alcune tipiche specialità come le Cannazze, sorta di ziti spezzati ed i Cingul, molto simili ai cavatelli pugliesi. Piatti da gustare conditi da ragù e pecorino grattugiato. E proprio i formaggi, fra le tante leccornie, sono tra le migliori prelibatezze di Calitri: Caciotto irpino, Caciocavallo irpino, Manteca, Caletrana, questi sono solo alcune delle squisitezze casearie della zona. Ma adesso abbandoniamo Calitri e varchiamo il confine campano. E rimandiamo a più tardi i piaceri della tavola. 

2 - I laghi di Monticchio: i due laghi fratelli

Il vostro entusiasmante viaggio continua in provincia di Potenza, a Monticchio, una frazione dei comuni di Atella e Rionero in Volture. Adagiata alle pendici del Monte Volture, antico vulcano appenninico, la cittadina lucana è celebre soprattutto per i suoi laghi, formatisi all'interno dei crateri dell'ex-vulcano. I laghi di Monticchio sono due, e sono separati tra loro da una striscia di terra: il Lago Piccolo ha grossomodo una superficie di 16 ettari, mentre il Lago Grande si estende per ben 38 ettari. Qui potrete ammirare la tipica vegetazione della zona, come faggi, roveri e le preziose ninfee acquatiche ed importanti esemplari di fauna ittica come carpe, persici reali, rovelle, etc... E dopo esservi ritemprati la vista con la visione dei due splendidi "laghi fratelli", vi aspetta la prossima tappa. Non temete, non è molto lontana...

3 - L'Abbazia di San Michele a Monticchio ed il Museo di Storia Naturale del Vulture

Infatti, se volgiamo lo sguardo verso il Monte Volture, vulcano ormai spento da ben 130.000 anni, possiamo notare la presenza di una maestosa struttura architettonica, immersa con il suo abbacinante candore nella florida vegetazione che colora le pendici dell'ex edificio vulcanico. Si tratta della Abbazia (Badia) di San Michele a Monticchio. La sua storia cominciò nel lontano VIII secolo D. C., quando il primo nucleo dell'edificio fu costruito nei pressi di una grotta dove dimoravano alcuni monaci basiliani. Poi l'Abbazia è stata governata dai benedettini fino al 1456, in seguito dai cappuccini e, a partire dal XVIII secolo, dall'ordine militare costantiniano che l'amministrò fino all'Unità d'Italia. Oggi l'Abbazia, che è gestita dall'Ufficio Territoriale di Potenza per la biodiversità del Corpo Forestale dello Stato, offre ai suoi visitatori, insieme alle bellezze storico-artistiche che testimoniano la lunga e complessa storia dell'edificio, anche un interessantissimo Museo di Storia Naturale che vi racconterà i 750.000 di storia del vulcano Vulture. Affreschi medievali, vestigia settecentesche e meraviglie della natura, quindi, renderanno la vostra visita un'esperienza unica ed irripetibile.

4 - L'Agriturismo Valle Ofanto: i sapori autentici della cucina lucana

E adesso, giungiamo finalmente all'ultima stazione del nostro viaggio, Rapone, in provincia di Potenza, piccolo comune della valle del fiume Ofanto. Qui tra boschi, pascoli e le numerose aziende pastorali e casearie, troverete la meta tanto agognata. Si tratta dell'Agriturismo Valle Ofanto, bandiera d'eccellenza della cucina tradizionale.

La cucina dell'Agriturismo Valle d'Ofanto, degna epigone del circuito Slow Food Locande d'Italia, si basa sull'utilizzo di prodotti di altissima qualità, sempre di stagione, direttamente coltivati dai gestori dell'azienda o acquistati da rifornitori di fiducia. La politica dei prodotti a "metri zero" consente la realizzazione di splendide leccornie come la scarola saltata, i ravioli, gli strascinati e le cannazze al ragù, piatti preparati dalle sapienti mani di Donato Tornillo.

Donato Tornillo, rappresentante della Basilicata come Agrichef, ha coltivato la sua passione per la cucina fin da bambino, grazie all'esperienza avuta a "contatto diretto con la materia prima nell'orto di casa". Cucina biologica a metri zero, fantasia creativa, rispetto della tradizione e pasta fresca rendono imperdibili i piatti dello Chef Tornillo. Un'esperienza che, se volete, il padrone di casa mette a disposizione dei più piccoli (e dei loro parenti) con i preziosi corsi della sua Fattoria Didattica. 

L'Agriturismo Valle Ofanto concede la possibilità, inoltre, grazie alla sua vasta struttura, di ospitare anche congressi, convegni e cerimonie private. Infatti una straordinaria piscina, un vastissimo parco giochi per i più piccini,  3 camere e due appartamenti per un totale di 18 posti letto dotati di ogni comodità, sono a disposizione del turista e del visitatore.

Cosa aspettate allora? Alla "fine del vostro viaggio di confine", prenotate un bel week-end a Valle Ofanto! A contatto diretto con la natura, gusterete gli autentici ed originali sapori della tradizione lucana!

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